Una notte

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Soffia il vento
e la notte soffre
proferendo parole
che orecchio umano
ode
ma non può sentire…
Si piegano nel silenzio
i giunchi e le fronde
e sono catene
di un imponente gigante
che si alza e si scuote
tentando di fuggire…
Rombano le onde
da lontano
e le voci adesso
sono due
che insieme intonano
un solo canto…
Infine come cosa unica
infrangeranno
i confini
ed il gigante indomito
sarà di nuovo
libero…
Io sarò il suo mantello
e con lui
continuerò il mio
cammino…

Maria Stella Bruno 
dalla raccolta Clessidre Notturne

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Detesto gli stereotipi

Sempre nel 2008 scrivevo(ma condivido ancora):

detesto1“Detesto gli stereotipi. Non sopporto chi passa più il suo tempo a personalizzare il cellulare e non il proprio essere, standardizzandosi con la massa per il modo di pensare, vestire e agire. Credo che questo sia un atteggiamento molto facile di prendere la vita. Ora, non voglio iniziare la solita filippica contro la nostra società, ma contro gli individui, perché è dall’individuo che è composto questo nostro mondo. Io credo che sia proprio dagli uomini che deve partire il cambiamento, perché ogni persona dovrebbe essere diversa, unica, speciale e non il frutto di un unico stampo. Per me sono gli stereotipi e gli emulatori il problema. Tutto è stereotipato, tutto è in funzione dell’emulazione, e ciò che vale magari per un singolo gruppo di gente diventa valido per tutti… Ma non è così! “Tutti gli uomini sono dei maniaci, tutte le donne delle putt…” qualcuno ha detto. Che generalizzazione superficiale e immatura (oltre che offensiva!). Non è così. Solo che la mercificazione del sesso, che negli ultimi tempi sta prendendo maggior piede anche grazie alla globalizzazione, ha alterato la morale e l’etica, cose che, oltre l’intelligenza (ma per molti è diventata questa un mito ed usano la mente collettiva del “branco”), fanno differire l’uomo dalle bestie. Viviamo in un mondo destabilizzato, pieno in superficie, ma vuoto al suo interno… e gli stereotipi dilagano… E’ più facile amalgamarsi alla maggioranza, si soffre di meno ad essere parte di un “tutto” piuttosto che affermare e difendere (e trovare) le proprie idee. L’individuo (che più tale non è) sparisce così nella concezione della massa. Ma, per fortuna, anche questo non è legge per tutti… Attenzione a non cascare nei famigerati stereotipi! Per quanto riguarda me, farò quello che ho sempre fatto, continuerò a credere che Dio, Amore, Solidarietà, Pace, Speranza, non siano solo parole ma concetti radicati nell’anima. Non farò “di tutta l’erba un fascio” (se mi perdonate la frase fatta) e come “persona” mi rivolgerò ad altre “persone” sperando che a piccoli passi l’individuo (come concezione generale) riprenda spessore e la sua importanza…”

La vigliaccheria

Nell’aprile del 2008 scrivevo un post che, purtroppo, è valido anche oggi…
lacrime

“Avete notato le notizie degli ultimi giorni? Ma come si può restare in silenzio quando sembra ormai consuetudine sentire nei telegiornali di ragazze violentate o aggredite agli angoli delle vie o persino sugli autobus, solo perché credevano di trovarsi in un mondo abbastanza civile in cui camminare tranquille e sicure? Si inorridisce al dato statistico che, benché rapine e omicidi siano diminuiti, stessa sorte non sia capitata anche a questi crimini da vigliacchi.

Mi chiedo cosa hanno intenzione di fare le autorità in proposito, mi chiedo se una campagna di sensibilizzazione basterebbe a combattere la visione sbagliata di “donna oggetto, bella, sexy, che sembra incapace di dire no”. Quell’immagine errata che da a tanti uomini instabili la concezione, già purtroppo fin troppo facile per loro, che tutte le donne siano oggetti accondiscendenti.

Sappiano, però, questi “signori” che il tempo della paura è finito, che la loro prepotenza non è più tollerata! Se le “streghe” devono tornare, torneranno. Basta con la violenza, basta con l’omertà di chi vede ma non interviene!

Fin quando uomo e donna non vivranno in serenità rispettandosi l’un con l’altro come esseri diversi, ma uguali insieme, non ci sarà mai progresso, e da qui nasce il mio interrogativo: può esserci vera cultura, arte e fantasia in questo mondo? Spero, mi auguro, di sì. Devo credere che qualcosa si possa pur salvare di questi giorni…”

Siamo nel 2013… Nulla è cambiato, anzi, peggiora… Perchè?

Ulivo solitario

ulivo secolare

Tace la notte
nel crescendo
della luce,
quando il mattino
ancora sopito
nei colori dell’aurora
si insinua
nelle pieghe
di una natura assonnata…
Giace dormiente
l’ulivo solitario
che come riparo
nascosto
ospitò i miei pensieri
e le mie ali
in cerca di libertà…
Giace proibito
oltre siepi di rovi
e sguardi indiscreti,
ma riposa lì
il mio sogno…
Vento caldo
che dal deserto
giungi,
accarezzi le sue foglie
e fai cantare
i sui rami;
parole lievi e
suoni melodiosi
che innalzano
la mia voglia di esistere…

Maria Stella Bruno
dalla raccolta “Clessidre Notturne”

Viaggio mai uguale

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Esita il giorno
nel silenzio
percorso
da nuove presenze…
In un attimo
d’esaltazione
venti possenti
scuotono
l’aria…
E siamo
anime senza
tempo
che persistono
in questo viaggio
mai uguale…
E siamo
sognatori
in un mare d’ombra,
equilibristi
sul fuoco
d’imminenti battaglie…
Esseri soli
che nel silenzio
ascoltano
il fruscio
di mille anni.

Maria Stella Bruno
dalla raccolta Clessidre Notturne

Sentimento immortale

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Attraversò
nuvole di fuoco
in un manto
di polvere
e fumo.
Fu forestiero
nell’immutato
splendore
di mille
stelle
scarlatte.
Sopravvissuto
da tempi
di memorabile
orgoglio,
adesso
giace
supino,
in silente attesa,
e come
essere solitario
abita il fragore
del silenzio
in una mistura
di presente
e arcano…

Maria Stella Bruno 
dalla raccolta Clessidre Notturne

Nella tela dell’esistere

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Nell’imbrunire
lame dorate
ammantano
il cielo
come spille
che giacciono
nella tela
dell’esistere.
Giovani ed antiche,
immortali ed
effimere,
uniche eppure
sempre uguali…
Sogni di luce
ad occhi aperti,
solitarie
compagne
che sedute
alla tavola
di questa vita
scoprono
l’inganno
del relativo.

Maria Stella Bruno
dalla raccolta Clessidre Notturne

La malinconia delle Ortensie

gallery_4d02c89632869_OrtensieBluOggi mi è stata regala una pianta di Ibisco, un fiore che adoro e, per un gioco della mente, mi sono ricordata di un episodio accaduto tempo fa… Ricordo che ero in macchina, seduta dal lato del passeggero e guardavo distrattamente oltre il finestrino. Non si andava veloci seguendo una fila di macchine incolonnate che procedeva a singhiozzo. Così vidi le ortensie. Era un piccolo giardino che dava proprio sulla strada ed era pieno di quei fiori. La casa era modesta, ad un piano, ma quelle ortensie blu le davano l’aria di una reggia. Ne rimasi incantata. Ma la mia attenzione passò dai fiori a chi li coltivava. C’era una vecchia donna con l’innaffiatore in mano: capelli grigi, magra, vestiva di un abito semplice di un colore che ricordava quello dei suoi fiori ed aveva un’espressione triste, così triste, che mi sentii il stringere il cuore. Mi guardò, anzi ci guardammo… Un attimo, prima che la macchina trovasse un po’ di respiro nella corsia e scivolasse oltre, ma bastò perché sentissi tutta la malinconia di quella donna. Non mi capacitavo di cosa potesse renderla così triste, lei fra quei fiori stupendi, doveva passare del tempo perché capissi… Passò qualche mese e mi ritrovai su quella strada. Cercai l’indirizzo, le bellissime ortensie blu, ma… non c’erano più. I fiori, la casa modesta, la vecchia padrona di casa, tutto era andato, sparito ed avevano lasciato il posto ad una nuova costruzione, un edificio freddo, squadrato, una banca di prossima apertura… Mi ritrovai a guardarla a bocca aperta, col ricordo della malinconia della donna e una rabbia che non aveva nome nel cuore.

Nel mare delle idee

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Una pietra
nel mare delle idee,
onde
di mille spruzzi
di fantasia…
Assaporai
le effimere
sensazioni
di pace e sollievo
nell’ebbrezza fresca
del canto del mare…
Innamorata dell’esistere
mi infransi solitaria
nella consapevolezza
di una mancata
perfezione…

Maria Stella Bruno
dalla raccolta Clessidre Notturne

Si può fare!!!!!

Ispirazione…”La costruzione emergeva dalle nebbie come uno spettro di un mondo lontano o come il sogno di un’antica storia. Arroccato fra i monti e la scogliera, ciò che restava del castello mostrava ancora la possanza di quel baluardo di difesa, anche se i muri erano berciati ed il silenzio gravava su di essi fra il gracchiare dei corvi ed il sibilo del vento nelle arcate vuote“… SI PUO’ FARE!!!! Non impazzire, grazie, quello l’ho già fatto. Solo che cominciare a “vedere” la fine di questo romanzo mi entusiasma. Certo, la saga non è conclusa e lascerò per un pò i personaggi de “L’Occhio del veggente” in sospeso (Povero Alwaid!!!  ), ma il pensiero di iniziare un nuovo progetto completamente diverso da quelli intrapresi fino ad ora mi elettrizza!!! Non vedo l’ora di cambiare ambientazione!!!! Felice giornata a tutti, amici!!!!

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