Un cassetto dei sogni dischiuso per Lorena Milano – Intervista

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Lorena Milano

“Da sempre amo leggere e fin da piccola ho sentito la necessità di riversare su fogli pensieri, emozioni, considerazioni, sotto forma di poesie o di racconti. Spesso la mia casa è sparsa di pezzetti di carta con su scritto un mio pensiero immediato, o una citazione che ho sentita subito mia, o una poesia o la trama di un probabile racconto. Da qualche anno scrivo le mie considerazioni ed i miei racconti su un blog, anche se non sempre riesco a seguirlo ed aggiornarlo causa impegni familiari e lavorativi. Avrei voluto fare la scrittrice ma mia madre, molto più pragmatica di me, mi ha indirizzata verso ambiti lavorativi più sicuri. Quindi sono da circa trent’anni una dipendente della sanità ospedaliera e da 5 coordinatrice in un reparto ospedaliero. Ma l’anima della scrittrice…quella è rimasta mai sopita e ogni tanto…esce fuori!”

Lorena Milano

Ispirazione

La Locanda dell’Inchiostro Versato è sempre più frequentata! Questo mi rende felice ^_^ Oggi presentiamo la scrittrice Lorena Milano e la sua raccolta di racconti “Tutta colpa del blog”.

Come nasce la tua passione per la scrittura, il tuo desiderio di scrivere?

La mia passione per la scrittura è stata, per me, una naturale conseguenza dell’amore per la lettura che io ho nutrito fin da piccola. Quando, da bambina, ero costretta a stare a letto per la febbre, mia mamma sapeva che per consolarmi e farmi felice non doveva comprarmi un giocattolo, ma un libro di fiabe illustrato.

Qual è il tuo bagaglio di letture ed esperienze? Hai un modello a cui ispirarti?

Dopo le fiabe, crescendo, ho iniziato a leggere quelli che io definisco “classici per signorinette” della mia generazione, ovvero Jane Austen, Charlotte ed Emily Bronte, Louisa May Alcott, Emily Dickinson. A questi aggiungo altri classici “scolastici” ovvero il libro Cuore, Guerra e Pace, I Malavoglia. Dalla biblioteca della scuola media ho attinto casualmente alla prima biografia e si trattava di un personaggio geniale e tormentato:Michelangelo Merisi detto il Caravaggio.Ne fui talmente colpita che grazie a lui incominciai ad amare la pittura. Man mano, diventando quasi adulta si è allargato e approfondito il ventaglio delle mie letture: Svevo, Pirandello, Tolstoj, Joice, Baudelaire, D.H.Lawrenece, W.S.Maugham, Moravia, Buzzati, Silone, Agata Christie, Hemingway, Sciascia, Buzzati, Maraini, Erica Jong, fino ai contemporanei dei nostri giorni. Non mi rifaccio ad un modello in particolare, diciamo che dalle tante letture assimilate viene fuori il mio prodotto, filtrato dalle mie emozioni.

La realtà ospedaliera, tua costante lavorativa, influisce su ciò che scrivi?

La mia realtà lavorativa, che è quella ospedaliera, incide poco su ciò che scrivo. Posso affermare che la scrittura è per me il lieve volo sulla pesantezza della sofferenza con cui mi confronto quotidianamente. Solo due volte il mio lavoro ha ispirato due poesie. Sintetizzo così le due situazioni: 1)un mazzolino di fiori variopinto dentro un vasetto appoggiato su di un tavolo, in una stanza di degenza, tripudio e note di colore in un’assenza di allegria e ed un grigiore di toni.2) Lo sguardo ceruleo sereno ed astratto di una anziana su una sedia a rotelle mentre attorno a lei girava la giostra frenetica di urla e camici bianchi.

 Ogni grande idea ha un quid iniziale, un qualcosa che accende la scintilla dell’ispirazione. Cosa ti spinge a prendere la penna in mano e scrivere un racconto?

Quello che mi spinge a prendere la penna in mano(nel vero senso della parola, perchè prima scrivo sui fogli e poi copio sul pc) è l’emozione scaturita da uno sguardo, una parola, un silenzio, un pianto, un sorriso, un accadimento. Scrivo solo spinta dalle emozioni, a volte viene fuori una semplice frase, altre volte una poesia, altre volte ancora un racconto. E’ per questo che prediligo scrivere racconti brevi, perchè ti consentono di scrivere sull’onda immediata dell’emozione. Un racconto lungo o un libro presuppongono dilatazione dell’emozione, elaborazione, cesellatura dello scritto(che rischia di cadere nell’artificiosità) e queste caratteristiche non mi si confanno. Sicuramente questa è la mia caratteristica ma anche il mio limite. Io amo leggere storie lunghe e corpose, ma non riesco a scriverle. Non fino ad oggi, almeno.

 Perché aprire un blog? Come mai hai scelto questo mezzo?

Ho deciso di aprire un blog sulla scia di alcune amiche che lo avevano già “sperimentato” e mi sono detta “perchè no?”. Sul blog condivido i miei pensieri, le mie considerazioni, i resoconti dei miei viaggi, i miei racconti, e riesco a condividerli con tante persone che altrimenti non incontrerei mai.Sai che mi hanno letto da tutto il mondo?

I temi fondamentali della tua raccolta di racconti sono…

I temi fondamentali della mia raccolta sono gli stessi della vita reale: l’amore, l’amicizia, la solidarietà, gli affetti più cari.

 Perché trattare proprio questi argomenti?

Tratto questi argomenti perchè sono capaci di suscitare in me emozioni forti ed io scrivo come per dettatura medianica solo in seguito alle emozioni.

Mentre scrivevi hai riscontrato delle difficoltà? Ci son state più “gioie o dolori” nella stesura? Condividi qualche aneddoto…

Il racconto emotivamente più sentito, sofferto, è stato senz’altro “Quando l’amore fugge via” perchè in esso sentivo “a pelle” il dolore e le lacrime di tutte le donne che hanno subito l’abbandono e sofferto quindi per la fine di un amore.Un aneddoto? Ma..riguarda uno dei racconti brevi..un uomo anziano che mi corteggiava nella realtà con gli sguardi ed io l’ho trasformato nel protagonista del mio racconto..alla fine, anche se a malincuore, l’ho fatto morire!

 Perché la tua raccolta è diversa da altre?

Bella domanda..non saprei risponderti se non che, come ho già detto, la diversità, la forza ed anche il limite della mia raccolta è che scorre tutta sul canovaccio delle emozioni. E spero che il lettore lo percepisca.

Rivoluzione digitale: ebook o cartaceo? Cosa pensi dell’uno e dell’altro. Pregi e difetti.

Appartengo alla generazione che predilige, anzi venera, il libro in formato cartaceo. Io amo il libro, oltre che per il suo contenuto, proprio per la sua fisicità. Io prima di acquistare un libro cartaceo in libreria faccio una sorta di minuetto con i libri esposti. Ci giro attorno, li osservo, li tocco, li prendo in mano, accarezzo le pagine, ruvide o lisce, leggo la trama e respiro il caratteristico odore della carta.Quando il libro è mio mi piace tenerlo in mano, se faccio i lavori domestici lo pianto bene in vista così ogni tanto lo coccolo con lo sguardo, e poi posso leggerlo come e quando voglio, sul tram in piedi, seduta sul divano, a letto facendomi cullare prima del sonno..come potrei fare tutto questo con un libro formato digitale..con un ebook? Nonostante ciò sto pubblicando il mio libro anche in formato digitale..mi rendo conto che seppur recalcitrante devo adeguarmi ai tempi.

Le difficoltà di uno scrittore per emergere sono proverbiali. Quali complicazioni hai riscontrato affrontando il mondo dell’editoria?

Sicuramente il mondo dell’editoria è monopolizzato dai grossi gruppi editoriali che difficilmente rischiano investendo su autori sconosciuti o esordienti. Uno scrittore emergente spesso è costretto a pubblicare a sue spese, dopo aver visto più volte respinto il proprio lavoro. Se è fortunato(oltre che talentuoso) il suo libro può avere successo grazie al tam-tam dei lettori ed in questo caso i giganti dell’editoria lo prenderanno in considerazione. Io personalmente non mi sono spesa molto per fare pubblicare i miei racconti da importanti case editrici..forse per pigrizia e forse per modestia. Oggi, inoltre, lo scrittore non può più permettersi, come un tempo, di stare nella torre d’avorio e demandare la promozione al suo editore..Deve fare dei veri e propri tour promozionali per il suo libro … ed io non potrei conciliare il mio lavoro con la frenetica attività promotrice del libro. Mi tengo cara quindi la mia ristretta cerchia di estimatori..crogiolandomi in un ambito di “nicchia”!!!

 L’ultima domanda… l’immancabile… Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il mio progetto futuro è sempre lo stesso: aprire ogni tanto il cassetto dei sogni e constatare con sollievo che ancora non è vuoto! Grazie e buon lavoro!

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Ringraziamo Lorena per aver voluto partecipare! Continua ad emozionarti ed emozionare i tuoi lettori! ^_^

Per restare in contatto con Lorena Milano, ecco il link del suo blog (quello citato nel titolo della raccolta!):

Fashionable 

Maria Stella Bruno

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