Recensione: “Supernotes”di Agente Kasper e Luigi Carletti

supernotes“Una storia talmente reale da superare la fantasia”

Questo è ciò che dice, o meglio pensa fra sé l’avvocato Barbara Belli a proposito della vicenda in cui è stata proiettata, un retroscena incredibile, un mondo nel mondo, il “dietro le quinte” della Storia ufficiale, fatta di spie, corruzione, opportunismo, tripli giochi, dinamiche internazionali controverse e operazioni americane poco pulite. Il romanzo narra della storia di Kasper, nome fittizio di un uomo con tanti nomi, di uno 007 italiano “prestato” spesso alla CIA, che si ritrova “incastrato” in una faccenda “scomoda” al punto da rendere anche lui “scomodo”. Rapito in Cambogia, torturato e detenuto, passerà 373 giorni di pura agonia, di inferno, come anche lui definisce quel periodo, che lo costringeranno a rivedere la sua vita e infine a cambiarla definitivamente, una volta libero. La  narrazione è incalzante, lo stile duro, lapidario a volte, sicuramente incisivo. Ci viene esposta su “due fronti”: ciò che Kasper vive(durante la sua prigionia in Cambogia) e ricorda, le missioni passate che sono collegate in qualche modo all’indagine che lo ha messo nei guai, e le ricerche dell’avvocato Barbara Belli, a Roma (incaricata dalla famiglia di aiutare l’uomo), le sue scoperte su Kasper e la sua impotenza nello scontrarsi con “un muro di gomma” mentre cerca di smuovere le autorità italiane per salvare il suo assistito. “Supernotes” non è un libro “facile”, specie se si tiene conto che narra di una storia vera, che davvero da qualche parte c’è un uomo che ha vissuto quell’inferno, che ha subito torture fisiche e psicologiche, che si è sentito abbandonato dal Paese che serviva, ma che può ancora raccontarlo.  E per farlo è dovuto fuggire, altrimenti… Interessante è la parola chiave di questo libro, un “interessante” che non è blando o sornione, ma attento e vigile perché svela alcune cose del panorama internazionale passato (ma poi davvero tanto!?!) ed altre del Bel Paese. Ciò che risalta maggiormente è l’onnipresenza americana su tutto, della CIA e di altre sigle che cercano di fagocitarsi a vicenda, una guerra intestina fra “Ditte” sorelle che crea più danni che altro anche a livello internazionale. Poi c’è la durezza, la spietatezza, la ferocia di un Paese, la Cambogia, vista oltre l’occhio del turista, nelle verità scomode, inumane, non certo mostrate nei dépliant pubblicitari. Beh, dopo aver letto “Supernotes” mi son detta: “Accidenti! Ed io che mi indignavo delle schifezze che la politica, internazionale e non, combina alla luce del sole, sotto i riflettori dei Media! Chissà cosa accade oltre lo sguardo del popolo, quante verità celate, quanti panni sporchi insabbiati, quanta sofferenza, quanti giochi di potere!” … Niente di nuovo, mi son detta infine. La Storia ha i suoi segreti, ma non sempre rimangono tali, vedi “Supernotes”…

Quattro stelle su cinque.

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