“Fratelli dello Spazio Profondo” di Erika Corvo

copertina_erika_corvo

Le stelle sono quelle che conosciamo (Chioma di Berenice, costellazione del Drago, ecc…), è la nostra realtà, quindi, il nostro universo. Il tempo è quello futuro, un futuro molto lontano, in cui l’umanità, la nostra umanità, i nostri discendenti hanno fatto di nuovi pianeti la loro casa. La storia è quella di un ragazzo addestrato e vessato in una prestigiosa scuola militare federale per eccellere in tutto, persino nella violenza. Per i suoi istruttori, egli dovrà diventare un comandante della flotta federale, talmente abile e brutale da poter debellare la Fratellanza dei pirati spaziali… Ma il destino di Brian Black, questo il nome del giovane, non era seguire quella strada. L’incontro con Stylo, maestro e suo primo amico, cambierà tutto, svelando verità nascoste…

Il romanzo si “apre” così all’avventura più piena, in un racconto di fantascienza godibile e divertente, pieno di azione incalzante. La narrazione è pressoché in prima persona. I protagonisti si alternano a raccontarci ciò che accade, permettendo un cambio di punti di vista e un modo per conoscere ogni lato del carattere di tutti. Quando, però, l’azione si svolge “oltre l’occhio” dei protagonisti è  il “narratore” che ha il compito di spiegare. Ma a volte la “voce” del narratore appare anche nei capitoli dei vari personaggi(in pochi punti, in verità) e ciò rischia di sorprendere troppo il lettore. Per il resto, comunque, oltre l’uso del maiuscolo per le frasi urlate, lo stile è buono e la narrazione fluida.

Il protagonista, Brian Black, è uomo da non lasciare indifferenti. Lo puoi detestare, chiederti il perché dei suoi atti di violenza, ma anche comprendere nella sua abnegazione verso chi ha sofferto.  È un capo abile, intelligente ed estremamente (ma forse con ragione) vendicativo. È Black Diamond, come verrà soprannominato. Sulle sue spalle pesa la sorte del suo pianeta, piegato e sconfitto da un gruppo di speculatori disonesti. È un peso che egli stesso vuole, che cerca… Ma l’odio rischia di consumarlo, di cancellare quella scintilla di umanità che alberga ancora in lui… Stylo è il suo collegamento alla coscienza, un amico, ma anche un insegnante di vita, ed insieme, Brian e Stylo, sono straordinari. Juno dirà di loro:

“…L’onda e il riflusso, il giorno e la notte, il fuoco e la sabbia che lo spegne; perfettamente complementari. Il Diamante Nero non era una sola persona. Erano due.” E non si può non darle ragione…

Beh, che dire di più? Non vogliamo svelare troppo. Forse solo questo:  è un viaggio fra pirati, armi, violenza e fuoco incrociato… naturale che qualcuno venga “inchiodato”… Buona avventura, quindi!

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