Appunti di scrittura: #18

Quando si scrive un romanzo inevitabilmente si racconta anche qualcosa di noi. Nascosti fra pagine di eventi e personaggi, gli scrittori esprimono se stessi, i propri pensieri, sogni o incubi… E’ il bello della prosa che consente di indossare maschere.

Ma c’è un’espressione letteraria, ormai fuorimoda e poco considerata, che invece mette in gioco l’animo stesso dell’autore. Senza filtri.

Mi riferisco alla poesia.

Chi segue regolarmente questo blog sa che scrivo spesso poesie. Ho due raccolte pubblicate che ne sono un’ulteriore prova, ma io non seguo metriche o regole particolari (eccezion fatta per gli Haiku)…

I miei sono versi liberi, momenti lirici che emergono dagli abissi della mente e del cuore.

A volte sono contemplative riflessioni, tra realtà e sogno, della natura che mi circonda, ma altre sono “esplosioni” di sentimenti e sensazioni.

Il modo migliore, secondo me, per conoscere le luci e le ombre di un autore, è quello di leggere le sue poesie…

STO ASCOLTANDO: “Desert rose” – Sting

STATO MENTALE: irritata dalla pioggia

FATTORI DI DISTURBO: 6/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): rivedere i propri piani.

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