Pelle di Leopardo era seduta in disparte… – Pezzo tratto da L’EREDE PERDUTO

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“Pelle di Leopardo era seduta in disparte, all’ombra di una grossa tenda in broccato giallo cupo. Le sue piccole gambe tendevano a dolerle se stava molto tempo in piedi e poi era troppo nervosa per sopportare tutte le chiacchiere, i pettegolezzi, i giochi di potere e le astuzie che i membri di quella sorta di democrazia erano soliti fare prima di ogni riunione. Come nelle Città Libere, ognuno in quella stanza, uomo o donna che fosse, eccetto naturalmente chi aspettava un giudizio o era in attesa di approvazione, poteva esprimere il suo parere. Ognuno era uguale all’altro, senza alcuna distinzione di sorta… Sì, rise amara fra sé Sarin, sulla pergamena era scritto proprio così. Vergato con mano ferma, quello scritto ingiallito, che doveva essere legge, adesso era incorniciato come un bell’ornamento sul muro proprio di fronte a lei, ma nessuno sembrava più farci caso. Persino Sarin lo notava solo adesso dopo tanto. In verità, nel mettere in pratica i decreti di coloro che scrissero quella pergamena, c’era sempre chi, avendo più sostegno, aveva anche maggiore rilievo nelle decisioni da prendere, quindi maggiore potere, e Blikav, guarda caso, era uno di questi… Era stata lei a far sì che raggiungesse quella posizione, lei lo aveva iniziato a quel mondo e lo aveva aiutato a capire le dinamiche sotterranee di quella società segreta… L’amarezza nel suo cuore aumentò… Persino in quel momento, molti in quel salone lo stavano attendendo, per chiedergli favori, aiuto per affari pericolosi o solo per ottenere maggiore potere in quella sede, e Blikav, lei lo sapeva bene, li avrebbe ascoltati tutti, solo per volgere ogni cosa a suo favore. Aveva imparato persino questo da lei. Pelle di Leopardo era stata proprio un’ottima maestra, e alla fine, come spesso accade, l’allievo l’aveva superata. Sarin adesso aveva perso in favore di lui molto del suo antico prestigio. Se n’era resa conto proprio quel mattino. Aveva cercato di ristabilire vecchie alleanze, riscuotere antichi favori, per scoprire che Blikav le aveva fatto terra bruciata intorno. Sicuramente presto non avrebbe avuto più bisogno di lei e l’avrebbe lasciata. Così scopriva di essere stata come cieca. La perenne lusinga che Blikav sembrava porgerle era bastata per nutrire la sua cecità. Ma il velo che celava la realtà ai suoi occhi era caduto… Ora vedeva, e avrebbe lottato.”

da L’EREDE PERDUTO di M.S.Bruno

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ebook – 2,99€

Disponibile su Amazon.it

gratis con Kindle Unlimited

Facciamo le somme

tumblr_static_alq8a3ie14w0c08gcgcogcg8sA che punto sono? Bella domanda! Chi segue regolarmente questo blog, saprà che ho ricominciato a pubblicare. Dopo una piccola battuta d’arresto, alcuni miei scritti sono disponibili almeno su Amazon. D’altronde, in attesa di una nuova Casa Editrice, mi è sembrata la scelta più logica avvalermi del noto sito per non farmi dimenticare dai miei lettori, dato inoltre che i testi in questione erano poi già editi. Quindi, ho iniziato con “Clessidre Notturne“, la mia prima raccolta di poesia, ed ora (in attesa dell’uscita “ufficiale” del 31 Luglio) è già possibile prenotare “Il Sigillo del Drago Infinito“, il romanzo Epic-Fantasy che riunisce in un unico volume “I custodi dei frammenti” e “La Spada e il Drago”. Ma chi crede abbia fatto un semplice lavoro di “copia e incolla”, sbaglia di grosso! Oltre a sottoporre entrambi i tesi a revisione, ho cambiato la divisione dei capitoli e “intersecato” (brutto termine, forse, ma adatto) e armonizzato le due parti. Avevo anche annunciato “Ventus Mirabilis“, una raccolta di racconti in parte editi e in parte no, ma avrò bisogno ancora un po’ di tempo prima di presentalo a voi lettori. Aspettano “in panchina” (in attesa di nuova revisione) “L’Erede Perduto” e “Nuova Era“… Ma ho anche l’inedito “Le Terre degli Inganni“, seguito de “L’Erede Perduto”, che attende, come pure altri due romanzi che scalpitano solo per essere conclusi… Facendo le somme, quindi, se avrete pazienza, ma soprattutto, se vi piace come scrivo, nei prossimi mesi avrete molto da leggere! ^_^ Ora vi lascio, augurandomi che le mie storie siano sempre capaci di affascinarvi, intrigarvi o, magari,  solo distrarvi per alcune ore!

M.S. Bruno

Era la mia tradizione di Natale…

Era la mia tradizione di Natale… almeno fino a qualche anno fa! Visitare il Presepio Poliscenico Permanete dei Padri Ro01_CARTELLAgazionisti di “Cristo Re” era una cosa che facevo fin da bambina. Le singole scene (o diorami) erano curatissime e alcuni personaggi persino si muovevano. C’era un senso di profondità e proporzione che ne facevano una vera opera d’arte… Perchè parlo al passato? Perché pur essendo un pezzo “storico” (risalente agli anni 50), per problemi di fondi(dovevano mettere in sicurezza l’impianto luci), non solo è stato chiuso, ma persino smantellato. Non ne conoscevo le ragioni fino a questo Natale, ma un appassionato di Presepi mi ha spiegato l’accaduto e… mi fa ancora più male pensare che, piuttosto che fare collette, rivolgersi ai messinesi fieri di quel piccolo, grande capolavoro, o magari chiedere l’aiuto delle autorità, si sia deciso per un atto così definitivo… Non è giusto!

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Per #Natale…

Questo Natale regala e regalati un libro ^_^


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“L’Erede Perduto” di M.S Bruno, Edizioni il Pavone (2015)
Xaver e Alwaid sono gemelli identici nell’aspetto, ma diversi nelle aspirazioni. Xaver è socievole ed un po’ spaccone, sempre pronto ad ascoltare racconti di guerra. Alwaid è più schivo, solitario, a causa di una capacità rara e preziosa, quella di riuscire a prevedere alcuni eventi futuri. Entrambi i fratelli non conoscono le loro reali origini, ma l’arrivo di alcuni guerrieri dalle Terre del Vento nella loro tranquilla Ghoi, cambierà per sempre le loro vite. Vivendo numerose avventure, tra agguati, inganni e visioni misteriose, Alwaid e Xaver si troveranno proiettati nel mondo per scoprire la verità sul loro passato.

 

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“I Custodi dei Frammenti”, I volume de “Il Sigillo del Drago Infinito”

Un’avventura fantastica, un viaggio tra mistero e intrighi, una lotta contro il tempo per impedire che un pericoloso libro di profezie venga ritrovato e aperto…

“Safav è l’unico sopravvissuto del suo villaggio, distrutto da un esercito senza bandiera, e, desideroso di vendetta, parte in cerca di risposte e informazioni. Ajhall è un marinaio, scanzonato e molto furbo, che sembra quasi attirare i guai. Inoha è un giovane irruente e temerario che freme all’ombra del padre, Partaf, cavaliere di AlbaNotte.Le loro vite si intrecceranno ed insieme scopriranno quale grande pericolo incombe sul mondo conosciuto. La brama di potere di un solo uomo minaccia la pace e la stabilità. Phalaha, detto il Corvo Nero, infatti ambisce a riunire i sette frammenti di una chiave che apre un libro di profezie pericoloso e, per impedirglielo, Safav, Inoha e Ajhall vivranno numerose avventure. E fra lotte, intrighi e tradimenti viaggeranno per il mondo imparando a conoscere anche se stessi, in uno scontro senza respiro fra chi ha ideali e chi possiede solo la brama di conquista…”

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“La Spada e il Drago”, II volume de “Il Sigillo del Drago Infinito”

Le emozioni, i misteri, i colpi di scena aumentano in una girandola di avventure e lotte senza tregua sempre più coinvolgenti…

“La Torre AlbaNotte, sede dei Cavalieri, è caduta in mano nemica. Sembra non esserci più speranze per Inoha e Safav ed il frammento di chiave che posseggono. Xema, ultimo cavaliere rimasto in vita, li sostiene e li guida facendo loro quasi da maestro. Ma Phalaha è molto potente. Non teme nessuno ed è pronto a conquistare anche la torre dei saggi, GiornoStella. Non è solo nella lotta per la conquista del libro, anche Ofena, spietata cacciatrice di taglie, trama nell’ombra per ottenere il potere supremo: la conoscenza del futuro. E mentre Ajhall, per conto del re di Nuluon, cerca la perduta mappa per la foresta di Amixia, mitico nascondiglio del famoso libro, con il suo amico Konphìe, Inoha si trova ad affrontare la battaglia più dura, quella contro se stesso. Diviso fra il desiderio di vendetta e quello di giustizia, saprà scegliere quale via prendere?”

 

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“Clessidre Notturne”, raccolta di poesie

“Leggendo le liriche di Maria Stella Bruno, presenti in questa sua prima raccolta, si è trasportati in un luogo che sta a metà tra il cielo ed il mondo degli uomini, da cui l’autrice attinge le immagini e le sublima, dove sole, vento, stelle, fuoco, ecc. sono lo spunto per illuminare stati d’animo contemplati nell’intreccio di parole, a volte distanti e contrapposte, nella visione, nel sogno.”

Alcuni degli store on-line in cui trovarli: 

InMondadori –  Amazon  – LaFeltrinelli

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Amicizia al femminile? Basta coi pregiudizi.

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Basta coi pregiudizi che vedono la vera amicizia fra donne impossibile, poiché come molte di noi possono dire per esperienza, essa esiste e non è minacciata dalla eterna competitività. Ora, è persino uno studio della Università di Manchester a dirlo. Infatti nell’arco di 10 anni gli studiosi hanno osservato i rapporti di amicizia di 11 mila persone, fra uomini e donne, ed hanno notato che la vera e disinteressata amicizia è più frequente fra donne, mentre fra gli uomini è più comune quella interessata. Inoltre, sempre secondo gli studiosi, l’amicizia al femminile ha radici più profonde ed è capace di superare barriere sociali e geografiche. Poi, il 75% delle persone stringe amicizie più strette con persone dello stesso sesso.

La mia considerazione personale su tutto ciò è che hanno scoperto “l’uovo di Colombo”, poiché ho tante amiche donne e mi sono sempre state accanto, hanno gioito dei miei successi e hanno sofferto per i miei dispiaceri…

I disegni di nonna Stella

Mia nonna è una bella signora che porta con tranquillità “monella” i suoi 90 anni. Ormai disegna raramente, ma solo qualche tempo fa era davvero attiva con matita e foglio… Di seguito, troverete le sue opere …

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7 agosto 2008

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22 agosto 2008 

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2 settembre 2008

La passione di mia nonna per il disegno è nata in un momento particolare, quando era già una “nonna” . Prima di allora si limitava, mal volentieri, a scarabocchiare piccole casette nel verde… Poi, tutto è cambiato. Sapete, il pittore in casa mia è sempre stato mio nonno. Ho ancora appesi al muro i quadri ad olio che faceva, ma dopo essersi ammalato non ha più dipinto… I colori, le tele, i pennelli, tutto fu riposto… Cinquant’anni sono stati sposati i miei nonni, cinquant’anni d’amore tenero e appassionato, e quando il mio adorato nonno chiuse gli occhi per sempre, nonna Stella si ritrovò sola improvvisamente. Fu allora che prese a disegnare. Lo fece per occupare il tempo, sicuramente per non pensare, ma anche per sentirselo più vicino e pian piano, come un dono, la sua abilità crebbe… Lei che non ne era capace prima!

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18 settembre 2008

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23 settembre 2008

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19 ottobre 2008

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13 novembre 2008

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2 dicembre 2008

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27 dicembre 2008

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27 dicembre 2008

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31 gennaio 2009

Stradine dal fascino antico che si perdono fra case dai tenui colori e dal sapore di altri tempi… I disegni di nonna Stella trasportano quasi in un altro mondo, un luogo migliore, pulito e sereno… Un mondo in cui si può ancora credere, avere fiducia, sognare liberamente… E poi, se si gioca con la fantasia, ecco animarsi quelle vie in un passeggio tranquillo di uomini, donne e bimbi dal sorriso sempre pronto come un saluto o un augurio… Il mondo di nonna Stella è proprio così! I suoi grandi occhi castani riescono a vederlo in questo modo! Un mondo un po’ bambino, tenero sicuramente, ingenuo anche, forse un po’ utopistico, ma tale da coinvolgermi e svegliare in me il desiderio struggente di trovare nel mondo reale quella gente sorridente, quelle strade antiche e quelle case dai tenui colori che hanno il sapore di tempi che furono… vedere, insomma, la vita con gli occhi grandi di nonna Stella!

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16 marzo 2009

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16 marzo 2009

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16 marzo 2009

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20 aprile 2009

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20 aprile 2009

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20 aprile 2009

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9 giugno 2009

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5 luglio 2009

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30 luglio 2009

Vorrei tanto passeggiare per questo vicolo, magari di prima mattina, ascoltando i suoni di una umanità che si sveglia pian piano, percepire l’odore del caffé provenire dalle finestre schiuse… Insomma, è facile giocare con la fantasia quando lo spunto è un bel disegno come questo!

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17 agosto 2009

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19 ottobre 2009

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19 ottobre 2009

 

La mia storia

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Ciò che so è che per metà della mia vita o quasi ho desiderato avere un sogno, uno di quelli coinvolgenti, che ti “rapiscono” la vita, l’assorbono, l’esaltano ed insieme la “trafiggono”, come una spada… Era di un sogno che sentivo la mancanza, di quel tipo di cui trattano spesso i film o i libri, quelli in cui uomini o donne ambiscono a qualcosa di più grande di loro, qualcosa che sembra impossibile ai più, ma con coraggio e determinazione riescono ad ottenere, perché sapevano che era giusto, che non avrebbero potuto fare altro nella vita, ed io, ragazzina, senza apparenti doti speciali, ammiravo tutto questo. Mi sentivo lasciata indietro, mentre tutti si proponevano mete a breve o a lunga scadenza. Ed io? Beh, nessuna strada mi attirava. Ero brava a scuola, ma niente di speciale… Poi, d’un tratto, quasi per gioco, nacque in me la necessità di mettere per iscritto le mie sensazioni. Strano, poiché non ero mai stata attirata dalla poesia! E da quei versi, ispirati proprio dai miei quesiti e riflessioni sull’esistenza, riscoprii la necessità di narrare storie… Così la mia storia prese pian piano vita! Una mappa, un mondo fantastico, con usi, tradizioni, guerre tutte proprie, di genti che amavano e odiavano e, dall’immaginazione, il passo successivo fu breve…

Diventai scrittrice o..  aspirante tale… e condividere con altri i romanzi che nascevano dalla mia penna divenne il mio sogno. Nel creare trovavo nuova sostanza, nuova luce. Felice è la parola, di quella felicità che ti fa sentire viva e che insieme può anche riempirti di struggente malinconia. Un’arma a doppio taglio che “prende in ostaggio” l’esistenza…

La storia di Safav, Ajhall, Inoha è in fondo anche la mia storia, poiché vi sono io nelle pagine de “I Custodi dei Frammenti” o in quelle de “La Spada e il Drago”, c’è il mio sogno, le mie speranze, i miei incubi… E in ogni personaggio, persino nei “cattivi”, nella perfida e astuta Ofena, nell’ambizioso e intelligente Phalaha, vi è una briciola della mia anima…

La passione del mio sogno arde ancora in me, forse arderà per sempre, se il reale non mi schiaccerà prima, continuerà a farlo, benché molti non capiscano. Io sorrido, poiché non demordo… Credo che potrei anche farcela un giorno. E quando sarò vecchia il rimpianto non verrà a cercarmi perché io ho sempre e comunque tentato!

M.S.Bruno

Come reagire alle difficoltà?

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Sinceramente non so… Ma ho letto, tempo fa, su un giornale una storia che mi ha colpito. Narrava di una giovane donna che stava avendo delle non specificate difficoltà, era sfiduciata e aveva tanta voglia di mollare tutto. Lo comunicò al padre, un cuoco, e questi, senza dire una parola – così proseguiva il racconto – portò la figlia nella cucina del ristorante dove lavorava e mise a bollire tre pentole piene d’acqua. Quando l’acqua cominciò a bollire, mise in una pentola delle carote, in un’altra delle uova e nell’ultima dei chicchi di caffè… Passarono venti minuti d’attesa, la figlia era impaziente e non capiva, ma poi il padre spense il fuoco e mise il contenuto delle pentole in tre recipienti diversi e li pose innanzi a lei. Esortò la figlia ad osservare ogni elemento: le soffici carote, le uova ormai sode e l’aromatico caffé, e spiegò…

La carota prima di essere immersa nell’acqua calda (ovvero nelle difficoltà) era dura, fiera, ma poi nella cottura è diventata morbida, facilmente sfaldabile…

L’uovo, invece, aveva solo un fragile guscio a proteggere l’interno molle, ma dopo la cottura è diventato duro e compatto in ogni sua parte..

I chicchi di caffé, però, non erano mutati, anzi, avevano cambiato l’acqua fino a renderla scura e aromatica…

Ed il cuoco disse a sua figlia: “Come vuoi reagire alle avversità, tu? Come la carota che subito si sfalda, come l’uovo che in apparenza sembra uguale, ma il cui cuore è diventato duro e rigido, oppure come i chicchi di caffé che hanno mutato l’acqua cambiando gli eventi in qualcosa di buono?”

Non so cosa rispose la figlia, poiché il racconto finiva così, ma non ha importanza perché è a noi lettori che si pone quella domanda. Ed io, ora, mi ritrovo spesso a pormela, impegnandomi, per quel che posso, a essere come i chicchi di caffé, a reagire positivamente agli eventi negativi, a cambiarli e trasformali in cose migliori, perché solo così non mi lascerò vincere e aiuterò me stessa e chi mi sta accanto!

Grazie di cuore a chi ha scritto quel racconto e a chi lo ha pubblicato!

La leggenda di Selene e Endimione

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Forse non tutti sanno che, per la mitologia greca, la Luna aveva ben tre dee ad occuparsi di lei: Artemide, famosa vergine cacciatrice, era la personificazione della Luca crescente, Ecate, misteriosa amante degli incantesimi e degli spettri, era la personificazione della Luna calante, e infine Selene che era la personificazione della Luna Piena… A quest’ultima è dedicata la leggenda di cui parlo. Al contrario di Artemide, Selene non aveva fatto voto di castità così, viaggiando di notte sul suo carro alato per portare la pallida luce della Luna agli uomini, le captava spesso di occhieggiare curiosa verso il mondo umano. In questo modo incontrò Endimione, o meglio, così lo vide dormire in una grotta del monte Latino. Ma il ragazzo, un bellissimo pastore, non faceva mica un sonnellino, no! Avendo mancato di rispetto ad Era, moglie di Zeus, era stato condannato ad un perpetuo sonno. Ma questo non doveva importare molto a Selene che, evidentemente, amava i tipi silenziosi. Si innamorò subito del bel ragazzo che da quel momento andò a trovare nella grotta tutte le notti, per baciarlo e ammirarlo… Ci son tante versioni di questo mito. Una racconta che la condanna di Endimione aveva una scadenza e che Selene dovette solo mantenerlo giovane il tempo necessario perché si svegliasse e generasse con lei 50, dico 50 ( O_O ) figli… Altre dicono che fu lo stesso Endimione a chiedere di rimanere addormentato per non invecchiare, ma con gli occhi aperti, per poter osservare l’arrivo della sua amata Selene dal cielo… Altre ancora che si fece addormentare per sottrarsi ad ulteriori gravidanze ( 😄 ) … Insomma, il mito offre tante versioni, tante favole da ascoltare, spaccati di un mondo e di una fantasia splendida e immortale…

Fermiamoci un attimo!

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 Fermarsi un attimo, prendere fiato, buttare l’orologio e godere del momento… No, non posso farlo, non ci riesco! Scrivere per me non è un hobby, un lavoro o un gioco, è proprio una necessità. Ma per adesso, in questo ultimo periodo sto proprio esagerando… lo devo ammettere.

Ho due progetti in contemporanea (ma molti altri “bussano alla porta”) che trattano di generi opposti e così capita che mi ritrovi la mattina su un rottame di astronave in procinto di partire, fra tecnologie avanzatissime in avaria e sistemi di sicurezza violati, ed il pomeriggio invece alle prese con spade e scudi, visioni e misteri, ad inseguire feroci assassini con maschere, in campi imperiali stile medievale… Il tutto cercando di “restare coi piedi per terra” e di occuparmi anche del reale e di ciò che ne consegue (lavoro, normali interazioni col prossimo, ecc… ). Rischio di andare in TILT, ma… ancora reggo! 😄

Con l’ultimo neurone non fuggito alle Hawaii o in analisi, vi lascio quei due pezzi dei due romanzi in questione… Non specificherò quali. Saprete distinguerli?

“L’urlo strozzato giunse inatteso. Dal principio sembrò l’eco dell’ultimo tuono, ma i gorgoglii di morte si ripeterono vicini, così Xaver corse senza indugio verso la fonte di quei suoni. Trovò una tenda, buia, coi lembi dell’entrata discosti, smossi dal vento, e vide due ombre, l’una più grande sovrastare l’altra, due profili nelle luci danzanti dei fulmini. Vide il luccichio dello stiletto conficcato in parte nella gola dell’altra impedendone un ulteriore urlo. L’assassino reggeva con una mano il corpo della sua vittima, una donna, quasi in un abbraccio, mentre l’altra girava e contorceva l’arma nella sua laringe. Rivoli copiosi di sangue e schizzi macchiavano le vesti di entrambi. Fu un momento e l’omicida si accorse di Xaver. Lasciò andare la donna che cadde priva di vita e gli si avventò contro. Il giovane non aveva con sé la spada, non era permessa nell’Accampamento Imperiale, ma riuscì ad afferrare il polso dell’altro, prima che questi arrivasse a colpirlo al petto. Lottarono qualche minuto, senza che l’uomo avesse la meglio. Sbatterono contro gli arredi della tenda, sempre cercando di sopraffarsi a vicenda. Xaver tentava di disarmarlo, ma inciampò. Cadde su un altro corpo. La donna non era stata l’unica vittima. Gli occhi vitrei dell’uomo di mezza età supino sembrarono ricordare a Xaver la fragilità della vita e al contempo il pericolo che lo sovrastava. L’assassino era intenzionato a non lasciar testimoni. Stringendo con entrambe le mani lo stiletto, si preparò a pugnalare le spalle del suo avversario, mentre la luce dei fulmini dava un luccichio maligno all’arma già bagnata nel sangue. “

“La luna boscosa, che orbitava intorno al violaceo gigante gassoso cinto da un elegante anello d’argento, era ancora percorsa dai ciclici venti che permettevano l’impollinazione. Nuvole di polline danzavano al di sotto degli intricati rami, ma quando l’energia tornò nelle rovine, la pace di quel momento si infranse in un attimo. Buona parte della superficie del pianeta prese a tremare e sussultare. Alcuni grossi alberi furono scossi profondamente e iniziarono a rialzarsi rispetto al resto dell’immensa foresta. Come se un gigante li stesse sradicando, gli spessi tronchi vennero alzati come fuscelli, lasciando che dalle loro radici comparisse, pian piano, nel verde iridescente, una sagoma nera, come una sorta di lunga punta di freccia consunta e berciata dal tempo. E la parte superiore era piena di torri e cupole, come una città in rovina, mentre quella inferiore che in origine doveva essere stata liscia, adesso era piena di bozzi e squarci, segni dell’impatto subito. Pareva una follia, il sogno di un pazzo, che un tale mezzo così rovinato ambisse a navigare fra le stelle. Eppure l’astronave, seguendo l’antico programma di volo, si innalzò verso il cielo, portando con sé alcuni alberi. Avrebbe oltrepassato l’atmosfera presto.”

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