Tratto da…

Tratto da “Il Monastero dell’Arcangelo” di Rosalba Bavastrelli, Edizioni Il Pavone II, ebook 3,99 €

occhi lupo

“Il colpo di fucile fu vicinissimo. Udì un guaito e si volse, inorridito e attonito. Il suo cuore batteva forte mentre il suo cervello registrava che la lupa e i lupacchiotti non c’erano più, che erano sfuggiti a quell’infamia. Si guardò intorno con rabbia e dolore a cercarlo, il vigliacco. E lo vide. Willie, appostato dietro un albero, dalla parte opposta del sentiero, aveva fallito il suo bersaglio.
I lupi… o lui?… pensò per una frazione d’istante. Non faceva differenza.
Si slanciò oltre il viottolo, s’arrampicò sul pendio, agilmente, con la velocità di quel proiettile. Mentre l’uomo si volgeva appena per fuggire, lo afferrò per una spalla, lo girò a sé e gli sferrò un pugno con una violenza tale che Willie volò all’indietro, cadde di spalle e rotolò oltre un lieve pendio d’erba. Erik non vedeva dove fosse finito ed avanzò. Un urlo roco ed un ringhio, dalla ferocia a lui sconosciuta, rallentarono il suo passo un istante, poi egli accorse e vide.
L’uomo era a terra, con la lupa a fauci spalancate su di lui. Erik provò un senso di gelo, il brivido di una caduta senza fondo. Non s’accorse neanche di aver cominciato a parlare:
-Lupa… Lascialo, lupa. –
Che faceva? Che credeva? Che la lupa gli obbedisse?
Vinse l’assurdità di quel pensiero. Lo scacciò da sé, come un qualcosa che lo inibisse. Riacquistò freddezza e fermezza. Era illogico, eppure non restava che quello.
Si avvicinò a passi lenti. Mai così volontariamente vicino alla lupa, si fermò.
-Lascialo – ripeté, calmo, il suo ordine.
La lupa continuava a ringhiare forte, gli occhi negli occhi di Willie, il vigliacco, le fauci sul suo collo. Tutta la foresta e la valle sembrarono ad Erik rimbombare di quel rumore tremendo. Eppure, non l’aveva ancora azzannato, aveva drizzato le orecchie alle parole del giovane che sentiva vicino, al suono conosciuto di quelle parole, ora più determinato.
-Lupa, non ne vale la pena. Lupa, lascialo. Lascialo a me. –
Che voleva l’uomo che portava il cibo da lei? Perché parlava ora?
Dolcezza o incanto… Malia o amore… o cosa?
La lupa volse il capo verso Erik. Smise di ringhiare. I suoi gelidi occhi incontrarono quelli color della giada e ricolmi di tenerezza, dolci e determinati. Era lo stesso sguardo che affascinava Alessandra, ma Erik non lo sapeva. La lupa guaì, ululò brevemente. Saltò via dal corpo dell’uomo. Sotto quello sguardo che la incantava, si allontanò dileguandosi. Non era ferita, pensò Erik.
Si chinò allora su Willie in preda a tremiti convulsi, lo afferrò al petto e lo sollevò con rabbia.
-Cammina, vigliacco. Torniamo al villaggio. Ti ci porto io. Tutti dovranno sapere della tua vigliaccheria… –
Lo spintonò in avanti. L’uomo ricadde, si rialzò.”


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