La fiamma

fiamme

Trema la fiamma
sussurrando
silenzi arcani
pieni
di parole…
Discorsi dal fuoco,
come riflessi
di luce
nel vetro
della vita…
Nella sua danza
armoniosa,
in viaggi concentrici,
la porta
per nuovi
mondi…
La mia voce
come tuono
per esprimere
al mondo
la rabbia
ardente
che mi brucia
dentro.

Maria Stella Bruno 
dalla raccolta “Clessidre Notturne”

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Intuizione

Sogno un alito di vento
con la necessità
di un sole antico.
Respiro profondo
in questo mondo
denso di solitudini.

Maria Stella Bruno 
dalla raccolta “Clessidre Notturne”

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Linda Bertasi mi intervista…

Vi segnalo una bellissima intervista fattami da Linda Bertasi sul suo blog

^_^

lindabertasi

Ecco il link:

INTERVISTA A MARIA STELLA BRUNO

Ciao Maria Stella, benvenuta nel mio blog. Raccontaci qualcosa di te.

Raccontarmi? Beh, è difficile, lo è sempre stato per me, per questo forse mi sono data alla poesia e alla prosa. Sono maniere indirette di esprimere quel mondo che ognuno di noi si porta dentro, quel LOGOS di cui parla Eraclito in una delle frasi che preferisco di più… “I confini dell’anima non li potrai mai trovare per quanto tu percorra le sue vie; tanto profondo è il suo Logos”… Per questo forse mi definisco “semplicemente complicata”, perché di fondo sono una persona semplice, a cui piace leggere un buon libro, fare passeggiate nella natura, ridere e scherzare con familiari e amici, ma che ha anche molti spigoli, ombre e sofferenze che possono rendermi “dura” a volte, specie se mi si prende dal verso sbagliato. Mi dicono scherzando che sono impossibile(anche nel senso buono!), forse hanno ragione… ^_^

Sei un’appassionata lettrice e spazi dalla letteratura generale alla filosofia orientale. Cosa ti affascina di quest’ultima disciplina?

Quel senso di disciplina, di perfezione, di controllo. La ricerca della pace tramite la ripetizione di gesti, parole. Nel mondo orientale, specie quello antico, tutto sembra votato alla bellezza, purtroppo a volte a scapito dell’improvvisazione, poiché ci sono canoni prefissati. Ed è questo modo di vedere le cose che mi attrae, forse perché non mi appartiene. Il mistero, le potenzialità della mente, la saggezza dietro ogni gesto studiato sono cose che destano in me ammirazione, che mi affascinano davvero.

Un diploma magistrale e l’iscrizione a Lettere e Filosofia. Un percorso di studio interrotto dopo due anni, perché questa decisione?

Mi sentivo costretta in un sistema troppo rigido, soffocante, volto più al conseguimento dell’esame che dell’apprendimento. I miei interessi erano eclettici e di ogni cosa volevo approfondire, ma lo stress di conseguire più esami alla volta influiva sulla mia gioia di imparare. A quel punto decisi di lasciare.

Dal periodo di introspezione nasce l’ispirazione per le tue poesie a tema esistenziale. Alcune verranno poi inserite nelle antologie “Olympia città di Montegrotto Terme 2003” e “Comune di Candia Lomellina 2004”. Cosa ricordi di questa esperienza?

Avevo molta voglia di esprimermi, di cercare di dare “voce” a ciò che sentivo. Non sono mai stata brava a “svelare” me stessa, come ho già detto, a parlare apertamente di me anche in un diario privato, così i versi un po’ ermetici, la poesia libera mi hanno aiutata. Ogni poesia è parte di me, quindi di quel periodo, ricordo maggiormente lo stupore nel rendermi conto che ciò che scrivevo poteva piacere.

Partecipi al premio letterario ‘Il Club egli autori 2002-2003’ con la poesia “In un soffio di vento” e ti aggiudichi il primo posto. Ne consegue la pubblicazione di una tua raccolta “Clessidre Notturne”. Parlacene.

E’ stata una sorpresa, un’emozione indicibile. Ricordo che andai a ritirare il premio a Melegnano (Mi) e che ero talmente emozionata che dubitavo di riuscire a salire sul palco e ritirare la targa… Poi, beh, l’ho fatto, ma ero così sopraffatta dagli applausi e dall’atmosfera che tutto, da quel punto in poi, nella mia mente diventa un ammasso confuso. Eppure anche quella “confusione”, quel vincere me stessa e la “paura del palcoscenico” sono stati un dono. È stata una bella esperienza. E la pubblicazione della raccolta, anche se solo 100 copie fuori commercio, mi ha dato la spinta a volere qualcosa di più… Forse nacque allora il seme di quel romanzo che scrissi in seguito, il desiderio di vederlo su carta stampata…

Nel 2006 pubblichi il tuo primo romanzo “Il Drago Infinito – I custodi” che si aggiudica il secondo posto nel XV premio letterario “N. Giordano Bruno 2006”, ottenendo anche la recensione del critico d’arte Professoressa Maria Teresa Prestigiacomo. Raccontaci le tue emozioni.

Già scrivere un romanzo, riuscire a pubblicarlo è una vittoria, ma ottenere dei riconoscimenti certo aiuta l’autostima, specie dove questa difetta. Nel mio caso, quello fu un periodo in cui misi in gioco me stessa più di quanto avessi mai fatto. Mi ero gettata in mare e cavalcavo l’onda, ma non ci sarei riuscita da sola. I miei genitori mi hanno sostenuta e guidata. Credo che ogni tassello, ogni cosa fatta in quel periodo sia valsa a farmi superare meglio le prove che la vita mi ha dato. Guardandomi indietro, penso che non sarei riuscita a sopportare quel periodo della mia esistenza se non avessi avuto quelle soddisfazioni almeno nel campo professionale. Il bagaglio di esperienze accumulate, le sfide affrontate e vinte, mi hanno reso più libera dal parere altrui, più sicura, oserei più forte, ma credo che forte non lo sarò mai veramente…

Nel 2007 ti aggiudichi il Premio per scrittori emergenti, ‘in ricordo di Anna Moleti Belfiore’. Ricordi qualcosa di quest’esperienza?

Naturalmente. Ogni riconoscimento ha il suo valore, ogni dimostrazione di stima mi ha spronato a non mollare, a  proseguire sulla “Via della Penna”, come un samurai che segue la Via della Spada (^_^), a non lasciarmi prendere dallo sconforto di fronte alle porte chiuse, magari sbattute in faccia, ai favoritismi, ad un mondo editoriale non sempre limpido e molte volte ostico per i nuovi nomi. Mi pare che ritirai quel premio a Taormina(Me) e che pregai la conduttrice di non farmi parlare… Avevo paura che mi si incrinasse la voce… E poi lo Scirocco. Lo ricordo nel suo abbraccio più caldo. Spazzò una sola volta il cortile dove ci trovavamo, ma fu una ventata improvvisa, forte, avvolgente, quasi fosse un monito il suo. Lo Scirocco parve dirci che era lui il signore di quelle terre, noi solo dei poveri affittuari…  😉

Nel 2012 la tua poesia “Una preghiera” viene inserita nell’antologia “Lacrime e fango di Rocco Fodale – Per certi versi” e nello stesso anno, il tuo primo romanzo viene nuovamente pubblicato con la Edizioni il Pavone, con un nuovo titolo “I custodi dei frammenti” della saga “Il Sigillo Del Drago Infinito”. Come mai questo cambio editoriale?

Ho revisionato il testo ed ho deciso di cambiare il titolo perché quello precedente poteva far credere che si trattasse di un diverso genere di fantasy, rispetto a quello che è. Ho scelto di “rasentare” il genere fantasy, ma sono rimasta più sull’avventura. Chiamare il romanzo solo “Il Drago Infinito – I custodi”, come nell’edizione del 2006, poteva far credere che trattasse dei classici elementi del genere, di draghi, elfi, maghi, un po’ un romanzo alla Tolkien, invece io ho evitato di prendere quella via fin troppo frequentata. I miei personaggi sono uomini e donne, che nel bene o nel mare, con le proprie luci ed ombre, non a tutto tondo, vivono e muoiono seguendo i loro intenti. Il tutto si svolge in un medioevo alternativo, intorno alla ricerca di un perduto libro di profezie…

Nel 2013 esce il tuo secondo romanzo “La spada e il drago”, capitolo conclusivo della saga suddetta. Cosa troveranno i lettori al suo interno.

Nel primo volume “I Custodi dei Frammenti” la vicenda inizia a prendere corpo, si conoscono i personaggi, la loro personale storia, le interazioni col mondo circostante. C’è avventura e mistero, ma nel secondo volume “La Spada e il Drago” le cose prendono pieghe più incalzanti, aumentano i segreti, i colpi di scena, le situazioni di pericolo. Tutto si avvia alla resa dei conti, all’epilogo finale, che poi giunge nel luccichio del metallo e nell’ arsura del fuoco… Ma non svelo di più, altrimenti non ci sarebbe gusto a leggerlo. 😉

Qual è stato l’input per questa saga?

Nasce da una mappa, un gioco con me stessa. Mi piace disegnare ed ho iniziato ad abbozzare un mondo, coi suoi fiumi, mari, monti… La fantasia ha fatto il resto immaginando città, popoli, costumi. E per narrare il tutto ho cominciato da un personaggio semplice: Safav il contadino. Tramite lui ci si addentra nella storia che si apre “a ventaglio” su molti altri personaggi che, protagonisti delle proprie vicende, aiuteranno a narrare il filo unico che tiene la mia saga, ovvero la ricerca del mitico libro di profezie “La Spada dei Sette”.

Quali temi affronti nel tuo libro?

Amicizia, vendetta, odio, passione e amore. Meschinità e atti di supremo coraggio. Avidità e generosità. Onore e infamia. Tradimento e lealtà. Tratto dell’uomo, quindi c’è tutto, specie nelle sue ambizioni, nel suo rapporto col potere, nella sua brama di conquista. La domanda che mi sono posta è questa: cosa sarebbe disposto a fare un uomo intelligente, ambizioso, permeato dal desiderio di vendetta al sapere che quella che tutti pensano sia una leggenda invece è una realtà? Cosa farebbe quell’uomo se potesse avere lo strumento per sapere gli eventi più importanti del futuro? Beh, mi son risposta, cecherebbe di  ottenere quello strumento, di approfittarne, per plasmare il mondo a suo piacimento… Ma per chi brama il potere per sé, c’è sempre chi vuole evitare il peggio, chi ha ideali e crede in essi fino alla morte. E sarà lotta, senza respiro, senza speranza di vittoria  a volte, di sicuro impatto per chi ama le avventure epiche, ma non esagerate, in un viaggio che può portare lontano!

Stai lavorando a qualche altro progetto?

I progetti in cantiere sono tanti. Vorrei pubblicare nuovamente la mia raccolta di poesie “Clessidre Notturne”, ampliata e non più in sole 100 copie fuori commercio. Sto revisionando il primo volume di un’altra saga dal  titolo “L’Occhio del Veggente” e ne sto concludendo il secondo volume. Penso già al terzo, ma è ancora troppo presto. In compenso ho già iniziato un romanzo di fantascienza ed uno surrealista…  In pratica avrei bisogno di più ore al giorno, poiché a volte neanche la notte basta! Sono un vulcano di idee, devo solo stare attenta a non scoppiare! ^_^

E’ stato un piacere ospitarti nel mio blog. In bocca al lupo!

Per seguire Maria Stella     MARIA STELLA BRUNO

 

In un soffio di vento

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In un soffio di vento
ricordo
una vita vissuta
all’ombra
di una candela,
in un mondo lontano
isolato dal tempo.
E’ un raduno di uomini
ed idee,
dove luci soffuse
si confondono
con il canto
del vento,
dove
arcane presenze
convivono
con il vissuto reale…
E’ solo un ricordo
che confina
con il sogno,
eppure a volte
mi ci ritrovo
come
in un soffio di vento…

Maria Stella Bruno
da Clessidre Notturne
(primo posto nel premio letterario “Il Club egli autori 2002-2003” )

 

Nuova recensione per “I Custodi dei Frammenti”

La recensione di Luca Calcagno per Elzeviro.net ^_^ Grazie Luca!!!
http://elzeviro.net/2013/08/16/i-custodi-dei-frammenti-il-sigillo-del-drago-infinito-vol-1/

I custodi dei frammenti - il sigillo del drago infinito“Il fantasy è un genere che negli ultimi anni è stato molto sfruttato. Perciò chi si accinge a scrivere un fantasy deve tener conto di molti fattori come i personaggi, la trama, l’ambientazione in modo tale che tutti questi elementi attraggano il lettore e gli facciano desiderare di entrare e respirare l’aria del mondo raccontato tra le pagine.

I custodi dei frammenti. Il sigillo del drago infinito. Vol. 1 di Maria Stella Bruno, edito da Edzioni Pavone, è un libro molto ampio, circa 400 pagine. Questo è di certo un punto a favore, perché un mondo non può essere racchiuso nel centinaio di pagine.

L’autrice non si perde in vane descrizioni: la storia comincia praticamente in medias res. Safav torna al proprio villaggio, Xatum, e lo trova distrutto. Deciso a scoprire chi sia stato a fare ciò si avventura verso Neix la città principale della regione. Mentre sta attraversando il fiume su una zattera di un vecchio, subiscono un attacco da due cavalieri dell’esercito nero senza bandiera. Da quel momento in poi il destino di Safav si incrocerà con altri personaggi e col nemico intenzionato a radunare deimisteriosi frammenti di una chiave.

Prevalgono le parti descrittive su quelle dialogate, siano le descrizioni di luoghi o di azioni, ma questo non appesantisce affatto la lettura. Inoltre lo stile risulta molto scorrevole in un italiano medio che può essere facilmente apprezzato sia dai lettori più giovani che da quelli più grandi.

Pian piano vengono introdotti molti personaggi, come spesso accade nel genere fantasy. Questi coi loro comportamenti e modi di agire, offrono spunti diversi per porsi nei confronti della vicenda. Si passa dal protagonista Safav ad Ajhall il marinaio di Varesia e ai numerosi avversari. Non è semplice riuscire a giostrarsi tra tante voci senza appesantire la lettura o senza cadere nella ripetitività. Ma ogni personaggio, anche nelle proprie “avventure” individuali, porta avanti la trama, senza che questa sparisca dall’orizzonte del lettore.

I custodi dei frammenti. Il sigillo del drago infinito. Vol. 1 è, come la maggior parte dei fantasy, un mondo in circa 400 pagine. Un mondo nel quale il lettore non farà fatica a perdersi. Ma è anche una vicenda talmente ampia che ingloba tutti i personaggi e li trascina nel proprio svolgersi intrigante. E’ una lettura consigliata sia agli appassionati del genere, ma anche a chi non lo sia, a tutti coloro insomma che desiderino farsi stregare da un trama e seguirla pagina dopo pagina.

Luca V. Calcagno”

Il tempo

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Scandito è il tempo
da parole
non dette
di anime antiche.
Eremita
nella sua essenza,
prosegue
come un fiume
in piena
senza allentare
il suo passo,
inesorabile e
sicuro.
Il tempo…
antico nemico
delle menti eccelse.

Maria Stella Bruno

Il mondo dei limiti

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Solitaria essenza
nel misero destino
dell’umana gente…
Peso possente
su ossa stanche
che meste viaggiano
in un mondo
con troppi limiti…
Notte nebbiosa
di una luna piangente
che cerca invano
il riposo del sole.

Maria Stella Bruno

I nostri versi

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Presi
dai sogni e dal tempo,
seguendo
la rosa dei venti
giungemmo
nell’oceano del suono…
Rugiada del mattino
in ambiente terso…
In estatica ebbrezza
il suono solitario della lyra,
come spiraglio
aperto,
ritrae la nostra vita
nell’affresco
che sono i nostri sogni…
Vento che dal nord
sei giunto
da noi
non avrai niente…
da irruente tempesta
sarai
lieve sospiro
che dal mare parla
per ispirare
i nostri versi…

Maria Stella Bruno

“Musashi” di E. Yoshikawa – Recensione di Maria Stella Bruno

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Ho finito di leggere “Musashi” di E. Yoshikawa. Proprio io che divoro libri in pochi giorni, anche grossi tomi, ammetto che questo ho faticato a finirlo. Perché? Mi sono chiesta. La storia è scritta bene, forse in un linguaggio un po’ arcaico, ma compensa con alcune descrizioni bellissime. I personaggi son tanti, sì, ma ci sono abituata. La filosofia orientale non mi è estranea, né la concezione della Via della Spada, c’è tanta avventura, ma è un fatto che questo libro è rimasto parcheggiato sul mio comodino per un bel po’…  Riflettendoci adesso che ho concluso, considero che son tante le cose che hanno contribuito a rendermi la lettura un po’ ostica. Ad esempio:  se posso sforzarmi di capire la concezione che spinge Musashi a errare in cerca della vera via del samurai, non riesco a comprendere invece l’imperituro amore di Otsu nei suoi confronti. Sarà che sono una donna occidentale figlia dei miei tempi, ma ‘sta povera (e strana) ragazza insegue letteralmente Musashi per tutto il libro incappando in svariati problemi che le danno tante preoccupazioni e lacrime ma che, per fortuna, non la toccano né nel corpo né nello spirito. Lui, gelido come un iceberg, continua a sfuggirle perché la ragazza lo distrarrebbe dalla via intrapresa… Solo alla fine Musashi cede sembra più perché gli dicono che è il tempo di accasarsi che per altro. Insomma, cede per stanchezza quasi, anche se le professa che, dopo la sua spada, ama solo lei… Quindi, questo “amore” particolare mi ha un po’ spiazzata. E che dire dei tanti personaggi? Ad un certo punto sembra che tutti vogliano Musashi, chi per amore (almeno due fanciulle. Una è Otsu), chi per vendetta, chi per affrontarlo in duello. E le vicende dei tanti personaggi che si intrecciano con le avventure del protagonista, si intersecano anche fra loro… Per carità, tutto è ben orchestrato, tutto ha un suo filo logico, ma la lettura è un po’ pesante, specie perché si deve fare i conti con una mentalità lontana dalla nostra. Comunque, non sono scontenta di averlo letto, non mi sono pentita, e in alcuni punti (nelle descrizioni delle armi e di come venivano usate, e anche negli usi e costumi del Giappone del 1600) mi è piaciuto davvero tanto. Su cinque stelle, per me ne merita tre… Non deludente, ma neanche entusiasmante. Non mi ha mai “catturata” davvero…

Fuoco e mare

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Sotto l’incessante
peso del fuoco
del tempo,
navigo
in acque
ignare
del proprio destino.
Ed è scontro di fuoco e mare
alle falde
di un pericoloso
vulcano…
E sono gabbiani dormienti
nella bonaccia
della sera,
che pure lottano fra correnti
e onde
nel fremere
della tempesta.
Onde perpetue
su rive scoscese
di luoghi sconosciuti,
come
emozioni profonde
di animi nobili…
Deserti nuovi
nella distruzione
di foreste antiche…

Maria Stella Bruno

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