Hermes dei sogni

Hermes

Segui Hermes dei sogni…
Il fruscio di tende
come misteri adombrati
dal calore del vento…
Sfida le convenzioni
con gesti semplici,
e saranno
cortili inondati di sole,
spada
per scolpire le speranze
nel mare di nebbia…
Tipologie diverse
di sensazioni arcane…
Arde e si consuma
in un’unica fiamma
una vita d’emozioni…
Il proprio essere
brucia di vita
seguendo
Hermes dei sogni…

Maria Stella Bruno
da “Clessidre Notturne”, Edizioni Il Pavone I
ebook 3,99€
Amazon.it

La storia dell’antica Tindari (Me)

Tyndaris (l’odierna Tindari) fu fondata da Dionigi il Vecchio, tiranno di Siracusa, nel 396 a.C. , su un promontorio roccioso, alto più di 200 metri sul mare.
gymnasium o basilica
Il panorama è tra i più belli al mondo: i Greci avevano, come si sa, un gusto straordinario che riversavano non solo nell’arte, ma anche nella scelta dei siti ove costruire le loro città. E Greci erano i Siracusani, nella stirpe, nel gusto, nell’anima. Così potenti da occupare quasi tutta la Sicilia, contrastati solo dai Fenici che 
ruderi villa romana

fondarono Palermo.
Avamposto militare, ma bella come ogni altra cosa costruita da loro,
sorse Tyndaris, nome derivante probabilmente dai Tindaridi, Castore e Polluce, uno dei quali la leggenda diceva figlio di Zeus.  
Le isole Eolie, le sette sorelle dal dolcissimo nome greco Aioliai, sorgono incantevoli di fronte all’antica città dei Dioscuri che, conquistata dai Romani, si arricchì e si allargò: fu costruita la grande Basilica, di cui oggi ammiriamo i ruderi, furono fatte le terme e modificato il Teatro perché vi lottassero i gladiatori.

Particolare del Teatro
Restano ai visitatori di oggi i ruderi di due sontuose Domus dotate di peristilio, quelli della Basilica e dell’antico muro di cinta, oltre naturalmente il Teatro dove tuttora in estate vengono recitate famose tragedie dell’antichità.
Si continua a scavare, tuttavia consapevoli che una frana di grande proporzioni ed un terremoto, verificatosi nel 365 d.C. , cancellarono per sempre ai posteri gran parte della città, devastata in seguito, nell’836 d.C. dagli Arabi.
Veduta Tindari
Sull’antica acropoli, dove sorgeva il Tempio di Nettuno, fu costruita una chiesetta cristiana. Ai nostri tempi, nello stesso luogo, vi è un bellissimo santuario, custode della “Madonna Nera”, meta di pellegrinaggi, poiché la 
Parte del teatro di Tindari
statua inlegno che la raffigura, ritrovata anticamente sulle sinuose sabbie tra i laghetti, sottostanti il costone roccioso di Tindari, è venerata dai credenti per la sua misteriosa provenienza e per i miracoli ad essa riconosciuti.
 Intanto, dalla cavea dell’antico teatro  il mare e le isole continuano ad affascinare…

 

Gli autori di Edizione il Pavone aderiscono a “Un libro è un libro” campagna in sostegno dell’abbassamento dell’IVA al 4% per gli ebook

ulèunl“Un libro è un libro” è una campagna in sostegno dell’abbassamento dell’IVA al 4% per i libri in formato ebook. In questo momento in Italia e in diversi stati dell’UE i libri in formato ebook sono considerati software, quindi suscettibili di IVA al 22% (in Italia). A tutti libri in formato cartaceo  è riservata l’IVA al 4% per sostenere la diffusione della cultura, come se vi fosse una differenza nei contenuti dei testi. L’ultima discussione europea per portare avanti tale campagna avverrà il 25 Novembre.

Per maggiori informazioni: unlibroeunlibro.org

Alcuni nostri autori hanno aderito all’iniziativa “Pollice verso” di Un libro è un libro:

Maria Cristina Folino

LDQL!

Tim Burton e il catalogo delle meraviglie

Davide Uria

“A cosa serve un cuore?”

Maria Stella Bruno

Clessidre notturne

Saga: “Il sigillo del drago infinito” libro 1libro 2

Gina Laddaga

Moonstone

Sognami

Aura Conte

Controvento

Saga: Purpureo “Re-Birth”

Strawberry Fields

safe_image

Alessandro Amadesi

Sopravvivenza forzata

Ombre

Piloti di nuvole

scheda libro: “La Spada e il Drago”

copertina Bruno LSEID“La Spada e il Drago”, II volume de “Il Sigillo del Drago Infinito”

Le emozioni, i misteri, i colpi di scena aumentano in una girandola di avventure e lotte senza tregua sempre più coinvolgenti…

autore: Maria Stella Bruno
Edizioni il Pavone 2013
ISBN: 9788896425503
ebook 3,99€

Trama: “La Torre AlbaNotte, sede dei Cavalieri, è caduta in mano nemica. Sembra non esserci più speranze per Inoha e Safav ed il frammento di chiave che posseggono. Xema, ultimo cavaliere rimasto in vita, li sostiene e li guida facendo loro quasi da maestro. Ma Phalaha è molto potente. Non teme nessuno ed è pronto a conquistare anche la torre dei saggi, GiornoStella. Non è solo nella lotta per la conquista del libro, anche Ofena, spietata cacciatrice di taglie, trama nell’ombra per ottenere il potere supremo: la conoscenza del futuro. E mentre Ajhall, per conto del re di Nuluon, cerca la perduta mappa per la foresta di Amixia, mitico nascondiglio del famoso libro, con il suo amico Konphìe, Inoha si trova ad affrontare la battaglia più dura, quella contro se stesso. Diviso fra il desiderio di vendetta e quello di giustizia, saprà scegliere quale via prendere?”

Amazon.it

InMondadori.it

LaFeltrinelli.it

“Somnion li aveva accolti all’alba di uno strano mattino velato di nebbia e ancora adesso, che era giunta l’ora del pranzo, le cose non erano cambiate. Ajhall si era già trovato altre volte nella nebbia e sapeva che era normale che nello Stretto di Fuer succedessero cose simili, ma mai aveva avvertito quel fenomeno naturale, che ammantava ogni cosa della propria impalpabile presenza, come sensazione opprimente… Lui era un tipo da sole e cielo azzurro, dagli spazi aperti in cui perdere lo sguardo, e la nebbia, benché fosse stata inizialmente una piacevole novità, aveva limitato al suo occhio di spaziare e questo cominciava a renderlo nervoso. L’alta marea aveva, come sempre, portato le onde a lambire le case della città, invadendo le vie e lasciando i palazzi come isole di mattoni e intonaco sul mare calmo, ed egli, sotto la sua finestra poteva intravedere, ma più che altro sentire, lo sciabordio dell’acqua contro l’edificio. Ajhall si allontanò dalla finestra e si gettò sul letto ad occhi chiusi lasciandosi cullare da quel rumore a lui tanto familiare. Konphìe sarebbe tornato fra poco ed insieme sarebbero andati a pranzare, perciò approfittava di quegli ultimi istanti di calma che preannunciavano la frenetica ricerca della mappa per giungere alla Torre di Amixia…”

Tratto da “La Spada e il Drago”
secondo, conclusivo volume de “Il Sigillo Del Drago Infinito”
di Maria Stella Bruno, Edizioni Il Pavone (ebook 3,99 €)

Scheda libro: “I custodi dei Frammenti”

I custodi dei frammenti - il sigillo del drago infinito“I Custodi dei Frammenti”, I volume de “Il Sigillo del Drago Infinito”

Un’avventura fantastica, un viaggio tra mistero e intrighi, una lotta contro il tempo per impedire che un pericoloso libro di profezie venga ritrovato e aperto…

autore: Maria Stella Bruno
Edizioni il Pavone 2012
ISBN: 9788896425381
ebook 3,99 €

Trama: “Safav è l’unico sopravvissuto del suo villaggio, distrutto da un esercito senza bandiera, e, desideroso di vendetta, parte in cerca di risposte e informazioni. Ajhall è un marinaio, scanzonato e molto furbo, che sembra quasi attirare i guai. Inoha è un giovane irruente e temerario che freme all’ombra del padre, Partaf, cavaliere di AlbaNotte.Le loro vite si intrecceranno ed insieme scopriranno quale grande pericolo incombe sul mondo conosciuto. La brama di potere di un solo uomo minaccia la pace e la stabilità. Phalaha, detto il Corvo Nero, infatti ambisce a riunire i sette frammenti di una chiave che apre un libro di profezie pericoloso e, per impedirglielo, Safav, Inoha e Ajhall vivranno numerose avventure. E fra lotte, intrighi e tradimenti viaggeranno per il mondo imparando a conoscere anche se stessi, in uno scontro senza respiro fra chi ha ideali e chi possiede solo la brama di conquista…”

Amazon.it

LaFeltrinelli.it

InMondadori.it

“La pioggia aveva spento ogni fiamma e di quello che era stato il villaggio di Xatum non rimaneva che ruderi e cenere. Safav ormai era calmo, la furia e disperazione erano state sostituite dalla fredda determinazione che la vendetta sarebbe stata la migliore medicina al suo dolore. Sapeva che non sarebbe più tornato in quei luoghi e che fra le ceneri della sua casa giaceva la sua fanciullezza e la sua spensieratezza… Mai più sarebbe stato felice come in quei giorni.” 

Tratto da “I custodi dei frammenti”,
primo volume de “Il Sigillo Del Drago Infinito”
di Maria Stella Bruno, Edizioni Il Pavone (ebook 3,99 €)
Leggi 40 pagine su: Scribd 

 

Fermiamoci un attimo!

fermarsi

 Fermarsi un attimo, prendere fiato, buttare l’orologio e godere del momento… No, non posso farlo, non ci riesco! Scrivere per me non è un hobby, un lavoro o un gioco, è proprio una necessità. Ma per adesso, in questo ultimo periodo sto proprio esagerando… lo devo ammettere.

Ho due progetti in contemporanea (ma molti altri “bussano alla porta”) che trattano di generi opposti e così capita che mi ritrovi la mattina su un rottame di astronave in procinto di partire, fra tecnologie avanzatissime in avaria e sistemi di sicurezza violati, ed il pomeriggio invece alle prese con spade e scudi, visioni e misteri, ad inseguire feroci assassini con maschere, in campi imperiali stile medievale… Il tutto cercando di “restare coi piedi per terra” e di occuparmi anche del reale e di ciò che ne consegue (lavoro, normali interazioni col prossimo, ecc… ). Rischio di andare in TILT, ma… ancora reggo! 😄

Con l’ultimo neurone non fuggito alle Hawaii o in analisi, vi lascio quei due pezzi dei due romanzi in questione… Non specificherò quali. Saprete distinguerli?

“L’urlo strozzato giunse inatteso. Dal principio sembrò l’eco dell’ultimo tuono, ma i gorgoglii di morte si ripeterono vicini, così Xaver corse senza indugio verso la fonte di quei suoni. Trovò una tenda, buia, coi lembi dell’entrata discosti, smossi dal vento, e vide due ombre, l’una più grande sovrastare l’altra, due profili nelle luci danzanti dei fulmini. Vide il luccichio dello stiletto conficcato in parte nella gola dell’altra impedendone un ulteriore urlo. L’assassino reggeva con una mano il corpo della sua vittima, una donna, quasi in un abbraccio, mentre l’altra girava e contorceva l’arma nella sua laringe. Rivoli copiosi di sangue e schizzi macchiavano le vesti di entrambi. Fu un momento e l’omicida si accorse di Xaver. Lasciò andare la donna che cadde priva di vita e gli si avventò contro. Il giovane non aveva con sé la spada, non era permessa nell’Accampamento Imperiale, ma riuscì ad afferrare il polso dell’altro, prima che questi arrivasse a colpirlo al petto. Lottarono qualche minuto, senza che l’uomo avesse la meglio. Sbatterono contro gli arredi della tenda, sempre cercando di sopraffarsi a vicenda. Xaver tentava di disarmarlo, ma inciampò. Cadde su un altro corpo. La donna non era stata l’unica vittima. Gli occhi vitrei dell’uomo di mezza età supino sembrarono ricordare a Xaver la fragilità della vita e al contempo il pericolo che lo sovrastava. L’assassino era intenzionato a non lasciar testimoni. Stringendo con entrambe le mani lo stiletto, si preparò a pugnalare le spalle del suo avversario, mentre la luce dei fulmini dava un luccichio maligno all’arma già bagnata nel sangue. “

“La luna boscosa, che orbitava intorno al violaceo gigante gassoso cinto da un elegante anello d’argento, era ancora percorsa dai ciclici venti che permettevano l’impollinazione. Nuvole di polline danzavano al di sotto degli intricati rami, ma quando l’energia tornò nelle rovine, la pace di quel momento si infranse in un attimo. Buona parte della superficie del pianeta prese a tremare e sussultare. Alcuni grossi alberi furono scossi profondamente e iniziarono a rialzarsi rispetto al resto dell’immensa foresta. Come se un gigante li stesse sradicando, gli spessi tronchi vennero alzati come fuscelli, lasciando che dalle loro radici comparisse, pian piano, nel verde iridescente, una sagoma nera, come una sorta di lunga punta di freccia consunta e berciata dal tempo. E la parte superiore era piena di torri e cupole, come una città in rovina, mentre quella inferiore che in origine doveva essere stata liscia, adesso era piena di bozzi e squarci, segni dell’impatto subito. Pareva una follia, il sogno di un pazzo, che un tale mezzo così rovinato ambisse a navigare fra le stelle. Eppure l’astronave, seguendo l’antico programma di volo, si innalzò verso il cielo, portando con sé alcuni alberi. Avrebbe oltrepassato l’atmosfera presto.”