D’inprovviso Alwaid sembrò perdere il suo sguardo cieco in un punto indefinito della boscaglia.

D’inprovviso Alwaid sembrò perdere il suo sguardo cieco in un punto indefinito della boscaglia. Pareva in attesa di qualcosa, poi disse grevemente:
– Il futuro sta cambiando. –
– Come? – fece stupito e perplesso Xaver.
– In questo momento Vidas sta tornando dal nonno. Fabrel si sveglia e da lui dipendono le sorti dei traditori. Agiranno presto, questo è certo. – Sospirò e gli occhi cieci si volsero di nuovo al fratello – Ma per ora per noi nulla cambia. L’importante è che io rimanga dai Falchi come tu dagli Orsi… Tutto come ora, in pratica. Dovrai raggiungermi solo quando ti chiamerò io. – 
– Perché? – chiese stupito Xaver.
– Per evitare una grande tragedia che non interesserebbe solo noi, ma tutto l’Epsterio… Resta dagli Orsi e… vigila! –
– Vedi guai? – 
– Sempre, purtroppo… – rise amaro il veggente – …Comunque, i problemi dagli Orsi verranno dall’acqua. –
– Cosa? – 
Xaver non era ancora abituato al nuovo comportamento del fratello. Accettare che egli potesse vedere nel futuro era una cosa, rendersene conto personalmente un’altra. Comunque, Xaver sapeva che vi era una grossa falda acquifera nelle profondità della Tana. 
– Non so di più… A te interpretare ciò che ho detto e impedire il peggio. – replicò Alwaid.
– Come farò? – 
Alwaid sorrise tranquillo.
– Ho fiducia in te. Saprai come fare. –

Brano tratto da LE TERRE DEGLI INGANNI di M.S. Bruno

ebook 2,99€
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Xaver si voltò a guardarlo e per un istante la profondità dei suoi occhi…

Xaver si voltò a guardarlo e per un istante la profondità dei suoi occhi richiamò alla mente di Fescys il ricordo di quelli di Alwaid… Occhi senza tempo… Mai i due gemelli erano stati così simili, persino in alcune espressioni…
– Cosa mi prende? – ripeté quasi fra sé Xaver.
Avrebbe voluto parlare, confidarsi, ma come spiegare tutto ciò che lo tormentava? Come poteva rivelare ciò che aveva capito del fratello? Eppure… oltre lui, solo Fescys in quel castello, conosceva bene Alwaid.
– Penso a mio fratello. – proseguì infine a dire – Penso a lui e a dove potrebbe trovarsi. –
– Non preoccuparti per lui. Alwaid sta benone. – sbuffò Fescys, augurandosi che fosse davvero così.
– Non ti sembra strano il fatto che sapesse dove inviarci quel messaggio… che sapesse quello che volevo fare… le mie intenzioni… Oltre te e Lohat, nessuno le conosceva. –
– Non saprei. Te l’ho già detto. – mentì il capitano, e i suoi occhi cercarono altro da guardare.
– Forse vi siete visti… – azzardò il giovane.
– Ma che dici? Non lo vedo da tre anni, da quando se ne andò da Ghoi… Come te! –
– Eppure non ti preoccupi per lui… Forse perché tu sai qualcosa che io non so… –
– Che dovrei sapere? –
Fescys si rimise a sedere, mostrandosi calmo e tranquillo. Xaver non poteva sapere o immaginare quale capacità possedesse Alwaid, eppure lui lo aveva fatto. Prima ancora che Alwaid si confidasse, Fescys aveva capito, compreso. Che infine anche Xaver se ne fosse reso conto? Si sentì agitato.
– Alwaid è il mio gemello. Ci si aspetterebbe che sapessimo tutto l’uno dell’altro, invece… credo che al mondo non ci sia persona che conosca di meno. –
Xaver sapeva. Fu la certezza per Fescys. In qualche maniera, era venuto a conoscenza del segreto di Alwaid. Si mosse nervoso sulla poltrona, cercando nella sua mente un modo per spiegare il perché il fratello avesse preferito tacere persino con lui. Fescys aveva sempre temuto un simile momento.
– Per Alwaid non era facile parlare di… – cominciò a dire, ma Xaver lo interruppe.
– Anche tu sai. – capì improvvisamente il giovane e il dolore che provò si riversò nella sua voce.
Istintivamente si era allontanato, come se la consapevolezza appresa dal modo di fare di Fescys fosse stato uno schiaffo. Il capitano si alzò.
– Conosci il dono di mio fratello. È stato lui stesso a dirtelo? …Certo, come potevi altrimenti… –
– Non è così… Io sapevo prima che me lo confermasse. Avevo visto succedere avvenimenti che… –
– Che lui aveva già predetto. – concluse per lui Xaver. – Di quante cose mi tenevate all’oscuro… Cos’è? Non vi fidate di me? – continuò a dire.
– Non è questo! Vorrei poter spiegare… –
– Cosa c’è da dire oltre… Ho bisogno di riflettere. – Senza aspettare, Xaver uscì dalla stanza, privo di una meta precisa, sordo ai richiami dell’uomo che, ormai solo, sprofondava seduto in poltrona, come se il peso degli anni si fosse improvvisamente aggravato sulle sue spalle.

Brano tratto da L’EREDE PERDUTO di M.S.Bruno

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ebook 2,99€

– Cosa vuoi da me? – chiese secco il giovane con malcelata rabbia…

– Cosa vuoi da me? – chiese secco il giovane con malcelata rabbia.
– Da te? Beh, quello che vogliono tutti… Io ti conosco e so che questa ti appartiene. – E con gesto fluido, da dietro la poltrona della scrivania, dove era stato seduto fino a qualche momento prima, tirò fuori la spada di Partaf. La tenne in mano e la sfoderò un poco, il tanto sufficiente per permettere di osservare il simbolo di AlbaNotte. La luce accarezzò nuovamente la lama riempiendola del proprio bagliore e Inoha faticò a controllarsi e a non gettarsi sull’uomo. Voleva capire dove questi volesse arrivare col suo parlare, benché intuisse già che l’uomo conosceva molte cose che un semplice, benché ricco, mercante di Phoglon non avrebbe dovuto sapere. Ma l’uomo comunque non sembrava aver scoperto il frammento della chiave cucito nel fodero della spada.
– Mi conosci? – replicò il giovane.
– Sì, davvero, anche se solo di fama, per la verità. – L’uomo di nome Rakor continuava a tenere in mano la spada di suo padre, a gingillarsi con essa, e a ogni sua parola, Inoha sentiva che quelle mani non erano degne di reggerla. – Conoscevo di più tuo padre. Beh, devo a lui quel che sono… Già, proprio a lui. – Inoha sentì le orecchie cominciare a ronzargli, mentre un sospetto sempre più insinuante e reale si incuneava nella sua mente, e il suo viso dovette denunciare tale sentire, poiché Rakor sorrise e continuò: – Già, poiché se non avesse infilato questa spada… – ed egli fece il gesto dell’affondo in un immaginario avversario – …nel petto di mio padre, non avrei mai aperto i miei occhi! E non lo ringrazierò mai abbastanza per questo. Anche se poi, gli ho reso il favore… Con gli interessi, direi! –
L’uomo che si faceva chiamare Rakor adesso lo guardava sorridendo, con gli occhi accesi di una luce folle e sarcastica, quasi spiritata. Inoha aveva capito, conosceva ora il suo vero nome e la rabbia sembrò spaccargli in due il petto… Stringendo i pugni ruggì:
– Phalaha, che tu sia dannato per tutto il male che hai fatto! –

Da IL SIGILLO DEL DRAGO INFINITO di M.S.Bruno


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ebook 2,99€
cartaceo 16,00 €

Il silenzio intanto si era rimpadronito della casa…

Il silenzio intanto si era rimpadronito della casa. Solo il temporale dava un senso allo scorrere del tempo. La luce dei lampi rischiarava in alcuni attimi a giorno il corridoio vuoto. Oscurità e luce si alternavano. Fu così che la figura dell’uomo sembrò comparire all’improvviso. Per poco non sussultai, svelandomi. Non lo vedevo in faccia, non sapevo chi fosse, ma adesso scorgevo che era robusto, corpulento quasi. Non aveva fretta. Sembrava sicuro e padrone di sé. Cominciò a muoversi per il corridoio lentamente tenendo l’orecchio teso ad ogni rumore al di là del temporale. Teneva qualcosa in mano adesso e nel luccichio che provocava ad ogni movimento, intuii che era un coltello. Il bastardo aveva fatto una tappa in cucina, ecco perché aveva tardato. Era una cosa a cui avrei dovuto pensare io. Mi sentii definitivamente perduta. L’uomo però si stava allontanando dalla camera in cui ero nascosta. Stava prediligendo le stanze dalle imposte aperte. Forse credeva che io mi sarei fiondata alla prima finestra aperta per cercare aiuto… sì, a chi? Agli alberi? Ai lampioni? Era il posto perfetto per un’aggressione quello: isolato e incustodito. La vecchia signora non era solita neanche chiudere a chiave la porta di casa. Si sentiva protetta, già, come no! Fissazioni senili! Smisi di arrabbiarmi con l’imprudenza della vecchia, dato che non avrebbe portato a niente, e mi imposi di restare lucida. Ebbi anche un moto di compassione per la donna. Chissà come stava… Poteva essere morta. Ma quell’uomo che voleva in casa sua? Rubare? Allora perché aggredirmi, prendere il coltello e perdere tempo a cercarmi? Non lo avevo visto in faccia con tutto quel buio.

– DA “La casa sulla collina boscosa” – VENTUS MIRABILIS, raccolta di racconti
di M.S.Bruno

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A proposito di libri per l’estate…

È arrivata l’estate, calda, molto calda e cercare frescura diventa quasi l’occupazione principale delle nostre giornate, ma… non solo il corpo ha bisogno di refrigerio. Che ne dite della nostra mente? Per lei direi che c’è solo un modo per trovare “pace”, per non pensare al caldo o a ciò che ci affligge: la lettura!

Immergersi nel mondo di qualcun altro, ci permette di dimenticare, almeno per un po’, il nostro. Quindi, per questa estate permettetemi un consiglio di parte, scegliete i miei libri!

Avventura, azione, pathos, sentimento… Ecco cosa amo inserire nelle mie storie.

….E se vi ritroverete ad ascoltare i miei consigli, magari lasciatemi un commento, dopo la lettura, così per sapere se ho avuto ragione o meno… 😉

(I miei scritti sono disponibili anche su Kindle Unlimited!)

 

IL SIGILLO DEL DRAGO INFINITO
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ebook 2,99€
cartaceo 16,00 €
In un mondo sconvolto da trame oscure di conquista e possesso, la vita di tre giovani si intreccerà a quella di un misterioso libro di profezie, un libro da leggenda talmente pericoloso da essere stato sigillato e nascosto. Così, Safav, unicosopravvissuto del suo villaggio, Ajhall, scanzonato marinaio capace di mettersi sempre nei guai, e Inoha, irruente e temerario guerriero, si ritroveranno in una lotta contro il tempo per impedire che Phalaha, detto il Corvo Nero, riesca nei suoi piani di dominio. Tra intrighi, tradimenti e complotti, Safav, Inoha e Ajhall, combatteranno perché i frammenti della chiave del Sigillo del Drago Infinito, che chiude il famoso libro di profezie nascosto nei recessi della foresta di Amixia, non cadano nelle mani del Corvo. In una girandola di colpi di scena, i tre si scontreranno con situazioni e avversari formidabili, forgiando se stessi e anche il mondo che li circonda. Uno scontro senza respiro fra chi ha ideali e chi possiede solo la brama di conquista…
Volume unico – Seconda Edizione de “I Custodi dei Frammenti” e “La Spada e il Drago”

 

CLESSIDRE NOTTURNE
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ebook 0,99€
cartaceo 4,99€
Raccolta di poesie.
Mistero ed emozione per attimi immensi. La magica seduzione del Tempo.
Leggendo le liriche di M.S. Bruno, presenti in questa sua prima raccolta, si è trasportati in un luogo che sta a metà tra il cielo e il mondo degli uomini, da cui l’autrice attinge le immagini e le sublima, dove sole, vento, stelle, fuoco, ecc. sono lo spunto per illuminare stati d’animo contemplati nell’intreccio di parole, a volte distanti e contrapposte, nella visione, nel sogno.”

 

NUOVA ERA
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ebook 2,99€
cartaceo 8,00 €
Nuova Era è un pianeta, freddo quasi in ogni momento dell’anno, ostile sempre nei suoi eccessi, nelle sue creature, nei suoi segreti. L’umanità vive in 350 insediamenti, rinchiusa dietro recinzioni elettrificate. È finita l’Epoca della Conquista e lontana è la Terra che sembra aver abbandonato i suoi coloni.
Danmar è nato su Nuova Era, ma non riesce ad adattarsi a pieno in una società settoriale, rigida e classista, improntata solo alla sopravvivenza della comunità. Vive nel piccolo campo 213 e, indagando su di un insolito incidente causato dai pericolosi e letali Tamyan, incontrerà l’affascinante ricercatrice Zohya. La donna, dalle conoscenze e tecnologie avanzate, fa parte della misteriosa Corporazione ed ha l’incarico di studiare le creature del pianeta come i Tamyan, senza interferire nella vita dei coloni. Ordine quest’ultimo che ella si troverà ad infrangere. Insieme, Danmar e Zohya, scopriranno tradimenti e dinamiche nascoste all’interno del 213, ma anche un pericolo più grande che minaccia l’esistenza di ogni essere vivente.
Mentre strani eventi sconvolgeranno la superficie del pianeta e il panico dilagherà fra i coloni, i due impareranno a conoscersi e a fidarsi l’uno dell’altra. Mettendo in gioco le loro vite, lotteranno contro uomini ed eventi per scoprire le oscure trame che interessano il pianeta Nuova Era. Fra disparità sociali, brame di possesso e politiche sottili, Danmar e Zohya incontreranno una variegata umanità che tale resta, nel bene e nel male, anche lontana anni luce dalla Terra…

 

LA SAGA DE “L’OCCHIO DEL VEGGENTE”

VOLUME I

L’EREDE PERDUTO
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ebook 2,99€
La guerra tra l’Epsterio e l’Impero Laindar imperversa ormai da decenni, ma la vita di Xaver e Alwaid procede abbastanza tranquillamente. Sono gemelli identici nell’aspetto, ma hanno diversi caratteri e aspirazioni. Xaver è socievole, impetuoso e ambisce a farsi una reputazione nelle fila militari della sua città, Ghoi. Alwaid invece è più pacato, introverso e vuole soltanto poter sposare la ragazza che ama, malgrado egli custodisca un prezioso segreto: possiede infatti il dono di prevedere alcuni eventi futuri. Nessuno dei due fratelli conosce la verità sulle proprie origini, ma l’arrivo di guerrieri dalle Terre del Vento nella loro sicura Ghoi, sconvolgerà per sempre le loro vite, separandoli. Tra agguati, inganni, misteriose visioni e mirabolanti avventure, Alwaid e Xaver saranno proiettati nel mondo per scoprire la verità sul loro passato, intrecciato alle pericolose mire di un uomo “SenzaNome” e alla complessa politica delle Terre del Vento, minata da spie e traditori.

VOLUME IILE TERRE DEGLI INGANNI 
ebook 2,99€
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Le vicende della vita hanno separato Alwaid e Xaver, ma nelle Terre del Vento, luogo originario dei loro genitori naturali, sono destinati a rincontrarsi. Seguendo le proprie visioni, il veggente Alwaid giungerà lì con l’intento di sventare i piani delle spie dell’Impero Laindar. Destreggiandosi fra intrighi e attentati, in uno scambio di ruoli, Alwaid si farà passare per il fratello Xaver, già conosciuto in quelle Terre, per compiere la sua missione. Xaver, intanto, in fuga dalla spietata prigione Laindar, chiamata Eremo, in cui era stato imprigionato ingiustamente, dovrà guidare un gruppo di disperati entro i confini del regno dell’Epsterio, dove saranno al sicuro. Ed entrambi i gemelli scopriranno quanto lunghi siano i tentacoli dell’infido Impero Laindar che non mira soltanto al controllo delle Terre del Vento, ma a creare uno spiraglio nelle difese dell’Epsterio. Le visioni di Alwaid e l’ardimento di Xaver potranno impedire l’infrangersi di una tregua sofferta ottenuta dopo più di vent’anni di guerra? E soprattutto Xaver riuscirà a proteggere il gemello dagli intenti del temibile “SenzaNome”?

 

VENTUS MIRABILIS
raccolta di racconti
ebook 0,99€
https://www.amazon.it/dp/B072PWD89Y
Ventus Mirabilis è una raccolta di miei racconti. Un vento fantastico, appunto, che unisce le nove storie, alcune di mistero e introspezione, altre ironiche, folli o semplicemente malinconiche che comunque vogliono narrare un “attimo”, un avvenimento, lungo o breve, ma che lascia emozione. Non tutti i racconti sono inediti, perché già stati presentati sui social media o nei blog, ma qui vengono da me riproposti corretti e, in alcuni casi, completamente stravolti per offrire al lettore la migliore versione di essi. Ma sia che vogliate perdervi in un bicchiere di scotch o cercare di vedere il vento, scrutare nella nebbia, prendere un autobus o inseguire un cane, sappiate che non tutto è così semplice come appare. L’imprevisto, l’assurdo o il meraviglioso si celano in ogni cosa… Quindi, vi auguro buona lettura! Fatevi rapire da Ventus Mirabilis…
– M.S. Bruno

Racconti:
– Un bicchiere di scotch
– Il Medico e il Cane
– Vedere il vento…
– La casa sulla collina boscosa
– Nebbia
– La rosa rossa dal lungo stelo
– La corsa diabolica
– Malinconiche Ortensie
– Ventus Mirabilis

 

Buona lettura, spero! 😀

Su Bookoria “Cercando… racconti!”

Sapete che gestisco la rubrica “Cercatori di Parole” sul sito di promozione letteraria gratuita BOOKoria… Beh, questa settimana, in esclusiva, potrete leggere un mio racconto tratto dalla raccolta VENTUS MIRABILIS. Andate a dare un’occhiata! 😉

Malinconiche Ortensie

“Era giorno. Uno come tanti. Di quelli che ti spingono alla frenetica ricerca di qualcosa, nell’inseguire l’attimo che fugge, nel susseguirsi di ore che non bastano mai per tutti gli impegni che si hanno. Si vive di corsa, è una costante dei tempi moderni.  Così ero in macchina, frustrata e nervosa per la fila che incolonnava me e altri veicoli in un percorso forzato a singhiozzo. Non ricordo con precisione quali commissioni avessi, né cosa ci facessi in quella via non abituale nei miei itinerari, ma ero lì e non mi piaceva. Ricordo che durante il perenne gioco tra frizione e freno, mi guardavo attorno distratta e annoiata. E in un giorno grigio, di grigie aspettative, il viola e il blu vivaci attirarono il mio sguardo. Dapprima lo buttai lì senza tanta convinzione… Fiori, mi dissi. Ortensie, mi corressi nell’ennesimo, breve singhiozzo che mi proiettava avanti, verso la mia meta forse, ma anche verso quelle macchie di colore ai lati della strada. Aspettai più incuriosita l’ennesimo singhiozzo e vidi la casa. Era modesta, a un piano, leggermente rientrata rispetto alla via. Sarebbe passata completamente inosservata tra altri edifici più alti, più moderni, più nuovi se non fosse stato per quel lembo di giardino in cui crescevano le ortensie, tante, alte, piante rigogliose, completamente fiorite, dai colori vividi…” (CONTINUA SU BOOKORIA)

*****

VENTUS MIRABILIS di M.S.Bruno (e-book 0,99€ )

 https://www.amazon.it/dp/B072PWD89Y

“Ventus Mirabilis è una raccolta di miei racconti. Un vento fantastico, appunto, che unisce le nove storie, alcune di mistero e introspezione, altre ironiche, folli o semplicemente malinconiche che comunque vogliono narrare un “attimo”, un avvenimento, lungo o breve, ma che lascia emozione. Non tutti i racconti sono inediti, perché già stati presentati sui social media o nei blog, ma qui vengono da me riproposti corretti e, in alcuni casi, completamente stravolti per offrire al lettore la migliore versione di essi. Ma sia che vogliate perdervi in un bicchiere di scotch o cercare di vedere il vento, scrutare nella nebbia, prendere un autobus o inseguire un cane, sappiate che non tutto è così semplice come appare. L’imprevisto, l’assurdo o il meraviglioso si celano in ogni cosa… Quindi, vi auguro buona lettura! Fatevi rapire da Ventus Mirabilis…”
– M.S. Bruno

Racconti:
– Un bicchiere di scotch
– Il Medico e il Cane
– Vedere il vento…
– La casa sulla collina boscosa
– Nebbia
– La rosa rossa dal lungo stelo
– La corsa diabolica
– Malinconiche Ortensie
– Ventus Mirabilis

Scheda libro: VENTUS MIRABILIS, #raccolta di #racconti

Titolo: VENTUS MIRABILIS

Autore: M.S.Bruno

Data di pubblicazione: 28 Maggio 2017

Formato: e-book (Formato Kindle)

Prezzo: 0,99€

Link d’acquisto: https://www.amazon.it/dp/B072PWD89Y

Descrizione: 

“Ventus Mirabilis è una raccolta di miei racconti. Un vento fantastico, appunto, che unisce le nove storie, alcune di mistero e introspezione, altre ironiche, folli o semplicemente malinconiche che comunque vogliono narrare un “attimo”, un avvenimento, lungo o breve, ma che lascia emozione. Non tutti i racconti sono inediti, perché già stati presentati sui social media o nei blog, ma qui vengono da me riproposti corretti e, in alcuni casi, completamente stravolti per offrire al lettore la migliore versione di essi. Ma sia che vogliate perdervi in un bicchiere di scotch o cercare di vedere il vento, scrutare nella nebbia, prendere un autobus o inseguire un cane, sappiate che non tutto è così semplice come appare. L’imprevisto, l’assurdo o il meraviglioso si celano in ogni cosa… Quindi, vi auguro buona lettura! Fatevi rapire da Ventus Mirabilis…”
– M.S. Bruno

Racconti:
– Un bicchiere di scotch
– Il Medico e il Cane
– Vedere il vento…
– La casa sulla collina boscosa
– Nebbia
– La rosa rossa dal lungo stelo
– La corsa diabolica
– Malinconiche Ortensie
– Ventus Mirabilis

Estratto:

“A un certo punto della vita c’è chi si trova in una foresta buia conscio di aver perso la via giusta, c’è chi invece non se ne accorge nemmeno, non si fa domande o magari la via non riesce più neanche a vederla… Io? Io mi ritrovo in un bar. Sì, un bar. Non è originale, è una cosa già vista, infinitamente meno poetica, ma, si sa, sono figlio dei miei tempi. Ci si deve rassegnare.

Osservo il bicchiere che ho in mano e il liquido scuro al suo interno. Non ricordo di aver ordinato niente, ma perché dovrebbe aver un senso l’aver ordinato oppure no, non ricordo neanche di essere entrato qui… Mando giù l’alcolico senza pensarci. Scotch, ne riconosco il sapore. Mi guardo finalmente intorno. Non c’è quasi nessuno, solo ombre senza contorno che confabulano a tavoli lontani. Sono seduto al banco, uno di quei lunghi banchi di bar con gli sgabelli alti dal cuscino rotondo. Ho davanti a me, dall’altra parte del bancone, scansie ricolme di liquori e, dietro di essi, vi è uno specchio, simile per colore al liquido che avevo avuto nel bicchiere. Intravedo il mio riflesso. Comincio ad avere qualche ciocca bianca fra i capelli neri, ma non mi considero vecchio. Sono un uomo ancora abbastanza giovane, mi convinco. Ritorno a osservare il locale anziché il mio volto magro e affilato. L’aria è un po’ quella di un film, un vecchio film, con la musica di pianobar in sottofondo e il barista pronto ad ascoltare i tuoi problemi. Ma qui non c’è un barista, mi dico, ma un attimo dopo mi devo ricredere. Mi dà le spalle. Pulisce boccali. Poi si volge, afferra una bottiglia e riempie nuovamente il mio bicchiere.

Il mio barista è un uomo senza volto, sì, letteralmente. Non ha naso, occhi, labbra, gli mancano persino le orecchie. Sembra un manichino con una semplice parrucca stopposa in testa, uno di quei manichini da crashtest bardati a festa. Tipico, penso, colui che dovrebbe ascoltare i miei problemi non ha un volto, non ha parvenza umana, empatia che traspari dai suoi lineamenti, non ha neanche le orecchie per sentirmi. Sorseggio questa volta il mio scotch e sorrido amaro fra me considerando…” da “UN BICCHIERE DI SCOTCH” 

Fatevi rapire da Ventus Mirabilis… ;)

Lo avevo già annunciato un po’ di tempo fa, ma… solo oggi è online!!!

Arriva su Amazon VENTUS MIRABILIS, una raccolta che contiene nove miei racconti!

Ecco la cover e la sinossi/prefazione:

Ventus Mirabilis è una raccolta di miei racconti. Un vento fantastico, appunto, che unisce le nove storie, alcune di mistero e introspezione, altre ironiche, folli o semplicemente malinconiche che comunque vogliono narrare un “attimo”, un avvenimento, lungo o breve, ma che lascia emozione. Non tutti i racconti sono inediti, perché già stati presentati sui social media o nei blog, ma qui vengono da me riproposti corretti e, in alcuni casi, completamente stravolti per offrire al lettore la migliore versione di essi. Ma sia che vogliate perdervi in un bicchiere di scotch o cercare di vedere il vento, scrutare nella nebbia, prendere un autobus o inseguire un cane, sappiate che non tutto è così semplice come appare. L’imprevisto, l’assurdo o il meraviglioso si celano in ogni cosa… Quindi, vi auguro buona lettura! Fatevi rapire da Ventus Mirabilis…
– M.S. Bruno

Racconti: 

Un bicchiere di scotch

Il Medico e il Cane

Vedere il vento…

La casa sulla collina boscosa

Nebbia

La rosa rossa dal lungo stelo

La corsa diabolica

Malinconiche Ortensie

Ventus Mirabilis

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Il sole tramontava oltre il crinale…

“Il sole tramontava oltre il crinale. La baia era placida. Le barche da pesca erano cullate dal tenue sciabordio delle onde, mentre il villaggio cominciava ad assaporare la pace della notte imminente. Le case di quel paesello erano poche, tutte umili, tutte strette intorno al guardiano di marmo che era una silenziosa presenza vigile. I fieri lineamenti, consumati dalle intemperie, si volgevano al cielo, mentre il braccio destro indicava il mare. Forse lo ammoniva, forse lo benediceva… Il corpo perfetto riluceva nella sua nudità di rosa e arancio, sotto l’occhio dell’astro morente. A pensarci, era strano che un’opera di quella fattura si trovasse in un simile luogo, ma spiccavano un po’ ovunque là intorno ruderi di una città più antica. E la superba statua apparteneva a quel passato. Il villaggio di pescatori non aveva un nome, mentre la città un tempo era chiamata Haletas.
La mente dell’uomo dai sorprendenti occhi verdi, però, era ben lontana dall’ammirare il panorama. Con fare stizzito, egli si scostò dal volto una ciocca di capelli sfuggiti dal cappuccio del suo mantello. Lunghi e scuri, lisci come aghi di pino, questi erano mossi dalla brezza, quasi fossero vivi, quasi fossero un’ulteriore beffa al suo aspettare… E Athas, il “SenzaNome”, non poteva far altro che aspettare.”

Brano tratto da LE TERRE DEGLI INGANNI di M.S.Bruno

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La trappola dentata, arrugginita e smussata dagli elementi, era entrata nella sua carne profondamente…

La trappola dentata, arrugginita e smussata dagli elementi, era entrata nella sua carne profondamente. La mano che l’aveva brandita era stata feroce e senza pietà, eppure, oltre le nebbie del dolore, la sensazione di gelo che si alternava a quella delle braci ardenti, gli dicevano che era ancora vivo. Sì, lo era, si rialzò cauto Monar. La testa gli girava e i rossi raggi del sole erano simili a lame di sangue, ma era vivo e… solo. Manstet era sparito. Lo aveva creduto morto o forse prossimo alla fine e sicuramente poco ci mancava che così fosse davvero. Il sangue gli colava giù lungo il corpo, impiastricciando i suoi capelli e i vestiti, mentre le tante ferite dei denti arrugginiti che erano alla base del suo collo, gli pulsavano in maniera irrefrenabile. Seppe che sarebbe morto dissanguato se non avesse trovato aiuto, oppure lo sarebbe stato ad opera di qualche bestia feroce che avesse fiutato il suo sangue con l’arrivo della notte. Provò a camminare, ma non riusciva a stare dritto. Ogni passo non andava dove egli avrebbe voluto. Ma doveva raggiungere il suo cavallo, sempre se Manstet non se l’era portato con sé… Le palpebre gli si chiusero, mentre scivolava in ginocchio quasi senza rendersene conto. Non aveva più forze e in un soffio, con ironia, considerò che Manstet aveva vinto il loro combattimento e che la cosa faceva male al suo orgoglio. Era giusto pensare all’orgoglio, sentirlo ferito, mentre si moriva? Forse no, rise come se ridesse verso la morte stessa, ma era solo un uomo. E non c’era creatura più complicata… Faceva anche filosofia, adesso? Si prese in giro… Moriva, ma non in ginocchio, decise. Con le ultime forze si alzò in piedi e si forzò ancora a camminare. La sua spada, dov’era? Sul sentiero, si rispose. Non c’era altro da fare, doveva raggiungere la strada, sia se voleva tentare di salvarsi, sia se voleva morire con onore… E per una volta vita e morte seguivano la medesima via…

Brano tratto da LE TERRE DEGLI INGANNI di M.S. Bruno

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