Scheda libro: LE TERRE DEGLI INGANNI, #romanzo #EpicFantasy

Titolo: LE TERRE DEGLI INGANNI (L’Occhio del Veggente Vol. II)

Autore: M.S.Bruno

Data di pubblicazione: 2 Aprile 2017

Formato: e-book (Formato Kindle)

Prezzo: 2,99€

Link d’acquisto: https://www.amazon.it/dp/B06XZBPG6V

Descrizione: 

Le vicende della vita hanno separato Alwaid e Xaver, ma nelle Terre del Vento, luogo originario dei loro genitori naturali, sono destinati a rincontrarsi. Seguendo le proprie visioni, il veggente Alwaid giungerà lì con l’intento di sventare i piani delle spie dell’Impero Laindar. Destreggiandosi fra intrighi e attentati, in uno scambio di ruoli, Alwaid si farà passare per il fratello Xaver, già conosciuto in quelle Terre, per compiere la sua missione. Xaver, intanto, in fuga dalla spietata prigione Laindar, chiamata Eremo, in cui era stato imprigionato ingiustamente, dovrà guidare un gruppo di disperati entro i confini del regno dell’Epsterio, dove saranno al sicuro. Ed entrambi i gemelli scopriranno quanto lunghi siano i tentacoli dell’infido Impero Laindar che non mira soltanto al controllo delle Terre del Vento, ma a creare uno spiraglio nelle difese dell’Epsterio. Le visioni di Alwaid e l’ardimento di Xaver potranno impedire l’infrangersi di una tregua sofferta ottenuta dopo più di vent’anni di guerra? E soprattutto Xaver riuscirà a proteggere il gemello dagli intenti del temibile “SenzaNome”?

Estratti (sparsi):

“Il sole tramontava oltre il crinale. La baia era placida. Le barche da pesca erano cullate dal tenue sciabordio delle onde, mentre il villaggio cominciava ad assaporare la pace della notte imminente. Le case di quel paesello erano poche, tutte umili, tutte strette intorno al guardiano di marmo che era una silenziosa presenza vigile. I fieri lineamenti, consumati dalle intemperie, si volgevano al cielo, mentre il braccio destro indicava il mare. Forse lo ammoniva, forse lo benediceva… Il corpo perfetto riluceva nella sua nudità di rosa e arancio, sotto l’occhio dell’astro morente. A pensarci, era strano che un’opera di quella fattura si trovasse in un simile luogo, ma spiccavano un po’ ovunque là intorno ruderi di una città più antica. E la superba statua apparteneva a quel passato. Il villaggio di pescatori non aveva un nome, mentre la città un tempo era chiamata Haletas.

La mente dell’uomo dai sorprendenti occhi verdi, però, era ben lontana dall’ammirare il panorama. Con fare stizzito, egli si scostò dal volto una ciocca di capelli sfuggiti dal cappuccio del suo mantello. Lunghi e scuri, lisci come aghi di pino, questi erano mossi dalla brezza, quasi fossero vivi, quasi fossero un’ulteriore beffa al suo aspettare… E Athas, il “SenzaNome”, non poteva far altro che aspettare.”

*****

“Le lingue delle fiamme danzavano intorno ai ceppi, li avviluppavano in un abbraccio sensuale che tutto pretende e che, con passione, consuma. Arancio, rosso, giallo erano i colori che si alternavano davanti ai suoi occhi, mentre egli perdeva il suo sguardo nel fuoco rimuginando su ciò che gli avevano appena raccontato. Xaver riguardò Fescys e subito si chiese come avesse fatto a non accorgersi delle cicatrici sul viso dell’amico. Oltre il segno trasversale di una lama nemica, adesso potevano notarsi altri piccoli segni. Erano ovunque sul suo volto e non solo. Quasi il giovane poteva immaginare le rosse formiche intente nel loro pasto… E Lohat… Chiuse gli occhi pensando a lui. Lohat morto. Gli sembrava una cosa impossibile. Quasi, con gli occhi della mente, poteva vederlo seduto dall’altra parte del bivacco, con il suo sguardo truce, il suo fare fosco e ombroso… Un capitano inflessibile e sicuro, un uomo ligio e severo, un amico fidato e prezioso… Era difficile immaginarlo freddo e immobile, perso nelle braccia della signora morte, assassinato da un gruppo di traditori che avevano mire diverse. Con gesto rabbioso s’alzò. Vi era silenzio su quella collina ed erano ormai soli, lui, Fescys e Monar. Pheis dormiva e gli uomini di guardia, Azat ed Ote inclusi, avevano raggiunto gli altri alla base del poggio. Non giungevano più canzoni né risate dal basso. Il campo era sprofondato quasi del tutto nel sonno, tranne vigili sentinelle, sotto un cielo screziato di freddi gioielli.- Se non me ne fossi andato… – cominciò.

Era arrabbiato, triste e sentiva che la colpa era tutta sua.

– Non cominciare a farti simili pensieri. – sbottò Fescys. – Non portano a nulla. Ad uccidere Lohat, a cercar di fare fuori me, non sei stato tu, ma uomini che ti volevano morto! Non sei responsabile delle azioni di chi cerca di ucciderti. Sarebbe assurdo! –”

Nuova Uscita! LE TERRE DEGLI INGANNI, seguito de L’EREDE PERDUTO, romanzo #EpicFantasy

Gli equilibri mondiali sono a un bivio. Il mondo sembra voler essere diviso fra due Imperi. I Regni ancora liberi sono in pericolo, malgrado le momentanee tregue. Molti segreti però sono stati svelati e Alwaid e Xaver sono pronti a spalleggiarsi contro ogni avversità, mentre le loro gesta cominciano a mutare gli eventi. Ma la loro leggenda è solo al principio…

LE TERRE DEGLI INGANNI, seguito de L’EREDE PERDUTO, disponibile su Amazon

Trama

Le vicende della vita hanno separato Alwaid e Xaver, ma nelle Terre del Vento, luogo originario dei loro genitori naturali, sono destinati a rincontrarsi. Seguendo le proprie visioni, il veggente Alwaid giungerà lì con l’intento di sventare i piani delle spie dell’Impero Laindar. Destreggiandosi fra intrighi e attentati, in uno scambio di ruoli, Alwaid si farà passare per il fratello Xaver, già conosciuto in quelle Terre, per compiere la sua missione. Xaver, intanto, in fuga dalla spietata prigione Laindar, chiamata Eremo, in cui era stato imprigionato ingiustamente, dovrà guidare un gruppo di disperati entro i confini del regno dell’Epsterio, dove saranno al sicuro. Ed entrambi i gemelli scopriranno quanto lunghi siano i tentacoli dell’infido Impero Laindar che non mira soltanto al controllo delle Terre del Vento, ma a creare uno spiraglio nelle difese dell’Epsterio. Le visioni di Alwaid e l’ardimento di Xaver potranno impedire l’infrangersi di una tregua sofferta ottenuta dopo più di vent’anni di guerra? E soprattutto Xaver riuscirà a proteggere il gemello dagli intenti del temibile “SenzaNome”?

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Hermes dei sogni

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Segui Hermes dei sogni…
Il fruscio di tende
come misteri adombrati
dal calore del vento…
Sfida le convenzioni
con gesti semplici,
e saranno
cortili inondati di sole,
spada
per scolpire le speranze
nel mare di nebbia…
Tipologie diverse
di sensazioni arcane…
Arde e si consuma
in un’unica fiamma
una vita d’emozioni…
Il proprio essere
brucia di vita
seguendo
Hermes dei sogni…

M.S. Bruno
da “Clessidre Notturne
Clessidre Notturne cover
e-book 0.99€ / cartaceo 4,99€
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Brano tratto da L’EREDE PERDUTO, #romanzo #EpicFantasy

“Spirava un vento gelido quella notte, strano per la stagione, ma egli non lo percepiva poiché più grande era il freddo che aveva nel cuore. Come la fiamma della vita aveva abbandonato il corpo di lei, così nel petto di lui non vi era più calore, prosciugato dal nero vuoto del dolore. Non più lacrime rigavano il suo volto, né parole di rabbia venivano pronunciate dalle sue labbra, in silenzio egli stava a fissare il fiume e il suo tranquillo scorrere. La luna occhieggiava fra le nubi che, veloci, navigavano nel buio cielo come velieri indomiti nella brezza favorevole. La luce della signora della notte si specchiava a tratti sul fluire sereno del gorgogliante Mandorei. Il vento ululava fra le fronde e gli arbusti, donando voce alle ore notturne e al giovane che, immobile, sostava sulla riva del fiume. Egli attendeva, scrutava le ombre, fin quando tenui fiammelle, come spettri lontani, comparvero su di un colle. Echi di tamburi giunsero fino a lui, come i lamenti di chi piangeva. Allora egli capì che la funzione stava iniziando. Il suo sguardo si fece più attento e quasi gli sembrò di distinguere le persone che reggevano le torce nel lento procedere che richiedeva il corteo funebre, prima di giungere nell’ultima dimora terrena. L’ultima dimora di Ynia, la giovane che egli amava. Con lei, che era suo riparo e sua gioia, si era spenta anche la sua speranza di pace e di vita normale.
Il vento portò con sé, in un nuovo soffio, i gemiti di chi riusciva a piangere sul feretro di lei, ma Alwaid non versava più lacrima. Solo tristezza riempiva i suoi occhi resi più grandi dal dolore. Osservava le luci delle torce e sapeva che avrebbe dovuto essere fra loro, a salutarla, a rendere grazie di averla conosciuta, ma non poteva… L’ultimo addio non poteva avvenire a quel modo, di fronte a tutti, di fronte a chi non sapeva che sulle sue spalle gravava il peso di non averla salvata… Ed imprecò nuovamente su ciò che poteva definirsi dono e maledizione. Strinse i pugni, fermo nella sua decisione. Sarebbe tornato in quei luoghi solo quando il suo “dono” sarebbe stato tanto forte da far sì che egli potesse sconfiggere il destino avverso di chi gli stava intorno, solo quando sarebbe riuscito a controllarlo… Così si girò, oppose le spalle ai fuochi e al loro triste compito e si incamminò, ma la corrente trascinò con sé, prima che egli sparisse fra le ombre avvolgenti della notte, un giglio bianco, ultimo saluto a un giovane amore spezzato…”

L’EREDE PERDUTO di M.S.Bruno

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La guerra tra l’Epsterio e l’Impero Laindar imperversa ormai da decenni, ma la vita di Xaver e Alwaid procede abbastanza tranquillamente. Sono gemelli identici nell’aspetto, ma hanno diversi caratteri e aspirazioni. Xaver è socievole, impetuoso e ambisce a farsi una reputazione nelle fila militari della sua città, Ghoi. Alwaid invece è più pacato, introverso e vuole soltanto poter sposare la ragazza che ama, malgrado egli custodisca un prezioso segreto: possiede infatti il dono di prevedere alcuni eventi futuri. Nessuno dei due fratelli conosce la verità sulle proprie origini, ma l’arrivo di guerrieri dalle Terre del Vento nella loro sicura Ghoi, sconvolgerà per sempre le loro vite, separandoli. Tra agguati, inganni, misteriose visioni e mirabolanti avventure, Alwaid e Xaver saranno proiettati nel mondo per scoprire la verità sul loro passato, intrecciato alle pericolose mire di un uomo “SenzaNome” e alla complessa politica delle Terre del Vento, minata da spie e traditori.

Solitario Chronos

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Solitario Chronos
poneva condizioni al vento…
Camminavo nel deserto
con la tempesta
delle onde nel cuore…
Ero naufrago di certezze
e affidavo al vento
la mia anima solitaria…
Solo Chronos
poteva ascoltare…
Ed ecco,
in una baia isolata,
colori di notte e di cielo,
sogni di gloria
e fuochi profondi
e lontani…
Tela bianca
ancora da scoprire…

M.S. Bruno
da “Clessidre Notturne
Clessidre Notturne cover
e-book 0.99€ / cartaceo 4,99€
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Novità!

Da oggi sarà disponibile il libro cartaceo di CLESSIDRE NOTTURNE!

Dopo NUOVA ERA,  anche la mia raccolta di poesie è su carta stampata, un libro da sfogliare e conservare sul comodino… 😀 Certo, l’e-book è comodo, costa poco, puoi portarne tantissimi con te in un lettore, ma la carta… beh, chi resiste alla sensazione tangibile di sfogliare le pagine e di assaporarne il profumo? Credo in pochi… Ecco perché per me i due formati, e-book e cartaceo, possono, anzi, devono coesistere!  Per questo, pian piano, ho intenzione di rendere tutti i miei scritti disponibili in entrambi i formati. Restate collegati, quindi, per i prossimi aggiornamenti, intanto vi lascio i link dei due volumi già ordinabili su Amazon 🙂

NUOVA ERA – Tra tecnologia, azione, segreti e strani eventi, un romanzo di fantascienza che saprà catturarvi.

e-book(2,99€): https://www.amazon.it/dp/B01LT9GUHW

cartaceo (8,00€): https://www.amazon.it/dp/1520139306

 

CLESSIDRE NOTTURNE – Raccolta di poesie. Mistero ed emozione per attimi immensi. La magica seduzione del Tempo.

e-book(0,99€): https://www.amazon.it/dp/B01HTRXNQE

cartaceo (4,99€): https://www.amazon.it/dp/1520797796

 

Camminava in un viale silenzioso nella parte alta del Campo…

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Camminava in un viale silenzioso nella parte alta del Campo. Era una zona commerciale, quindi non vi era nessuno a quell’ora notturna. Alti arbusti, autoctoni del pianeta e abituati quindi al gelo e al caldo torrido, con le loro foglie segmentate di un colore rosato, abbellivano i lati della via. Incorniciavano quasi le lunghe vetrate digitali che mostravano esempi delle merci, le più svariate, in vendita nei vari servizi commerciali. Adesso quelle vetrine, fluorescenti e accattivanti durante il giorno, erano pallide e sbiadite. Dovevano essere in modalità di risparmio energetico. Ma tutto ciò era solo di vago interesse per la donna, la cui mente comunque era sempre vigile verso ciò che la circondava. Per questo notò le prime variazioni nel cielo… Fu come se si propagasse qualcosa nell’atmosfera, un’ondata perlacea che oscurò le stelle. Durò un istante, poi esse tornarono per sparire ancora nell’onda successiva di un verde tenue. Immobile a fissare lo strano e mai visto fenomeno, Zohya osservò stupefatta e ammirata le stelle comparire e scomparire seguendo il flusso di quella misteriosa energia che diveniva sempre più verde, accavallandosi come onde in tempesta l’una sull’altra.”

Da NUOVA ERA, romanzo di fantascienza della sottoscritta, disponibile su Amazon 😉

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…l’allegro scoppiettare di un fuocherello riempì il silenzio…

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“…l’allegro scoppiettare di un fuocherello riempì il silenzio greve della grotta. Nessuno parlava. Ognuno era perso nelle proprie riflessioni, ognuno si sforzava di non sondare troppo con lo sguardo l’oscurità oltre l’arco di luce prodotto dal loro fuoco. Tutti erano stretti presso di esso per assorbirne il calore e la luminosità. In quel silenzio pieno del crepitare delle fiamme e del gocciolare delle acque dalle immense protuberanze di rocca sul nero soffitto, poterono udire altro… Scricchiolii e strisciare sommessi, e piccoli squittii. Vi era vita in quel luogo, ma non sembrava possibile che qualche creatura potesse resistere a quella oscurità perenne. Pareva che quel buio stesso fosse un’entità viva, un’entità capace di plasmare creature terribili…”

da L’EREDE PERDUTO, romanzo fantasy della sottoscritta, disponibile su Amazon 😉

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Scheda libro: “Spietati Confronti” di Rosalba Bavastrelli

libro-spietatiTitolo: SPIETATI CONFRONTI (“La Base della Baia” Vol.III)

Autore: Rosalba Bavastrelli

Data di pubblicazione: 5 Dicembre 2016

Formato: e-book (Formato Kindle)

Prezzo: 2,99€

Link d’acquisto: https://www.amazon.it/dp/B01N1OV6MR

Descrizione:

Futuro. L’umanità è sempre più proiettata nello spazio e la Difesa Terrestre ormai non si limita ad aspettare le mosse aliene: ogni giorno sbriciola sempre di più le certezze dell’Impero Sark che ambisce ancora alla Terra. E tutto ciò lo si deve all’audace temerarietà di Edward Shelton e alla sua guida. Anche la sua vita sembra proiettata verso un futuro di serena stabilità, ma il ritorno di Dana, sua moglie, nei ranghi dell’Esercito rischierà di cambiare ogni cosa. Fra missioni e pericoli, l’amore che lega Dana ed Edward sarà messo a dura prova, rischiando di spezzarsi. Davanti a scelte impossibili e spietate, come reagiranno? La logica dell’azione vincerà sulla profondità dei loro sentimenti?

 

Intervista all’autrice: “Navigare” nel fantasioso per una professoressa – Intervista a Rosalba Bavastrelli

Contatti: Pagina Facebook

Estratti (sparsi):

“Da quasi due anni avevo lasciato l’Esercito della Difesa Astrale: il capitano Dana Mayer non esisteva più. Una legge ingiusta imponeva nel nostro ambiente di scegliere tra il matrimonio ed il lavoro. La scelta in verità non doveva essere per forza mia, ma io non avevo sposato un collega qualsiasi, mio marito era … il comandante di tutti noi, Edward Shelton! Non ero certo pentita della mia decisione, anche se le lunghe attese avevano spesso riempito i miei occhi di lacrime. Ma c’era una guerra, come c’è tutt’ora, oltre i confini del nostro Sistema, ed io per prima sapevo quanto mio marito fosse importante per i suoi…
Lillian compiva un anno quel giorno. Avevo pettinato con cura i suoi biondi capelli, “chiari come la luna”, come diceva la nonna, da cui la nostra bambina aveva avuto il nome… I capelli di suo padre, ricci però come i miei. Un regalo fattomi dalla natura, perché per tutto il resto, Lillian Shelton è uguale ad Edward Shelton, nell’azzurro degli occhi e sempre più nei tratti del volto. Una bambina bellissima, che forse, da grande, erediterà anche il fascino del padre e, chissà, magari lo spirito di ribellione della mamma… La ribellione mai domata che sentivo dentro di me quel giorno!”

*****

“Mi fu affidata la custodia momentanea di una prigioniera, un’umanoide Sark, il cui fisico resisteva immune nella nostra atmosfera da abbastanza tempo per destare preoccupazioni. Significava che i nemici erano finalmente riusciti a produrre quelle immunizzazioni necessarie al loro sopravvivere sulla Terra. I miei compiti si limitavano a soprintendere alla guardia degli “alloggi schermati”, operata da semplici soldati, ma era pur sempre un incarico che non amavo.
Nimi, questo era il nome dell’aliena, era all’apparenza in tutto e per tutto, uguale ad una terrestre, e il suo carattere, fuori dai momenti di inevitabile depressione, era paziente e dolce.
Fu a causa di Nimi che rividi mio marito dopo altri sedici giorni, e fu a causa sua che pagai un amaro scotto …
Gli alloggi schermati erano apparentemente come quelli di noi ufficiali, per nulla simili alle tradizionali carceri, se non nella invisibile parete schermata che ovviamente impediva, col suo campo di forza, che la si oltrepassasse. Avevo scoperto che Nimi, così silenziosa sempre, con me pronunciava qualche parola. Il ruolo da lei ricoperto nell’esercito Sark doveva essere stato di ben poco conto: Nimi era una semplice pedina, un piccolissimo, trascurabile aggeggio nel complesso e mostruoso meccanismo dell’impero Sark. L’avevano immunizzata e spedita all’avventura, verso le terribili armi dei Terrestri perché vi incontrasse la morte o servisse ad un possibile trapianto sulla Terra. Nimi non era più un nemico, ma solo un’infelice e provavo una certa simpatia per lei. Sapevo che era proibito ai soldati e agli ufficiali, che non ne avessero l’autorizzazione, di scambiare frasi con gli alieni prigionieri. Lo sapevo, ma Nimi quella mattina mi chiamò, attraverso lo schermo sonorizzato della sua prigione.” – Dana

*****

“Bisognava dimenticarlo l’uomo dai capelli color della luna, l’inafferrabile condottiero delle stelle… Dimenticarlo, anche se la sua ombra s’insinuava morbida, silenziosa e inattesa a ricoprire il mio cuore, ad occupare i miei pensieri, silenziosa e inattesa come il suo passo da felino… Troppo distante, nel suo gelido fuoco, l’uomo di sogno non mi apparteneva più, non mi era mai appartenuto…”

*****

“L’esercito terrestre di Sicurezza Astrale allungava le sue rotte sicure e tracciava le sue vie tra i pianeti del Sole, contrastava il nemico ai limiti del suo stesso impero, s’insinuava, temerario e beffardo, a sfidare gli alieni in guerre corsare sui tanti pianeti impraticabili, entro il controllo dei Sark. In due anni il comandante dei Terrestri aveva condotto i suoi uomini oltre l’insperabile, aveva tolto la paura dai cuori, e guardava ai Sark, dal suo Sistema, con la lucida consapevolezza della propria forza, con la costante, minacciosa presenza di una uguale, bellicosa potenza.
Quell’uomo, che era diventato leggendario tra la sua gente e tra i nemici, era fatto di carne e ossa, era giovane e indicibilmente attraente… Era mio marito.”

*****

“M’inerpicai, senza averlo deciso, su per le strade che conducevano all’altipiano, sorvolai, su alti, audacissimi ponti, lanciati come nastri fantastici nel cielo, due megalopoli… poi giunsi in un posto così silenzioso e solitario che mi parve bellissimo, e fermai…
Era poco dopo il tramonto: il sole non aveva lasciato dietro di sé colori accesi. L’azzurro si faceva strisce dorate ad occidente, ed il bruno delle rocce dietro cui esso moriva, creava un contrasto piacevole alla vista e, chissà come, al cuore. Era un luogo un po’selvaggio, quasi del tutto privo di vegetazione, c’era solo qualche alberello semi inaridito, che fremeva ai venti della sera… Mi stavo avvicinando al deserto. Scesi dall’auto e m’accoccolai sull’erba rada. Là, mentre in cielo comparivano le stelle, scoppiai in singhiozzi lunghi, disperati, affannati, i lamenti di una bestiola che muore…” Dana

Brano tratto da “L’Erede Perduto”, romanzo #EpicFantasy

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“Le lunghe gambe si muovevano lentamente nelle placide acque cristalline, mentre ella si lasciava cullare dalla tenue melodia delle arpe che giungeva ovattata oltre le bianche tende. Il suo corpo nudo, ancora ben fatto malgrado fosse passato il fulgore della piena giovinezza, si crogiolava nel tepore di quell’acqua, di quella vasca dai marmi verdi che era un lusso della sua alta carica, dato che le altre dovevano lavarsi alla cascata. Suala avrebbe voluto rilassarsi, ma non poteva. Il comando e le responsabilità ad esse connesse, e il potere, solitamente grande fonte di eccitazione per lei, la reclamavano come la donna inginocchiata quasi sul bordo della verde piscina.

– Così è tornata. – si decise a dire, dopo attimi che parvero alla messaggera interminabili.

– Sì, Sacerdotessa Madre. – rispose lei con un cenno del capo e un leggero tremore nella voce.

Controvoglia, Suala si alzò dalle acque ed esse si attardarono sulla sua pelle, quasi a voler ritardare il distacco, come un amante restio a sciogliersi dal suo abbraccio. Ma la sacerdotessa non era donna da volgere indietro lo sguardo. Come in ogni cosa, persino nel gioco dell’amore, ella era solita pretendere e non dare, come sapevano coloro che avevano diviso la notte con lei.

Tranquillamente si fece avanti salendo su per gli scalini della vasca. Benché i suoi capelli corvini cominciassero ad aver qualche bianca ciocca, Suala era ancora avvenente. Mentre la messaggera la osservava, si ritrovò a pensare a ciò che si vociferava sulla sacerdotessa. Si diceva avesse un amante diverso ogni giorno e che molti fossero gli uomini e le donne legati a lei. Inoltre sembrava tenesse al proprio aspetto sopra ogni cosa. Come in uso fra le donne di Eleuka, aveva tatuati lungo tutta la gamba destra dei simboli che rappresentavano le tappe fondamentali della sua vita. Così, dato che Suala era una delle donne più potenti, i suoi tatuaggi riempivano quasi tutta la gamba, dalla coscia alla caviglia. Ad ogni suo passo i lunghi capelli si scostavano e permettevano che una cicatrice frastagliata, simile a ramo, fosse visibile in mezzo alle spalle. Si diceva che ella portasse lunghi i capelli proprio per celarla sempre, ma era per quella cicatrice, o meglio, per l’impresa ad essa collegata che Suala era stata scelta come Sacerdotessa Madre. Suala era stata guerriera abile e ambiziosa e da sola aveva intrapreso molte spedizioni di caccia fra le montagne e le sue valli impervie e nascoste. Ed era stata in una di quelle spedizioni che aveva incontrato un orso gigantesco e lo aveva affrontato uccidendolo. Al villaggio era tornata ferita, ma con la testa e la pelliccia dell’animale. Quella stessa pelliccia che era ora il simbolo del suo potere e con cui una solerte ancella fu pronta a ricoprirla. Era talmente nera e folta da avere, nella poca luce del bagno, riflessi blu intensi.

– Naturalmente… – continuò dopo poco la sacerdotessa, scuotendo dai suoi pensieri la donna che aspettava – …preparate i festeggiamenti. Una figlia di Eleuka è tornata, è cosa che merita la nostra partecipazione. Sarò felice di congratularmi con Naho di persona per l’esito felice del suo viaggio. –

La voce di Suala fu melodiosa come sempre e il sorriso che fece fu dolce e caldo, ma non si estese ai suoi occhi. Per un attimo, appena un battito di ciglia, sembrò alla messaggera che un freddo lampo di collera le attraversasse lo sguardo. La donna non poté non chiedersi cosa avesse provocato tale furia, ma poi si convinse di essersi ingannata e, scuotendo la testa, si congedò per eseguire gli ordini.

Quando ella fu uscita dal suo bagno, Suala poté manifestare quella furia che la messaggera aveva intravisto. Con un gesto secco, gettò in terra una delle tante piccole statue che decoravano l’ambiente, forme stilizzate di animali e piante. Le ancelle si ritrassero spaventate, facendosi più piccole nei loro angoli, e i musici oltre le tende fermarono la loro melodia. Suala sapeva controllarsi, ma la sua collera aveva scatti improvvisi, che erano motivo di timore e quasi terrore per chiunque la conoscesse oltre la sua parvenza formale. Ed ora era davvero infuriata. Non si aspettava certo che Naho tornasse, e quella donna era l’unica che poteva privarla di ciò che era suo. L’unica che le anziane avrebbero potuto scegliere per la successione.”

Brano tratto da L’EREDE PERDUTO di M.S.Bruno (ebook 2,99€)

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lerede-perduto-coverLa guerra tra l’Epsterio e l’Impero Laindar imperversa ormai da decenni, ma la vita di Xaver e Alwaid procede abbastanza tranquillamente. Sono gemelli identici nell’aspetto, ma hanno diversi caratteri e aspirazioni. Xaver è socievole, impetuoso e ambisce a farsi una reputazione nelle fila militari della sua città, Ghoi. Alwaid invece è più pacato, introverso e vuole soltanto poter sposare la ragazza che ama, malgrado egli custodisca un prezioso segreto: possiede infatti il dono di prevedere alcuni eventi futuri. Nessuno dei due fratelli conosce la verità sulle proprie origini, ma l’arrivo di guerrieri dalle Terre del Vento nella loro sicura Ghoi, sconvolgerà per sempre le loro vite, separandoli. Tra agguati, inganni, misteriose visioni e mirabolanti avventure, Alwaid e Xaver saranno proiettati nel mondo per scoprire la verità sul loro passato, intrecciato alle pericolose mire di un uomo “SenzaNome” e alla complessa politica delle Terre del Vento, minata da spie e traditori.

 

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