Appunti di lettura: “La foresta dei pigmei” di Isabel Allende

INIZIO: 13 Aprile 2020

FINE: 20 Aprile 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

“Per loro il mondo fisico era colmo di misteri, e la vita stessa era un sortilegio”

Kate Cold, i suoi amici fotografi, il nipote Alex e l’inseparabile amica Nadia ricevono dall’“International Geographic” l’incarico di preparare un reportage sui safari che si svolgono a dorso d’elefante. A Nairobi Alex e Nadia incontrano però un’indovina che li avverte di un pericolo imminente. Quando ormai il lavoro sta per concludersi, entra in scena fratel Fernando, un missionario in cerca di aiuto. Non ha più notizie di due suoi confratelli che si sono persi in una regione inaccessibile. Fratel Fernando convince Kate e gli altri a fare una deviazione per accompagnarlo a Ngoubé, la probabile meta dei due missionari. Atterrati per un imprevisto nel cuore della giungla, vengono soccorsi da una tribù di pigmei, i quali racconteranno quanto la loro tribù sia caduta in disgrazia da quando la sacerdotessa Nana-Asante era stata sconfitta. Da allora i pigmei erano stati resi schiavi… Terza e ultima puntata delle “Avventure dell’Aquila e del Giaguaro”. Dopo aver attraversato le selve amazzoniche, le cime dell’Himalaya e affrontato mille prove, Nadia e Alexander si trovano ora nel cuore dell’Africa nera per salvare il popolo dei pigmei.

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(POSSIBILI SPOILERS)

14 Aprile

Dopo un resoconto iniziale degli eventi che hanno condotto Nadia, Alexander e la nonna di quest’ultimo in Africa, il romanzo (l’ultimo dedicato a questi protagonisti) comincia subito la sua iperbole fantastico/magica. Immersi negli odori e nei colori di un mercato nel Kenya, i due ragazzi incontrano Ma’ Bargese, una sorta di strega Vudù, che li trasporta in una onirica/allucinogena visione psichedelica.

19 Aprile

Ciò che mi piace di questa saga di romanzi, tre in tutto dedicati ad Alexander e Nadia, ovvero Giaguaro e Aquila, sono le descrizioni dei luoghi. Adesso siamo in Africa e il viaggio dei nostri protagonisti è talmente veritiero che quasi (ma quasi) dimentico l’iniziale viaggio onirico/favolistico di cui parlavo precedentemente. Sì, perché fino ad ora, ovvero negli altri volumi, è sempre la parte fantasy, a mio avviso, a peccare un po’. Troppo “favolistica”.

20 Aprile

Quando il gruppo di Nadia e Alexander parte in cerca di alcuni missionari, si apprende la cruda realtà che tiene in scacco un villaggio sperduto nella foresta africana. Tre misteriosi personaggi: un re, un militare e uno stregone terrorizzano la popolazione arrivando a venderne i figli, contrabbandando avorio e diamanti.

E mentre i due protagonisti si separano dal gruppo ricercando l’aiuto necessario nel sovrannaturale (gli spiriti degli antenati dei pigmei), comincio a sospettar che quelle tre figure che spadroneggiano nel villaggio siano in verità una sola. Molti indizi lo lasciano intendere…  Quando c’è uno mancano gli altri e, se il viso del re è sempre coperto, il militare cela gli occhi dietro occhiali a specchio… Lo stregone poi è più fantasma dei fantasmi che promettono a Nadia ed Alexander il loro aiuto.

Il romanzo mantiene inalterate le caratteriste dei precedenti libri, nel bene e nel male. Ormai, però, non mi stupisco più di quel fattore magico/favolistico che non mi convinceva all’inizio della saga.

L’avventura prosegue come mi aspettavo, confermando ciò che avevo immaginato. Ma la parte favolistica/mistica/magica “esplode” nella scena finale, una scena che poteva anche essere evitata con avvenimenti “reali”, razionali… Rientra comunque nello spirito della saga.

COMMENTO FINALE

Ultima avventura magico/favolistica per Nadia e Alexander. Le parti che preferisco, come sempre, sono quelle dedicate ai viaggi. I posti esotici vengono descritti con maestria nei colori, suoni, disagi. La parte fantasy è per me quella più “carente”.

A mio avviso, si deve riuscire a rendere perfino un fantasy “credibile”. Intessere così bene l’ordito di cose incredibili da farlo sembrare plausibile al lettore. Bisogna creare un’illusione che non sembri tale… Questa saga non riesce in questo, almeno per me. Comunque, resta una lettura piacevole, innocua.

 

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