Appunti di scrittura: #15

Pseudo sì… Pseudo no…

Scrivere sotto pseudonimo è una scelta che molti fanno, ma che non mi ha mai riguardata, non ancora almeno.

Eppure capisco le motivazioni di chi fa questa scelta. E non è solo un qualcosa per proteggere la propria identità, per una sorta di “timidezza”, ma è anche a volte un modo per fare esperimenti letterari in completa sicurezza.

Anche Stephen King ha scritto dei libri sotto pseudonimo in passato e sapete perché lo ha fatto? Tra tanti motivi, sembra che volesse capire se la gente comprava i suoi romanzi perché valevano davvero o solo perché faceva “figo” avere in libreria un libro col suo nome… Inutile dire che anche sotto pseudo scalò le classifiche…

Quindi, francamente posso dire che scrivere sotto pseudonimo ha un certo fascino, in quanto la “maschera” genera libertà, ovvero permette al nostro io di manifestarsi senza la preoccupazione del giudizio altrui e della “reputazione” legata al nostro vero nome.

Non so se scriverò mai sotto pseudo… Per un certo periodo ho creduto che fare questa scelta equivalesse a non essere fieri di ciò che si è scritto, come prendere le distanze dalla propria “creatura”, ma adesso mi rendo conto che non è propriamente così. Si deve essere sempre fieri del proprio lavoro, al di là dei riconoscimenti, perché si deve scrivere in primis per noi stessi e quindi fare sempre del nostro meglio. Perciò, se scrivere sotto pseudo significa fare esperienza senza pressioni, perché non provare?

STO ASCOLTANDO: “Il mondo prima di te” – Annalisa

STATO MENTALE: meditativo tendente al triste

FATTORI DI DISTURBO: 6/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): riordinare le idee sulle cose da fare.

Appunti di lettura: “Beast Quest – Le Cronache di Avantia” di Adam Blade


INIZIO: 28 Settembre 2019

FINE: 3 Ottobre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

Il mago oscuro Malvel ha lanciato un terribile incantesimo sulle Bestie protettrici di Avantia. Solo un vero eroe può liberarle e impedirgli di distruggere il Regno. Sarà il giovane Tom l’eroe di cui Avantia ha bisogno? È ancora un ragazzino e abita in un piccolo villaggio con gli zii: nessuno dei suoi parenti è mai stato un nobile e valoroso cavaliere… per quel che ne sa lui. Per scoprire se saprà essere all’altezza di questo compito dovrà prima affrontare il temibile Ferno, il Signore del Fuoco. Dovrà poi difendere il Regno da altre cinque Bestie, tutte colpite dal malefico incantesimo di Malvel: Sepron, il Serpente Marino, Arcta, il Gigante della Montagna, Tagus, l’Uomo Cavallo, Nanook, il Mostro della Neve ed Epos, l’Uccello Infuocato. Armato della spada e dello scudo che gli ha consegnato il mago Aduro, il giovane si prepara ad affrontare il suo destino, con l’aiuto della coraggiosa amica Elenna e dei preziosi Storm e Silver. Solo superando queste durissime sfide scoprirà se ha la stoffa del cavaliere e forse potrà salvare il Regno dalla distruzione. Raccolte in questo volume, le prime sei straordinarie avventure di “Beast Quest”: Ferno. Il signore del fuoco; Sepron. Il serpente marino; Arcta. Il gigante della montagna; Tagus. L’uomo cavallo; Nanook. Il mostro della neve; Epos. L’uccello infuocato.

(POSSIBILI SPOILERS)

28 Settembre

“Le Cronache di Avantia” sono in pratica i primi sei volumi della saga di “Beast Quest” di cui avevo già letto il primo libro “Ferno. Il signore del fuoco” (vedi “Appunti di lettura” precedenti). Essendo un libro per giovanissimi, non mi sorprendo che sia scritto in caratteri grandi e con semplicità. Ma questo non influenza il mio giudizio.

Una storia può essere valida al di là del pubblico a cui è rivolta. Sono curiosa di leggere questa fiaba.

30 Settembre

Sepron. Il serpente marino” è la seconda storia di “Beast Quest”. Mantiene le caratteristiche della prima vicenda dedicata Ferno, ovvero avventura e semplicità. Non è banale. È quel tipo di storia di “crescita” dove il protagonista acquisisce esperienza, saggezza e nuove capacità (o poteri) dopo la sconfitta ( o in questo caso la liberazione) dell’avversario.

Belle le illustrazioni.

1 Ottobre

Arcta. Il gigante della montagna” – La terza storia è una vera lotta contro l’astio della montagna. Tra frane e colate di fango, i due giovani protagonisti hanno il loro bel da fare. Ciò che si trovano ad affrontare è molto più “reale” che nelle altre storie… Certo, poi appare la Bestie e tutto riacquista il carattere di fiaba/fantasy, ma la montagna può davvero comportarsi a quel modo senza bisogno di magiche creature…

2 Ottobre

Tagus. L’uomo cavallo” e “Nanook. Il mostro della neve” – Le avventure sono diverse, ma la struttura delle storie si ripete. È così per tutto il libro. I protagonisti viaggiano fino al luogo dove avita la Bestia di turno, incontrano gli abitanti del villaggio vicino, trovano la mitica creatura, la liberano, si prendono la ricompensa e il mago li spedisce alla prossima tappa… Ok, carino, ma stanca un po’. Forse accade perché sono adulta, ma mi chiedo come possa procedere così per altri trenta volumi… Perché io ho solo i primi sei (e non ne prenderò altri), ma in tutto è una saga “mostruosa”. A freschezza dei racconti si perde nella ripetività dello schema. Peccato.

3 Ottobre

Epos. L’uccello infuocato” – E’ l’ultima storia, almeno di questo primo ciclo, e inevitabilmente segue di meno la struttura collaudata. In ogni caso, come “originalità”, la prima e l’ultima storia sono le migliori. Le altre sono belle avventure, semplici e ingenue.

COMMENTO FINALE

Sei storie d’avventura semplici e ingenue, adeguate ai giovanissimi. Pur non essendo una sgradevole lettura, anzi, tutte le storie seguono una struttura simile, quindi, infine, peccano di originalità cosa che per un lettore adulto è ben evidente.

Cervi bianchi

Cervi bianchi

nel declino dell’esistere,

immagini fugaci

che si spengono al tramonto.

Essenze di bellezza

nel muto dialogo del divenire,

sogni dolenti

che si espandono

e si spargono

come semi nel vento.

Gocce di eterna luce,

quei cervi bianchi,

eteree consistenze

nel perenne bruciare

dell’attimo.

M.S.Bruno

da “Ombre nel Vento”

Ciao nonna

Maria Stella tu, Maria Stella io… e non importava che all’anagrafe tu avessi una virgola fra i due nomi, insieme, scherzavamo, eravamo quasi una costellazione… Adesso dovrò procedere da sola il viaggio nel firmamento. Ora tu non ci sei più, mia seconda mamma, sei serena e felice tra chi ti ha preceduto. Restano a noi le lacrime e un silenzio denso che fa eco a quello che è rimasto nei nostri cuori. Ti voglio bene, nonna, vegliaci da lassù. Ne avremo bisogno.

(poesia che ho scritto tempo fa per nonna Stella… Dalla raccolta “Clessidre Notturne”)

Messina, Piazza Cairoli 6-9-1948

La mia bisnonna e mia nonna

❤️

 

Appunti di scrittura: #14

Durante le mie lunghe ore di veglia, cercando e ricercando, in vano, di convincere Morfeo a farmi visita, mi sono ritrovata a riflettere… Per ora l’ispirazione non mi manca. Non posso lamentarmi. Se ho tempo e non sono troppo stanca, riesco a far procedere speditamente la storia verso il finale agognato. Ma non è sempre stato così.

Tutti gli scrittori, o aspiranti tali, sono incappati, prima o poi, nel famigerato blocco. Temibile, oscuro, asfissiante, il blocco dello scrittore è un buco nero che assorbe ogni speranza letteraria, gettando l’autore in una spirale di bassa autostima e panico da foglio bianco.

Ogni scrittore ha il suo metodo per uscirne e ognuno sarà prodigo di consigli, ma la verità è che non c’è un rimedio “fisso” e non è detto che una soluzione funzioni due volte allo stesso modo.

Secondo me, tutto dipende dal motivo scatenante del blocco. Ne ho individuati tre principali:

1 – Mancanza di stimoli. —>La storia ha fatto il suo corso, ma c’è una situazione che non riusciamo a sbrogliare o tutto è diventato troppo “piatto”.

2 – Trama non “sentita”. —> E’ quel tipo di storia che “a tavolino” funziona, ma non ha “anima”, non ci coinvolge davvero. È esercizio di scrittura che non “prende vita”.

3 – Situazioni o disagi esterni al mondo letterario. —> Quando i problemi personali si intrufolano prepotentemente nel mondo immaginario.

Per il primo caso, proporrei di leggere, distrarsi, dimenticare per un po’ il foglio. La soluzione verrà quando ci saremo rilassati. E che sia un colpo di scena o solo un nuovo input, si riprenderà a scrivere senza problemi.

Nel secondo caso, invece… Beh, mi tonano sempre in mente le parole di Michelangelo/Charlton Heston nel film “Il Tormento e l’Estasi” (o meglio, sono le parole di un oste che Michelangelo farà sue): “Se il vino è diventato aceto, si butta!”. Ovvero, se una cosa non funziona (appunto “è aceto”, amaro, impossibile da bere) inutile sforzarsi di farcela andare bene. Bisogna mettere da parte quel lavoro (buttarlo) e dedicarsi ad un altro che ci piaccia davvero.

Nel terzo caso di blocco… ahimè, l’unica cosa da fare è accantonare ogni progetto letterario, rimettere in piedi noi stessi, sistemare tutti i casini e poi, a mente serena, ricominciare a scrivere…

STO ASCOLTANDO: “Black or Withe” – Michael Jackson

STATO MENTALE: Ho sonno.

FATTORI DI DISTURBO: N.C.

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): ascoltare a tutto volume la mia playlist di canzoni adrenaliniche per svegliarmi.

Appunti di scrittura: #13

Per ricevere e accettare una critica, senza sclerare, bisogna essere davvero maturi, specie per quel tipo di “giudizio” che sembra scritto da qualcuno che, o non ha mai letto il romanzo, o ha frainteso completamente il senso della storia (poi c’è una categoria a parte di quelli che parlano male a prescindere).

Naturalmente ci sono anche le critiche che, seppur dure, non sono fatte con cattiveria, ma con intento costruttivo. Queste ultime possono essere anzi d’aiuto per migliorarsi, ma, come dicevo, anche in questo caso bisogna essere maturi e soprattutto avere l’umiltà e la forza di “staccarsi” dall’affetto per il proprio lavoro e dall’orgoglio e cercare di capire se la critica è fondata o meno.

Stranamente, ho più facilità a “digerire” una critica negativa (d’altronde non si può piacere a tutti!) che non imbarazzarmi per una positiva.

Intendiamoci: mi piace (ovvio) ricevere recensioni positive (anzi, se avete letto qualcosa di mio, e vi è piaciuto, non siate timidi, recensite!), ma quasi rimango incredula che quel frammento scritto delle storie che mi porto dentro possa piacere a qualcun altro. Mi stupisce sempre…

E voi, come reagite alle critiche, non solo per un vostro lavoro, ma negli affari della vita?

STO ASCOLTANDO: “Supermassive black hole” – Muse

STATO MENTALE: capacità di concentrazione di un criceto.

FATTORI DI DISTURBO: 6/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): correzione ultimo capitolo scritto.

Appunti di scrittura: #12

Tutto è pronto. Ogni cosa sembra propizia. Ho gli appunti sistemati, la famiglia placata dai vari bisogni, la concentrazione giusta non manca e il foglio bianco di Word non sembra un nemico. Persino il cursore, con il suo ritmico lampeggiare, pare allegro, quando… L’imprevisto.

Il computer si blocca. Lo schermo diventa nero. Panico. Rimango immobile, quasi senza respirare, fino a quando non riappare l’immagine. Una scritta in tono freddo e gentile mi annuncia che il sistema si DEVE aggiornare. Non ho opzioni per rifiutare…

Sospiro. Temevo peggio. Do un ok forzato ed il computer inizia l’aggiornamento.

Spero, prego che duri poco. Inutile.

Il computer comincia una danza con se stesso: si chiude, si riaccende, si chiude e si riaccende. Mi mostra ironico una sorta di palla/sfera/barra con la percentuale che sale con la stessa velocità con cui si muove un bradipo addormentato.

Stoica, prima aspetto, aspetto, aspetto… Poi, sbuffo, infine, mi agito. Il tempo passa e mi innervosisco.

Sempre più beffardo, il computer pretende altri “OK”, mentre quella dannata barra arriva a cento per ricominciare da capo…

Le imprecazioni si sprecano, come la mattina che andrà persa tra problemi tecnici…

STO ASCOLTANDO: il suono della bile che sale, sale, sale…

STATO MENTALE: sbatterei il computer al muro.

FATTORI DI DISTURBO: 10/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): usare lo smartphone per scrivere questo post.

Appunti di lettura: “Gli Illuminati – Le dimensioni della mente 3” di Dima Zales

INIZIO: 17 Settembre 2019

FINE: 21 Settembre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

Rapito. Coscienza espansa. E quello è stato solo l’inizio della mia giornata.
Ho sempre pensato di essere un ragazzo abbastanza a posto. Il tipo d’uomo che non avrebbe mai voluto commettere un omicidio.
Invece ho scoperto che semplicemente mi mancava la motivazione.
Alcuni crimini non possono essere perdonati.

(POSSIBILI SPOILERS)

20 Settembre

È il terzo capitolo di una saga e, fin dal principio, ho dovuto ricollegare i fili lasciati in sospeso dall’altro volume solo grazie alla mia memoria. Ammetto di essere stata in difficoltà proprio perché il racconto subito si immerge nell’azione senza fare una sorta di riassunto dei capitoli precedenti o, quanto meno, dare qualche spiegazione per “stimolare” la memoria del lettore… Sì, qualcosa viene ricordata, ma davvero poco. Solo le cose strettamente essenziali.

A nessuno converrebbe iniziare questo libro senza aver letto i precedenti. Ma chi lo farebbe?!?

Romanzo in prima persona, al presente. Il protagonista è Darren dalle capacità sorprendenti persino fra chi è simile a lui.

21 Settembre

Cap. 18 – Tra ieri e oggi, ho letto molti capitoli. Non ci sono tempi morti in questo libro, semmai momenti “calmi” in cui il protagonista carpisce dalle menti altrui le nozioni per imparare a combattere meglio… Per il resto, azione, rivelazioni e avventura si susseguono a ritmo incalzante.

Devo dire che non sono del tutto sorpresa sul ruolo di un certo personaggio (rivelare il nome sarebbe uno spoiler enorme), anche se non pensavo avesse avuto così “peso” sulla vita della madre adottiva di Darren…

A parte qualche situazione un po’ esagerata, ciò che mi ha fatto davvero storcere il naso è stato Mimir… La spiegazione per questo personaggio è “credibile”, forse, cioè ha una sua discreta logica, ma quando appare per la prima volta… non so… mi ha fatto quasi ridere.

Cap. 22 – “Ricompare” Mimir e la sensazione che mi invade è fastidio. Tutto lo “spiegone” sul livello 2 di Quiete non mi convince. Mimir non riesco proprio a digerirlo.

Finendo il romanzo, mi rendo conto che, mentre molte cose sono state spiegate, altre sono rimaste in sospeso. Nuovi quesiti si sono palesati e, probabilmente, ci sarà un altro volume…

Non so se comprerò il seguito. In ogni caso, a parte quel “qualcosa” di “fumettistico”, il romanzo può essere godibile. Intrattiene senza annoiare.

COMMENTO FINALE

Apprezzabile romanzo di fantascienza. Azione e poteri sorprendenti rendono la storia adrenalinica con qualche eccesso fumettistico. Intrattiene egregiamente, senza pretese. Consigliato a chi ha già letto i due volumi precedenti.

Appunti di scrittura: #11

Perché pubblico in self? Molti oggi fanno questa domanda e le risposte sono diverse, come diverse sono le motivazioni che spingono l’interlocutore. Le mie sono di ordine pratico. Poiché in passato ho pubblicato con Case Editrici, brave e meno brave, so ciò che devo evitare e ciò che vorrei e, infine, nell’autonomia ho trovato un certo equilibrio…

I miei motivi sono (almeno i principali):

1 – Tutto è abbastanza trasparente. I diritti d’autore rimangono a me. Conosco le mie royalty, sono aggiornata costantemente su quanto vendo e la somma mi viene versata il mese successivo con regolarità.

2 – Non devo attendere mesi e mesi per una valutazione da parte di una Casa Editrice. Valutazione che spesso non  arriva e, quando arriva, può contenere un rifiuto o una proposta antipatica del tipo: “Compra TOT copie e ti pubblichiamo” (Nooo, grazie, ci sono già cascata e non lo rifaccio più!). Per non parlare del fatto che, per quei mesi, il romanzo rimane chiuso in un cassetto…

3 – Decido tutto io, dalla copertina ai tempi di pubblicazione (ciò può essere per qualcuno una seccatura, ma invece per me significa non attendere tempi assurdi e mi responsabilizza sul mio “prodotto”).

Certo, mi piacerebbe, a volte, avere il sostegno di persone competenti in campo editoriale, di qualcuno che sostenga il mio lavoro credendo in me, facendo pubblicità al posto mio, occupandosi della distribuzione su scala nazionale, ma… fin quando non incontrerò chi investirà (e non con la macchina! XD) sul mio talento, sarò io la promotrice di me stessa con la pubblicazione in self!

STO ASCOLTANDO: “Demons” – Imagine Dragons

STATO MENTALE: incaXXata

FATTORI DI DISTURBO: 9/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): procurarsi delle tavole da inchiodare alla porta!

 

Appunti di scrittura: #10

Come vi dicevo, per scrivere, e soprattutto per far chiarezza, io mi affido ad una “scaletta degli eventi” in cui elenco, in ordine cronologico, i fatti salienti che devono capitare nella storia. Ma le mie scalette non sono mai fisse, immutabili. È capitato che aggiungessi altro, che cambiassi persino l’ordine degli avvenimenti, ma anche che la ignorassi completamente, seguendo l’impeto dell’ispirazione…

Ah, l’ispirazione! È quella “cosa” misteriosa e meravigliosa che ti cattura, che facilita la risoluzione di situazioni letterarie spinose e che “anima” i personaggi, i quali sembrano avere una propria volontà e, facendo quello che cacchio gli pare, magari ti stravolgono tutto, costringendoti poi a compiere “salti mortali” per far combaciare ogni filo sospeso della storia…

Adoro quei momenti, perché anche se incasinano, rendono spesso il romanzo più interessante, come la spezia giusta su di un buon piatto. Ne esalta il sapore senza snaturarne l’essenza.

Aspettando una tale benedizione, mi metto a lavoro. Magari le Muse ascolteranno la mia invocazione e verranno a bisbigliare al mio orecchio…

STO ASCOLTANDO: “La storia del mondo” – Nek

STATO MENTALE: fantasiosa

FATTORI DI DISTURBO: 4/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): invocare le Muse, affinché possa trovare l’ispirazione perfetta!

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