Alba di tempesta

peyzazh-okean-rassvet-tucha

Canta l’usignolo
nella dormiente aurora.
Aspetta colori e luce,
come anelito di vita,
ma nera presenza
ottunde il cielo
ed egli sente il borbottio
che il vento reca con sé…
Tace ora l’usignolo,
si stringe nelle sue ali
e aspetta,
mentre lacrime
si spargono intorno.
Crepe improvvise
spezzano la volta celeste
ed il fragore riempie di sé
ogni cosa.
Batte e combatte,
urla e si dimena la tempesta.
Ed è tamburo.
Ed è esplosione.
Poi accade…
Nelle pieghe dell’aria
il rumore si espande
e si contrae
fino a perdersi.
Ed è di nuovo silenzio.
Un silenzio fischiante
d’intensità.
L’ombra di una pace
violata
che piano s’assesta
nel dilatarsi dell’attimo…
Tace ancora l’usignolo.
Poi tornerà il canto,
ancora qualche momento
d’attesa…

M.S. Bruno

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