Appunti di lettura: “Il guardiano degli innocenti. The Witcher: 1” di Andrzej Sapkowski

INIZIO: 11 Novembre 2019

FINE: 16 Novembre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

Geralt è uno strigo, un individuo più forte e resistente di qualsiasi essere umano, e si guadagna da vivere uccidendo quelle creature che sgomentano anche i più audaci: demoni, orchi, elfi malvagi… Strappato alla sua famiglia quand’era soltanto un bambino, Geralt è stato sottoposto a un durissimo addestramento, durante il quale gli sono state somministrate erbe e pozioni che lo hanno mutato profondamente. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Lo considerano un male necessario, un mercenario da pagare per i suoi servigi e di cui sbarazzarsi il più in fretta possibile. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogna del bene comune o diffondono ignobili superstizioni per giustificare i loro misfatti. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia. Proprio come i cavalieri che adesso sono sulle sue tracce: hanno scoperto che Geralt è gravemente ferito e non vogliono perdere l’occasione di eliminarlo una volta per tutte.

(POSSIBILI SPOILERS)

11 Novembre

Storia interessante, non comune, stile scorrevole. Premessa importante: non ho mai giocato al videogioco tratto da questo libro. Mi avvicino al romanzo senza preconcetti.

Nel primo capitolo si è subito immersi nell’azione. Si rischia un po’ di confondersi al principio perché il protagonista è uno “STRIGO” che si ritrova ad affrontare una “STRIGE”, ma se lui è una sorta di mago umano potenziato (credo che il termine “strigo” sia usato come maschile di “strega”, in senso dispregiativo) per l’altra la cosa è diversa… E’ una sorta di diavolessa, una vittima di una maledizione, una volta umana, che tale può tornare se si soddisfano certe condizioni non proprio facili.

Una volta capito questa differenza, la storia incuriosisce e attira.

12 Novembre

Il romanzo sembra procedere su due binari: il presente e il passato. Nei capitoli “La voce della ragione” credo si narri il presente di Geralt, lo Strigo, in cura presso un tempio di sacerdotesse guaritrici, mentre negli altri il passato del protagonista (come se fossero suoi ricordi), ovvero racconti autoconclusivi delle sue avventure. Grazie alla prima storia (quella sulla Strige) veniamo a conoscenza di come egli si sia procurato la ferita per cui deve essere curato…

Ci sono diverse rivisitazioni di favole famose e devo dire che quella de “La Bella e la Bestia” ha il suo perché. Fiabe come “Raperonzolo” e “Biancaneve” vengono citate e trasformate in maniera decisamente più dark.

14 Novembre

Nel racconto “Una questione di prezzo” vediamo Geralt in un’altra veste, letteralmente… Travestito per ordine di una regina, sostiene con quest’ultima una conversazione cortese solo in apparenza, ma fatta in verità di sottointesi e minacce più o meno velate… E’ un “botta e risposta” davvero ben fatto e divertente, il vero clou del racconto, che poi comunque riserva le sue sorprese… Come, ad esempio, il prezzo che chiederà alla fine Geralt…

16 Novembre

Davvero carina la storia “Il confine del mondo”. Fa anche riflette e diverte.

La parte divertente è affidata ai contadini e al Silvano, mentre quella più triste è riservata agli elfi. Questi ultimi emergono come figure astiose, arroganti, decadenti, ridotte a banditi piuttosto che cedere qualcosa agli umani… Una visione inconsueta rispetto al fantasy classico.

Simpatico anche il personaggio di Ranuncolo, mentre non mi ha convinto troppo la maga Yennefer.

In definitiva, ho davvero apprezzato le avventure dello Strigo Geralt…

COMMENTO FINALE

Una serie di racconti, uniti dal filo conduttore dei ricordi del protagonista in cura presso un tempio, compongono il primo volume di questa saga fantasy (che ha ispirato videogiochi e, prossimamente, una serie tv), delineando un personaggio affascinante e complicato in un mondo da fiaba dark. Consigliato.

 

Appunti di scrittura: #20

Quando si scrive un romanzo sono tantissime le cose da decidere, non basta avere un’idea. Anche stilisticamente parlando non si può tralasciare nulla. E nel momento in cui abbiamo una trama, dei personaggi più o meno delineati, bisogna decidere come esporre la storia…

Prima o terza persona? Narrazione al presente o al passato?

Personalmente scelgo quasi sempre la terza persona e una narrazione al passato, ovvero una visione da “regista”, che mi permette di passare da un personaggio all’altro, anche ai secondari, se ciò serve per una più completa esposizione della storia.

Però mi è capitato in una collaborazione (“Pace Oscura” con R.Bavastrelli) di scrivere in prima persona e mi è piaciuto parecchio.

È come “indossare” completamente le vesti di un personaggio e, col suo personalissimo punto di vista, narrare la vicenda. Certo, seguendo la soggettività di un protagonista ci sono degli ovvi “limiti”, ma forse permette al lettore una più immediata conoscenza del personaggio.

Credo che tenterò ancora di scrivere un romanzo in prima persona e, chissà, forse proverò persino la narrazione al presente che può dare pathos alla storia.

STO ASCOLTANDO: “Everybody (Backstreet’s Back)” – Backstreet Boys

STATO MENTALE: nostalgica

FATTORI DI DISTURBO: 7/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): cercare di non distrarsi per concentrarsi sul lavoro da svolgere.

Ricapitoliamo…


Libri conclusi:

“Il guardiano degli innocenti. The Witcher: 1” di Andrzej Sapkowski 

Libri in lettura:

Akiko” di Michela Cavaliere 

Le Cronache di Narnia” di C. S. Lewis 

“Gauntlgrym – Neverwinter 1” di R. A. Salvatore 

“La congiura di Merlino” di Diana Wynne Jones

“La città degli angeli caduti” di Cassandra Clare 

“Enciclopedia dei mostri giapponesi”

“Macchine mortali” di Philip Reeve

“Il ciclo di Belgariad 1” di David Eddings

Prossimamente in lettura:

“Noi oltre le stelle” di Antonella Maggio

“La parte migliore di noi” di Desirée Sfalanga

“Vento nero” di Clive Cussler 

“La guerra dei mondi” di H. G. Wells

“Il ciclo di Conan 2” di Robert E. Howard

“The 100 Days 21” di Kass Morgan

“Nucleo rovente. Doctor Who” di Una McCormack

 

Appunti di scrittura: #19

Mi è capitato spesso di chiedermi: cosa decreta il successo di un romanzo con il grande pubblico?

Non credo ci sia una formula fissa (o magica XD) per ottenere un tale risultato, ma, come lettrice, posso dire che l’idea di fondo, originale e intrigante al punto giusto, è il primo ingrediente.

Per secondo metterei lo stile accattivante e scorrevole, quel mix tra semplicità e ricercatezza che invoglia a leggere.

E poi direi che non può non mancare un cocktail di colpi di scena, situazioni di immedesimazione e un pizzico di ironia o di commozione (o entrambe)…

Ma come scrittrice mi rendo conto che tutto ciò non basta. Manca quel qualcosa che fa “decollare” la storia e non parlo di questioni “tecniche” inerenti allo scritto in sé… Perché quello potrebbe anche essere “perfetto”, ma se nessuno conosce l’esistenza del romanzo, tanti saluti!

In pratica, ci vuole pubblicità… o fortuna. E chi non ha un portafoglio gonfio, può contare solo su quest’ultima. Ma, come si dice, la fortuna è cieca ed è più che altro una serie di eventi casuali che si incatenano per formare qualcosa che sembra “destino”…

Sì, sto parlando proprio del classico colpo di cul… ehm… del concretizzarsi di aiuti esterni che facciano conoscere il libro al grande pubblico…

Che sia una persona famosa che scopre il romanzo fra altri in un polveroso scaffale di una sconosciuta libreria o del manoscritto che finisce proprio nelle mani della persona giusta o magari dell’intervento dell’amico dell’amico che presenta il tuo libro al suo editore, sta di fatto che il “fattore fortuna” ha il suo peso.

Diciamocela tutta… Ogni scrittore si fa pubblicità come può, ogni scrittore spera di incappare nel “fattore fortuna”…

Ognuno di noi (scrittori) vorrebbe che dal proprio romanzo sia tratto, non so, un videogioco e un telefilm (come Andrzej Sapkowski) o un film (come di Philip Reeve) o, addirittura, una serie di film (come J. K. Rowling)… Ognuno di noi vorrebbe creare un personaggio (o un mondo) immortale nella mente del lettore…

Ma la nuda e cruda verità e che non abbiamo controllo sui fattori esterni al nostro lavoro. Possiamo solo impegnarci in primis per creare un buon romanzo e poi, ogni giorno, nel promuoverlo con costanza…

Se la fortuna vorrà, ci troverà pronti! 😉

STO ASCOLTANDO: “Skyrim” – Peter Hollens & Lindsey Stirling

STATO MENTALE: creativa

FATTORI DI DISTURBO: 4/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): mettere in pratica nuove idee.

Appunti di scrittura: #18

Quando si scrive un romanzo inevitabilmente si racconta anche qualcosa di noi. Nascosti fra pagine di eventi e personaggi, gli scrittori esprimono se stessi, i propri pensieri, sogni o incubi… E’ il bello della prosa che consente di indossare maschere.

Ma c’è un’espressione letteraria, ormai fuorimoda e poco considerata, che invece mette in gioco l’animo stesso dell’autore. Senza filtri.

Mi riferisco alla poesia.

Chi segue regolarmente questo blog sa che scrivo spesso poesie. Ho due raccolte pubblicate che ne sono un’ulteriore prova, ma io non seguo metriche o regole particolari (eccezion fatta per gli Haiku)…

I miei sono versi liberi, momenti lirici che emergono dagli abissi della mente e del cuore.

A volte sono contemplative riflessioni, tra realtà e sogno, della natura che mi circonda, ma altre sono “esplosioni” di sentimenti e sensazioni.

Il modo migliore, secondo me, per conoscere le luci e le ombre di un autore, è quello di leggere le sue poesie…

STO ASCOLTANDO: “Desert rose” – Sting

STATO MENTALE: irritata dalla pioggia

FATTORI DI DISTURBO: 6/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): rivedere i propri piani.

Cuore inebetito

Freddo,

il mondo è più freddo

mentre il cuore inebetito

contempla l’assenza.

Ed è incredulo,

quel cuore,

non capisce e si ostina

a non misurare quella mancanza

con il metro del dolore.

Ma esso c’è

e rompe ogni certezza.

Fiammeggia nelle crepe,

si insinua nei solchi…

Ma il cuore inebetito

tale resta,

anche nel pianto…

M.S. Bruno

dalla raccolta “Le rocce del naufrago”

Appunti di lettura: “Casinò Royale” di Ian Fleming

INIZIO: 10 Ottobre 2019

FINE: 5 Novembre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

Il 15 gennaio del 1952, quando si siede alla scrivania di Goldeneye, la sua villa in Giamaica, Ian Fleming non ha idea di cosa scriverà. Parte dal nome del suo personaggio, rubato a un allora celebre ornitologo, e dal ricordo di una partita a carte al Casino di Lisbona, nel 1941. Il primo James Bond nasce così, ed è un romanzo molto diverso da come forse lo stesso Fleming amava raccontarlo. Le scene sono poche, non più di quattro, i veri personaggi anche meno. James Bond impareremo a conoscerlo meglio, perché qui è ancora nei panni – eleganti, spiritosi, crudeli – di Ian Fleming. Ma l’abominevole Le Chiffre, e il suo occhio quasi bianco, non li dimenticheremo, come difficile sarà scordare la Bond Girl forse più letale, la sublime Vesper Lynd. Tutto dunque comincia da qui, dall’odore nauseante di un casinò alle tre del mattino. E la speranza è che duri il più a lungo possibile.

(POSSIBILI SPOILERS)

8 Ottobre

E’ il primo libro della serie di James Bond. Le prime pagine vengono impiegate per farci comprendere l’ambiente in cui si muove il nostro 007, la sua esperienza e anche la sua missione. Di quest’ultima abbiamo un resoconto completo, lo stesso che ebbe M e che lo portò ad affidare l’incarico a Bond. Sangue freddo e bravo giocatore d’azzardo, 007 è perfetto per affrontare LeChiffre ed impedirgli di racimolare al Casinò la somma necessaria per sopperire agli ammanchi da lui creati nei conti dei servizi russi.

29 Ottobre

Inizialmente le descrizioni degli ambienti lussuosi sembrano impadronirsi della storia con uno stile uguale per eccessi e ridondanza, ma infine la vicenda acquista dinamismo.

L’azione dal cap. 6 si fa più viva come il mio interesse. Poi però si perde nuovamente nelle descrizioni delle giocate di Bond… Certo, questo aiuta a compenetrarsi nell’atmosfera dei casinò, ma a mio avviso rallenta la storia.

L’altro romanzo di 007 (vedi precedenti “Appunti di lettura”), “Licenza di uccidere”, che ho letto aveva uno stile più “diretto”, più avventuroso. Comunque, sono solo al principio. Vedremo come procede.

1 Novembre

Ci sono certe descrizioni sferzanti e quasi pittoriche che fanno capire il perché 007 abbia avuto così successo. Il potenziale c’è tutto, ma in questo libro non sembra ancora ben sfruttato…

3 Novembre

Cap. 14 – L’atteggiamento pratico e maschilista di Bond non dovrebbe sorprendermi: è il figlio dei suoi tempi, della visione del suo autore che ora sarebbe politicamente scorretta. Strano, però, questo tratto caratteriale della celebre spia mi era sfuggito nel precedente libro che ho letto (che è successivo a “Casinò Royale”)… Che forse Fleming abbia “aggiustato un po’ il tiro” stemperando questo tratto del suo personaggio nei romanzi successivi?

Perché che Bond fosse un inguaribile dongiovanni lo sapevo, ma che pensasse che “le donne non dovrebbero fare lavori da uomini e restare a spadellare in cucina” mi mancava… Ah, poi l’impareggiabile culmine di classe finale quando definisce la collega rapita “Stupida puttana”.

Naturalmente, se fosse stato un uomo non l’avrebbe quasi incolpata di essersi fatta rapire con simili ragionamenti. Ammetto che la femminista che è in me ha voglia di scendere in piazza a bruciare il reggiseno! XD

5 Novembre

Che dire? Ho concluso il romanzo e… non mi ha convinto.

Dopo aver subito terribili torture, Bond cerca di ristabilirsi fra le braccia di colei che aveva “disprezzato” per l’incompetenza. E il Bond innamorato è un po’ cieco, ma costante nei sentimenti. L’ama malgrado lei sembra spesso preda di bipolarismo… Questo fino a quando la verità “esplode” in faccia al nostro 007 in una lettera-confessione…

Devo ammettere che se avessi letto questo libro su Bond prima dell’altro, non ne avrei comprato un secondo. Tranne qualche piccola azione, a salvare Bond dalle trame nemiche o è il caso o è stranamente il nemico del suo nemico… Di eccezionale fa poco o niente. Persino la partita a carte è soggetta a una fortuna altalenante…

COMMENTO FINALE

Prima avventura di Bond, piena di promesse, ma ancora “grezza”.

Picchi di sferzanti e pittoriche descrizioni si alternano ad altre pesanti e ridondanti del lusso del Casinò. Bond fa poco o nulla, subisce per la maggiore. Come dirà un agente dello SMERSH: “Sei stato salvato dal caso, e adesso da uno sbaglio”. Mi ha deluso per diversi aspetti.

 

Appunti di scrittura: #17

Cosa preferite leggere: romanzo o racconto? Vi piacciono le storie lunghe con tanti avvenimenti e personaggi diversi con cui immedesimarvi pian piano o siete più per vicende autoconclusive, con pochi personaggi e, magari, un unico evento da narrare?

Io non ho una preferenza. Almeno quando si parla di leggere. Il grande Conan Doyle ha usato quasi sempre il racconto per narrare i casi del suo Sherlock Holmes. E se scritto bene, un racconto può essere più incisivo e memorabile di un classico romanzo… Io ho adorato leggere i racconti di Conan Doyle!

Però scrivere un racconto è diverso. Condensare in poche pagine, caratterizzazione dei personaggi, evento di interesse con annessa l’avventura e i suoi risvolti, beh… non è sempre facile.

Il romanzo permette una graduale “maturazione”, ma il racconto richiede immediatezza, essere concisi, dinamici. Colpire l’attenzione del lettore con poche frasi…

Ho scritto dei racconti in passato, brevi aneddoti o storie un po’ più lunghe che ho inserito nella raccolta “Ventus Mirabilis”, ma resta il romanzo la mia forma di narrazione preferita.

Sarà che mi piacciono le storie molto complesse o la graduale crescita dei personaggi, ma non riesco, come scrittrice, ad affidarmi completamente al racconto. E mi dispiace. Guardo al maestro Conan Doyle e vorrei saper fare come lui, capace di creare un mito con poche pagine…

STO ASCOLTANDO: “Imperfection” – Evanescence

STATO MENTALE: contemplazione dei propri limiti

FATTORI DI DISTURBO: 7/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): superare l’impasse della contemplazione dei propri limiti.

 

Appunti di lettura: “Deeper – Un sentimento più profondo della paura” di Aura Conte

 

INIZIO: 14 Ottobre 2019

FINE: 15 Ottobre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

I sogni di Lauren si sono infranti in un giorno di primavera quando, dopo aver studiato duramente per tutto il liceo, si è vista negare una borsa di studio e un futuro migliore. Rimasta a vivere nel sud della Georgia, decide quindi di accumulare qualche soldo nella speranza di iscriversi all’università pubblica appena possibile.

L’offerta di lavoro della famiglia Wilkemann arriva per caso e Lauren sceglie di accettarla… ignara che questo gesto cambierà radicalmente la sua vita.

Una esistenza ormai vuota, insoddisfacente e incerta che la porta spesso a temere per il suo futuro.

Caleb Wilkemann è rinomato per il suo carattere testardo e determinato. Laureato con il massimo dei voti, è un giovane professionista di Atlanta che passa la sua vita tra feste e distrazioni, senza limiti.

Farebbe di tutto pur di non affrontare le conseguenze del peggiore errore che abbia mai commesso. Qualcosa che lo tormenta a ogni battito del suo cuore.

Per tale ragione, non gli importa di trattare male le persone o calpestare i loro sentimenti, perché in fondo nessuno si è mai interessato ai suoi.

In una calda alba di fine estate, quando il futuro di entrambi sembra essere già scritto, i destini di Lauren e Caleb si scontrano come due brezze d’oceano in grado di generare un uragano.

I loro cuori saranno tuttavia messi a dura prova, poiché l’oceano stesso è sempre in tumulto e colmo di segreti…

(POSSIBILI SPOILERS)

15 Ottobre

La protagonista, Lauren, oltrepassa le porte di una sfarzosa villa per ottenere un lavoro come babysitter, inconsapevole degli inganni, tradimenti, ossessioni e ricatti che si celano al suo interno. È giovane, delusa dal non aver ottenuto una borsa di studio per l’università, ma la sua esistenza è stata ricca, se non di soldi, di amore sincero.

Per Caleb, l’altro protagonista, invece è tutto il contrario. È ricco, ma vive in un inferno da anni e anni e non sa come uscirne se non a scapito di tutto ciò che ama e che conosce.

L’incontro tra i due cambierà la vita ad entrambi spazzando per sempre le bugie…

Scritto in prima persona, al presente, le “voci” narranti, come dicevo, sono due. Ho cominciato a leggere questa storia pensando di avere a che fare con un “semplice” romance, ma mi sono dovuta ricredere.

La storia d’amore c’è ed è centrale, essenziale per la maturazione dei protagonisti, ma (ed è un grosso “ma”) c’è anche molto altro: le trame di un’ossessione malata, di un occhio malevole che controlla e distrugge, senza remore…

Certo, essendo un romanzo breve non può “sviscerare” ogni anfratto di una simile oscurità e delle ripercussioni che si lascia dietro, ma permette di “gettare un’occhiata” oltre quella soglia dannata e che danna…

COMMENTO FINALE

Romanzo d’amore e suspense. Tra passione, ossessione e ricatti, i due protagonisti dovranno lottare per stare insieme. Quando un sentimento semplice e profondo può spazzare le trame complesse di menti malate… Tenendo conto che è una storia breve, adatto a chi cerca un romance diverso e intrigante.

 

 

Appunti di scrittura: #16

Mi capita, spesso in verità, di leggere più libri contemporaneamente. Riesco con facilità a tenere in memoria i diversi fili in sospeso delle varie narrazioni senza confondermi. In fondo è come seguire più serie televisive allo stesso tempo e puoi scegliere il libro da continuare in base all’umore.

Ben diverso è scrivere più romanzi nello stesso periodo. L’ho fatto ed è, devo ammetterlo, fortemente dispersivo.

Infatti, ora mi ritrovo con due romanzi “importanti” da concludere e diversi “esperimenti” alla fase iniziale. Troppa carne a cuocere! Si dice in questi casi… Il rischio di non finire nulla diventa consistente.

Non dico che non si possa fare o che la qualità delle storie ne risenta, ma solo che l’immedesimazione può risentirne.

Per me scrivere significa vivere ciò che vivono i miei personaggi, tutti, dai protagonisti alle “comparse”. Io sono l’attore e loro le mie maschere, quindi c’è un certo “attaccamento” emotivo con la storia e separarsene ogni volta per ripetere tutto in un altro mondo letterario, può richiedere un considerevole sforzo di energie a livello psichico e una perdita di tempo a livello pratico…

Del tipo: restare più tempo davanti al foglio solo per riordinare le idee, senza scrivere una riga.

In conclusione, posso dire con tranquillità che è un esperimento che non consiglio.

STO ASCOLTANDO: “Wicked game” – Raign

STATO MENTALE: convinto

FATTORI DI DISTURBO: 4/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): aggiornare il blog e scrivere di Danmar e Zohya (gli altri dovranno attendere!)