Appunti di lettura: “Enciclopedia dei Mostri Giapponesi” di Shigeru Mizuki

INIZIO: 29 Novembre 2019

FINE: 29 Dicembre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

State per entrare in un mondo che non è né fiaba né leggenda. Potreste considerare questo, libro una sorta di “elenco degli avvistamenti”, poiché si basa su narrazioni popolari e credenze, ma anche su antichi documenti ufficiali che spesso risultano più inquietanti di un racconto dell’orrore. Questa sorta di bestiario non raccoglie semplicemente le descrizioni delle creature mitologiche del Giappone, ma cerca piuttosto di metterci al corrente degli stati d’animo, delle situazioni e dei luoghi che le hanno partorite, in bilico fra luce e ombra, fra ciò che si sa e non viene detto per timore e ciò che non si sa ma si vorrebbe scoprire. Per gustare queste pagine è sufficiente liberarsi di alcuni preconcetti e lasciarsi guidare in un mondo in cui, per esempio, un oggetto o un animale ottengono il potere di evolversi in creature mostruose se superano una certa età, un certo peso o una certa dimensione; in cui i cani-procione sono i detentori dell’arte della metamorfosi e le volpi hanno abitudini e cerimonie simili a quelle degli esseri umani; un mondo in cui una lanterna stregata può farti perdere la via, o in cui puoi morire dal terrore per aver visto il volto ghignante di una vecchia che lava i fagioli in un fiume; un mondo in cui chiedersi costantemente se ciò che abbiamo visto è reale o il frutto della nostra immaginazione, della nostra paura del buio, della nostra repulsione per lo sporco, della nostra diffidenza per il diverso.

(POSSIBILI SPOILERS)

30 Novembre

Simpatico volume correlato di disegni. I mostri sono tanti e alcuni “nascono” con evidenti intenti “istruttivi”, ovvero per cercare di insegnare qualcosa, che sia non sprecare l’olio delle lampade o non essere pigri…

Mi piace l’atmosfera orientale, di un mondo antico, dimenticato o quasi, ma da fiaba (dark) che il volume sa dare.

16 Dicembre

Sono arrivata alla lettera H di questa enciclopedia. I racconti sono molti, tra mito e folclore, e danno uno spaccato delle paure delle tradizioni dell’antica società giapponese.

19 Dicembre

Dato che è un enciclopedia, posso anche non essere “lineare” nella lettura. Per questo ho preso il libro dalla fine e, come un manga, ho cominciato a leggere dei mostri che vanno dalla lettera Z alla Y.

Curioso notare come per i giapponesi anche gli oggetti di uso comune possano racchiudere il rancore umano e trasformarsi in mostri. Anche gli animali che vivono troppo possono fare la stessa fine, ma, a suscitare maggiore paura, erano le montagne oppure i viaggi.

La maggior parte dei mostri minaccia il viandante in cammino, specie se di notte.

Nota: l’edizione presenta piccoli errori e “scambi di scheda”. Per esempio, al posto della descrizione del WAEAI JIZO (di cui c’è anche il disegno) si riporta la storia e la leggenda dello YGYI SAN, che è tra l’altro riproposta quando è il “turno” di quel mostro.

26 Dicembre

È sorprendente la quantità e la varietà di mostri che popolano la fantasia nipponica. Sembra che un povero viandante non potesse fare un passo di notte senza incontrare una lampada stregata, una donna spettro, un monaco gigante, una volpe o un tanuki travestito o magari rischiare la possessione di uno spettro…

Ma forse tutti questi mostri erano il semplice riflesso degli innumerevoli pericoli che si potevano incontrare in un viaggio. Credo che nella fantasia popolare era più “facile” incolpare il soprannaturale di una sparizione misteriosa o il ritrovamento di un cadavere sconosciuto lungo il cammino… In ogni caso, l’autore di questa enciclopedia ha spesso idee curiose sulla “nascita” di questi mostri, spiegazioni a volte con un senso, altre (la maggiore) non proprio.

29 Dicembre

Ho finito il volume. Le varie voci enciclopediche non solo narrano del mosto e delle sue caratteristiche fisiche e non, ma anche le leggende collegate (spesso non complete, solo un riassunto) e degli aneddoti personali del curatore del libro.

L’autore che ha selezionato i mostri da inserire ha anche idee precise e “romantiche” sul mondo del sovrannaturale. Ci crede, è certo.

Molte volte traspare una sorta di malinconia per un mondo passato e in parte perduto con l’avvento dell’energia elettrica e con la progressiva popolazione di luoghi un tempo quasi inaccessibili e selvaggi.

L’autore sembra rimpiangere la sua infanzia, accompagnata da questi racconti e dal senso di mistero di creature mitiche acquattate nell’ombra.

COMMENTO FINALE

Lettura curiosa per i curiosi e gli appassionati del folclore e della mitologia giapponese. Superstizioni e mito si intrecciano alle sensazioni e ai ricordi dell’autore. Carini i disegni. Le voci enciclopediche sono un “assaggio” di un mondo perduto, ma sono pur sempre brevi.

Consigliato a chi ama il mondo giapponese e voglia vivere quelle atmosfere magiche e oscure fatte di Kimoni, katane, ma anche di misteriosi mostri dei bagni, teste di cavallo appese ai rami degli alberi e simili stranezze…

 

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  1. Trackback: Le mie letture (finite) del 2019 | Diario di una scrittrice

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