Ajhall di Varesia

Il drago infinito - AjhallIl personaggio che vedete qui, in quest’altro ritratto approssimativo de “Il Sigillo del Drago Infinito”, è Ajhall, marinaio di un’isola che non ha propriamente una buona reputazione, Varesia … Si dice che siano tutti pirati! In compenso, però, ottimi navigatori… Questo giovane dall’aria scanzonata e furba, ha la caratteristica di essere una “mezza canaglia” dal cuore d’oro. Per esempio, se fa una promessa ama mantenerla. Le sue passioni sono: barare a dadi, le donne e … mettersi nei guai! Come dice lui, la “dea bendata” è sua amante e come tale, a volte, gelosa, gli riserva qualche brutto scherzetto, anche se poi alla fine lo aiuta sempre!
Una delle prime volte che appare è così descritto:
“Aveva i capelli rossi, il viso regolare e dei curiosi baffetti dello stesso colore dei capelli. I suoi occhi blu scuro (…) osservavano scanzonati. Era abbronzato (…) nei suoi occhi si poteva leggere una certa conoscenza del mondo e un’innata furbizia.”

IL SIGILLO DEL DRAGO INFINITO

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Somnion li aveva accolti all’alba di uno strano mattino…

“Somnion li aveva accolti all’alba di uno strano mattino velato di nebbia e ancora adesso, che era giunta l’ora del pranzo, le cose non erano cambiate. Ajhall si era già trovato altre volte nella nebbia e sapeva che era normale che nello Stretto di Fuer succedessero cose simili, ma mai aveva avvertito quel fenomeno naturale, che ammantava ogni cosa della propria impalpabile presenza, come sensazione opprimente… Lui era un tipo da sole e cielo azzurro, dagli spazi aperti in cui perdere lo sguardo, e la nebbia, benché fosse stata inizialmente una piacevole novità, aveva limitato al suo occhio di spaziare e questo cominciava a renderlo nervoso. L’alta marea aveva, come sempre, portato le onde a lambire le case della città, invadendo le vie e lasciando i palazzi come isole di mattoni e intonaco sul mare calmo, ed egli, sotto la sua finestra poteva intravedere, ma più che altro sentire, lo sciabordio dell’acqua contro l’edificio. Ajhall si allontanò dalla finestra e si gettò sul letto ad occhi chiusi lasciandosi cullare da quel rumore a lui tanto familiare. Konphìe sarebbe tornato fra poco ed insieme sarebbero andati a pranzare, perciò approfittava di quegli ultimi istanti di calma che preannunciavano la frenetica ricerca della mappa per giungere alla Torre di Amixia…
Somnion era una città particolare: i suoi abitanti ormai si erano abituati alle regolari “visite” del mare, che puntualmente inondava la città senza però creare più danni, ed avevano imparato a conviverci creando robuste fondamenta e costruendo porte e finestre al di sopra della piena. Inoltre vi erano dei ponti e delle passerelle che univano ogni palazzo, cosicché durante le invasioni del mare le abituali attività degli abitanti non venivano interrotte.
Konphìe, fendendo la nebbia, camminò sicuro lungo il ponte per giungere alla locanda in cui lo aspettava Ajhall borbottando sui perché i cittadini di Somnion avessero preferito adattare la loro città alle alte maree piuttosto che trasferirla altrove, allorché le onde avevano cominciato a invaderla poiché a livello del mare. Il sapere quotidianamente la propria dimora a rischio era una delle cose che non riusciva a capire… Forse era la suggestione che quell’ambiente creava a gettare una malia sugli abitanti. Si guardò intorno: in effetti, rifletté, lo sfoggio di architetture necessarie ma curate in ogni dettaglio affinché l’occhio non ne fosse ferito ma anzi se ne compiacesse, rendeva quella città unica ed elegante anche nella nebbia. Si accorse che piano questa stava cominciando a diradarsi. Le ombre scure e maestose delle costruzioni erano più nitide e poteva osservare gli intarsi che tante volte aveva visto, quando, per i suoi commerci, si era spinto fino a quella città. La grande meridiana sul palazzo del Giustiziere, gli elaborati bassorilievi, le statue di marmo, tutto cominciava a mostrarsi e presto il sole li riempì di luce… Ottimo, pensò Konphìe, mercante di vini, con un sorriso, almeno non avrebbe dovuto sopportare ancora il malumore di Ajhal.
Quando giunse alla locanda il sole aveva ripreso il dominio del cielo e, come immaginava, ritrovò il suo amico dai capelli rossi sorridente nella sala comune, mentre, assaporando del vino, giocava a dadi con altri marinai.
– Non ve la prendete… – stava dicendo con la sua solita luce nello sguardo, mettendo un sacchetto di monete nelle sue tasche – La fortuna è una mia amante… Ecco perché non posso perdere! –
Gli altri marinai borbottarono qualcosa e ridendo si allontanarono.
– Che faccia tosta! – esplose il mercante rivolto al suo amico quando fu sicuro che orecchie indiscrete non li stessero ad ascoltare.
– No, perché? È vero che la fortuna è una mia amante… Anche se a volte le forzo un po’ la mano – sorrise Ajhall.
– Sei un baro! Il più sfacciato, il più azzardato, il più incosciente che conosca. Ti farai linciare uno di questi giorni ed io starò a guardare perché so che te lo meriti! –
Ajhall lo guardò e rise di cuore.
– Già… – e fingendosi serio aggiunse – ne sono sicuro, Konphìe. Ne sono sicuro! –
– Ridi, scherza… Fa quello che vuoi, ma ho ragione e lo sai! Comunque… – e Konphìe si sedette ad un tavolo indicando al marinaio di Varesia di fare altrettanto con serietà tale da convincere l’amico a farlo subito – ho cose importanti da dirti. Vi sono novità: sembra che l’esercito di Nuluon sia giunto a Neix e che dopo un brevissimo assedio siano riusciti a riprendersi la città –
– Bene. Sono novità positive… con la tua aria seria mi avevi fatto prendere un colpo! –
– Non è tutto – Una serva portò in tavola il pranzo ed il mercante si interruppe.
La giovane serva di bella presenza, dai capelli neri e gli occhi grandi, attirò lo sguardo di Ajhall, mentre quello del suo amico era più attratto dallo stufato di carne e patate che questa stava servendo.
Soltanto quando la donna si allontanò, Konphìe riprese a parlare.
– Phalaha non è stato trovato – ed egli affondò il cucchiaio nello stufato.
– Ed allora? C’era da aspettarselo – replicò il marinaio continuando a guardare le sinuose forme della serva che con sguardo malizioso, pur proseguendo il suo lavoro di servire ai tavoli, gli riservava risolini e occhiate interessate.
Konphìe portando il cucchiaio alla bocca ed assaporando lo stufato, buono ma egli ne aveva assaggiato di meglio, seguì lo sguardo di Ajhall e si accorse del suo interesse.
– Se mi porgessi un po’ della tua attenzione vorrei continuare… –
– Sicuro – ed il marinaio ridendo prese a mangiare.
– Sono contento di vedere che il tuo malumore sia passato, ma forse ti preferivo prima… Come ti stavo dicendo, Phalaha non è stato trovato, ma anche la maggior parte del suo esercito non c’era più, ecco perché Neix è stata facilmente presa –
L’attenzione di Ajhall era ormai rivolta al mercante e la sua espressione cupa rivelava la preoccupazione per le parole che sarebbero venute.
– Benché il Re Eisel avesse programmato un attacco in piena regola sia via mare che per terra non c’è stato bisogno di combattere… – continuò il mercante – La popolazione di Neix era già insorta contro i pochi che Phalaha aveva lasciato-
– Un errore di strategia da parte sua? – chiese perplesso il marinaio.
– Forse sì, oppure non si aspettava che il suo luogotenente prendesse la bella decisione di falciare metà Consiglio e di esporre le loro teste come monito, emulando Phalaha che aveva fatto la medesima cosa con quelle dei soldati mandati ad aiutare le città gemelle –
– Soltanto che la gente di Neix non ha gradito di vedere così “esposti” i propri rappresentanti ed è nata una sommossa… Praticamente Nuluon ha solo terminato qualcosa già iniziata – continuò per lui il marinaio.
– Praticamente! – concluse il mercante.
Ajhall restò un attimo a riflettere… I profughi di Aium e Chart, le guardie di quelle città… e la bella Meim, che ne era stato di loro? Addentando un pezzo di pane riportò la domanda all’amico.
– Dicono che le guardie di Aium e Chart che erano state incarcerate siano state fra le prime ad essere liberate e che abbiano contribuito alla riuscita della sommossa… Per quanto riguarda i profughi, come la maggior parte della gente di Neix, non credo abbiano avuto danni… Per quella donna… – Konphìe si interruppe, si accarezzò la barba e meditò un istante. Poi, come se cercasse di riordinare le informazioni avute continuò: – Beh, non ho saputo niente di lei, ma… dicono che Phalaha, quando era ancora a Neix, si fosse fatto un’amante. Dicono che fosse la donna più bella della città –
Il marinaio gettò il pezzo di pane nel piatto con fare disgustato. Non aveva più fame…
– Si sa dove Phalaha abbia portato il resto dell’esercito? – chiese per sviare lo sguardo acuto di Konphìe che lo fissava interrogativo.
– Si mormora che sia a… – ed egli si interruppe, come se gli fosse arduo continuare.
– Dove? – chiese Ajhall, intuendo la reticenza dell’amico.
– Ad AlbaNotte. –
Ajhall si alzò di scatto, preso dal tumulto del suo sentire… Tutti gli avventori della locanda, rumorosi e ridanciani, smisero di parlare e guardarono allarmati quel giovane straniero dall’aria agitata, prima con allarme e poi con curiosità, fin quando ognuno riprese a mangiare. Ajhall si lasciò cadere sulla sedia riflettendo. Se Phalaha aveva conquistato la torre, l’ultima speranza era svanita. Ed il suo pensiero corse ad Inoha e Safav… Li rivide morti…
Konphìe sapeva che Ajhall aveva degli amici che si erano diretti ad AlbaNotte per chiedere l’intervento dei cavalieri ed era proprio quella parte delle notizie che recava con sé che sapeva avrebbe preoccupato l’amico.
Quando l’aria salmastra lo investì improvvisamente camminando su di un ponte, si sentì meglio. Non aveva più parlato da quando avevano lasciato la locanda e Konphìe s’era persino stupito che, allorché la graziosa serva, che aveva prima tanto attirato lo sguardo di Ajhall, gli si era avvicinata riversandogli uno sguardo languido e seducente, lui non l’avesse degnata di un’occhiata… Ma Ajhall adesso si sentiva meglio… Bastava l’aria di mare per farlo respirare di nuovo!
Il mercante di vini rispettò quel silenzio, anch’egli immerso nei pensieri che, tanti, lo assillavano.
– Perciò siamo noi l’ultimo ostacolo fra Phalaha ed il libro che tanto cerca… Solo noi possiamo impedire che egli si impossessi della mappa che conduce al luogo in cui è custodito – diede improvvisamente voce ai suoi pensieri Ajhall.
– Già… è preoccupante! – esclamò di rimando, quasi scherzando il mercante.
Il marinaio sorrise e diede una pacca sulle spalle dell’amico.
– E’ vero. Non siamo i classici eroi e… se ci fosse da scommettere non punterei mai su dei tipi come noi, ma… – sorrise Ajhall e Konphìe lesse nei suoi occhi la luce della sfida – siamo fortunati e imprevedibili e su questo conteremo! –
I due amici risero e continuarono a camminare, mentre intorno a loro la gente ignara procedeva nelle proprie occupazioni, amando, parlando, odiando…”
da “La Spada e il Drago”, II Vol. de “Il Sigillo del Drago Infinito”
 Alcuni Store: InMondadori – Amazon – Kobo   – LaFeltrinelli

Disegnando… i personaggi de “Il Sigillo del Drago Infinito”

Il drago infinito - Safav

Safav, figlio di Okitas

Premetto che non sono proprio un asso con la matita e probabilmente si vede… Quindi, è stato soltanto un gioco!

Il personaggio che vedete a sinistra, in un ritratto approssimativo, è Safav, figlio di Okitas, un giovane contadino che perde tutto: villaggio, famiglia, futura sposa a causa di un nemico a lui sconosciuto. È uno dei protagonisti della saga de “Il Sigillo del Drago Infinito”, romanzo che di fantasy, benché il titolo, ha solo l’ubicazione, ovvero il luogo dove le vicende si svolgono, e qualche concetto, tipo la preveggenza… Per il resto è una vicenda di uomini e donne che, di seguito, presenterò qui con ritratti approssimativi fatti da me…

Ecco come viene descritto per la prima volta Safav nel romanzo:

“ (…)sui vent’anni. Non era molto alto (…) era coperto da umili vesti in alcuni punti pure lacere, ed aveva i capelli del colore della pece, anche se velati da uno strato di polvere, la pelle era cotta dal sole; sicuramente (…) era un contadino. (…) occhi neri profondi, con una luce viva nascosta in essi…”

Il drago infinito - Ajhall

Ajhall, marinaio di Varesia

Questi, invece, è Ajhall, marinaio di un’isola che non ha propriamente una buona reputazione, Varesia … Si dice che siano tutti pirati! In compenso, però, ottimi navigatori… Questo giovane dall’aria scanzonata e furba, ha la caratteristica di essere una “mezza canaglia” dal cuore d’oro. Per esempio, se fa una promessa ama mantenerla. Le sue passioni sono: barare a dadi, le donne e … mettersi nei guai! Come dice lui, la “dea bendata” è sua amante e come tale, a volte, gelosa, gli riserva qualche brutto scherzetto, anche se poi alla fine lo aiuta sempre! Una delle prime volte che appare è così descritto:

“Aveva i capelli rossi, il viso regolare e dei curiosi baffetti dello stesso colore dei capelli. I suoi occhi blu scuro (…) osservavano scanzonati. Era abbronzato (…) nei suoi occhi si poteva leggere una certa conoscenza del mondo e un’innata furbizia.”

Il drago infinito - Ofena

Ofena, la “strega bianca”

Questo è il ritratto approssimativo di Ofena, una donna dalle doti eccezionali. Ne “Il Sigillo del Drago Infinito” è una cacciatrice di taglie dura e spietata, dal passato oscuro e doloroso. È soprannominata “Strega bianca”, non perché possieda poteri magici, ma perché è pericolosa ed abile al punto che “la sua figura era ben conosciuta ed ogni soldato(…) scorgendola rabbrividiva, preferendo cambiare strada… Tutti sapevano che non erano solo voci quelle che giravano sulla inquietante strega”. Usa sempre un bianco mantello che, peraltro, non le impedisce di muoversi nell’ombra e prendere di nascosto la sua preda. Scivola alle spalle del suo avversario e, col suo lungo coltello sulla cui elsa è intarsiato un serpente, lo finisce in un’unica mossa… E’ uno dei “cattivi” più furbi, che, peraltro, agisce per proprio conto.

Viene descritta così:

“La pelle scura, gli zigomi alti, l’alta fronte, i capelli neri raccolti dietro la nuca in una lunga treccia e l’atteggiamento di chi al mondo non chiede nulla ma se lo prende (…)I suoi occhi (…)fissavano con la stessa intensità di una belva feroce che guardi la sua preda (…) Con movenze sinuose, sicure e rapide, da cacciatrice perfetta, Ofena camminava, fra le ombre, nei corridoi (…)Avvolta nel suo mantello bianco si aggirava come una belva in cerca di preda, stringendo nel pugno il lungo coltello dall’elsa con l’intarsio di un serpente (…)”

Il drago infinito - Partaf

Partaf dei Leoni del Vento

Uomo dal grande carisma e personalità, Partaf è uno dei personaggi che lascia più il segno su tutta la vicenda ed i protagonisti. Oltre ad essere il governatore della città di Chart, è un cavaliere di AlbaNotte. Come al solito, è qui rappresentato con un ritratto a dir poco approssimativo nato dalla mia matita… Ma ormai è chiaro che (forse) son più brava con la penna che con la matita! Comunque, così vien descritto la prima volta:

“L’attesa fu poca e Partaf entrò sicuro ed a grandi passi. Era un uomo sulla cinquantina, alto, quasi completamente calvo, robusto, ma ogni fibra del suo essere sembrava trasmettere forza ed infondeva un senso di fiducia e sicurezza. Era un uomo che incuteva rispetto.”

Il drago infinito - Inoha

Inoha dei Leoni del Vento

E’ uno dei protagonisti della saga. Inoha dei Leoni del Vento, è un giovane guerriero dalla grande ambizione che però, poi, grazie all’esempio del padre Partaf, imparerà il significato dei veri valori. È uno dei personaggi che cambia di più nel proseguire della vicenda… Potremmo dire: “matura” grazie agli eventi… La prima volta che compare è così descritto:

“(…)era un giovane uomo, dai capelli neri, lunghi sulle forti spalle. Sicuro, portava sotto il braccio ancora l’elmo ed una ferita sanguinolenta gli percorreva la guancia sinistra, deturpando i lineamenti perfetti. Gli occhi del colore del cielo scrutavano, fieri, il padre in cerca di una risposta.”

Il drago infinito - Chias

Chias di Sondìa

Questo è Chias di Sondìa. E’ un guerriero, un barbaro, diremmo, che proviene da una terra dura e inospitale, ed è un “cattivo” che non brilla per la sua intelligenza. Sì, forse a volte è scaltro, ma ciò non toglie che è privo di quella “indipendenza” che invece caratterizza un’altra “cattiva”, Ofena. E’ il braccio destro di Phalaha. La prima volta che compare si sta preparando ad un attentato…

“In contrasto con la frenesia crescente, un uomo camminava con quieto passo. Si distingueva dagli altri non solo per il suo atteggiamento, ma anche per la sua imponenza. Era, infatti, alto circa due metri, biondo, con spalle larghe ed i tratti tipici delle terre di Sondìa… Era avvolto in un mantello scuro e con sguardo gelido scrutava ciò che accadeva intorno a sé.”

Il drago infinito - Phalaha

Phalaha, “Corvo Nero”

Ecco il “cattivo” per eccellenza della saga! E’ lui a bramare il libro di profezie “La spada dei sette” ed è sempre lui a radunare un esercito fra mercenari e scarti della società per conquistare la regione del Kadir… Phalaha, detto il “Corvo Nero” per lo stemma della sua famiglia di origine, è un uomo che ha rinnegato tutto il suo passato di allievo alla Torre dei cavalieri di AlbaNotte per cose più materiali: per la brama di conquista, per il potere ed il denaro… Cinico, ironico, crudele, a volte visionario, ma intelligente, è un uomo che ha pianificato ogni particolare prima di colpire i suoi nemici, ma, si sa, non tutto è prevedibile… La prima volta che appare è così descritto:

“Sui quarant’anni, alto e con le spalle larghe, il mento volitivo era adornato da una barbetta nera e curata, il corpo, celato da una preziosa veste, era agile e scattante, plasmato da numerosi scontri. Occhi scuri come la notte ed uno sguardo che penetrava ed inquietava, l’uomo sedeva sereno di fronte ad una tavola imbandita a festa. (…) Fiero ed altezzoso, completamente a suo agio nelle vesti del conquistatore vittorioso(…)”

Il drago infinito - Neleida

Neleida di Solenaut

La prima volta che compare ha appena saputo di aver perso qualcuno a lei caro…Altro personaggio degno di essere ricordato è Neleida di Solenaut, consigliere di Neix… E’ una donna forte, unica voce che nel Consiglio degli Illuminati parla per il bene della città di Neix e non per favorire se stessa o altri nelle beghe politiche. La prima volta che compare ha appena saputo di aver perso qualcuno a lei caro…

“I capelli grigi raccolti sulla nuca in un intreccio di perle, che ad ogni movimento della testa rifulgevano in una luce argentea, il lungo vestito, dalle maniche ampie, di un verde vellutato, la figura leggermente appesantita dagli anni ed i lineamenti dolci, colmi di una bellezza non ancora del tutto svanita… Girò lo sguardo verso coloro che erano entrati nella sala e, per un attimo, sembrò loro che i suoi occhi, verdi come l’abito, fossero colmi di tristezza… Fu solo un attimo, perché poi vividi ed intelligenti, accompagnarono le parole della donna(…)”
Il drago infinito - Xema

Xema, Cavaliere di AlbaNotte

Questi è Xema, cavaliere di AlbaNotte, ultimo rimasto in vita. Silenzioso e saggio, sarà un vero maestro per Inoha e Safav. La prima volta che appare nel romanzo lo troviamo legato e sofferente, ma sempre indomito…

“Aveva i polsi, sanguinanti e bluastri, legati da catene al soffitto e le sue gambe mal ridotte non potevano più sopportare il peso del suo corpo, che fra lividi e lacerazioni, mostrava un’imponente muscolatura. Sui quarant’anni, di pelle scura; dalle labbra carnose scendeva un rivolo di sangue (…)”

Il drago infinito - Kira

Kira di Geneus

Ecco Kira di Geneus. È una giovane destinata a sposare un uomo che odia e che è arrivato a far cose terribili per costringerla a quel matrimonio. Scappando per sottrarsi a questo supplizio, Kira incontrerà il gruppo dei protagonisti…
Viene così descritta:
“Era rannicchiata nel mantello ed i suoi occhi grigi assumevano la luce dorata delle fiamme; i capelli neri e ricci le ricadevano dolcemente sul viso in alcune ciocche, che lei cercava di allontanare dal volto.”

Video presentazione di Rotoloni Cristina de “Il sigillo del drago Infinito- I Custodi dei Frammenti”

Ecco la video presentazione de “I Custodi dei Frammenti”, I volume de “Il Sigillo del Drago Infinito”, ad opera di una sensibile e bravissima artista!!! Grazie di cuore Cristina!!!! ^_^

Un’altra recensione

Ecco un’altra recensione del mio ebook da una persona che si è data come pseudonimo Ajhall di Varesia ^_^

“Salve a tutti!
Voglio condividere qualcosa che mi ha colpito davvero e non solo perché conosco la persona, ma soprattutto perché ho imparato ad apprezzarne le capacità, il talento.
Ho letto l’ebook “I custodi dei frammenti”, primo volume de “Il Sigillo Del Drago Infinito” di Maria Stella Bruno e ne sono rimasto affascinato.
Il genere fantasy non è il mio preferito, lo ammetto (potremmo dire per niente), ma questa storia è più un’avventura mirabolante, una parabola dello scontro fra bene e male, senza magia e personaggi fatati! Trovo intrigante la minaccia di un libro di profezie talmente potente da poter cambiare il mondo. Le descrizioni di personaggi vari e veri, che raggiungono il sublime oppure le più efferate bassezze, sono ben fatte… Ofena, cacciatrice di taglie spietata, nata da un passato di sofferenza, Inoha, con la sua crescita interiore, Xema col suo essere sempre capace di controllare le proprie emozioni, oppure Ajhall (il mio preferito. Lo si può capire dal mio pseudonimo), marinaio che mantiene sempre le promesse e che agisce con astuzia e intelligenza, sono alcuni dei personaggi che emergono dal libro, catturandovi…
Be’, ve lo consiglio! Davvero una bella avventura! Aspetto con impazienza il secondo libro conclusivo.”