Appunti di lettura: “Casinò Royale” di Ian Fleming

INIZIO: 10 Ottobre 2019

FINE: 5 Novembre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

Il 15 gennaio del 1952, quando si siede alla scrivania di Goldeneye, la sua villa in Giamaica, Ian Fleming non ha idea di cosa scriverà. Parte dal nome del suo personaggio, rubato a un allora celebre ornitologo, e dal ricordo di una partita a carte al Casino di Lisbona, nel 1941. Il primo James Bond nasce così, ed è un romanzo molto diverso da come forse lo stesso Fleming amava raccontarlo. Le scene sono poche, non più di quattro, i veri personaggi anche meno. James Bond impareremo a conoscerlo meglio, perché qui è ancora nei panni – eleganti, spiritosi, crudeli – di Ian Fleming. Ma l’abominevole Le Chiffre, e il suo occhio quasi bianco, non li dimenticheremo, come difficile sarà scordare la Bond Girl forse più letale, la sublime Vesper Lynd. Tutto dunque comincia da qui, dall’odore nauseante di un casinò alle tre del mattino. E la speranza è che duri il più a lungo possibile.

(POSSIBILI SPOILERS)

8 Ottobre

E’ il primo libro della serie di James Bond. Le prime pagine vengono impiegate per farci comprendere l’ambiente in cui si muove il nostro 007, la sua esperienza e anche la sua missione. Di quest’ultima abbiamo un resoconto completo, lo stesso che ebbe M e che lo portò ad affidare l’incarico a Bond. Sangue freddo e bravo giocatore d’azzardo, 007 è perfetto per affrontare LeChiffre ed impedirgli di racimolare al Casinò la somma necessaria per sopperire agli ammanchi da lui creati nei conti dei servizi russi.

29 Ottobre

Inizialmente le descrizioni degli ambienti lussuosi sembrano impadronirsi della storia con uno stile uguale per eccessi e ridondanza, ma infine la vicenda acquista dinamismo.

L’azione dal cap. 6 si fa più viva come il mio interesse. Poi però si perde nuovamente nelle descrizioni delle giocate di Bond… Certo, questo aiuta a compenetrarsi nell’atmosfera dei casinò, ma a mio avviso rallenta la storia.

L’altro romanzo di 007 (vedi precedenti “Appunti di lettura”), “Licenza di uccidere”, che ho letto aveva uno stile più “diretto”, più avventuroso. Comunque, sono solo al principio. Vedremo come procede.

1 Novembre

Ci sono certe descrizioni sferzanti e quasi pittoriche che fanno capire il perché 007 abbia avuto così successo. Il potenziale c’è tutto, ma in questo libro non sembra ancora ben sfruttato…

3 Novembre

Cap. 14 – L’atteggiamento pratico e maschilista di Bond non dovrebbe sorprendermi: è il figlio dei suoi tempi, della visione del suo autore che ora sarebbe politicamente scorretta. Strano, però, questo tratto caratteriale della celebre spia mi era sfuggito nel precedente libro che ho letto (che è successivo a “Casinò Royale”)… Che forse Fleming abbia “aggiustato un po’ il tiro” stemperando questo tratto del suo personaggio nei romanzi successivi?

Perché che Bond fosse un inguaribile dongiovanni lo sapevo, ma che pensasse che “le donne non dovrebbero fare lavori da uomini e restare a spadellare in cucina” mi mancava… Ah, poi l’impareggiabile culmine di classe finale quando definisce la collega rapita “Stupida puttana”.

Naturalmente, se fosse stato un uomo non l’avrebbe quasi incolpata di essersi fatta rapire con simili ragionamenti. Ammetto che la femminista che è in me ha voglia di scendere in piazza a bruciare il reggiseno! XD

5 Novembre

Che dire? Ho concluso il romanzo e… non mi ha convinto.

Dopo aver subito terribili torture, Bond cerca di ristabilirsi fra le braccia di colei che aveva “disprezzato” per l’incompetenza. E il Bond innamorato è un po’ cieco, ma costante nei sentimenti. L’ama malgrado lei sembra spesso preda di bipolarismo… Questo fino a quando la verità “esplode” in faccia al nostro 007 in una lettera-confessione…

Devo ammettere che se avessi letto questo libro su Bond prima dell’altro, non ne avrei comprato un secondo. Tranne qualche piccola azione, a salvare Bond dalle trame nemiche o è il caso o è stranamente il nemico del suo nemico… Di eccezionale fa poco o niente. Persino la partita a carte è soggetta a una fortuna altalenante…

COMMENTO FINALE

Prima avventura di Bond, piena di promesse, ma ancora “grezza”.

Picchi di sferzanti e pittoriche descrizioni si alternano ad altre pesanti e ridondanti del lusso del Casinò. Bond fa poco o nulla, subisce per la maggiore. Come dirà un agente dello SMERSH: “Sei stato salvato dal caso, e adesso da uno sbaglio”. Mi ha deluso per diversi aspetti.