Amanda sentiva la pioggia penetrarle fin dentro le ossa…

Amanda sentiva la pioggia penetrarle fin dentro le ossa, ma avere i capelli appiccicati al viso, i vestiti zuppi e gli stivaletti perennemente risucchiati dal fango ad ogni passo, non aveva importanza. Per la prima volta nella sua vita il suo aspetto non le importava, né le chiacchiere, né la scoperta o la ricerca, suoi interessi degli ultimi mesi. Aveva paura. Tanta. Troppa. Persino più di quando erano state rapite o nel difficoltoso viaggio in Ecuador. Era stato tutta un’eccitante avventura, un qualcosa, come nei film, da cui ne sarebbe uscita indenne e con molte storie da raccontare… Ma ora era diverso. La morte correva alle loro spalle, letteralmente, e aveva pensanti stivali e facce truci. Forse ciò che la spaventava di più era la solitudine, l’essere stata separata dalle amiche con cui aveva diviso tutto fino a quel momento. Teneva gli occhi sulle spalle di Juan sperando che egli potesse strapparla a quella morte orribile che immaginava, ma d’improvviso l’uomo fu scaraventato a terra. In un momento orribile, Amanda si ritrovò senza parole e senza capire cosa stesse accadendo, mentre Juan era avvinghiato nella lotta con un grosso uomo… fu l’unica cosa che Amanda riuscì a vedere… e per un po’ sembrò che Juan stesse avendo la peggio. Subiva i colpi, li parava a volte, ma non riusciva a divincolarsi dall’uomo che lo sovrastava. Infine, in un tentativo di rivalsa di Juan, i due finirono oltre un dosso… Seguirono gemiti, versi inarticolati… Poi, qualcuno riemerse dal folto di alcuni cespugli.

Brano tratto da VENTUS MIABILIS

raccolta di racconti