Appunti di lettura: “La Quinta Stagione – La Terra Spezzata 1” di N.K. Jemisin

 

INIZIO: 21 Aprile 2020

FINE: 25 Aprile 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

È iniziata la stagione della fine. Con un’enorme frattura che percorre l’Immoto, l’unico continente del pianeta, da parte a parte, una faglia che sputa tanta cenere da oscurare il cielo per anni. O secoli.

Comincia con la morte, con un figlio assassinato e una figlia scomparsa.

Comincia con il tradimento e con ferite a lungo sopite che tornano a pulsare.

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(POSSIBILI SPOILERS)

 

21 Aprile

Nel prologo – Lo stile è diretto, discorsivo, come se l’autore chiacchierasse o raccontasse la storia ad un amico. La seconda persona singolare crea un’atmosfera “personale”: è un dialogo a due tra il narratore e il lettore… La resa è dinamica, accattivante anche se inusuale. Ci vuole un po’ per abituarsi.

La storia si presenta complessa come un mondo sempre in procinto della catastrofe. L’impatto con questo nuovo mondo può confondere, ma ha il quid necessario per attrarre… Affascina e lascia il desiderio di sapere di più.

23 Aprile

Ciò che si delinea sempre di più è un mondo di sopravvissuti, crudo, specie se sei un “orogeno”, un essere umano capace di sottrare energia intorno a sé (dalle pietre alle persone) per risvegliare le forze della terra già eccitabili.

Ci sono tre protagoniste, tre “rogga”, per usare il termine dispregiativo di orogeno. La prima è Essun, madre di famiglia (che ha sempre nascosto le sue capacità a tutti, anche al marito) alle prese con l’orribile scoperta dell’assassinio del figlio di tre anni ad opera del padre. L’uomo lo ha ucciso perché il piccolo era un orogeno ed è poi scappato portando con sé la figlia più grande, ignaro che anche lei aveva ereditato le capacità materne. Essun parte per cercarli. Rivuole la sua bimba e vendicarsi del marito.

Poi c’è Damaya. Lei è ancora una bambina. La famiglia la consegna a un Custode, un membro di una casta che controlla e, se è il caso, uccide gli orogeni che non imparano a controllarsi. Il suo addestramento comincia già durante il viaggio verso il “Fulcro”, “scuola” degli orogeni. Il Custode alterna gentilezza e spietatezza, in un gioco di “bastone e carota”, fornendo un ulteriore tassello sul trattamento riservato agli orogeni.

Infine è con Syenite che entriamo nel cuore del Fulcro. Lei è un’orogena addestrata, una “quattro anelli”, ovvero a metà strada su di un cammino ambizioso per scalare le gerarchie del Fulcro. Viene affidata ad Alabaster, un orogeno potente, un “dieci anelli”, che ufficialmente dovrebbe farle da mentore, ma la verità è che da lui lei deve avere un figlio. Ordini superiori. E il sesso è un obbligo a cui entrambi si sottopongono senza passione, quasi odiandosi a vicenda. Seguendo Alabaster nei suoi viaggi, Syenite scoprirà il trattamento inumano che viene riservato a chi tra gli orogeni non è capace di controllarsi… ma non solo.

La tela è intessuta, l’antefatto preparato, ma qualcosa è destinato a cambiare. Sotto gli obelischi che ruotano nel cielo, come fantasmi di precedenti civiltà, un disastro incombe sull’Immoto mentre uno strano bambino fa la sua comparsa affiancandosi al viaggio disperato di Essun…

La storia è davvero innovativa. È un fantasy, ma è anche fantascienza. È entusiasmante. Spinge a leggere sempre di più per sapere, mentre inorridisci o ti stupisci per ciò che accade…

25 Aprile

Da un bel po’ avevo capito che le tre storie narrate accadano in tre linee temporali differenti. Ma comunque la rivelazione della fine del cap. 17 mi fa vedere l’intero romanzo in una diversa luce. Elettrizzante. Non è la storia di tre donne, non esattamente… Non posso dire di più perché lo spoiler sarebbe troppo grande!

Comunque, mi dispiaccio per Essun, compatisco la piccola Damaya e sopporto Syenite… E’ la parte dedicata a quest’ultima che svela però più misteri, ma è anche il personaggio che appezzo di meno forse anche a causa di Alabaster (mi è antipatico). Per quanto riguarda il narratore dell’intera vicenda…beh, alla fine si capirà chi è.

Romanzo curioso. Intrigante di certo, anche se con poche scene d’azione di cui però non ho sentito eccessiva mancanza in quanto la storia riesce comunque a catturare l’attenzione.

COMMENTO FINALE

Un romanzo che è una categoria a sé, un fantasy che sa di fantascienza, condito di mistero. I personaggi sono ben delineati, lo stile è diretto, evocativo in una seconda persona singolare che può disorientare ma che intriga. Duro a volte negli eventi ma affascinante nelle ambientazioni.

 

Appunti di lettura: “La foresta dei pigmei” di Isabel Allende

INIZIO: 13 Aprile 2020

FINE: 20 Aprile 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

“Per loro il mondo fisico era colmo di misteri, e la vita stessa era un sortilegio”

Kate Cold, i suoi amici fotografi, il nipote Alex e l’inseparabile amica Nadia ricevono dall’“International Geographic” l’incarico di preparare un reportage sui safari che si svolgono a dorso d’elefante. A Nairobi Alex e Nadia incontrano però un’indovina che li avverte di un pericolo imminente. Quando ormai il lavoro sta per concludersi, entra in scena fratel Fernando, un missionario in cerca di aiuto. Non ha più notizie di due suoi confratelli che si sono persi in una regione inaccessibile. Fratel Fernando convince Kate e gli altri a fare una deviazione per accompagnarlo a Ngoubé, la probabile meta dei due missionari. Atterrati per un imprevisto nel cuore della giungla, vengono soccorsi da una tribù di pigmei, i quali racconteranno quanto la loro tribù sia caduta in disgrazia da quando la sacerdotessa Nana-Asante era stata sconfitta. Da allora i pigmei erano stati resi schiavi… Terza e ultima puntata delle “Avventure dell’Aquila e del Giaguaro”. Dopo aver attraversato le selve amazzoniche, le cime dell’Himalaya e affrontato mille prove, Nadia e Alexander si trovano ora nel cuore dell’Africa nera per salvare il popolo dei pigmei.

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(POSSIBILI SPOILERS)

14 Aprile

Dopo un resoconto iniziale degli eventi che hanno condotto Nadia, Alexander e la nonna di quest’ultimo in Africa, il romanzo (l’ultimo dedicato a questi protagonisti) comincia subito la sua iperbole fantastico/magica. Immersi negli odori e nei colori di un mercato nel Kenya, i due ragazzi incontrano Ma’ Bargese, una sorta di strega Vudù, che li trasporta in una onirica/allucinogena visione psichedelica.

19 Aprile

Ciò che mi piace di questa saga di romanzi, tre in tutto dedicati ad Alexander e Nadia, ovvero Giaguaro e Aquila, sono le descrizioni dei luoghi. Adesso siamo in Africa e il viaggio dei nostri protagonisti è talmente veritiero che quasi (ma quasi) dimentico l’iniziale viaggio onirico/favolistico di cui parlavo precedentemente. Sì, perché fino ad ora, ovvero negli altri volumi, è sempre la parte fantasy, a mio avviso, a peccare un po’. Troppo “favolistica”.

20 Aprile

Quando il gruppo di Nadia e Alexander parte in cerca di alcuni missionari, si apprende la cruda realtà che tiene in scacco un villaggio sperduto nella foresta africana. Tre misteriosi personaggi: un re, un militare e uno stregone terrorizzano la popolazione arrivando a venderne i figli, contrabbandando avorio e diamanti.

E mentre i due protagonisti si separano dal gruppo ricercando l’aiuto necessario nel sovrannaturale (gli spiriti degli antenati dei pigmei), comincio a sospettar che quelle tre figure che spadroneggiano nel villaggio siano in verità una sola. Molti indizi lo lasciano intendere…  Quando c’è uno mancano gli altri e, se il viso del re è sempre coperto, il militare cela gli occhi dietro occhiali a specchio… Lo stregone poi è più fantasma dei fantasmi che promettono a Nadia ed Alexander il loro aiuto.

Il romanzo mantiene inalterate le caratteriste dei precedenti libri, nel bene e nel male. Ormai, però, non mi stupisco più di quel fattore magico/favolistico che non mi convinceva all’inizio della saga.

L’avventura prosegue come mi aspettavo, confermando ciò che avevo immaginato. Ma la parte favolistica/mistica/magica “esplode” nella scena finale, una scena che poteva anche essere evitata con avvenimenti “reali”, razionali… Rientra comunque nello spirito della saga.

COMMENTO FINALE

Ultima avventura magico/favolistica per Nadia e Alexander. Le parti che preferisco, come sempre, sono quelle dedicate ai viaggi. I posti esotici vengono descritti con maestria nei colori, suoni, disagi. La parte fantasy è per me quella più “carente”.

A mio avviso, si deve riuscire a rendere perfino un fantasy “credibile”. Intessere così bene l’ordito di cose incredibili da farlo sembrare plausibile al lettore. Bisogna creare un’illusione che non sembri tale… Questa saga non riesce in questo, almeno per me. Comunque, resta una lettura piacevole, innocua.

 

Appunti di lettura: “La Guerra dei Mondi” di H.G. Wells

 

INIZIO: 5 Aprile 2020

FINE: 13 Aprile 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

La guerra dei mondi è il romanzo più famoso dello scrittore britannico Herbert George Wells. Pubblicato per la prima volta nel 1897, è tutt’oggi considerato uno dei testi capostipite del genere fantascientifico. Il protagonista è uno scrittore che ha un amico astronomo, Ogilvy, il quale, nell’avvicinarsi a una presunta meteora caduta nella landa di Woking, scopre invece che si tratta d’una sorta di cilindro metallico da cui fuoriescono dei marziani. Ha inizio, così, un incontro bellico tra terrestri e marziani, tutto descritto dal punto di vista dello scrittore protagonista. Tale romanzo, vuole essere sia una riproposizione in chiave letteraria del darwinismo sociale (peculiare di quell’epoca), sia una vera e propria critica al dilagante e prepotente colonialismo europeo.

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(POSSIBILI SPOILERS)

13 Aprile

La narrazione è in prima persona, la prosa un po’ arcaica ma affascinante, ed escludendo che gli alieni siano marziani, la storia riesce a catturare anche in quei primi momenti di incredulità, profondamente umani.

L’immaginazione è tanta ed è capace di evocare diversi brividi. Per alcune cose, il romanzo non ha nulla da invidiare a un libro di fantascienza moderna… Le vicissitudini di uno scrittore, i suoi pensieri, i suoi dubbi, le sue “pazzie” portate all’esasperazione durante l’invasione aliena danno uno spaccato della società del tempo e dell’umanità in generale, con le sue certezze velate di illusione e abitudine.

COMMENTO FINALE.

È considerato un classico della fantascienza ed ora capisco il perché. Forse la prosa è un po’ arcaica e pensare che gli alieni siano marziani può far sorridere, ma le descrizioni e le situazioni sono capaci di creare brividi ed hanno un qualcosa che li rende ancora attuali. Consigliato.

 

Appunti di lettura: “La fine del gioco” (ultimo libro de “Il ciclo di Belgariad) di David Eddings

INIZIO: 2 Aprile 2020

FINE: 5 Aprile 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

Il Globo di Orb è di nuovo al suo posto, nella reggia del re di Riva, e Garion potrebbe sedere tranquillamente sul trono accanto alla regina Ce’Nedra, ma a oriente il dio Torak si sta risvegliando, deciso a vendicarsi. La profezia sta per compiersi e Garion deve a ogni costo raggiungere Cthol Mishrak in tempo per lo scontro finale con il dio dall’occhio solo: dall’esito del duello dipende il destino dell’universo intero. Ce’Nedra, intanto, ha radunato un immenso esercito, con il quale intende attirare i seguaci di Torak perché il passaggio del suo amato passi inosservato. Garion è guidato dalla profezia. Ma non ha ancora avuto risposta alla domanda che urge nella sua mente: come può un semplice uomo uccidere un dio immortale?

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(POSSIBILI SPOILERS)

2 Aprile

Questo è l’ultimo volume de “Il Ciclo di Begariad”. Poi c’è un’altra saga, legata agli stessi personaggi, ovvero “L’Epopea di Mallorean”, per me inedita.

4 Aprile

“I nodi vengono al pettine” dice il detto, cos’ in questo romanzo tutto si svolge a ritmo cadenzato verso un’unica conclusione…

Mentre Garion prosegue il suo viaggio con Silk e Belgarath nelle terre nemiche, per raggiungere il luogo dello scontro con Torak predetto migliaia di anni prima, Ce’Nedra ed il suo esercito proseguono l’avanzata per distrarre le truppe ostili dagli intenti del giovane re…

Intanto, e questa è la parte più divertente, le regine rimaste a casa governano i regni dei mariti facendo l’una affidamento sull’altra e sulle proprie astuzia femminili.

5 Aprile

Il libro è la conclusione di questo ciclo, ma si capisce che non è una fine definitiva.

Alla sconfitta di Torak comunque ci si arriva tramite vari eventi che ne minano il potere e, benché sia Belgarion a porre materialmente fine alla situazione, sono la fermezza e le decisioni dei suoi amici a sostenerlo.

Epico, divertente, anche questo libro non delude.

COMMENTO FINALE

Egregia conclusione di questo ciclo di avventure. Come per l’intera saga, il romanzo mantiene le promesse epiche. Battaglie, inseguimenti, fughe si susseguono in nome di una profezia capace di avere una volontà e quindi una voce…

Consiglio l’intera saga senza riserve perché è capace di divertire con una punta romantica.

 

Appunti di lettura: “Il castello incantato” (quarto libro de “Il ciclo di Belgariad”) di David Eddings

 

INIZIO: 31 Marzo 2020

FINE: 2 Aprile 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

Finalmente la ricerca di Garion e dei suoi compagni sembra essere giunta a termine. La mitica gemma che protegge l’occidente, l’Orb, è nuovamente in mano loro. Ma ora occorre attraversare le terre orientali e riportare la gemma alla reggia di Riva entro breve tempo, oppure ogni fatica sarà stata vana. E Garion non può certo immaginare quali soprese siano in servo per lui e per la giovane principessa Ce’Nedra fra le mura di Riva.

Continua, con il quarto romanzo, la straordinaria saga fantastica dei Belgariad.

 

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(POSSIBILI SPOILERS)

 

31 Marzo

Nel quarto capitolo della saga dei Belgariad si continuano a intessere le avventure e il destino del giovane Garion. Infine egli accetta il suo talento di mago e, durante il viaggio per recuperare l’Occhio di Aldur, dimostrerà il suo potere e le sue grandi potenzialità. Ma il percorso di crescita e formazione del giovane non è certamente concluso. Molte cose si prospettano nel suo futuro, seguendo le spire complicate della profezia che sembra decidere il destino di tutti. E in questa situazione che va a complicarsi, Ce’Nedra mantiene inalterate le sue maniere viziate e assurde che la rendono, di diritto, il personaggio più antipatico (anche se magistralmente dipinto) della saga. Persino Relg, l’Ulgo, si è un po’ “addolcito” specie da quando a controbilanciarlo, con schiettezza e intelligenza, è arrivata Taiba.

2 Aprile

L’atteggiamento infantile di Ce’Nedra viene “stoppato” nel momento in cui Garion parte con Silk e Belgarath per affrontare Torak… Ma ci vuole qualcuno che le faccia notare il pericolo mortale verso cui si dirige il ragazzo che ella dice di amare per concentrarsi su altro che non sia se stessa!

E l’ultima parte del romanzo è dedicata a lei che, come simbolo e sprone, riesce a radunare intorno a sé un grande esercito. È la crescita di questo personaggio che diviene consapevole delle esigenze degli altri e, tra compassione e scaltrezza, si trasformerà in ciò che previsto per lei la profezia.

COMMENTO FINALE

L’epica saga di Belgariad arriva al suo quarto capitolo mantenendo inalterata la sua capacità di entusiasmare. Tutto ciò che è successo nei precedenti libri sta portando alla svolgimento della Profezia che da millenni grava su questo mondo fantasy.

Mentre l’epilogo si avvicina, ogni personaggio cresce e matura. Gran bella saga!

 

Appunti di lettura: “Quel giorno sulla Luna” di Oriana Fallaci

INIZIO: 30 Marzo 2020

FINE: 3 Aprile 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

“Come un bambino curioso la scienza va avanti, scopre cose che non sapevamo, provoca cose che non immaginavamo: ma come un bambino incosciente non si chiede mai se ciò che fa è bene o è male. Dove ci porterà questo andare?” Così Oriana Fallaci a Wernher von Braun, tra i capostipiti del programma spaziale americano. Sono gli anni Sessanta del secolo scorso e la grande scrittrice si avvicina all’avventura nello spazio affascinata dagli scenari che il futuro preannuncia. Per comprendere a fondo l’esplorazione dell’universo trascorre lunghi periodi nel centro della NASA a Houston e nella base di Cape Kennedy. Quel giorno sulla Luna racconta la sua esperienza: Oriana incontra gli astronauti, espone i propri dubbi, sottolinea i rischi e rivela le difficoltà. Il materiale che raccoglie è sorprendente per ricchezza e completezza documentativa, per varietà di voci e punti di vista. Nel momento in cui il missile Saturno V si solleva, prevale l’emozione di poter vivere in diretta un avvenimento straordinario, e ancora oggi resta memorabile la narrazione con cui la Fallaci restituisce gli stati d’animo dei protagonisti dell’impresa, coloro che per primi solcarono la superficie lunare.

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(POSSIBILI SPOILERS)

30 Marzo

Una prosa “schietta”, “fotografica”, una lucidità di pensiero folgorante… Lo stile della Fallaci affascina e colpisce. Mette subito in chiaro ogni cosa: motivazioni politiche, economiche e pubblicitarie che stanno dietro lo sbarco sulla Luna… E poi c’è la necessità di mostrare la realtà, di svelare le ipocrisie che si celavano (e si celano) nella borghesia provinciale americana.

31 Marzo

Da artista, da grande letterata e giornalista quale era, la Fallaci guarda alla Luna con l’occhio del sognatore e quindi non apprezza l’atteggiamento pragmatico dei tre astronauti incaricati di andarci (non dal “destino” o da un’alta volontà politica o simile, ma dalla casistica che li vedeva con altri due equipaggi nella rosa dei candidati). Infatti, i tre vedono quel viaggio e il relativo allunaggio come solo un immenso progresso tecnologico. Come robot, chi più e chi meno, sono freddi e logici, ma ciò non toglie che, diventando coscienti di come verranno considerati tornati sulla Terra, inizino a sentirsi “superiori”.

Il racconto della Fallaci ti fa tornare a quei tempi riportando stralci e interviste, facendoti capire che quel lancio, come quelli precedenti e altri successivi, non sono solo l’operato dell’equipaggio, ma soprattutto di tutti quelli che stanno “dietro le quinte” ed hanno assicurato la sicurezza e l’accuratezza delle varie missioni. Gli astronauti sono solo gli attori di una recita programmata fin nei minimi dettagli da tantissimi uomini competenti.

1 Aprile

Ciò che riporta la Fallaci è anche l’atmosfera e i timori del tempo, le preoccupazioni degli scienziati su possibili contaminazioni dalla Luna. Si espongono le procedure a cui verranno sottoposti gli astronauti dopo il ritorno sulla Terra, ma anche le pecche di tutta l’operazione.

2 Aprile

Se fino ad ora la Fallaci ci ha presentato il programma dell’allunaggio che dovrà essere rispettato minuto per minuto, ora il libro si concentra sulla trascrizione della cronaca telefonica del tempo. E nei resoconti, la Fallaci, seppur emozionata, mantiene viva l’attenzione sui problemi sociali del tempo.

3 Aprile

E poi c’è l’allunaggio… Le descrizioni della Luna dalle “voci” (trascrizioni dei dialoghi) degli astronauti, le emozioni dei giornalisti in ascolto, tutto ci riporta a quel momento, regalandoci un frammento di Storia. Mi viene voglia di cercare quei video e rivederli, ma in fondo non ne ho bisogno, poiché il libro me li ha fatti vivere…

COMMENTO FINALE

Prosa “schietta”, fotografica, con una lucidità di pensiero folgorante… Lo stile affascina e colpisce. Lo sbarco sulla Luna viene presentato nella sua complessità, con le sue molteplici motivazioni (politiche, economiche e pubblicitarie) agli innumerevoli sforzi tecnologici di un gruppo di persone determinate. E poi le personalità degli astronauti e le trascrizioni delle comunicazioni fra Houston a l’Apollo 11. Ogni cosa ci riporta a quel momento, ogni cosa ci fa rivivere quel frammento di Storia… Bello!

 

Appunti di lettura: “La Valle di Aldur” (terzo libro de “Il Ciclo di Belgariad”) di David Eddings

INIZIO: 27 Marzo 2020

FINE: 30 Marzo 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

Continua nella magica terra di Maragor, ai limiti dell’impero di Tolnedra, la cerca di Garion e compagni per riportare l’Orb, la magica gemma che protegge i regni d’Occidente, nella reggia di Riva. Ora Garion deve raggiungere una torre arcana, nel cuore di terre considerate maledette, per fronteggiare un temuto e misterioso mago. Ma anch’egli sta imparando a servirsi della magia e sta scoprendo in sé insospettate risorse e strani poteri.

È forse per questo che Ce’Nedra, principessa di Tolnedra, si sente sempre più attratta da questo giovane, che resta pur sempre solo un garzone di stalla? O i suoi zii sono veramente maghi senza tempo?

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(POSSIBILI SPOILERS)

28 marzo

Terzo capitolo de “Il Ciclo di Belgariad” (questo è un volume singolo, mentre quello precedente riuniva i primi due libri della saga. – Ho trovato edizioni diverse) e, come ricordavo dalla precedente lettura (la prima volta che ho letto questa saga era una ragazzina), Ce’Nedra comincia ad essere antipatica.

Da principessa viziata e limitata di vedute, crede che il mondo giri intorno a lei e che tutti debbano compiacerla e darle sempre ragione.

29 Marzo

Il viaggio del gruppo ha adesso una nuova meta. Le cose sono cambiate e inseguire il nemico non è più una priorità. Invece è dal dio Aldur che devono andare. Garion arriva a comprendere, dopo diverse avventure, che ha bisogno di addestrarsi per usare il suo potere ed alcune cose vengono infine svelate… Come l’esistenza di due profezie identiche ma con finale opposto: una rivolta a risanare l’universo e l’altra invece motivata a distruggerlo.

Il racconto fila ed è appassionante. Questa seconda lettura mi sta piacendo di più.

30 Marzo

Se la principessa Ce’Nedra può risultare antipatica e a volte infantile (per fortuna per parte del viaggio rimane col popolo degli Ulgo), peggio di lei è Relg, un Ulgo zelota dalla fede fanatica… Nella sua crisi religiosa ossessiona la compagnia con momenti di prediche e riti e altri di pio rincrescimento verso se stesso e i propri peccati… Un vero strazio, ma Belgarath, il mago, sostiene che sarà importante per la missione.

La cosa bella di questa saga è che persino i personaggi antipatici non ti scoraggiano alla lettura.

Comunque, il gruppo si deve separare e non solo dalla principessa Ce’Nedra, ma in seguito anche da Hettar, il signore dei cavalli…

Il viaggio nelle terre dei servitori dell’oscuro dio Torak non è semplice, ma Relg, in effetti, riesce a rendersi utile.

La fine della storia è incalzante e si capisce che molto bolle in pentola perché molte cose sono ancora da svelare… Mi piace sempre di più questa saga!

COMMENTO FINALE

Epico terzo capitolo di una saga che sto apprezzando moltissimo. In questa seconda lettura, scopro nuove cose che rendono l’avventura coinvolgente e affasciante. I personaggi, persino i più antipatici, hanno il loro ruolo e spessore. Tutto serve per l’intreccio, per comporre un arazzo variegato di popoli e personaggi che non appesantiscono ma arricchiscono lo scritto.