L’Erede Perduto… in una foto (o più)!

Foto di Giacomo Bruno

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L’EREDE PERDUTO

di M.S.Bruno

Disponibile su Amazon e con Kindle Unlimited 
Link https://www.amazon.it/dp/B01MA697B5

Due uomini destinati a diventar leggenda, due gemelli identici, ma guidati da un diverso fato… Xaver e Alwaid, il cavaliere e il veggente… Seguite le loro avventure!!!
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TRAMALa guerra tra l’Epsterio e l’Impero Laindar imperversa ormai da decenni, ma la vita di Xaver e Alwaid procede abbastanza tranquillamente. Sono gemelli identici nell’aspetto, ma hanno diversi caratteri e aspirazioni. Xaver è socievole, impetuoso e ambisce a farsi una reputazione nelle fila militari della sua città, Ghoi. Alwaid invece è più pacato, introverso e vuole soltanto poter sposare la ragazza che ama, malgrado egli custodisca un prezioso segreto: possiede infatti il dono di prevedere alcuni eventi futuri. Nessuno dei due fratelli conosce la verità sulle proprie origini, ma l’arrivo di guerrieri dalle Terre del Vento nella loro sicura Ghoi, sconvolgerà per sempre le loro vite, separandoli. Tra agguati, inganni, misteriose visioni e mirabolanti avventure, Alwaid e Xaver saranno proiettati nel mondo per scoprire la verità sul loro passato, intrecciato alle pericolose mire di un uomo “SenzaNome” e alla complessa politica delle Terre del Vento, minata da spie e traditori. 

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Il Sigillo del Drago Infinito… in una foto (o più)

 

Foto di Giacomo Bruno

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IL SIGILLO DEL DRAGO INFINITO di M.S.Bruno
Link https://www.amazon.it/dp/B01ILP80IE
ebook 2,99€
cartaceo 16,00 €
In un mondo sconvolto da trame oscure di conquista e possesso, la vita di tre giovani si intreccerà a quella di un misterioso libro di profezie, un libro da leggenda talmente pericoloso da essere stato sigillato e nascosto. Così, Safav, unico sopravvissuto del suo villaggio, Ajhall, scanzonato marinaio capace di mettersi sempre nei guai, e Inoha, irruente e temerario guerriero, si ritroveranno in una lotta contro il tempo per impedire che Phalaha, detto il Corvo Nero, riesca nei suoi piani di dominio. Tra intrighi, tradimenti e complotti, Safav, Inoha e Ajhall, combatteranno perché i frammenti della chiave del Sigillo del Drago Infinito, che chiude il famoso libro di profezie nascosto nei recessi della foresta di Amixia, non cadano nelle mani del Corvo. In una girandola di colpi di scena, i tre si scontreranno con situazioni e avversari formidabili, forgiando se stessi e anche il mondo che li circonda. Uno scontro senza respiro fra chi ha ideali e chi possiede solo la brama di conquista…

Volume unico – Seconda Edizione de “I Custodi dei Frammenti” e “La Spada e il Drago”

Amanda sentiva la pioggia penetrarle fin dentro le ossa…

Amanda sentiva la pioggia penetrarle fin dentro le ossa, ma avere i capelli appiccicati al viso, i vestiti zuppi e gli stivaletti perennemente risucchiati dal fango ad ogni passo, non aveva importanza. Per la prima volta nella sua vita il suo aspetto non le importava, né le chiacchiere, né la scoperta o la ricerca, suoi interessi degli ultimi mesi. Aveva paura. Tanta. Troppa. Persino più di quando erano state rapite o nel difficoltoso viaggio in Ecuador. Era stato tutta un’eccitante avventura, un qualcosa, come nei film, da cui ne sarebbe uscita indenne e con molte storie da raccontare… Ma ora era diverso. La morte correva alle loro spalle, letteralmente, e aveva pensanti stivali e facce truci. Forse ciò che la spaventava di più era la solitudine, l’essere stata separata dalle amiche con cui aveva diviso tutto fino a quel momento. Teneva gli occhi sulle spalle di Juan sperando che egli potesse strapparla a quella morte orribile che immaginava, ma d’improvviso l’uomo fu scaraventato a terra. In un momento orribile, Amanda si ritrovò senza parole e senza capire cosa stesse accadendo, mentre Juan era avvinghiato nella lotta con un grosso uomo… fu l’unica cosa che Amanda riuscì a vedere… e per un po’ sembrò che Juan stesse avendo la peggio. Subiva i colpi, li parava a volte, ma non riusciva a divincolarsi dall’uomo che lo sovrastava. Infine, in un tentativo di rivalsa di Juan, i due finirono oltre un dosso… Seguirono gemiti, versi inarticolati… Poi, qualcuno riemerse dal folto di alcuni cespugli.

Brano tratto da VENTUS MIABILIS

raccolta di racconti

Il suo vestito da sposa era ormai quasi irriconoscibile

Il suo vestito da sposa era ormai quasi irriconoscibile. Strappato, lacero in più punti, con grosse chiazze di sangue non suo, rappresentava bene ciò che stava accadendo al castello, ma ella prestò attenzione solo un momento alla sua immagine riflessa nello specchio… Un fugace istante in cui l’occhio era scivolato su quella se stessa che subito non riconobbe, dal volto pallido, ma dallo sguardo deciso, per poi tornare sull’uomo ferito e semicosciente, sul compito di fasciargli la gamba. Halysia non aveva tempo per pensare, per recriminare, per piangere, per valutare quanto fossero cambiate le cose in… un’ora, qualche ora, una vita intera? Non lo sapeva e non aveva importanza. L’unica cosa che sembrava avere senso riguardava quelle persone che cercavano il suo aiuto. Con chi come lei non aveva subito i danni dello scoppio, si stava prodigando per i meno fortunati. Ma per quanto facessero, sembrava che il flusso dei feriti che venivano portati nelle stanze dell’Erede non dovesse avere fine. Le voci, poi, che giungevano con loro non erano rassicuranti. Si parlava di un attacco, di nemici che avevano assaltato il castello e dei loro soldati impegnati a trattenerli e scacciarli.

Brano tratto da LE TERRE DEGLI INGANNI di M.S. Bruno

Opprimenti nuvole nere tenevano in scacco il cielo…

Opprimenti nuvole nere tenevano in scacco il cielo. Ferme, pesanti, gravavano su tutto con caparbia tenacia, ma era normale, si disse l’uomo, che in quel periodo dell’anno le Terre del Vento vedessero poco la luce del sole, seguendo le bizze e i desideri del vento. Ora questo era assente e tutto era completamente immobile, bloccato e stagnante sotto quella cupola grigio scura. Pareva che gli animali, gli uccelli e persino gli alberi e gli arbusti fossero in attesa… in attesa della tempesta che percepivano prossima, del ruggire degli elementi che prendeva forza, là, fra le nubi… Ed era così che egli si sentiva nel profondo. Scoccò una nuova occhiata dalla finestra del salone cercando di ricacciare dentro di sé la sua rabbia fremente, e per un attimo gli occhi grigi di Manstet sembrarono simili a quel cielo che egli aveva ammirato. Ma doveva mostrarsi calmo. Non poteva permettersi di essere ancora di più oggetto di scherno da parte degli altri del clan. Doveva forzarsi a un atteggiamento che non gli era proprio, mostrando di non curarsi minimamente delle voci che giravano per il castello. Ma poi erano soltanto voci? Si chiese stringendo il pugno fino a farsi diventare bianche le nocche, fino a sentire la pressione delle unghie sul palmo… Ripensò a quell’odioso e borioso sbarbatello per cui rischiava di perdere tutto… Xaver … Lo odiava, più di quanto odiasse il vecchio che portava lo stesso nome.

Brano tratto da L’EREDE PERDUTO di M.S.Bruno
#fantasy #epicFantasy #Amazon #KindleUnlimited #Kindle

Vendetta e paura…

“Akaupat sedeva tranquillo nei suoi appartamenti, aspettando che, prima o poi, qualcuno gli comunicasse la nefasta notizia. Fra sé provava il modo migliore per dimostrare a chiunque glielo riferisse la sua sorpresa e il suo rammarico per una così grave perdita. Guardava allo specchio il suo viso spremere ipocrite lacrime e improvvisamente scoppiò a ridere, pienamente e di gusto, riempiendo la stanza dello squillo delle sue risate… E ciò che vide lo specchio fu la contorsione di un volto corrotto e malvagio, tracotante nella certezza di non esser mai scoperto.

Netto, nella stanza risuonò un rumore sordo e la porta cedette al calcio di Inoha. Accecato dall’ira, il giovane si gettò su Akaupat, che ancora con lo specchio in mano urlò di terrore.  Il figlio di Partaf serrò le mani intorno al collo dell’uomo che, sentendosi perduto, cercava di dibattersi sguaiatamente… E Inoha strinse la presa, ancora e ancora, sempre più, fin quando Akaupat sembrò cambiare colore… Negli occhi del giovane guerriero vi era solo il desiderio ardente di vendetta, cieco dolore che si era tramutato in furia. Akaupat fissando con terrore quello sguardo, sentiva lentamente il fiato scivolare via con la sua vita e capiva che per lui non ci sarebbe stata pietà. Poi, molte mani afferrarono con forza il giovane, impedendogli di perpetuare il suo proposito di vendetta sull’uomo, che ormai libero continuava a fissarlo terrorizzato, toccandosi il collo dolorante. Il governatore di Aium non aveva neanche la possibilità di parlare adesso, ma le sue urla di prima erano riuscite a richiamare delle guardie. Queste, consce solo dello stato d’allarme, ignare del resto, avevano visto solo l’aggressione subita da Akaupat, e mentre alcune di loro tenevano saldamente Inoha, altre si sinceravano dello stato di salute del governatore di Aium.

Akaupat, però, non li ascoltava, non ci riusciva, solo un pensiero ossessivo gli girava in mente, acutizzando la sua paura fino a livelli estremi: il figlio di Partaf aveva scoperto tutto, in qualche modo. Presto tutti avrebbero saputo. E il mondo intorno ad Akaupat iniziò a girare, suoni, voci, persino i contorni delle persone avevano perso consistenza, mentre la paura si impossessava sempre più della sua mente…. Si alzò traballando e cereo in volto cominciò a correre via, sotto lo sguardo attonito di chi non capiva il perché del suo comportamento. Inoha, intanto, era riuscito a divincolarsi dalle guardie che lo tenevano e sguainando la spada si era messo all’inseguimento di Akaupat. Anch’egli assente al mondo esterno, accecato dalla rabbia, non si era degnato di parlare a coloro che volevano fermarlo, solo il traditore esisteva e ciò che questi si sarebbe meritato. Il resto era solo un ostacolo da superare. Rovesciò mobili e sbarrò porte, ma riuscì a seminare chi lo inseguiva…

Akaupat corse traballando via, guardandosi di tanto in tanto alle spalle. Piangendo e lamentandosi aveva in mente solo la fuga. Era il terrore a dargli la forza di correre e fuggire via da colui che ormai era vicino.  Non vedeva dove stava dirigendosi, sapeva solo di dover fuggire. Così, correndo per i corridoi infiniti del Palazzo del Consiglio, non riusciva a scovare una via d’uscita. Chiuso in un labirinto, questo gli sembrava… Poi, le parole di Inoha, scandite e con voce fredda, a spezzare il silenzio…

– Maledetto, ti scoverò! Pagherai il tuo tradimento…Hai dato il primo colpo, ma non potrai vantartene! –

Akaupat non capiva da dove giungesse quella voce di morte, ma gli sembrò che fosse da molto vicino, così, in un gemito di pianto, entrò nella prima stanza che incontrò. L’uomo bloccò la porta dietro di sé con uno scaffale e si guardò intorno in cerca di una via di fuga o di un posto dove nascondersi. La polvere giaceva da anni, in quel vecchio studio, e i mobili antichi erano ricoperti da teli sporchi e laceri. La luce delle stelle penetrava da una finestra, congelando la stanza come fuori dal tempo… Forti passi echeggiarono nel corridoio e la maniglia della porta si abbassò piano, sotto gli occhi terrorizzati del governatore di Aium. Ed egli si guardò ancora intorno, ma nessun luogo lo avrebbe nascosto. Il panico cresceva in lui, man mano che l’uomo dietro la porta si faceva sempre più insistente nell’aprirla… E Akaupat vide la finestra e una possibilità di fuga.  Come lepre, corse verso di essa e avventandosi sopra cercò di aprire la maniglia arrugginita. Intanto colpi sordi di metallo provenivano dalla porta, e Akaupat capì di non aver più tempo. Con un supremo sforzo riuscì ad aprire la sua ultima possibilità di fuga, ferendosi profondamente a una mano e, con slancio, si affacciò al balcone… Era al primo piano del palazzo, dalla parte delle scuderie e, sotto proprio quella finestra, vi era un covone di paglia… Akaupat pensò che finalmente era stato fortunato. Poteva saltare sul quel covone senza riportare alcun danno e poi scappare con un cavallo il più lontano possibile. Ma sì, certo, si diceva, poteva chiedere aiuto al comandante dell’esercito che stava per giungere… Quell’uomo gli doveva una ricompensa… Intanto i rumori presso la porta si erano fatti sempre più forti e insistenti. I cardini stavano per cedere e presto Inoha sarebbe stato in quella stanza per ucciderlo, così Akaupat salì sulla balaustra e si lanciò nel vuoto, fiducioso di potersi salvare… Ma il nero della notte aveva celato agli occhi agitati di Akaupat la verità…”

Da IL SIGILLO DEL DRAGO INFINITO

Provando nuove App…

Ormai lo saprete… Cerco sempre di dare sembianze “visive” ai miei personaggi. Non mi basta descriverli con la penna, poiché nella mia immaginazione hanno un aspetto molto “reale”. Di solito, mi armo di matita e provo a disegnarli io, ma stavolta ho trovato una divertente App per lo smartphone, si chiama “Mystic Prince”, ed ho deciso di creare gli avatar dei gemelli della saga Epic Fantasy, L’OCCHIO DEL VEGGENTE.

I risultati sono carini. Vedere il veggente Alwaid e il futuro cavaliere Xaver in versione Anime/Manga mi ha divertita parecchio. Ho creato due versioni, ovvero ho fatto indossare loro due diversi abiti… Quale vi piacerà di più? XD

Prima versione 

Seconda versione

 

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Alwaid e Xaver sono i protagonisti de L’OCCHIO DEL VEGGENTE, saga di M.S.Bruno

Due uomini destinati a diventar leggenda, due gemelli identici, ma guidati da un diverso fato… Xaver e Alwaid, il cavaliere e il veggente… Seguite le loro avventure!!!

🌟L’EREDE PERDUTO – Vol 1

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🌟LE TERRE DEGLI INGANNI – Vol 2

https://www.amazon.it/dp/B06XZBPG6V

Disegnare Xaver ed Alwaid…

E’ da un po’ che cerco di disegnare i volti dei protagonisti della mia nuova saga, ma riuscire, con la matita, a rendere appieno le diversità di espressione dei due, mi risulta difficile, benché abbia un’idea chiara di loro quando uso la penna…

Xaver“(…)Pur negli abiti grezzi che portava, ora macchiati di sangue, aveva il fare di chi è avvezzo a comandare, fiero, un portamento quasi nobile… Era avvenente, fuor di ogni dubbio. Era alto e slanciato, una figura atletica la sua, un’armonia di forza ed eleganza. Affascinante anche nei lineamenti maschi del viso, nelle linee sicure delle labbra e degli occhi. Le venne in mente l’aspetto di un felino… Un puma. Gli occhi cangianti d’oro la scrutavano con la stessa intensità del maestoso predatore. (…)”

Alwaid“(…)Lo sguardo del giovane era perso nel vuoto in un’espressione assente e penetrante insieme. Uno sguardo che rendeva nervosi, inquietava, poiché esso rendeva possibile l’impossibile scrutando misteriosi orizzonti oltre la soglia del tempo. (…) quello sguardo atavico si volse a lui. Fu come tuffarsi nell’ambra fossile, in una di quelle gemme preziose che a volte custodivano in sé piccoli segni di un passato remoto e affascinante, solo che gli occhi di Alwaid promettevano un balzo nel divenire… (…)Lo sguardo del veggente non perse la sua intensa assenza, la sua concentrata distanza. I suoi erano occhi che parevano saper ferire.(…)”

I due gemelli insieme“(…)I due giovani erano praticamente identici e, per quel pranzo, avevano accettato di vestire con abiti di simile fattura. Solo il colore cambiava. Tonalità calde, dall’oro al rosso impreziosivano gli abiti di Xaver, mentre gradazioni di verde e d’argento quelle di Alwaid… Entrambi non tradivano nervosismo sotto l’esame sbigottito e meravigliato della maggior parte del Clan dei Falchi. Entrambi sembravano ergersi fieri mentre i loro occhi di ambra scrutavano i presenti. Se il vecchio capoclan aveva suscitato autorità e rispetto, la visione dei due figli di Ideen non solo sbalordì ma provocò ammirazione. Magnifici, questo era il commento che sentì più spesso Vidas, sogghignando. (…)”

Con la matita, invece, continuo a provare…

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I risultati non mi soddisfano.

Chissà se qualche bravo artista vorrà aiutarmi a dar un volto “fisico” ai due… ^_^

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Alwaid e Xaver sono i protagonisti de L’OCCHIO DEL VEGGENTE, saga di M.S.Bruno

Due uomini destinati a diventar leggenda, due gemelli identici, ma guidati da un diverso fato… Xaver e Alwaid, il cavaliere e il veggente… Seguite le loro avventure!!!
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Il cerbiatto

capriolo-femmina-1“I colori dell’alba tinsero il cielo del loro splendore, ed era quadro che giace nel buio… Come occhio di artista, la luce si attardava sulla sua opera accarezzando lentamente le colline che svelavano le ombre da cui erano celate… La notte si rifiutava di andare, tentando un’inutile resistenza, ed era lotta fra l’incedere del giorno e la pigrizia della notte… Ed infine il sole si levò alto spezzando ogni incertezza…
Il gorgoglio del fiume accompagnava il suo lento scorrere, mentre la natura piano si risvegliava.
Un cerbiatto, uscito cautamente tra gli alberi, si avvicinò alle argentee acque e cominciò a bere. Le colline davanti a lui oltre il fiume non promettevano il dolce e familiare riparo che offriva la foresta alle sue spalle, e l’animale guardò la nuda sterpaglia con orrore, come se questa rappresentasse la morte che egli da sempre cercava di evitare… Predatori o prede, questo era il suo mondo… Tornò a bere ripensando ai profumi dei suoi boschi; presto sarebbe ritornato lì, insieme ai suoi simili, al sicuro… Un sibilo improvviso lo fece girare ed un forte dolore gli si irradiò dalle costole… Cadde… Liquida e calda sentì la propria vita scivolare via… Nella nebbia degli ultimi istanti, riguardò il fiume e le sterpaglie, sentì dei passi e vide dei neri stivali avvicinarsi a lui… Era la morte, lo sapeva…
Sifer, con un ghigno, si chinò sul corpo del cerbiatto. La sua freccia aveva fatto un centro perfetto, pensò. Avevano bisogno di riprendere le forze per l’inseguimento che li aspettava, e quella sarebbe stata un’ottima colazione.”

Da IL SIGILLO DEL DRAGO INFINITO

Kira di Geneus

Ne IL SIGILLO DEL DRAGO INFINITO lei è Kira di Geneus. È una giovane destinata a sposare un uomo che odia e che è arrivato a far cose terribili per costringerla a quel matrimonio. Scappando per sottrarsi a questo supplizio, Kira incontrerà il gruppo dei protagonisti…

Viene così descritta:
“Era rannicchiata nel mantello ed i suoi occhi grigi assumevano la luce dorata delle fiamme; i capelli neri e ricci le ricadevano dolcemente sul viso in alcune ciocche, che lei cercava di allontanare dal volto.”
IL SIGILLO DEL DRAGO INFINITO
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