Intervistata da “La Discussione”

Da “La Discussione” del 2 Settembre 2014 ^_^

intervista la discussione

1) Qual è la sua storia professionale: com’è diventata scrittrice?
In modo naturale e semplice. Fin da bambina osservavo mia madre scrivere e tentavo di imitarla. Ma è stata la mia passione per la lettura, anni dopo, a indurmi a cercare di elaborare il libro “perfetto” per me, il mio ideale di romanzo, la storia che avrei voluto leggere. Così, a vent’anni, mi son ritrovata a scrivere “I custodi dei frammenti”, un’avventura un po’ fantasy, dai toni anche epici. Era il romanzo adatto a quel momento della mia vita.

2) Quali sono le sue fonti di ispirazione? Come progetta un libro?
L’ispirazione è una musa bizzosa, può venire da ogni cosa. Per questo io ho un quaderno dove scrivo ogni fatto, curiosità o altro che mi colpisce del mondo, della scienza, della vita. Non so poi se adopererò tali notizie, ma non si sa mai!
Come per l’ispirazione, quando inizio un romanzo non so dove questo mi porterà. Ho certo un’idea iniziale, a volte solo una scena, un personaggio (come quello di Safav ne “I custodi dei frammenti”) o una situazione, ma è la storia che poi sceglie se stessa. Io mi limito ad assemblare il tutto. “Vivo” capitolo per capitolo, un passo alla volta. I miei romanzi non sono mai progettati “a tavolino”, non sono mera speculazione dell’ingegno o del raziocinio, in essi io riverso paure, passioni, conoscenze, proprio sotto l’impeto dell’ispirazione…

3) L’attuale situazione sociale e politica influenza il suo impegno di scrittrice? E se sì in che modo?
Non vivo in una torre d’avorio, non sono assente a ciò che mi circonda, quindi, certo, quello che accade nella politica nazionale e non influisce anche sul mio essere scrittrice. Aumenta il mio desiderio di evasione, ma al contempo la mia impossibilità a farlo. Nella frenetica corsa del quotidiano, cercando di raccapezzarsi, come un acrobata impazzito, fra mille situazioni incalzanti, il tempo per scrivere diminuisce sempre di più…purtroppo…

4) Pensa che le scrittrici, e più in generale le donne che fanno cultura, oggi in Italia siano ancora discriminate?
La “questione donna” è qualcosa che va al di là dell’essere scrittrici o meno. La donna viene spesso discriminata, anche se non sembra, persino nei paesi occidentali. Il mondo della cultura però è difficile per tutti, uomo o donna che sia. La crisi e l’eccedenza di scrittori ha portato un mondo, già chiuso, a stringersi maggiormente a riccio… Alcuni, i più bravi forse o solo i più fortunati, fanno breccia, gli altri annaspano in un mare di solitudine.

5) Lei si ritiene una persona privilegiata? (se sì) Perché?
Sono privilegiata? Beh, per molte cose sì, sicuramente. A livello personale, sono
contenta. Creare, immaginare, mettere su carta le mie storie, mi rende felice e mi fa sentire una privilegiata, ma… Per quanto riguarda il mio essere scrittrice, no, non proprio… Nessuno mi ha regalato niente e la “gavetta” la sto ancora facendo.

6) Qual è a suo parere la situazione della letteratura e, più in generale, della cultura nel nostro paese?
Ho già accennato a cosa penso sull’argomento. Sono molte le persone che scrivono al giorno d’oggi, alcune con grande talento e passione, altre… meglio non pensarci. Nelle continue escursioni come lettrice, spesso ho a che fare con esordienti capaci(altri no) e “veterani” annoiati (altri no)che curano poco le loro storie. Purtroppo la grande editoria predilige la seconda categoria… C’è prevalentemente paura di rischiare da parte degli editori con i nuovi nomi. Il grande nome, che sia di uno scrittore, di un calciatore, di una conduttrice o di una qualsiasi persona alla ribalta della cronaca del momento, attira il pubblico già restio a leggere. C’è un bagaglio di pubblicità che un nome qualsiasi non
possiede e, nel concetto del guadagno, questo conta. Ma così, a mio parere, la cultura stagna. In un mondo migliore, denaro e cultura non dovrebbero mai incontrarsi.

7) Lei ha fiducia nel futuro? O, al contrario, è pessimista?
Mi definirei un’altalena in questo senso, ma non cado mai né nell’eccessivo pessimismo, né nell’ottimismo più sfegatato. Cerco di essere obbiettiva, realista, ma caparbia sempre. Ho dei progetti per il mio futuro e se voglio realizzarli, devo per forza sperare nel meglio. Il pessimismo, poi, mi aiuta poco nel processo creativo.

http://www.ladiscussione.com/recensioni/item/29175-maria-stella-bruno-i-custodi-dei-frammenti.html

I custodi dei frammenti - il sigillo del drago infinito

“I custodi dei frammenti”, primo volume de “Il Sigillo Del Drago
Infinito” di Maria Stella Buno, Edizioni il Pavone
“Safav è l’unico sopravvissuto del suo villaggio, distrutto da un
esercito senzabandiera, e, desideroso di vendetta, parte in cerca di
risposte e informazioni. Ajhall è un marinaio, scanzonato e molto
furbo, che sembra quasi attirare i guai. Inoha è un giovane irruente
e temerario che freme all’ombra del padre, Partaf, cavaliere di
AlbaNotte.Le loro vite si intrecceranno ed insieme scopriranno
quale grande pericolo incombe sul mondo conosciuto. La brama di
potere di un solo uomo minaccia la pace e la stabilità. Phalaha,
detto il Corvo Nero, infatti ambisce a riunire i sette frammenti di una
chiave che apre un libro di profezie pericoloso e, per impedirglielo,
Safav, Inoha e Ajhall vivranno numerose avventure. E fra lotte,
intrighi e tradimenti viaggeranno per il mondo imparando a
conoscere anche se stessi, in uno scontro senza respiro fra chi ha
ideali e chi possiede solo la brama di conquista…”

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