Antico cavaliere

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…Notti
distinte
dal fato…
Brandendo l’elsa
di una spada
infranta
come ultimo
baluardo
di vane illusioni…
Uno sguardo
senza paura
che affronta la morte,
l’estremo saluto
di un idioma
antico…
Sapori di antiche
casate,
vissuti nella sfavillante
luce
dell’onore…

 

M.S. Bruno
da “Clessidre Notturne
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Per gli appassionati di letture c’è BOOKoria…

Vi piace leggere e cercate sempre nuovi autori? Amate i booktrailer e scoprire interessanti eventi letterari? Beh, allora dovete visitare Bookoria!

Se siete degli scrittori, poi, il sito offre la possibilità, gratuitamente, di inserire le schede dei vostri libri e la vostra biografia (segui link). Ma Bookoria non è solo questo, ma molto di più!

Ecco le diverse rubriche:

WEBOOKORIANews, eventi e informazioni di servizio dallo staff di Bookoria e dell’ass. Iside.

SPIRITI CREATIVI Segnalazione eventi, suggerimenti, campagne e iniziative relative al mondo dei Libri. Rubrica a cura della fondatrice di Bookoria e scrittrice multi-genere: Aura Conte.

CERCATORI DI PAROLETendenze e novità dal mondo del Fantasy, della Fantascienza, dell’Horror e racconti brevi gratuiti a cura della scrittrice e blogger siciliana Maria Stella Bruno. (Sì, son io! :D)

LIBRO… CIAK, SI GIRA! Dal libro alla serie TV, novità a cura della scrittrice e blogger Gina Laddaga.

A SPASSO CON L’AUTORE…Una passeggiata per conoscere più da vicino gli autori, le loro vite e testi. Rubrica a cura della giornalista e blogger Cristina Pace.

FANFICTION… LE FIGLIE DEI FANDOM Novità e retroscena dal mondo delle fanfiction. Rubrica a cura della scrittrice sotto pseudonimo Kamy.

Quindi che aspettate? Venite a trovarci! ♥️🌺

Attraversai porte

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Attraversai porte
di mondi sconfinati,
aspirando
alla luminosità
nascosta
della luna.
Vidi
campioni
di assolate
virtù
perdersi
nel primo bagliore
di una spada
infranta…
Davanti a me
linee continue
di vissuto reale
come nozioni
di antiche sonate…
da “Clessidre Notturne
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Viaggiatore

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Nativi del vento,
come anime invisibili,
volano i cuori
dormienti nella luna…
Seguendo orme
perse
nel vociare del mare
corrono
lungo pendii e scogliere,
per le valli e i deserti
inseguendo il sole…
Viaggiatore,
che indomito
prosegui il tuo cammino,
fendi il mare e il cielo
ed esplorando
vivi
orizzonti nuovi…

M.S. Bruno
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Siamo sprezzanti mari

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Antichi porticati,
suoni di calici
che brindano al vento…
Sogni perduti
sull’onda del tempo.
Siamo sprezzanti mari
di oceanici tramonti.
Illusioni di un invisibile
controllo,
prigionieri di noi stessi
ed inconsapevoli
del nostro destino.
Incapaci di ritrovarci
in quel sogno
perduto di calici d’oro
e passi nel vento.

M.S. Bruno
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Vagabondo sogno

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Fruscii di tende
che si muovono al vento
come canti lontani
di bellissime sirene…
Ali lucenti
di gabbiano nel sole
come visioni perdute
di terre isolate…
Ed è sfida…
Indomito sogno,
vagabondo affronti la vita,
come le onde la riva,
in un perpetuo viaggio.
Tu, che navighi
nella spuma del mare
fino a perderti in essa,
vivi nel battito
di ali d’una farfalla
e ti consumi
in una fiamma
che arde
nel nostro cuore.

M.S. Bruno
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Mondi lontani

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Nuvole d’oro,
nuvole d’argento…
Sogni da mondi lontani…
Suoni di epiche battaglie
e di antichi canti gregoriani…
Spade lucenti e
cuori impavidi…
Attimi vissuti
nei contrasti
di luce ed ombra,
dissoltisi nell’incessante
crescere della vita…
da “Clessidre Notturne
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D’inprovviso Alwaid sembrò perdere il suo sguardo cieco in un punto indefinito della boscaglia.

D’inprovviso Alwaid sembrò perdere il suo sguardo cieco in un punto indefinito della boscaglia. Pareva in attesa di qualcosa, poi disse grevemente:
– Il futuro sta cambiando. –
– Come? – fece stupito e perplesso Xaver.
– In questo momento Vidas sta tornando dal nonno. Fabrel si sveglia e da lui dipendono le sorti dei traditori. Agiranno presto, questo è certo. – Sospirò e gli occhi cieci si volsero di nuovo al fratello – Ma per ora per noi nulla cambia. L’importante è che io rimanga dai Falchi come tu dagli Orsi… Tutto come ora, in pratica. Dovrai raggiungermi solo quando ti chiamerò io. – 
– Perché? – chiese stupito Xaver.
– Per evitare una grande tragedia che non interesserebbe solo noi, ma tutto l’Epsterio… Resta dagli Orsi e… vigila! –
– Vedi guai? – 
– Sempre, purtroppo… – rise amaro il veggente – …Comunque, i problemi dagli Orsi verranno dall’acqua. –
– Cosa? – 
Xaver non era ancora abituato al nuovo comportamento del fratello. Accettare che egli potesse vedere nel futuro era una cosa, rendersene conto personalmente un’altra. Comunque, Xaver sapeva che vi era una grossa falda acquifera nelle profondità della Tana. 
– Non so di più… A te interpretare ciò che ho detto e impedire il peggio. – replicò Alwaid.
– Come farò? – 
Alwaid sorrise tranquillo.
– Ho fiducia in te. Saprai come fare. –

Brano tratto da LE TERRE DEGLI INGANNI di M.S. Bruno

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Xaver si voltò a guardarlo e per un istante la profondità dei suoi occhi…

Xaver si voltò a guardarlo e per un istante la profondità dei suoi occhi richiamò alla mente di Fescys il ricordo di quelli di Alwaid… Occhi senza tempo… Mai i due gemelli erano stati così simili, persino in alcune espressioni…
– Cosa mi prende? – ripeté quasi fra sé Xaver.
Avrebbe voluto parlare, confidarsi, ma come spiegare tutto ciò che lo tormentava? Come poteva rivelare ciò che aveva capito del fratello? Eppure… oltre lui, solo Fescys in quel castello, conosceva bene Alwaid.
– Penso a mio fratello. – proseguì infine a dire – Penso a lui e a dove potrebbe trovarsi. –
– Non preoccuparti per lui. Alwaid sta benone. – sbuffò Fescys, augurandosi che fosse davvero così.
– Non ti sembra strano il fatto che sapesse dove inviarci quel messaggio… che sapesse quello che volevo fare… le mie intenzioni… Oltre te e Lohat, nessuno le conosceva. –
– Non saprei. Te l’ho già detto. – mentì il capitano, e i suoi occhi cercarono altro da guardare.
– Forse vi siete visti… – azzardò il giovane.
– Ma che dici? Non lo vedo da tre anni, da quando se ne andò da Ghoi… Come te! –
– Eppure non ti preoccupi per lui… Forse perché tu sai qualcosa che io non so… –
– Che dovrei sapere? –
Fescys si rimise a sedere, mostrandosi calmo e tranquillo. Xaver non poteva sapere o immaginare quale capacità possedesse Alwaid, eppure lui lo aveva fatto. Prima ancora che Alwaid si confidasse, Fescys aveva capito, compreso. Che infine anche Xaver se ne fosse reso conto? Si sentì agitato.
– Alwaid è il mio gemello. Ci si aspetterebbe che sapessimo tutto l’uno dell’altro, invece… credo che al mondo non ci sia persona che conosca di meno. –
Xaver sapeva. Fu la certezza per Fescys. In qualche maniera, era venuto a conoscenza del segreto di Alwaid. Si mosse nervoso sulla poltrona, cercando nella sua mente un modo per spiegare il perché il fratello avesse preferito tacere persino con lui. Fescys aveva sempre temuto un simile momento.
– Per Alwaid non era facile parlare di… – cominciò a dire, ma Xaver lo interruppe.
– Anche tu sai. – capì improvvisamente il giovane e il dolore che provò si riversò nella sua voce.
Istintivamente si era allontanato, come se la consapevolezza appresa dal modo di fare di Fescys fosse stato uno schiaffo. Il capitano si alzò.
– Conosci il dono di mio fratello. È stato lui stesso a dirtelo? …Certo, come potevi altrimenti… –
– Non è così… Io sapevo prima che me lo confermasse. Avevo visto succedere avvenimenti che… –
– Che lui aveva già predetto. – concluse per lui Xaver. – Di quante cose mi tenevate all’oscuro… Cos’è? Non vi fidate di me? – continuò a dire.
– Non è questo! Vorrei poter spiegare… –
– Cosa c’è da dire oltre… Ho bisogno di riflettere. – Senza aspettare, Xaver uscì dalla stanza, privo di una meta precisa, sordo ai richiami dell’uomo che, ormai solo, sprofondava seduto in poltrona, come se il peso degli anni si fosse improvvisamente aggravato sulle sue spalle.

Brano tratto da L’EREDE PERDUTO di M.S.Bruno

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– Cosa vuoi da me? – chiese secco il giovane con malcelata rabbia…

– Cosa vuoi da me? – chiese secco il giovane con malcelata rabbia.
– Da te? Beh, quello che vogliono tutti… Io ti conosco e so che questa ti appartiene. – E con gesto fluido, da dietro la poltrona della scrivania, dove era stato seduto fino a qualche momento prima, tirò fuori la spada di Partaf. La tenne in mano e la sfoderò un poco, il tanto sufficiente per permettere di osservare il simbolo di AlbaNotte. La luce accarezzò nuovamente la lama riempiendola del proprio bagliore e Inoha faticò a controllarsi e a non gettarsi sull’uomo. Voleva capire dove questi volesse arrivare col suo parlare, benché intuisse già che l’uomo conosceva molte cose che un semplice, benché ricco, mercante di Phoglon non avrebbe dovuto sapere. Ma l’uomo comunque non sembrava aver scoperto il frammento della chiave cucito nel fodero della spada.
– Mi conosci? – replicò il giovane.
– Sì, davvero, anche se solo di fama, per la verità. – L’uomo di nome Rakor continuava a tenere in mano la spada di suo padre, a gingillarsi con essa, e a ogni sua parola, Inoha sentiva che quelle mani non erano degne di reggerla. – Conoscevo di più tuo padre. Beh, devo a lui quel che sono… Già, proprio a lui. – Inoha sentì le orecchie cominciare a ronzargli, mentre un sospetto sempre più insinuante e reale si incuneava nella sua mente, e il suo viso dovette denunciare tale sentire, poiché Rakor sorrise e continuò: – Già, poiché se non avesse infilato questa spada… – ed egli fece il gesto dell’affondo in un immaginario avversario – …nel petto di mio padre, non avrei mai aperto i miei occhi! E non lo ringrazierò mai abbastanza per questo. Anche se poi, gli ho reso il favore… Con gli interessi, direi! –
L’uomo che si faceva chiamare Rakor adesso lo guardava sorridendo, con gli occhi accesi di una luce folle e sarcastica, quasi spiritata. Inoha aveva capito, conosceva ora il suo vero nome e la rabbia sembrò spaccargli in due il petto… Stringendo i pugni ruggì:
– Phalaha, che tu sia dannato per tutto il male che hai fatto! –

Da IL SIGILLO DEL DRAGO INFINITO di M.S.Bruno


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