Recensione: “Diamond. Il mio miglior nemico” di Erika Corvo

diamond il mio miglior nemico Nuovo libro della saga che narra le avventure di Brian Black, soprannominato Diamond, ovvero il diamante, uno dei comandanti pirata più in rilievo (e fra i più temuti) dei Fratelli dello Spazio. Leggendo “Diamond. Il mio miglior nemico” viaggiamo fra le stelle e non, per ritrovare e proteggere la sorella del protagonista. La storia ci viene narrata tramite le “voci” dei quattro personaggi principali: Brian Black, appunto, Stylo Van, suo vice nonché migliore amico, Hermado Valeja, capitano federale, e infine Igrel, la sorella. Il romanzo è pieno d’avventura, azione, scontri e battute ironiche. Già il titolo svela che il punto fondamentale della storia è il rapporto fra Valeja e Black, il primo un federale, l’altro un pirata considerato fra i peggiori. Per volere della sorte e per lo stesso amore (seppur diverso) verso una donna, si troveranno, malgrado le divergenze, a far fronte comune… Non svelo di più della trama, per non rovinare la lettura del romanzo.

La cosa che “salta agli occhi” mentre si legge è la figura di Diamond. Che sia nello spazio o nelle foreste più intrigate, Black è sempre un capo eccezionale, pieno di inventiva e coraggio. Ma è anche un pirata, non scordiamolo, quindi non è privo di ferocia e rabbia. Ma se alcuni gesti di Black sono a dir poco spietati, c’è chi lo supera e surclassa in brutalità. Valeja (ma anche il lettore) se ne renderà conto quando conoscerà Korly e la sua ciurma… Diamond stesso dice di lui: “perfino a me dava il voltastomaco per l’estrema crudeltà dei suoi modi”…Il peggio del peggio, quindi questo Korly, al cui confronto Diamond ne esce quasi come “una Devajdina ai primi sacramenti.”, come penserà Valeja … Insomma Diamond non è privo di umanità. Stylo cercherà di spiegarlo paragonando l’amico a “un mastino ringhioso che, nonostante mostrasse i denti a tutti, riceveva un mare di affetto da chiunque lo conoscesse bene.”. Il romanzo perciò è piacevole, una bella avventura che sa trascinarti. L’unica pecca che ho riscontrato, oltre a piccoli errori “di stampa”, riguarda l’uso della prima persona. Mi spiego meglio… Come nella lettura dei precedenti volumi, anche qui questa scelta sembra stare “un po’ stretta” alla storia, soprattutto nella prima parte del libro. Ad esempio, come fa Diamond a darci il resoconto perfetto (con tanto di dialoghi, come se il tutto avvenisse sotto i suoi occhi) di ciò che accadde sulla nave spaziale Inferno e contemporaneamente su quella federale, se lui non era presente in nessuna delle due? Scopre, e solo in parte, ciò che successe  tempo dopo, facendo deduzioni. Ecco uno dei “limiti” della prima persona: se scegli una “voce” narrante, questa può raccontare solo ciò che vive o riportare ciò che altri gli riferiscono. Poi, il narratore scelto non può esporre per certi i pensieri di chi gli sta parlando. Li può intuire dagli atteggiamenti, dagli sguardi, ma non dire: “Intanto l’altro pensava…”

Comunque, man mano che si procede nella lettura la storia “calza” meglio con lo stile scelto e tutto fila in una sequela di avventure e colpi di scena. La trama è ben orchestrata, la narrazione buona, i protagonisti ben delineati. “Diamond. Il mio miglior nemico” non delude in questo. Si ritrovano anche vecchi personaggi incontrati nei precedenti libri e il tutto si intesse con i nuovi, preparando, probabilmente, un nuovo esaltante libro. Che ci siano in vista grandi novità nella vita di Brian Black? Possibile, e la sottoscritta immagina possano essere molto interessanti…

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