Ricapitoliamo…


Libri conclusi:

“Il guardiano degli innocenti. The Witcher: 1” di Andrzej Sapkowski 

Libri in lettura:

Akiko” di Michela Cavaliere 

Le Cronache di Narnia” di C. S. Lewis 

“Gauntlgrym – Neverwinter 1” di R. A. Salvatore 

“La congiura di Merlino” di Diana Wynne Jones

“La città degli angeli caduti” di Cassandra Clare 

“Enciclopedia dei mostri giapponesi”

“Macchine mortali” di Philip Reeve

“Il ciclo di Belgariad 1” di David Eddings

Prossimamente in lettura:

“Noi oltre le stelle” di Antonella Maggio

“La parte migliore di noi” di Desirée Sfalanga

“Vento nero” di Clive Cussler 

“La guerra dei mondi” di H. G. Wells

“Il ciclo di Conan 2” di Robert E. Howard

“The 100 Days 21” di Kass Morgan

“Nucleo rovente. Doctor Who” di Una McCormack

 

Appunti di scrittura: #19

Mi è capitato spesso di chiedermi: cosa decreta il successo di un romanzo con il grande pubblico?

Non credo ci sia una formula fissa (o magica XD) per ottenere un tale risultato, ma, come lettrice, posso dire che l’idea di fondo, originale e intrigante al punto giusto, è il primo ingrediente.

Per secondo metterei lo stile accattivante e scorrevole, quel mix tra semplicità e ricercatezza che invoglia a leggere.

E poi direi che non può non mancare un cocktail di colpi di scena, situazioni di immedesimazione e un pizzico di ironia o di commozione (o entrambe)…

Ma come scrittrice mi rendo conto che tutto ciò non basta. Manca quel qualcosa che fa “decollare” la storia e non parlo di questioni “tecniche” inerenti allo scritto in sé… Perché quello potrebbe anche essere “perfetto”, ma se nessuno conosce l’esistenza del romanzo, tanti saluti!

In pratica, ci vuole pubblicità… o fortuna. E chi non ha un portafoglio gonfio, può contare solo su quest’ultima. Ma, come si dice, la fortuna è cieca ed è più che altro una serie di eventi casuali che si incatenano per formare qualcosa che sembra “destino”…

Sì, sto parlando proprio del classico colpo di cul… ehm… del concretizzarsi di aiuti esterni che facciano conoscere il libro al grande pubblico…

Che sia una persona famosa che scopre il romanzo fra altri in un polveroso scaffale di una sconosciuta libreria o del manoscritto che finisce proprio nelle mani della persona giusta o magari dell’intervento dell’amico dell’amico che presenta il tuo libro al suo editore, sta di fatto che il “fattore fortuna” ha il suo peso.

Diciamocela tutta… Ogni scrittore si fa pubblicità come può, ogni scrittore spera di incappare nel “fattore fortuna”…

Ognuno di noi (scrittori) vorrebbe che dal proprio romanzo sia tratto, non so, un videogioco e un telefilm (come Andrzej Sapkowski) o un film (come di Philip Reeve) o, addirittura, una serie di film (come J. K. Rowling)… Ognuno di noi vorrebbe creare un personaggio (o un mondo) immortale nella mente del lettore…

Ma la nuda e cruda verità e che non abbiamo controllo sui fattori esterni al nostro lavoro. Possiamo solo impegnarci in primis per creare un buon romanzo e poi, ogni giorno, nel promuoverlo con costanza…

Se la fortuna vorrà, ci troverà pronti! 😉

STO ASCOLTANDO: “Skyrim” – Peter Hollens & Lindsey Stirling

STATO MENTALE: creativa

FATTORI DI DISTURBO: 4/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): mettere in pratica nuove idee.

Appunti di scrittura: #18

Quando si scrive un romanzo inevitabilmente si racconta anche qualcosa di noi. Nascosti fra pagine di eventi e personaggi, gli scrittori esprimono se stessi, i propri pensieri, sogni o incubi… E’ il bello della prosa che consente di indossare maschere.

Ma c’è un’espressione letteraria, ormai fuorimoda e poco considerata, che invece mette in gioco l’animo stesso dell’autore. Senza filtri.

Mi riferisco alla poesia.

Chi segue regolarmente questo blog sa che scrivo spesso poesie. Ho due raccolte pubblicate che ne sono un’ulteriore prova, ma io non seguo metriche o regole particolari (eccezion fatta per gli Haiku)…

I miei sono versi liberi, momenti lirici che emergono dagli abissi della mente e del cuore.

A volte sono contemplative riflessioni, tra realtà e sogno, della natura che mi circonda, ma altre sono “esplosioni” di sentimenti e sensazioni.

Il modo migliore, secondo me, per conoscere le luci e le ombre di un autore, è quello di leggere le sue poesie…

STO ASCOLTANDO: “Desert rose” – Sting

STATO MENTALE: irritata dalla pioggia

FATTORI DI DISTURBO: 6/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): rivedere i propri piani.

Cuore inebetito

Freddo,

il mondo è più freddo

mentre il cuore inebetito

contempla l’assenza.

Ed è incredulo,

quel cuore,

non capisce e si ostina

a non misurare quella mancanza

con il metro del dolore.

Ma esso c’è

e rompe ogni certezza.

Fiammeggia nelle crepe,

si insinua nei solchi…

Ma il cuore inebetito

tale resta,

anche nel pianto…

M.S. Bruno

dalla raccolta “Le rocce del naufrago”

Appunti di lettura: “Casinò Royale” di Ian Fleming

INIZIO: 10 Ottobre 2019

FINE: 5 Novembre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

Il 15 gennaio del 1952, quando si siede alla scrivania di Goldeneye, la sua villa in Giamaica, Ian Fleming non ha idea di cosa scriverà. Parte dal nome del suo personaggio, rubato a un allora celebre ornitologo, e dal ricordo di una partita a carte al Casino di Lisbona, nel 1941. Il primo James Bond nasce così, ed è un romanzo molto diverso da come forse lo stesso Fleming amava raccontarlo. Le scene sono poche, non più di quattro, i veri personaggi anche meno. James Bond impareremo a conoscerlo meglio, perché qui è ancora nei panni – eleganti, spiritosi, crudeli – di Ian Fleming. Ma l’abominevole Le Chiffre, e il suo occhio quasi bianco, non li dimenticheremo, come difficile sarà scordare la Bond Girl forse più letale, la sublime Vesper Lynd. Tutto dunque comincia da qui, dall’odore nauseante di un casinò alle tre del mattino. E la speranza è che duri il più a lungo possibile.

(POSSIBILI SPOILERS)

8 Ottobre

E’ il primo libro della serie di James Bond. Le prime pagine vengono impiegate per farci comprendere l’ambiente in cui si muove il nostro 007, la sua esperienza e anche la sua missione. Di quest’ultima abbiamo un resoconto completo, lo stesso che ebbe M e che lo portò ad affidare l’incarico a Bond. Sangue freddo e bravo giocatore d’azzardo, 007 è perfetto per affrontare LeChiffre ed impedirgli di racimolare al Casinò la somma necessaria per sopperire agli ammanchi da lui creati nei conti dei servizi russi.

29 Ottobre

Inizialmente le descrizioni degli ambienti lussuosi sembrano impadronirsi della storia con uno stile uguale per eccessi e ridondanza, ma infine la vicenda acquista dinamismo.

L’azione dal cap. 6 si fa più viva come il mio interesse. Poi però si perde nuovamente nelle descrizioni delle giocate di Bond… Certo, questo aiuta a compenetrarsi nell’atmosfera dei casinò, ma a mio avviso rallenta la storia.

L’altro romanzo di 007 (vedi precedenti “Appunti di lettura”), “Licenza di uccidere”, che ho letto aveva uno stile più “diretto”, più avventuroso. Comunque, sono solo al principio. Vedremo come procede.

1 Novembre

Ci sono certe descrizioni sferzanti e quasi pittoriche che fanno capire il perché 007 abbia avuto così successo. Il potenziale c’è tutto, ma in questo libro non sembra ancora ben sfruttato…

3 Novembre

Cap. 14 – L’atteggiamento pratico e maschilista di Bond non dovrebbe sorprendermi: è il figlio dei suoi tempi, della visione del suo autore che ora sarebbe politicamente scorretta. Strano, però, questo tratto caratteriale della celebre spia mi era sfuggito nel precedente libro che ho letto (che è successivo a “Casinò Royale”)… Che forse Fleming abbia “aggiustato un po’ il tiro” stemperando questo tratto del suo personaggio nei romanzi successivi?

Perché che Bond fosse un inguaribile dongiovanni lo sapevo, ma che pensasse che “le donne non dovrebbero fare lavori da uomini e restare a spadellare in cucina” mi mancava… Ah, poi l’impareggiabile culmine di classe finale quando definisce la collega rapita “Stupida puttana”.

Naturalmente, se fosse stato un uomo non l’avrebbe quasi incolpata di essersi fatta rapire con simili ragionamenti. Ammetto che la femminista che è in me ha voglia di scendere in piazza a bruciare il reggiseno! XD

5 Novembre

Che dire? Ho concluso il romanzo e… non mi ha convinto.

Dopo aver subito terribili torture, Bond cerca di ristabilirsi fra le braccia di colei che aveva “disprezzato” per l’incompetenza. E il Bond innamorato è un po’ cieco, ma costante nei sentimenti. L’ama malgrado lei sembra spesso preda di bipolarismo… Questo fino a quando la verità “esplode” in faccia al nostro 007 in una lettera-confessione…

Devo ammettere che se avessi letto questo libro su Bond prima dell’altro, non ne avrei comprato un secondo. Tranne qualche piccola azione, a salvare Bond dalle trame nemiche o è il caso o è stranamente il nemico del suo nemico… Di eccezionale fa poco o niente. Persino la partita a carte è soggetta a una fortuna altalenante…

COMMENTO FINALE

Prima avventura di Bond, piena di promesse, ma ancora “grezza”.

Picchi di sferzanti e pittoriche descrizioni si alternano ad altre pesanti e ridondanti del lusso del Casinò. Bond fa poco o nulla, subisce per la maggiore. Come dirà un agente dello SMERSH: “Sei stato salvato dal caso, e adesso da uno sbaglio”. Mi ha deluso per diversi aspetti.

 

Appunti di scrittura: #17

Cosa preferite leggere: romanzo o racconto? Vi piacciono le storie lunghe con tanti avvenimenti e personaggi diversi con cui immedesimarvi pian piano o siete più per vicende autoconclusive, con pochi personaggi e, magari, un unico evento da narrare?

Io non ho una preferenza. Almeno quando si parla di leggere. Il grande Conan Doyle ha usato quasi sempre il racconto per narrare i casi del suo Sherlock Holmes. E se scritto bene, un racconto può essere più incisivo e memorabile di un classico romanzo… Io ho adorato leggere i racconti di Conan Doyle!

Però scrivere un racconto è diverso. Condensare in poche pagine, caratterizzazione dei personaggi, evento di interesse con annessa l’avventura e i suoi risvolti, beh… non è sempre facile.

Il romanzo permette una graduale “maturazione”, ma il racconto richiede immediatezza, essere concisi, dinamici. Colpire l’attenzione del lettore con poche frasi…

Ho scritto dei racconti in passato, brevi aneddoti o storie un po’ più lunghe che ho inserito nella raccolta “Ventus Mirabilis”, ma resta il romanzo la mia forma di narrazione preferita.

Sarà che mi piacciono le storie molto complesse o la graduale crescita dei personaggi, ma non riesco, come scrittrice, ad affidarmi completamente al racconto. E mi dispiace. Guardo al maestro Conan Doyle e vorrei saper fare come lui, capace di creare un mito con poche pagine…

STO ASCOLTANDO: “Imperfection” – Evanescence

STATO MENTALE: contemplazione dei propri limiti

FATTORI DI DISTURBO: 7/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): superare l’impasse della contemplazione dei propri limiti.

 

Appunti di lettura: “Deeper – Un sentimento più profondo della paura” di Aura Conte

 

INIZIO: 14 Ottobre 2019

FINE: 15 Ottobre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

I sogni di Lauren si sono infranti in un giorno di primavera quando, dopo aver studiato duramente per tutto il liceo, si è vista negare una borsa di studio e un futuro migliore. Rimasta a vivere nel sud della Georgia, decide quindi di accumulare qualche soldo nella speranza di iscriversi all’università pubblica appena possibile.

L’offerta di lavoro della famiglia Wilkemann arriva per caso e Lauren sceglie di accettarla… ignara che questo gesto cambierà radicalmente la sua vita.

Una esistenza ormai vuota, insoddisfacente e incerta che la porta spesso a temere per il suo futuro.

Caleb Wilkemann è rinomato per il suo carattere testardo e determinato. Laureato con il massimo dei voti, è un giovane professionista di Atlanta che passa la sua vita tra feste e distrazioni, senza limiti.

Farebbe di tutto pur di non affrontare le conseguenze del peggiore errore che abbia mai commesso. Qualcosa che lo tormenta a ogni battito del suo cuore.

Per tale ragione, non gli importa di trattare male le persone o calpestare i loro sentimenti, perché in fondo nessuno si è mai interessato ai suoi.

In una calda alba di fine estate, quando il futuro di entrambi sembra essere già scritto, i destini di Lauren e Caleb si scontrano come due brezze d’oceano in grado di generare un uragano.

I loro cuori saranno tuttavia messi a dura prova, poiché l’oceano stesso è sempre in tumulto e colmo di segreti…

(POSSIBILI SPOILERS)

15 Ottobre

La protagonista, Lauren, oltrepassa le porte di una sfarzosa villa per ottenere un lavoro come babysitter, inconsapevole degli inganni, tradimenti, ossessioni e ricatti che si celano al suo interno. È giovane, delusa dal non aver ottenuto una borsa di studio per l’università, ma la sua esistenza è stata ricca, se non di soldi, di amore sincero.

Per Caleb, l’altro protagonista, invece è tutto il contrario. È ricco, ma vive in un inferno da anni e anni e non sa come uscirne se non a scapito di tutto ciò che ama e che conosce.

L’incontro tra i due cambierà la vita ad entrambi spazzando per sempre le bugie…

Scritto in prima persona, al presente, le “voci” narranti, come dicevo, sono due. Ho cominciato a leggere questa storia pensando di avere a che fare con un “semplice” romance, ma mi sono dovuta ricredere.

La storia d’amore c’è ed è centrale, essenziale per la maturazione dei protagonisti, ma (ed è un grosso “ma”) c’è anche molto altro: le trame di un’ossessione malata, di un occhio malevole che controlla e distrugge, senza remore…

Certo, essendo un romanzo breve non può “sviscerare” ogni anfratto di una simile oscurità e delle ripercussioni che si lascia dietro, ma permette di “gettare un’occhiata” oltre quella soglia dannata e che danna…

COMMENTO FINALE

Romanzo d’amore e suspense. Tra passione, ossessione e ricatti, i due protagonisti dovranno lottare per stare insieme. Quando un sentimento semplice e profondo può spazzare le trame complesse di menti malate… Tenendo conto che è una storia breve, adatto a chi cerca un romance diverso e intrigante.

 

 

Appunti di scrittura: #16

Mi capita, spesso in verità, di leggere più libri contemporaneamente. Riesco con facilità a tenere in memoria i diversi fili in sospeso delle varie narrazioni senza confondermi. In fondo è come seguire più serie televisive allo stesso tempo e puoi scegliere il libro da continuare in base all’umore.

Ben diverso è scrivere più romanzi nello stesso periodo. L’ho fatto ed è, devo ammetterlo, fortemente dispersivo.

Infatti, ora mi ritrovo con due romanzi “importanti” da concludere e diversi “esperimenti” alla fase iniziale. Troppa carne a cuocere! Si dice in questi casi… Il rischio di non finire nulla diventa consistente.

Non dico che non si possa fare o che la qualità delle storie ne risenta, ma solo che l’immedesimazione può risentirne.

Per me scrivere significa vivere ciò che vivono i miei personaggi, tutti, dai protagonisti alle “comparse”. Io sono l’attore e loro le mie maschere, quindi c’è un certo “attaccamento” emotivo con la storia e separarsene ogni volta per ripetere tutto in un altro mondo letterario, può richiedere un considerevole sforzo di energie a livello psichico e una perdita di tempo a livello pratico…

Del tipo: restare più tempo davanti al foglio solo per riordinare le idee, senza scrivere una riga.

In conclusione, posso dire con tranquillità che è un esperimento che non consiglio.

STO ASCOLTANDO: “Wicked game” – Raign

STATO MENTALE: convinto

FATTORI DI DISTURBO: 4/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): aggiornare il blog e scrivere di Danmar e Zohya (gli altri dovranno attendere!)

Appunti di scrittura: #15

Pseudo sì… Pseudo no…

Scrivere sotto pseudonimo è una scelta che molti fanno, ma che non mi ha mai riguardata, non ancora almeno.

Eppure capisco le motivazioni di chi fa questa scelta. E non è solo un qualcosa per proteggere la propria identità, per una sorta di “timidezza”, ma è anche a volte un modo per fare esperimenti letterari in completa sicurezza.

Anche Stephen King ha scritto dei libri sotto pseudonimo in passato e sapete perché lo ha fatto? Tra tanti motivi, sembra che volesse capire se la gente comprava i suoi romanzi perché valevano davvero o solo perché faceva “figo” avere in libreria un libro col suo nome… Inutile dire che anche sotto pseudo scalò le classifiche…

Quindi, francamente posso dire che scrivere sotto pseudonimo ha un certo fascino, in quanto la “maschera” genera libertà, ovvero permette al nostro io di manifestarsi senza la preoccupazione del giudizio altrui e della “reputazione” legata al nostro vero nome.

Non so se scriverò mai sotto pseudo… Per un certo periodo ho creduto che fare questa scelta equivalesse a non essere fieri di ciò che si è scritto, come prendere le distanze dalla propria “creatura”, ma adesso mi rendo conto che non è propriamente così. Si deve essere sempre fieri del proprio lavoro, al di là dei riconoscimenti, perché si deve scrivere in primis per noi stessi e quindi fare sempre del nostro meglio. Perciò, se scrivere sotto pseudo significa fare esperienza senza pressioni, perché non provare?

STO ASCOLTANDO: “Il mondo prima di te” – Annalisa

STATO MENTALE: meditativo tendente al triste

FATTORI DI DISTURBO: 6/10

AZIONE COMPIUTA (o da compiere): riordinare le idee sulle cose da fare.

Appunti di lettura: “Beast Quest – Le Cronache di Avantia” di Adam Blade


INIZIO: 28 Settembre 2019

FINE: 3 Ottobre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

Il mago oscuro Malvel ha lanciato un terribile incantesimo sulle Bestie protettrici di Avantia. Solo un vero eroe può liberarle e impedirgli di distruggere il Regno. Sarà il giovane Tom l’eroe di cui Avantia ha bisogno? È ancora un ragazzino e abita in un piccolo villaggio con gli zii: nessuno dei suoi parenti è mai stato un nobile e valoroso cavaliere… per quel che ne sa lui. Per scoprire se saprà essere all’altezza di questo compito dovrà prima affrontare il temibile Ferno, il Signore del Fuoco. Dovrà poi difendere il Regno da altre cinque Bestie, tutte colpite dal malefico incantesimo di Malvel: Sepron, il Serpente Marino, Arcta, il Gigante della Montagna, Tagus, l’Uomo Cavallo, Nanook, il Mostro della Neve ed Epos, l’Uccello Infuocato. Armato della spada e dello scudo che gli ha consegnato il mago Aduro, il giovane si prepara ad affrontare il suo destino, con l’aiuto della coraggiosa amica Elenna e dei preziosi Storm e Silver. Solo superando queste durissime sfide scoprirà se ha la stoffa del cavaliere e forse potrà salvare il Regno dalla distruzione. Raccolte in questo volume, le prime sei straordinarie avventure di “Beast Quest”: Ferno. Il signore del fuoco; Sepron. Il serpente marino; Arcta. Il gigante della montagna; Tagus. L’uomo cavallo; Nanook. Il mostro della neve; Epos. L’uccello infuocato.

(POSSIBILI SPOILERS)

28 Settembre

“Le Cronache di Avantia” sono in pratica i primi sei volumi della saga di “Beast Quest” di cui avevo già letto il primo libro “Ferno. Il signore del fuoco” (vedi “Appunti di lettura” precedenti). Essendo un libro per giovanissimi, non mi sorprendo che sia scritto in caratteri grandi e con semplicità. Ma questo non influenza il mio giudizio.

Una storia può essere valida al di là del pubblico a cui è rivolta. Sono curiosa di leggere questa fiaba.

30 Settembre

Sepron. Il serpente marino” è la seconda storia di “Beast Quest”. Mantiene le caratteristiche della prima vicenda dedicata Ferno, ovvero avventura e semplicità. Non è banale. È quel tipo di storia di “crescita” dove il protagonista acquisisce esperienza, saggezza e nuove capacità (o poteri) dopo la sconfitta ( o in questo caso la liberazione) dell’avversario.

Belle le illustrazioni.

1 Ottobre

Arcta. Il gigante della montagna” – La terza storia è una vera lotta contro l’astio della montagna. Tra frane e colate di fango, i due giovani protagonisti hanno il loro bel da fare. Ciò che si trovano ad affrontare è molto più “reale” che nelle altre storie… Certo, poi appare la Bestie e tutto riacquista il carattere di fiaba/fantasy, ma la montagna può davvero comportarsi a quel modo senza bisogno di magiche creature…

2 Ottobre

Tagus. L’uomo cavallo” e “Nanook. Il mostro della neve” – Le avventure sono diverse, ma la struttura delle storie si ripete. È così per tutto il libro. I protagonisti viaggiano fino al luogo dove avita la Bestia di turno, incontrano gli abitanti del villaggio vicino, trovano la mitica creatura, la liberano, si prendono la ricompensa e il mago li spedisce alla prossima tappa… Ok, carino, ma stanca un po’. Forse accade perché sono adulta, ma mi chiedo come possa procedere così per altri trenta volumi… Perché io ho solo i primi sei (e non ne prenderò altri), ma in tutto è una saga “mostruosa”. A freschezza dei racconti si perde nella ripetività dello schema. Peccato.

3 Ottobre

Epos. L’uccello infuocato” – E’ l’ultima storia, almeno di questo primo ciclo, e inevitabilmente segue di meno la struttura collaudata. In ogni caso, come “originalità”, la prima e l’ultima storia sono le migliori. Le altre sono belle avventure, semplici e ingenue.

COMMENTO FINALE

Sei storie d’avventura semplici e ingenue, adeguate ai giovanissimi. Pur non essendo una sgradevole lettura, anzi, tutte le storie seguono una struttura simile, quindi, infine, peccano di originalità cosa che per un lettore adulto è ben evidente.

Voci precedenti più vecchie