“Io uccido” di Giorgio Faletti

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Colpi di scena ed intreccio coinvolgente per una storia ben scritta che ti tiene incollato alle pagine del libro. Accurato nei particolari e nelle psicologie. Sorprendente in alcuni punti. L’unica pecca(per me)? Forse la storia secondaria di Helena, figlia del generale Parker, nuovo amore del protagonista, Frank. Ho trovato quella parte un “di più” non necessario alla trama principale, anche se alla fine si intreccia con questa in una ricerca fino all’ultimo respiro dell’assassino, che vede contrapposti Frank (che vuole consegnare il killer alle autorità) e un attendente del generale (che invece vuole far vendetta per conto del suo comandante).

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“Vento di Greco” di Morgana Mazzù

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Il destino arriva sulle ali del vento ( in questo caso il Grecale ) portando due giovani ad incontrarsi. Siamo a Megara, Magna Grecia, è la storia d’amore fra Nike e Glauco, delicata, come un primo amore, appassionata, come può essere solo l’amore vero, in contrapposizione con la guerra dura e crudele fra Ateniesi e Siracusani. Il loro amore, struggente, è il protagonista, come il destino che è, come in ogni buona tragedia greca, oscuro per le menti umane, ma già tracciato. Risalta per forza d’animo e saggezza, il padre di Nike, Cratete, in un affresco, a tinte tenui eppur forti, della nostalgica visione di una patria perduta, amata e odiata, una Athenai splendida e terribile… Libro poetico, dolce e malinconico…

Hagakure – Il libro segreto dei samurai

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di Yamamoto Tsunetomo

Oscar Mondadori

€ 7,80

“Hagakure” – parola composta dagli ideogrammi “foglia” e “nascondere” e, quindi, traducibile con l’espressione “nascosto dalle foglie”. Frutto delle discussioni fra Yamamoto Tsunemoto ed il suo allievo Tashiro Tsuramoto, il libro è stato inizialmente tramandato in segreto fra i samurai, venendo pubblicato per la prima volta solo nel 1906. Il libro è stato più volte frainteso, ma nei brevi aforismi v’è racchiusa l’antica saggezza dei samurai che, come dice l’introduzione, “non ha nulla a che vedere con la totale sottomissione ai superiori o con l’esaltazione del suicidio”.

Il Bushido è la via del samurai ed il guerriero vero sa percorrerla. Il samurai è pronto a morire per il suo signore ed il suo ideale, ma non per questo disdegna la vita, anzi, come ogni essere umano, la ama, a tal punto da goderne di ogni istante, proprio perché non è inseguito dal “fantasma” della morte. Praticamente, sapendo di poter morire, anzi, di dover morire per il proprio signore, il samurai è libero si assaporare ogni attimo della sua esistenza.

Per chi ha visto “L’ultimo samurai” con Tom Cruise ed è rimasto affascinato dal Bushido e dal personaggio di Katsumoto, generale samurai, come lo sono stata io, questa lettura potrebbe essere molto interessante!