Appunti di scrittura: #17

Cosa preferite leggere: romanzo o racconto? Vi piacciono le storie lunghe con tanti avvenimenti e personaggi diversi con cui immedesimarvi pian piano o siete più per vicende autoconclusive, con pochi personaggi e, magari, un unico evento da narrare?

Io non ho una preferenza. Almeno quando si parla di leggere. Il grande Conan Doyle ha usato quasi sempre il racconto per narrare i casi del suo Sherlock Holmes. E se scritto bene, un racconto può essere più incisivo e memorabile di un classico romanzo… Io ho adorato leggere i racconti di Conan Doyle!

Però scrivere un racconto è diverso. Condensare in poche pagine, caratterizzazione dei personaggi, evento di interesse con annessa l’avventura e i suoi risvolti, beh… non è sempre facile.

Il romanzo permette una graduale “maturazione”, ma il racconto richiede immediatezza, essere concisi, dinamici. Colpire l’attenzione del lettore con poche frasi…

Ho scritto dei racconti in passato, brevi aneddoti o storie un po’ più lunghe che ho inserito nella raccolta “Ventus Mirabilis”, ma resta il romanzo la mia forma di narrazione preferita.

Sarà che mi piacciono le storie molto complesse o la graduale crescita dei personaggi, ma non riesco, come scrittrice, ad affidarmi completamente al racconto. E mi dispiace. Guardo al maestro Conan Doyle e vorrei saper fare come lui, capace di creare un mito con poche pagine…

STO ASCOLTANDO: “Imperfection” – Evanescence

STATO MENTALE: contemplazione dei propri limiti

FATTORI DI DISTURBO: 7/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): superare l’impasse della contemplazione dei propri limiti.