Scheda libro: “Difesa Estrema” di Rosalba Bavastrelli

libro-difesaTitolo: DIFESA ESTREMA (“La Base della Baia” Vol.I)

Autore: Rosalba Bavastrelli

Data di pubblicazione: 3 Agosto 2016

Formato: e-book (Formato Kindle)

Prezzo: 2,99€

Link d’acquisto: https://www.amazon.it/dp/B01JD9J2ZW

Descrizione: 

In un futuro tecnologicamente avanzato, il mondo è riappacificato sotto un unico Consiglio globale. Lontane sono le guerre fratricide e l’umanità è libera di prosperare. Ma questo senso di sicurezza è un’illusione ben elaborata. Nell’ombra e nel segreto, la Difesa Spaziale vigila e combatte forze aliene, crudeli intelletti o esseri brutali, che minacciano di conquistare la Terra. L’esercito terrestre è costituito da uomini e donne che studiano, lottano e muoiono nel tentativo di frenare questa infida avanzata. Dana Mayer è un tenente, un pilota, uno fra tanti, ma soprattutto è una donna appassionata e sensibile, in cerca di una propria dimensione. Edward Shelton è il suo capo, il comandante dell’intero esercito, il più giovane e determinato mai stato in carica. È duro, logico, intelligente, anche spietato. I loro mondi sono agli antipodi, anche se fanno parte della medesima organizzazione. Non sarebbero destinati ad incontrarsi se un atto di insubordinazione di lei non li mettesse a confronto. Un incontro il loro che muterà molte cose sullo sfondo di una guerra senza tregua con nemici sconosciuti e diversi…

Prefazione

“Difesa Estrema” è la storia di un lui e di una lei e, appunto, di una estrema difesa.

Una difesa contro gli alieni che minacciano la Terra, ma anche vissuta personalmente e con sofferenza dai protagonisti. Un romanzo a “due voci” dunque, due voci e due tempi, scritti ovvero dall’autrice in due momenti diversi della propria vita. La storia è intitolata nella sua totalità “La Base della Baia” e trattava, nella prima parte (ora dal titolo “Difesa Estrema”) solo di Dana e del suo punto di vista. Una vicenda ad una sola “dimensione” che, pur mostrando un lato umano e affettivo ben complesso, mancava ancora di qualcosa. Anni dopo l’autrice, che intanto aveva continuato a narrare delle gesta di Dana ed Edward, i due protagonisti, decide di riprendere quella prima parte per aggiungere un’altra “voce”. Nasce così, potremmo dire, un secondo romanzo parallelo al primo poiché sono trattati i medesimi argomenti, ma esposti in maniera diversa, in quanto diverso il protagonista narrante… Edward è più sintetico, logico, per lui hanno maggior impatto differenti avvenimenti, mentre altri non lasciano che poche tracce. Il suo punto di vista però è certamente più avventuroso di quello di Dana e forse più duro e cinico.

“Difesa Estrema” è il romanzo che nasce, dopo un difficile lavoro di revisione dell’autrice e della sottoscritta, dall’unione di queste due dimensioni differenti, quella di Dana e quella di Edward, creando un singolare percorso a due, dove le loro voci narrative si accompagnano, secondo il personale modo di vedere, si accavallano a volte, a volte si susseguono o esprimono, in maniera quasi parallela, la loro storia. Un unico contesto il loro, un contesto particolare, essendo entrambi militari dell’Esercito Terrestre impegnato in una lotta contro invasori di altri pianeti.

Un esercito la cui base è celata nelle viscere di un lungo e vasto promontorio che si estende sul mar di Cornovaglia. Sono migliaia di uomini e donne dall’agire misterioso, la cui esistenza è ignorata dagli abitanti della Terra, ma che ogni giorno e ogni notte rischiano la vita e muoiono per la salvezza del pianeta. Lontanissima la distanza che separa gerarchicamente i due protagonisti: Edward è il giovane comandante, con poteri quasi assoluti nell’ambito di una Organizzazione difensiva, persino indipendente dal potere politico dei governanti. Dana è soltanto uno dei suoi numerosi ufficiali alle prime esperienze. Un fortuito incidente li farà incontrare e scontrare cambiando loro reciprocamente la vita per sempre…

M.S. Bruno

Intervista all’autrice: “Navigare” nel fantasioso per una professoressa – Intervista a Rosalba Bavastrelli

Contatti: Pagina Facebook

Estratti (sparsi):

“Tutto cominciò quella volta che a 500.000 Km di quota gli gridai quel che pensavo.
Ero stremata, sconvolta, indignata oltre ogni limite: avevo visto Dick Marshall accasciarsi ferito, colpito al capo da una parte del rivestimento interno del nostro astrocaccia. Stavamo andando letteralmente a pezzi. Cercai lo sguardo di Jimmy sbigottito ed immobile alla consolle di comando, d’impulso m’accostai chinandomi alla radio e tentai d’imporre al nostro capo lontano la mia logica ribelle:
– Signore! Abbiamo due feriti a bordo e ci attaccano da ogni lato… Siamo stati colpiti e perdiamo pezzi fin dentro la cabina di comando. Come potremmo? È… assurdo! –
– Tenente Mayer… – cominciò oltre gli spazi, con gelida collera, la voce di Shelton – L’assurdo è che lei esprima pareri.-“ -Dana

****

“…Sforzandomi di non pensare troppo, pensare nella mia condizione era controproducente, mi recai sveltamente dove mi era stato indicato. Valicai gli accessi senza difficoltà, e una volta nel corridoio H, luminoso nel suo candore e assolutamente vuoto, sostai perplessa e preoccupata. Fu allora che sentii alle spalle la voce conosciuta, laconica e pungente nel suo divertito sarcasmo:
– Non si allarmi, tenente. Nessun alieno ha alterato i suoi ordini, neanche stavolta. –
Mi volsi di scatto, fremente e furibonda. Le labbra mi tremavano, volevano dire parole di cui mi sarei senz’altro pentita. Ero più che mai sconvolta, troppo convinta di una dignità che sentivo ferita e che avrei dovuto finalmente difendere.
Me lo trovai di fronte, ad un passo di distanza, alto e magnifico in quella sua morbida, sensuale bellezza, così virile e seducente in una naturale sicurezza di modi e atteggiamenti, che non potei non notare, come accadeva ogni volta, nonostante la rabbia…”-Dana

****

“Avanzai fino a lui irrigidendomi sugli attenti nel saluto. Non alzò il capo che dopo qualche istante. Aveva capelli biondi, appena mossi, che gli ricadevano in ciocche sulla fronte. Gli occhi azzurrissimi, di un azzurro denso, si sollevarono su di me penetranti. Nel suo volto intento e nei bei lineamenti c’era tutta la sicurezza di chi è abituato al comando, l’intelligenza immediata e audace di chi sa prontamente decidere. Straordinario quel fuoco intenso, fu la prima cosa che pensai… poi mi fu difficile anche pensare e restai, quasi incantata e certamente controvoglia, ad ammirarlo.
Era senz’altro un uomo fuori dal comune, dalla bellezza irrequieta, dal fascino pericoloso.
– È lei il tenente Mayer? – mi chiese.
– Sì, signore. –
Ebbe un lampo rapido, vivace e soddisfatto nello sguardo, s’abbandonò alla spalliera. Osservò deciso, lievemente canzonatore:
– Bene, tenente. Vorrei che continuasse quanto stava dicendo quando il capitano Helmer l’ha interrotta! –
Non me l’aspettavo. Mi sentii smarrire. Capivo d’essere emozionata a parlargli e capivo che l’emozione poteva perdermi.
– Mi dispiace – risposi d’impulso – So d’avere sbagliato. Le chiedo scusa. –
Ebbe un breve moto come di stupore, poi apparve divertito:
– D’altronde aveva già detto parecchio! Non crederà di cavarsela con le scuse… Indipendentemente da come si è comportata nei miei confronti, la sua azione oggettivamente può dare adito a due giudizi. –
Mi scrutò qualche istante in silenzio. Pensai di detestarlo.
– Non vuol saperli? –
– Sì, signore. –
Si alzò. Era alto, snello ed atletico, prestante. Perfetto.
Mi sfiorò passandomi accanto, si fermò.
– Insubordinazione. Ribellione punibile anche con la morte in tempo di guerra… e lei sa che siamo in guerra, una guerra con esseri che non conosciamo, una guerra quasi ad occhi chiusi! Lottiamo per respingere l’aggressore alieno che vuole impossessarsi del nostro mondo, delle nostre civiltà, delle nostre vite! –
La sua voce suonò dura, vibrante di collera controllata. Strano, mi dissi. Mi parve persino strano che fosse così in collera, ma ero stanca. La luce vivida della sala mi gravava sulle palpebre. Ero pronta a tutto, mi sentivo offesa, ferita, ma avrei sopportato tutto in una sfida silenziosa e passiva.”-Dana

****

“Mi avvicinai e le denudai il fianco, allargando i lembi strappati della sua divisa.
Avvertii con tenerezza il suo lieve tremito. La ferita non appariva seria, era un lungo taglio poco profondo, che andava però ispezionato. S’allungava su tutto l’arco perfetto del suo fianco, fin quasi a partire dalla vita.
Sentivo il suo sguardo mentre prendevo il contenitore delle medicazioni e sterilizzavo le mie mani. Ero deciso e divertito, ma piacevolmente interessato a quanto stavo facendo… e vedendo.
Poi la toccai. Dovevo accertarmi che non ci fossero corpi estranei dentro la ferita.
– Faccio male? – le sorrisi.
– No…- sussurrò con un respiro più profondo – Per niente! –
Terminai la medicazione, cercando di mantenermi impersonale e distaccato, come un medico. Fingendo di esserlo… Accidenti!
Poi, l’aiutai a sollevarsi. E non m’importò più che i miei occhi, come i suoi, parlassero… Restammo a guardarci e ci sorridemmo. Bellissima Dana, commossa e commovente nel suo candore. Attraente e calda, come una carezza sull’anima, un respiro più ampio, un respiro inebriante. I miei sensi erano accesi, e una gioia nuova e strana mi riempiva il cuore. Ed era questo il pericolo…”
Edward

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