Appunti di lettura: “Enciclopedia dei Mostri Giapponesi” di Shigeru Mizuki

INIZIO: 29 Novembre 2019

FINE: 29 Dicembre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

State per entrare in un mondo che non è né fiaba né leggenda. Potreste considerare questo, libro una sorta di “elenco degli avvistamenti”, poiché si basa su narrazioni popolari e credenze, ma anche su antichi documenti ufficiali che spesso risultano più inquietanti di un racconto dell’orrore. Questa sorta di bestiario non raccoglie semplicemente le descrizioni delle creature mitologiche del Giappone, ma cerca piuttosto di metterci al corrente degli stati d’animo, delle situazioni e dei luoghi che le hanno partorite, in bilico fra luce e ombra, fra ciò che si sa e non viene detto per timore e ciò che non si sa ma si vorrebbe scoprire. Per gustare queste pagine è sufficiente liberarsi di alcuni preconcetti e lasciarsi guidare in un mondo in cui, per esempio, un oggetto o un animale ottengono il potere di evolversi in creature mostruose se superano una certa età, un certo peso o una certa dimensione; in cui i cani-procione sono i detentori dell’arte della metamorfosi e le volpi hanno abitudini e cerimonie simili a quelle degli esseri umani; un mondo in cui una lanterna stregata può farti perdere la via, o in cui puoi morire dal terrore per aver visto il volto ghignante di una vecchia che lava i fagioli in un fiume; un mondo in cui chiedersi costantemente se ciò che abbiamo visto è reale o il frutto della nostra immaginazione, della nostra paura del buio, della nostra repulsione per lo sporco, della nostra diffidenza per il diverso.

(POSSIBILI SPOILERS)

30 Novembre

Simpatico volume correlato di disegni. I mostri sono tanti e alcuni “nascono” con evidenti intenti “istruttivi”, ovvero per cercare di insegnare qualcosa, che sia non sprecare l’olio delle lampade o non essere pigri…

Mi piace l’atmosfera orientale, di un mondo antico, dimenticato o quasi, ma da fiaba (dark) che il volume sa dare.

16 Dicembre

Sono arrivata alla lettera H di questa enciclopedia. I racconti sono molti, tra mito e folclore, e danno uno spaccato delle paure delle tradizioni dell’antica società giapponese.

19 Dicembre

Dato che è un enciclopedia, posso anche non essere “lineare” nella lettura. Per questo ho preso il libro dalla fine e, come un manga, ho cominciato a leggere dei mostri che vanno dalla lettera Z alla Y.

Curioso notare come per i giapponesi anche gli oggetti di uso comune possano racchiudere il rancore umano e trasformarsi in mostri. Anche gli animali che vivono troppo possono fare la stessa fine, ma, a suscitare maggiore paura, erano le montagne oppure i viaggi.

La maggior parte dei mostri minaccia il viandante in cammino, specie se di notte.

Nota: l’edizione presenta piccoli errori e “scambi di scheda”. Per esempio, al posto della descrizione del WAEAI JIZO (di cui c’è anche il disegno) si riporta la storia e la leggenda dello YGYI SAN, che è tra l’altro riproposta quando è il “turno” di quel mostro.

26 Dicembre

È sorprendente la quantità e la varietà di mostri che popolano la fantasia nipponica. Sembra che un povero viandante non potesse fare un passo di notte senza incontrare una lampada stregata, una donna spettro, un monaco gigante, una volpe o un tanuki travestito o magari rischiare la possessione di uno spettro…

Ma forse tutti questi mostri erano il semplice riflesso degli innumerevoli pericoli che si potevano incontrare in un viaggio. Credo che nella fantasia popolare era più “facile” incolpare il soprannaturale di una sparizione misteriosa o il ritrovamento di un cadavere sconosciuto lungo il cammino… In ogni caso, l’autore di questa enciclopedia ha spesso idee curiose sulla “nascita” di questi mostri, spiegazioni a volte con un senso, altre (la maggiore) non proprio.

29 Dicembre

Ho finito il volume. Le varie voci enciclopediche non solo narrano del mosto e delle sue caratteristiche fisiche e non, ma anche le leggende collegate (spesso non complete, solo un riassunto) e degli aneddoti personali del curatore del libro.

L’autore che ha selezionato i mostri da inserire ha anche idee precise e “romantiche” sul mondo del sovrannaturale. Ci crede, è certo.

Molte volte traspare una sorta di malinconia per un mondo passato e in parte perduto con l’avvento dell’energia elettrica e con la progressiva popolazione di luoghi un tempo quasi inaccessibili e selvaggi.

L’autore sembra rimpiangere la sua infanzia, accompagnata da questi racconti e dal senso di mistero di creature mitiche acquattate nell’ombra.

COMMENTO FINALE

Lettura curiosa per i curiosi e gli appassionati del folclore e della mitologia giapponese. Superstizioni e mito si intrecciano alle sensazioni e ai ricordi dell’autore. Carini i disegni. Le voci enciclopediche sono un “assaggio” di un mondo perduto, ma sono pur sempre brevi.

Consigliato a chi ama il mondo giapponese e voglia vivere quelle atmosfere magiche e oscure fatte di Kimoni, katane, ma anche di misteriosi mostri dei bagni, teste di cavallo appese ai rami degli alberi e simili stranezze…

 

Appunti di scrittura: #22

Tutti sognano. Che siano belli o brutti, i sogni “popolano” le nostre notti. Viaggi onirici semplici o spettacolari che possiamo ricordare o meno, ma che, comunque, quando li viviamo, ci sembrano reali. Per me, che della fantasia ho fatto il mio “mestiere”, mi capita che i sogni abbiano una trama ben precisa e che io non sia la protagonista, ma “qualcuno” che interpreto (persino un punto di vista alternato nello stesso sogno) … Lo so, è strano, ma credo sia una sorta di “deformazione professionale”. XD

Sono come veri e propri film, trame che, da sveglia, ho fretta di trascrivere nei miei appunti perché c’è una certa coerenza logica e diversi spunti originali. Anche davanti a quello che potrebbe essere definito un incubo (esempio: fine del mondo, apocalisse zombie), la mia mente non si spaventa, ma anzi si “galvanizza” nell’aver “scovato” nuove possibilità di narrazione.

Spero sempre di fare quel tipo di sogno oppure di avere la consapevolezza di stare sognando… Perché se sai di star sognando, puoi prendere possesso del tuo viaggio onirico e, se non proprio cambiarlo in tutto, modificarlo a piacere. Più di una volta, ad esempio, ho mollato la “trama principale” del sogno per mettermi a volare. Sarà idiota, ma fondamentalmente liberatorio. Mantenendo la concentrazione, facevo ciò che nel reale è impossibile… Non è magnifica l’immaginazione?

Approfitto di questo spazio, dato che oggi è la vigilia di Natale, per augurare a tutti coloro che seguono questo blog e i miei “deliri” gli auguri più sinceri di BUONE FESTE!!!

Quest’anno per me non è stato facile. Speriamo che il 2020 porti con sé novità positive e svolte intriganti!

STO ASCOLTANDO: “We are the champions” – Queen

STATO MENTALE: stanca

FATTORI DI DISTURBO: 7/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): cercare di ritrovare il mio spirito natalizio… Forse è finito in cantina durante il trasloco… Boh…

Appunti di lettura: “Gauntlgrym. Neverwinter 1” di R.A. Salvatore

INIZIO: 30 Agosto 2019

FINE: 14 Dicembre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

Le vicende narrate in questo libro (primo volume della tetralogia “Gauntlgrym” si svolgono oltre vent’anni dopo gli eventi de “Il re degli spettri”, allora compreso nella trilogia “Transizioni”. Drizzt si unisce a Bruenor nella ricerca del leggendario regno dei nani di Gauntlgrym, le cui rovine sono ricche di antichi tesori e di tradizioni arcane. Ma prima ancora che si avvicinino, Jarlaxle e Athrogate li precedono. I due innescano inavvertitamente una vera e propria catastrofe che potrebbe implicare la rovina per gli ignari abitanti della città di Neverwinter – una sciagura così imponente da attirare il mercenario Jarlaxle, che mette a rischio il suo denaro e la vita pur di scongiurarla. Sfortunatamente, però, più Jarlaxle e Athrogate si addentrano nel segreto di Gauntlgrym, più sembrano incapaci di venirne a capo da soli. Avranno bisogno dell’aiuto di Drizzt e Bruenor, le ultime persone che avrebbero mai pensato di scegliere come alleati.

(POSSIBILI SPOILERS)

30 Agosto

Ho letto tutta la saga con protagonista Drizzt Do’Urden e, con i suoi alti e bassi, ho sempre aspettato il libro successivo. Questo si ambienta vent’anni dopo gli eventi dell’ultimo romanzo.

Della vecchia compagnia di amici ormai sono rimasti solo Drizzt e Bruenor.

I romanzi precedenti non sono sempre stati all’altezza di questa saga fantastica e di un personaggio complesso che ha sempre combattuto contro il suo retaggio, il destino e il male come Drizzt.

Spero in quest’ultimo libro. Spero di non restare delusa.

8 Dicembre

Ho messo da parte per un po’ questo libro, ma ora lo riprendo con l’intenzione di finirlo.

Cap. 3 – Dopo la perdita di vecchi amici per Drizzt e Bruenor e di tanti protagonisti per noi lettori, ci vengono presentati nuovi personaggi, nuovi “attori”, che sono destinati (probabilmente) a incontrarsi e scontrarsi a Neverwinter, città prospera di frontiera.

10 Dicembre

Cap. 8 – Non ci sono tempi morti in questo romanzo. Tutto è “impregnato” dell’aspettativa di una mirabile scoperta. Ma se Drizzt e Bruenor cercano invano la perduta città dei nani Gauntlgrym, saranno un altro drow e un altro nano a scoprire il mitico sito.

Ma lo scaltro drow Jarlaxle e Athrogate, il nano, non saranno soli nella loro missione esplorativa: l’infida elfa Dahlia, il vampiro Dor’Crae e la linch Valindra faranno parte della compagnia. Ognuno di loro ha i propri motivi per trovare la città perduta, ma una cosa li accomuna: l’opportunismo. Fino a quando reggerà questa strana compagnia?

Queste avventure, almeno fino ad ora, sembrano ridare “slancio” all’intera saga. Vedremo come prosegue.

12 Dicembre

Il gruppo di Dahlia libera dalla mitica città dei nani un primordiale elementale di fuoco… L’elfa sapeva che poteva accadere (al contrario dei suoi compagni) e, malgrado abbia quasi un ripensamento, alla fine (per l’intervento di una sua compagna/rivale) il mostro viene comunque liberato… E’ come l’eruzione di un enorme vulcano (e forse la sua essenza è proprio questa) che seppellisce sotto cenere e lava la città di Neverwinter…

Passano dieci anni. Dopo quell’evento, il mondo è diventato un posto molto più pericoloso. Intanto l’inquietudine di Drizzt cresce, mentre la ricerca di Bruenor non si ferma… Non sa che la città mitica che cerca è stata ritrovata e forse persa per sempre.

Tutto molto interessante.

13 Dicembre

Cap. 16 – Il dolore delle perdite subite non ha ancora lasciato Drizzt. Implacabile, indifferente o quasi, affronta il mondo con una rabbia che sfoga nei combattimenti di cui è bramoso. Quando Drizzt e Bruenor incontreranno Athrogate e Jarlaxle, sarà quest’ultimo ad accorgersi maggiormente del cambiamento del ranger. Lo scaltro e con pochi scrupoli Jarlaxle guardando Drizzt  e il suo nuovo atteggiamento, stupendosene, si preoccupa… Risvolto intrigante.

In verità, ho sempre trovato interessante il personaggio di Jarlaxle, anche se nella serie di tre libri a lui dedicati con l’assassino Entreri sembrava un po’ “perso”… Quella saga non è un granché. In questo romanzo, invece, il personaggio riacquista non solo la sua complessità, ma anche quell’aura di astuta canaglia che sa sempre cosa fare e come cavarsela…

14 Dicembre

La compagnia è riunita: Drizzt, Jarlaxle, Athrogate, Bruenor e… Dahlia! Sì, la pericolosa donna elfo, spietata e decisa, ha tradito le sue fila per rimediare all’errore commesso dieci anni prima. Ed è di aiuto. Molto. Al punto che Drizzt ne rimane affascinato, mentre Jarlaxle è sempre più preoccupato per l’atteggiamento arrabbiato e indifferente dell’amico.

Intanto la lotta nelle gallerie di Gauntlgrym continua, una lotta contro il tempo e contro forze primordiali e terribili.

Cap. 24 – C’è una scena tra Bruenor e Athrogate dove quest’ultimo fa la stessa fine di Gandlaf il Grigio sul ponte di Khazad-Dum… dicendo persino “Scappa” (al posto di “Fuggite, sciocchi!”) prima di cadere nel vuoto.

Voluta o meno, la somiglianza tra le due scene mi ha fatto sorridere. Sembra un omaggio di Salvatore a Tolkien! 🙂

Romanzo finito! Cosa posso dire? Finalmente la saga di Drizzt riprende smalto! Avventura, combattimenti, magia… tutto porta ad un finale epico, la giusta conclusione per un personaggio e il delinearsi di nuove, straordinarie battaglie per Drizzt!

COMMENTO FINALE

Nuovo smalto per le avventure del ranger Drizzt Do’Urden!

Dopo la perdita dei vecchi compagni, il drow intraprende un’epica ricerca con l’unico superstite fra i suoi amici, il nano Bruenor. Tra combattimenti, magie e implacabili nemici, i due scopriranno pericoli inimmaginabili.

Prosa gradevole, battaglie minuziosamente descritte, tra nuovi e vecchi personaggi.

Imperdibile volume per chi ha apprezzato la serie e, da un po’, sperava in una svolta più avvincente.

Appunti di lettura: “La tomba del tiranno (Le sfide di Apollo 4)” di Rick Riordan

 

INIZIO: 2 Dicembre 2019

FINE: 3 Dicembre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

Trasformato in un adolescente mortale, bandito dall’Olimpo e privato della propria sfolgorante bellezza, Apollo deve ora affrontare la perdita più grave: quella di un amico, Jason Grace. Deciso a tributare all’eroe tutti gli onori, l’ex divinità lo conduce al Campo Giove per consegnarlo alla terra cui appartiene. Ma qui lo attende un’amara rivelazione: dopo aver approntato una disperata resistenza contro gli imperatori del Triumvirato, i semidei devono respingere un nemico ancora più spietato di Caligola, Commodo e Nerone messi insieme: Tarquinio il Superbo, l’ultimo re di Roma! Presto attaccherà con le sue armate di non-morti e lo farà nel giorno più propizio, quando nel cielo scintillerà la luna di sangue e l’esercito di ossa sarà al culmine della ferocia. L’unica speranza di salvezza è trovare la tomba del tiranno, che si nasconde nel luogo più imprevedibile del mondo: sotto una luccicante, innocua giostra di cavallucci. Insieme alle amiche Meg, Hazel e Lavinia, Apollo è di nuovo pronto a una sfida.

(POSSIBILI SPOILERS)

3 Dicembre

Quarto capitolo della saga “Le sfide di Apollo”, rientra nel mondo mitologico/moderno creato da Riordan, lo stesso di Percy Jackson, fatto di semidei, divinità, mostri e personaggi da leggenda e storici.

Pur essendo una saga rivolta a un pubblico di ragazzi, la storia non è per niente infantile. Come potrebbe, dato che molte avventure sono rivisitazioni della mitologia nel nostro mondo!

Ho aspettato con impazienza questo libro, perché, se già ritrovarsi con il dio Apollo (bello, magnifico, superbo) nelle sembianze di un ragazzino mortale cicciottello e brufoloso non avesse risvolti divertenti (è una punizione di Zeus), la storia ha anche preso risvolti drammatici nel libro precedente, con la morte di un personaggio molto amato dai fan della serie…

Quindi, ricapitolando, in questi libri, fino ad ora, c’è stata avventura, un pizzico di comicità, dei risvolti drammatici, il tutto super condito di mitologia… Come può non piacermi?

Spero che “La tomba del tiranno” non mi deluda, ma sono già al capitolo 5 e ritrovo tutte le atmosfere che ho apprezzato.

Cap. 12 – Essendo scritto in prima persona, i commenti di Lester/Apollo permettono di sminuire situazioni pesanti o assurde… E trovarsi a fare piani di battaglia per contrastare l’arrivo di due Imperatori (con relativi eserciti) e un re non-morto (con relativi soldati non-morti) non è propriamente facile, quando si è in pochi e demoralizzati.

Il Campo Giove però può contare su Lester/Apollo che, persa la sua divinità, riconsidera il suo vissuto sotto una luce molto diversa ed è persuaso (malgrado la paura) a far di tutto per impedire altre morti, anche se ciò significa trovare la romba del re non-morto…

Il libro scorre talmente bene, senza parti pesanti, che sono riuscita a finirlo!

Non delude. Molte cose trovano una conclusione, mentre altre avventure, quelle decisive, si profilano all’orizzonte.

È interessante la conquista di umanità che fa Apollo, capace adesso di rendersi conto delle cose orribili che ha fatto in passato (d’altronde il mito racconta leggende terribili) e vorrebbe rimediare. Chissà se ricorderà cosa significa “essere umano” quando tornerà divino, come gli ha fatto promettere Jason… Chissà…

COMMENTO FINALE

Mitologia, avventura e un pizzico di ironia… ecco gli elementi di questa saga fantasy che, nel suo quarto capitolo, prosegue su questa linea, continuando a mantenere brio e capacità di sorprendere. Imperdibile per chi ha seguito la saga fin dal principio… Consiglio la lettura della saga ai patiti del genere e a chi cerca una lettura divertente e non troppo impegnativa, capace di distrarre con riferimenti al mondo classico.

 

Appunti di scrittura: #21

Ognuno ha il proprio modo di scrivere. Lo stile, il vocabolario, le tematiche sono personali, eppure può capitare che due autori si mettano in gioco e decidano di collaborare e scrivere insieme un romanzo.

Com’è possibile? Beh, con tanta, tanta pazienza e una predisposizione mentale al compromesso. Bisogna venirsi incontro e programmare con attenzione ogni fase del romanzo per creare un unico stile che dia armonia allo scritto. Ci deve essere equilibrio.

Io ho collaborato alla stesura di “Pace Oscura” (con R.Bavastrelli), ma il mio è un caso un po’ “particolare” in quanto il romanzo era l’ultimo capitolo di una saga, quindi sono stata prevalentemente io ad “adattarmi” alla storia e allo stile della mia collega (anche se ci ho messo del mio, specie nel personaggio di Misha e in alcune avventure).

Comunque, molti scrittori, davanti ad una collaborazione, scelgono di “dividersi il lavoro”, ovvero di approcciarsi alla storia con due diversi punti di vista, due personaggi che interagiscono. Ciò è un modo utile e astuto di affrontare una collaborazione. Infatti, la diversità tra i due autori “arricchirà” la storia creando personaggi completi e distinti.

Credo che la collaborazione deve nascere solo quando c’è sintonia tra gli scrittori. È di sicuro, però, un’esperienza affasciante che spero ripeterò!

STO ASCOLTANDO: “Trouble” – Pink

STATO MENTALE: indaffarata

FATTORI DI DISTURBO: 5/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): inserire diversi post sui blog e correggere l’ultimo pezzo scritto del romanzo

Appunti di lettura: “Le Cronache di Narnia” di C.S.Lewis

INIZIO: 15 Agosto 2019

FINE: 3 Dicembre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

Viaggi fino alla fine del mondo, creature fantastiche, epiche battaglie tra il bene e il male: cosa avrebbe potuto aspettarsi di più un lettore? Scritto nel 1949 da C.S. Lewis, “Il leone, la strega e l’armadio” inaugurò la serie dei sette volumi che sarebbero divenuti celebri come “Le Cronache di Narnia”. Un capolavoro che trascende il genere fantasy, ormai riconosciuto tra i classici della letteratura inglese del Novecento. C.S. Lewis lo scrisse con la dichiarata intenzione di rivolgersi ai bambini, ma non solo a loro. Era convinto, infatti, che “un libro non merita di essere letto a dieci anni se non merita di essere letto anche a cinquanta”. Un’incredibile girandola di personaggi (fauni, ninfe, streghe, animali parlanti, eroici guerrieri), per il ritmo incalzante dell’avventura, ma anche per l’insolito spessore che tradisce l’immensa cultura di un autentico scrittore, noto medievalista dell’Università di Oxford, capace di attingere dalla vasta letteratura inglese quanto dalle allegorie dantesche. La presente edizione offre al pubblico italiano il testo integrale delle “Cronache di Narnia” in un unico volume, con una traduzione completamente aggiornata e con un breve saggio in appendice, inedito in Italia, in cui Lewis stesso spiega cosa significhi per lui “scrivere per i bambini”.

(POSSIBILI SPOILERS)

15 Agosto

Inizio a leggere e rimango colpita dalle atmosfere da fiaba… Una “buona” fiaba, dai caratteri epici e con una morale spiccata e un senso di giustizia forte e dolce.

27 Settembre

Dopo la prima storia, “Il nipote del mago”, in cui si narra della creazione di Narnia, ne “Il leone, la strega e l’armadio” entriamo veramente nelle vicende epico/favolistiche di questo mondo fantastico.

Conoscendo i film, sono curiosa di leggere le storie.

12 Ottobre

Sto per iniziare la terza storia: “Il cavallo e il ragazzo”.

Riguardo a “Il leone, la strega e l’armadio” posso tranquillamente dire che la trasposizione cinematografica ha saputo rendere onore al racconto. È una favola dolce e avventurosa. Tradimento e sacrificio, viltà e coraggio, sono i cardini portanti della storia.

14 Ottobre

Ho appena finito di leggere “Il cavallo e il ragazzo” e, benché mantenga le stesse caratteristiche fiabesche delle precedenti storie, sembra più simile, nella narrazione e nelle tematiche, a un fantasy più “adulto”, più “maturo”…

Sembra un percorso quello intrapreso fra le storie di Narnia in cui si “cresce”, come “cresce” il pubblico a cui è rivolto il romanzo.

Interessante. Sempre di più.

8 Novembre

Strano “destino” quello di questo libro! L’ho spesso preso e posato, per altri libri, per le vicende della vita…

Dall’estate ad ora, ho saltuariamente continuato a leggerlo, come non mi è mai successo con nessun altro romanzo.

Ho finito “Il principe Caspian”. Il ritorno dei quattro fratelli a Narnia è intrecciato come sempre alla ricomparsa del leone Aslan… I toni sono sempre epici ed il fascino di questo mondo cresce.

23 Novembre

“Il viaggio del veliero” è il resoconto delle avventure di Caspian, ora re di Narnia, Edmond, Lucy ed il loro antipatico (ma poi cambia) cugino Eustachio. Insieme al topo Ripicì e all’equipaggio de “Il veliero dell’alba”, vanno alla ricerca di alcuni nobili scomparsi e dei Confini del Mondo, oltre cui, si racconta, ci sia il Regno di Aslan…

I riferimenti cristiani sono numerosi, ma la storia può essere letta anche senza dar peso alle allegorie, dedicandosi più al lato avventuroso/mitico del racconto.

E di cose strane, meravigliose e assurde ne incontrano i nostri protagonisti!

Alcune parti sono un po’ pesanti e non mi invogliano alla lettura come dovrebbero, però la curiosità persiste.

2 Dicembre 

“La sedia d’argento” ha come protagonisti Eustachio e Jill. Devono ritrovare il figlio perduto di Caspian. Le loro avventure sono tante e, con l’aiuto di Pozzanghera, il Paludrone, compiono l’impresa sconfiggendo la Dama dal Vestito Verde, una strega molto potente con la capacità di trasformarsi in un serpente…

Le ingenuità dei protagonisti sono tante e la storia non riesce a “catturarmi” come dovrebbe.

3 Dicembre

Sono riuscita infine a concludere il romanzo!

Che dire? Nell’ultima storia, si rivedono tutti i protagonisti (o quasi) dei precedenti racconti. Manca Susan che, crescendo, ha dimenticato Narnia… Non so come interpretare la cosa se non pensando che l’autore volesse far capire che non tutti quelli che raggiungevano Narnia poi ne restavano indissolubilmente legati…

In ogni caso (e qui faccio uno SPOILER ENORME), scoprire che tutti i protagonisti (tranne appunto Susan) sono morti in un incidente ferroviario non è proprio il massimo dell’allegria, anche se trovano la “vera Narnia” fatta solo di pace e bellezza… In pratica, il Paradiso…

COMMENTO FINALE

Classico della letteratura fantasy. Ha parti affascinanti che catturano l’attenzione, mentre altre sono un po’ pesanti e lente. Le allegorie cristiane potrebbero anche essere interessanti, ma, a mio avviso, tolgono quella “spensieratezza” che un’opera di pura fantasia dovrebbe avere, specie se destinata a distrarre e intrattenere dei bambini…

 

Appunti di lettura: “Akiko” di Michela Cavaliere


INIZIO: 25 Settembre 2019

FINE: 19 Novembre 2019

VALUTAZIONE

 

TRAMA

Il patto maledetto tra un’ingenua regina e un diavolo millenario darà alla luce una bambina. La piccola, aiutata dal Kami (spirito) del Vento, sarà adottata da famiglie semplici, e mostrerà un dono portatore di morte e distruzione ogni qual volta si trovi in pericolo. Degli assassini inviati a ucciderla, conquistati dal suo fascino diabolico, faranno di lei l’erede del Ryojinja, un monastero di spie e ladri. Qui la ragazza sarà chiamata Akiko e svilupperà la capacità di vedere le Ora, anime degli esseri viventi, e imparerà a usare la catena chiodata Sashimasu. Akiko verrà mandata in un’isola lontana per uccidere un principe, ma nulla andrà com’era programmato. Da quel momento, la giovane si muoverà attraverso antichi miti, alla ricerca di un artefatto per riportare l’equilibrio, in un combattimento epico che deciderà le sorti del mondo.

(POSSIBILI SPOILERS)

25 Settembre

Disconosciuta dal padre, una bimba appena nata viene abbandonata alle onde nella notte… Così inizia la storia di Kameyo/Akiko, principessa per nascita ed esperta combattente e assassina per destino (grazie a chi l’ha cresciuta). Ignara dei suoi natali, ritornerà nella sua terra d’origine per compiere una missione.

Prosa gradevole, atmosfera fantasy con sapore orientale, la storia sa affascinare. Di certo non pecca per poca originalità. Scritto in prima persona, la vicenda sembra tessere le sue trame nel segno di un destino strano e misterioso.

8 Ottobre

Mentre Akiko ritorna ad essere la principessa del suo Paese (malgrado la grossa colpa che pende sul suo capo), il suo destino sembra intrecciarsi indissolubilmente a quello di due fratelli, Haru e Ryuu.

E se il triangolo amoroso non bastasse, la ragazza si ritrova fidanzata per volere del padre con un principe di un Paese vicino.

Akiko è una donna atipica per i canoni di questo Giappone medievale/fantasy ed è forse anche per questo che riesce ad affascinare persino l’indifferente principe straniero.

Trovo che gli elementi fantasy siano più evidenti di quelli orientali. Le atmosfere giapponesi vengono un po’ messe in ombra dalle azioni sorprendenti, dalle creature e dalle magie che riempiono, quasi come se fossero normali, le vite dei personaggi.

15 Novembre

Il punto di vista alternato (Akiko, Haru, Ryuu, Gansukh) permette di “osservare” meglio la storia, quelle trame che il destino o un’ombra maligna sta preparando a discapito della protagonista.

Sono interessanti i combattimenti.

Andando avanti nella lettura, le atmosfere orientali diventano più evidenti.

18 Novembre

Alcuni segreti vengono svelati, mentre altre domande si palesano. Le cose si complicano per Akiko e il suo Regno, mentre le maglie di un nemico invisibile, ma implacabile, cercano di chiudersi sulle genti.

La fantasia è tanta, ma, a volte, il cambio di punti di vista e i ricordi della protagonista si alternano troppo improvvisamente, senza una delimitazione precisa che ne annunci l’identità… Ciò mi ha disorientata. Nel capitolo “Dove sei?”, per esempio, si passa (credo) da Ryuu, a Osamu, di nuovo a Ryuu e poi ai ricordi di Akiko… E il “cambio” si capisce o si intuisce solo andando avanti nella lettura del paragrafo.

Peccato, perché ciò, a mio avviso, appesantisce un po’ la narrazione.

19 Novembre

Ho concluso il romanzo e, devo dire, l’azione vera e propria, le rivelazioni e il concludersi degli eventi avvengono in modo molto veloce.

La parte fantasy prende decisamente il sopravvento sulle atmosfere orientali da leggenda. Ma ciò non è un problema. L’unica cosa ad avermi lasciata perplessa è la velocità con cui si svolge la seconda parte del romanzo… Infatti, la storia, a mio avviso, potrebbe essere divisa in due: la prima è il vissuto di Akiko, il suo presente e il suo passato, che procede con descrizioni dettagliate degli eventi, mentre la seconda parte è dedicata al destino di Akiko… e qui tutto diventa frenetico. Avrei preferito maggiori descrizioni e delucidazioni su alcune situazioni e i rapporti con gli antagonisti più delineati.

Comunque, resta un buon fantasy, originale, mai scontato.

COMMENTO FINALE

Fantasy scorrevole, scritto bene, dalle atmosfere da leggende orientali, dove il magico, con Kami e demoni, è intrecciato col vissuto. La protagonista è forte e atipica per il suo contesto. La sua storia si intreccia a quella di molti personaggi, pedine di un destino già scritto. Interessante e mai banale, il romanzo è comunque troppo veloce nella descrizione degli avvenimenti finali, situazioni che mi sarebbe piaciuto fossero trattate con la stessa particolareggiata cura usata per il resto della storia.