Appunti di lettura: “Neverwinter – Neverwinter 2” di R. A. Salvatore

INIZIO: 14 Dicembre 2019

FINE: 3 Gennaio 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

Caduti i suoi fidati compagni, Drizzt è solo… e libero, per la prima volta dopo quasi cent’anni. Il senso di colpa si confonde con il sollievo, lasciandolo vulnerabile solo alle convinzioni della sua nuova compagna: Dahlia, un’elfa dal fascino cupo, l’unico membro del gruppo sopravvissuto alla catastrofe del Monte Hotenow. Ma viaggiare con Dahlia è impegnativo per diversi aspetti. Mentre i due compagni cercano la vendetta sul responsabile della distruzione di Neverwinter – e quasi anche di Luskan – Drizzt si ritrova privo di certezze morali, spazzate via dai suoi punti di vista non convenzionali. Costretto a prendere atto delle azioni nefaste che l’uomo può compiere, l’elfo scuro si ritrova in conflitto con la legge, nel tentativo di proteggere coloro che la legge stessa ha rovinato. Si crea così nuovi rivali, mentre i suoi vecchi nemici…

(POSSIBILI SPOILERS)

14 Dicembre

Prosegue il viaggio di Drizzt in compagnia dell’elfa Dahlia. Il loro scopo è trovare la strega Sylora e impedirle di provocare una strage per alimentare i poteri oscuri del suo signore, l’arcilinch Szasstam. O meglio, è lo scopo di Drizzt, ma per Dahlia è solo questione di vendetta.

Infatti il personaggio di Dahlia non è privo di ombre, anzi la sua oscurità è profonda come le ferite psichiche dovute ad un orribile passato. L’elfa è cinica e gode nel confondere Drizzt già provato dalle tante perdite e dallo scontro dei suoi ideali con le immancabili zone grigie della vita, dove giusto e sbagliato non sono così netti come si vorrebbe.

1 Gennaio 2020

Come passare bene il primo dell’anno se non leggendo? D’altronde, dopo la frenesia di questi giorni, rilassarsi un po’ è un bene.

Il legame fra Drizzt e Dahlia cresce come la mole di guai. Il nostro drow riscopre “il brivido del rischio” ovvero la possibilità di gettarsi in situazioni di pericolo senza preoccuparsi di altro se non della propria vita. Quando aveva relazioni forti, amici e amore, benché affrontasse battaglie e combattimenti, non poteva provare quel brivido, perché aveva paura… paura di perdere quelle persone, paura di lasciarle… Ora Drizzt è solo, libero, con un nuovo cammino, tutto da scoprire, davanti.

Malgrado capisca il progressivo mutamento del personaggio, il suo stato d’animo, non posso non trovare “allarmante” l’influenza di Dahlia su di lui. Comunque, in qualche modo, la cosa sembra anche reciproca e forse questo è un bene. In ogni caso, il personaggio di Dahlia, l’elfa, non mi ispira ancora.

Salvatore è stato bravo nel creare un personaggio ambiguo, imprevedibile come quest’elfa.

3 Gennaio

Mentre prosegue il viaggio di Drizzt e Dahlia, i loro nemici si preparano ad accoglierli. Le loro trame diventano sempre più temibili e spietate. Così, se da una parte dei due schieramenti opposti (entrambi nemici dei nostri protagonisti) Sylora prepara a dovere il suo paladino per il futuro scontro, Herzgo Alegni trova un nuovo modo per fingersi benefattore della città ricostruita di Neverwinter. La sua fissazione per un certo ponte della città (vuole che abbia il suo nome) è quasi un’ossessione malata che, per me, è quasi patetica.

Barrabus, il grigio, assassino e schiavo di Alegni freme dalla voglia di liberarsi dal giogo del comandante mezzo demone, ma viene affiancato da un deforme e misterioso stregone di nome Effron… E sia l’assassino che il mago non sono semplicemente chi dicono di essere. Barrabus è probabilmente (anzi sicuramente) un personaggio “storico” della saga, celato sotto un nuovo aspetto (ma con capacità ancora più sorprendenti), mentre Effron sembra molto legato ad Alegni (anche se questi lo disprezza) e credo si scoprirà lo sia anche a Dahila… Ma questo è uno spoiler che potrebbe rivelare qualcosa solo a chi ha letto il precedente libro! 😉

Su Barrabus scopro di aver avuto ragione e, più vado avanti nella lettura, più sono sicura di aver intuito la verità anche su Effron, lo stregone deforme.

Comunque, dopo mirabili, altalenanti duelli e combattimenti, si forma un insolito, insuperabile terzetto composto da Drizzt, Dahilia e Barrabus, uniti dall’intento comune di uccidere Sylora…

I nemici, però, sulla strada dei nostri protagonisti sono tanti e formidabili… Ottenuto infatti lo scopo comune, Barrabus li lascia, non prima però di rivelare il nome di chi lo ha schiavizzato… E Herzgo Alegni, abominevole comandante, è l’oggetto di un odio profondo e viscerale da parte di Dahlia (con ragione) persino più forte di quello che l’elfa provava per Sylora.

Così, benchè abbia concluso il libro, la storia è ben lontana da una sua fine. Neverwinter, la città di confine, è ancora in pericolo e le battaglie di Drizzt sono ancora tutte da scoprire…

COMMENTO FINALE

Secondo volume della saga di Neverwinter. Non delude, prende, ma la prepotente presenza dell’elfa Dahlia, ambigua e imprevedibile, mi ha reso meno divertente la lettura. Questo, però, è un parere puramente personale. I combattimenti sono sempre minuziosamente dettagliati, spettacolari nella mosse e nelle trovate. Il personaggio di Drizzt ha un graduale mutamento, logico forse e sicuramente interessante. Nuovi personaggi prendono sempre più spessore, mentre c’è un gradito ritorno di uno storico antagonista. Nel complesso, è un degno seguito del precedente volume e leggerò volentieri il prossimo libro, penultimo della saga…