Appunti di scrittura: #16

Mi capita, spesso in verità, di leggere più libri contemporaneamente. Riesco con facilità a tenere in memoria i diversi fili in sospeso delle varie narrazioni senza confondermi. In fondo è come seguire più serie televisive allo stesso tempo e puoi scegliere il libro da continuare in base all’umore.

Ben diverso è scrivere più romanzi nello stesso periodo. L’ho fatto ed è, devo ammetterlo, fortemente dispersivo.

Infatti, ora mi ritrovo con due romanzi “importanti” da concludere e diversi “esperimenti” alla fase iniziale. Troppa carne a cuocere! Si dice in questi casi… Il rischio di non finire nulla diventa consistente.

Non dico che non si possa fare o che la qualità delle storie ne risenta, ma solo che l’immedesimazione può risentirne.

Per me scrivere significa vivere ciò che vivono i miei personaggi, tutti, dai protagonisti alle “comparse”. Io sono l’attore e loro le mie maschere, quindi c’è un certo “attaccamento” emotivo con la storia e separarsene ogni volta per ripetere tutto in un altro mondo letterario, può richiedere un considerevole sforzo di energie a livello psichico e una perdita di tempo a livello pratico…

Del tipo: restare più tempo davanti al foglio solo per riordinare le idee, senza scrivere una riga.

In conclusione, posso dire con tranquillità che è un esperimento che non consiglio.

STO ASCOLTANDO: “Wicked game” – Raign

STATO MENTALE: convinto

FATTORI DI DISTURBO: 4/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): aggiornare il blog e scrivere di Danmar e Zohya (gli altri dovranno attendere!)