Il torneo cavalleresco

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Sono molti i film che parlano di cavalieri, che ci mostrano i tornei, ovvero gli scontri in “singolar tenzone” fra due avversari che si sfidano per l’onore, per la damigella di turno o per qualcos’altro… Storicamente, però, in origine intendo, il torneo era una vera e propria battaglia fra due schiere che si sfidavano pubblicamente. Solo successivamente divenne puro spettacolo e occasione per il cavaliere di esercitarsi, di fare mostra delle proprie abilità e destrezza e, non ultimo, di rimpinguare le proprie finanze grazie ai ricchi premi in palio e al riscatto pagato dal cavaliere sconfitto. Generalmente il torneo durava alcuni giorni ed aveva inizio con gli araldi che annunciavano, elencando titoli e riconoscimenti, ciascun cavaliere, mentre questi sfilavano, con le armature lucide e ostentando enormi pennacchi, davanti ai convenuti. Da dirsi che le armi dei cavalieri, in queste occasioni, erano solitamente spuntate, ma non per questo meno capaci di sferrare colpi mortali. Comunque, lo spettacolo vero e proprio aveva inizio con le “giostre”, cioè i combattimenti a coppie. I cavalieri al centro della “lizza”, un terreno delimitato dalla staccionata, si scagliavano con violenza l’uno contro l’altro, chiusi nelle loro armature, finché uno dei due non veniva disarcionato di sella. Le coppie di sfidanti si susseguivano per tutta la prima giornata e le seguenti. Solo l’ultimo giorno di gare si svolgeva il vero torneo, cioè il combattimento dei cavalieri divisi in due gruppi, in tutto simile a una vera battaglia, eccetto che per le armi spuntate. Era diverso persino il luogo dell’incontro, che era in genere un campo aperto e molto vasto.

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Nuova recensione per “I Custodi dei Frammenti”

La recensione di Luca Calcagno per Elzeviro.net ^_^ Grazie Luca!!!
http://elzeviro.net/2013/08/16/i-custodi-dei-frammenti-il-sigillo-del-drago-infinito-vol-1/

I custodi dei frammenti - il sigillo del drago infinito“Il fantasy è un genere che negli ultimi anni è stato molto sfruttato. Perciò chi si accinge a scrivere un fantasy deve tener conto di molti fattori come i personaggi, la trama, l’ambientazione in modo tale che tutti questi elementi attraggano il lettore e gli facciano desiderare di entrare e respirare l’aria del mondo raccontato tra le pagine.

I custodi dei frammenti. Il sigillo del drago infinito. Vol. 1 di Maria Stella Bruno, edito da Edzioni Pavone, è un libro molto ampio, circa 400 pagine. Questo è di certo un punto a favore, perché un mondo non può essere racchiuso nel centinaio di pagine.

L’autrice non si perde in vane descrizioni: la storia comincia praticamente in medias res. Safav torna al proprio villaggio, Xatum, e lo trova distrutto. Deciso a scoprire chi sia stato a fare ciò si avventura verso Neix la città principale della regione. Mentre sta attraversando il fiume su una zattera di un vecchio, subiscono un attacco da due cavalieri dell’esercito nero senza bandiera. Da quel momento in poi il destino di Safav si incrocerà con altri personaggi e col nemico intenzionato a radunare deimisteriosi frammenti di una chiave.

Prevalgono le parti descrittive su quelle dialogate, siano le descrizioni di luoghi o di azioni, ma questo non appesantisce affatto la lettura. Inoltre lo stile risulta molto scorrevole in un italiano medio che può essere facilmente apprezzato sia dai lettori più giovani che da quelli più grandi.

Pian piano vengono introdotti molti personaggi, come spesso accade nel genere fantasy. Questi coi loro comportamenti e modi di agire, offrono spunti diversi per porsi nei confronti della vicenda. Si passa dal protagonista Safav ad Ajhall il marinaio di Varesia e ai numerosi avversari. Non è semplice riuscire a giostrarsi tra tante voci senza appesantire la lettura o senza cadere nella ripetitività. Ma ogni personaggio, anche nelle proprie “avventure” individuali, porta avanti la trama, senza che questa sparisca dall’orizzonte del lettore.

I custodi dei frammenti. Il sigillo del drago infinito. Vol. 1 è, come la maggior parte dei fantasy, un mondo in circa 400 pagine. Un mondo nel quale il lettore non farà fatica a perdersi. Ma è anche una vicenda talmente ampia che ingloba tutti i personaggi e li trascina nel proprio svolgersi intrigante. E’ una lettura consigliata sia agli appassionati del genere, ma anche a chi non lo sia, a tutti coloro insomma che desiderino farsi stregare da un trama e seguirla pagina dopo pagina.

Luca V. Calcagno”