Appunti di lettura: “Enciclopedia dei Mostri Giapponesi” di Shigeru Mizuki

INIZIO: 29 Novembre 2019

FINE: 29 Dicembre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

State per entrare in un mondo che non è né fiaba né leggenda. Potreste considerare questo, libro una sorta di “elenco degli avvistamenti”, poiché si basa su narrazioni popolari e credenze, ma anche su antichi documenti ufficiali che spesso risultano più inquietanti di un racconto dell’orrore. Questa sorta di bestiario non raccoglie semplicemente le descrizioni delle creature mitologiche del Giappone, ma cerca piuttosto di metterci al corrente degli stati d’animo, delle situazioni e dei luoghi che le hanno partorite, in bilico fra luce e ombra, fra ciò che si sa e non viene detto per timore e ciò che non si sa ma si vorrebbe scoprire. Per gustare queste pagine è sufficiente liberarsi di alcuni preconcetti e lasciarsi guidare in un mondo in cui, per esempio, un oggetto o un animale ottengono il potere di evolversi in creature mostruose se superano una certa età, un certo peso o una certa dimensione; in cui i cani-procione sono i detentori dell’arte della metamorfosi e le volpi hanno abitudini e cerimonie simili a quelle degli esseri umani; un mondo in cui una lanterna stregata può farti perdere la via, o in cui puoi morire dal terrore per aver visto il volto ghignante di una vecchia che lava i fagioli in un fiume; un mondo in cui chiedersi costantemente se ciò che abbiamo visto è reale o il frutto della nostra immaginazione, della nostra paura del buio, della nostra repulsione per lo sporco, della nostra diffidenza per il diverso.

(POSSIBILI SPOILERS)

30 Novembre

Simpatico volume correlato di disegni. I mostri sono tanti e alcuni “nascono” con evidenti intenti “istruttivi”, ovvero per cercare di insegnare qualcosa, che sia non sprecare l’olio delle lampade o non essere pigri…

Mi piace l’atmosfera orientale, di un mondo antico, dimenticato o quasi, ma da fiaba (dark) che il volume sa dare.

16 Dicembre

Sono arrivata alla lettera H di questa enciclopedia. I racconti sono molti, tra mito e folclore, e danno uno spaccato delle paure delle tradizioni dell’antica società giapponese.

19 Dicembre

Dato che è un enciclopedia, posso anche non essere “lineare” nella lettura. Per questo ho preso il libro dalla fine e, come un manga, ho cominciato a leggere dei mostri che vanno dalla lettera Z alla Y.

Curioso notare come per i giapponesi anche gli oggetti di uso comune possano racchiudere il rancore umano e trasformarsi in mostri. Anche gli animali che vivono troppo possono fare la stessa fine, ma, a suscitare maggiore paura, erano le montagne oppure i viaggi.

La maggior parte dei mostri minaccia il viandante in cammino, specie se di notte.

Nota: l’edizione presenta piccoli errori e “scambi di scheda”. Per esempio, al posto della descrizione del WAEAI JIZO (di cui c’è anche il disegno) si riporta la storia e la leggenda dello YGYI SAN, che è tra l’altro riproposta quando è il “turno” di quel mostro.

26 Dicembre

È sorprendente la quantità e la varietà di mostri che popolano la fantasia nipponica. Sembra che un povero viandante non potesse fare un passo di notte senza incontrare una lampada stregata, una donna spettro, un monaco gigante, una volpe o un tanuki travestito o magari rischiare la possessione di uno spettro…

Ma forse tutti questi mostri erano il semplice riflesso degli innumerevoli pericoli che si potevano incontrare in un viaggio. Credo che nella fantasia popolare era più “facile” incolpare il soprannaturale di una sparizione misteriosa o il ritrovamento di un cadavere sconosciuto lungo il cammino… In ogni caso, l’autore di questa enciclopedia ha spesso idee curiose sulla “nascita” di questi mostri, spiegazioni a volte con un senso, altre (la maggiore) non proprio.

29 Dicembre

Ho finito il volume. Le varie voci enciclopediche non solo narrano del mosto e delle sue caratteristiche fisiche e non, ma anche le leggende collegate (spesso non complete, solo un riassunto) e degli aneddoti personali del curatore del libro.

L’autore che ha selezionato i mostri da inserire ha anche idee precise e “romantiche” sul mondo del sovrannaturale. Ci crede, è certo.

Molte volte traspare una sorta di malinconia per un mondo passato e in parte perduto con l’avvento dell’energia elettrica e con la progressiva popolazione di luoghi un tempo quasi inaccessibili e selvaggi.

L’autore sembra rimpiangere la sua infanzia, accompagnata da questi racconti e dal senso di mistero di creature mitiche acquattate nell’ombra.

COMMENTO FINALE

Lettura curiosa per i curiosi e gli appassionati del folclore e della mitologia giapponese. Superstizioni e mito si intrecciano alle sensazioni e ai ricordi dell’autore. Carini i disegni. Le voci enciclopediche sono un “assaggio” di un mondo perduto, ma sono pur sempre brevi.

Consigliato a chi ama il mondo giapponese e voglia vivere quelle atmosfere magiche e oscure fatte di Kimoni, katane, ma anche di misteriosi mostri dei bagni, teste di cavallo appese ai rami degli alberi e simili stranezze…

 

Appunti di lettura: “Gauntlgrym. Neverwinter 1” di R.A. Salvatore

INIZIO: 30 Agosto 2019

FINE: 14 Dicembre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

Le vicende narrate in questo libro (primo volume della tetralogia “Gauntlgrym” si svolgono oltre vent’anni dopo gli eventi de “Il re degli spettri”, allora compreso nella trilogia “Transizioni”. Drizzt si unisce a Bruenor nella ricerca del leggendario regno dei nani di Gauntlgrym, le cui rovine sono ricche di antichi tesori e di tradizioni arcane. Ma prima ancora che si avvicinino, Jarlaxle e Athrogate li precedono. I due innescano inavvertitamente una vera e propria catastrofe che potrebbe implicare la rovina per gli ignari abitanti della città di Neverwinter – una sciagura così imponente da attirare il mercenario Jarlaxle, che mette a rischio il suo denaro e la vita pur di scongiurarla. Sfortunatamente, però, più Jarlaxle e Athrogate si addentrano nel segreto di Gauntlgrym, più sembrano incapaci di venirne a capo da soli. Avranno bisogno dell’aiuto di Drizzt e Bruenor, le ultime persone che avrebbero mai pensato di scegliere come alleati.

(POSSIBILI SPOILERS)

30 Agosto

Ho letto tutta la saga con protagonista Drizzt Do’Urden e, con i suoi alti e bassi, ho sempre aspettato il libro successivo. Questo si ambienta vent’anni dopo gli eventi dell’ultimo romanzo.

Della vecchia compagnia di amici ormai sono rimasti solo Drizzt e Bruenor.

I romanzi precedenti non sono sempre stati all’altezza di questa saga fantastica e di un personaggio complesso che ha sempre combattuto contro il suo retaggio, il destino e il male come Drizzt.

Spero in quest’ultimo libro. Spero di non restare delusa.

8 Dicembre

Ho messo da parte per un po’ questo libro, ma ora lo riprendo con l’intenzione di finirlo.

Cap. 3 – Dopo la perdita di vecchi amici per Drizzt e Bruenor e di tanti protagonisti per noi lettori, ci vengono presentati nuovi personaggi, nuovi “attori”, che sono destinati (probabilmente) a incontrarsi e scontrarsi a Neverwinter, città prospera di frontiera.

10 Dicembre

Cap. 8 – Non ci sono tempi morti in questo romanzo. Tutto è “impregnato” dell’aspettativa di una mirabile scoperta. Ma se Drizzt e Bruenor cercano invano la perduta città dei nani Gauntlgrym, saranno un altro drow e un altro nano a scoprire il mitico sito.

Ma lo scaltro drow Jarlaxle e Athrogate, il nano, non saranno soli nella loro missione esplorativa: l’infida elfa Dahlia, il vampiro Dor’Crae e la linch Valindra faranno parte della compagnia. Ognuno di loro ha i propri motivi per trovare la città perduta, ma una cosa li accomuna: l’opportunismo. Fino a quando reggerà questa strana compagnia?

Queste avventure, almeno fino ad ora, sembrano ridare “slancio” all’intera saga. Vedremo come prosegue.

12 Dicembre

Il gruppo di Dahlia libera dalla mitica città dei nani un primordiale elementale di fuoco… L’elfa sapeva che poteva accadere (al contrario dei suoi compagni) e, malgrado abbia quasi un ripensamento, alla fine (per l’intervento di una sua compagna/rivale) il mostro viene comunque liberato… E’ come l’eruzione di un enorme vulcano (e forse la sua essenza è proprio questa) che seppellisce sotto cenere e lava la città di Neverwinter…

Passano dieci anni. Dopo quell’evento, il mondo è diventato un posto molto più pericoloso. Intanto l’inquietudine di Drizzt cresce, mentre la ricerca di Bruenor non si ferma… Non sa che la città mitica che cerca è stata ritrovata e forse persa per sempre.

Tutto molto interessante.

13 Dicembre

Cap. 16 – Il dolore delle perdite subite non ha ancora lasciato Drizzt. Implacabile, indifferente o quasi, affronta il mondo con una rabbia che sfoga nei combattimenti di cui è bramoso. Quando Drizzt e Bruenor incontreranno Athrogate e Jarlaxle, sarà quest’ultimo ad accorgersi maggiormente del cambiamento del ranger. Lo scaltro e con pochi scrupoli Jarlaxle guardando Drizzt  e il suo nuovo atteggiamento, stupendosene, si preoccupa… Risvolto intrigante.

In verità, ho sempre trovato interessante il personaggio di Jarlaxle, anche se nella serie di tre libri a lui dedicati con l’assassino Entreri sembrava un po’ “perso”… Quella saga non è un granché. In questo romanzo, invece, il personaggio riacquista non solo la sua complessità, ma anche quell’aura di astuta canaglia che sa sempre cosa fare e come cavarsela…

14 Dicembre

La compagnia è riunita: Drizzt, Jarlaxle, Athrogate, Bruenor e… Dahlia! Sì, la pericolosa donna elfo, spietata e decisa, ha tradito le sue fila per rimediare all’errore commesso dieci anni prima. Ed è di aiuto. Molto. Al punto che Drizzt ne rimane affascinato, mentre Jarlaxle è sempre più preoccupato per l’atteggiamento arrabbiato e indifferente dell’amico.

Intanto la lotta nelle gallerie di Gauntlgrym continua, una lotta contro il tempo e contro forze primordiali e terribili.

Cap. 24 – C’è una scena tra Bruenor e Athrogate dove quest’ultimo fa la stessa fine di Gandlaf il Grigio sul ponte di Khazad-Dum… dicendo persino “Scappa” (al posto di “Fuggite, sciocchi!”) prima di cadere nel vuoto.

Voluta o meno, la somiglianza tra le due scene mi ha fatto sorridere. Sembra un omaggio di Salvatore a Tolkien! 🙂

Romanzo finito! Cosa posso dire? Finalmente la saga di Drizzt riprende smalto! Avventura, combattimenti, magia… tutto porta ad un finale epico, la giusta conclusione per un personaggio e il delinearsi di nuove, straordinarie battaglie per Drizzt!

COMMENTO FINALE

Nuovo smalto per le avventure del ranger Drizzt Do’Urden!

Dopo la perdita dei vecchi compagni, il drow intraprende un’epica ricerca con l’unico superstite fra i suoi amici, il nano Bruenor. Tra combattimenti, magie e implacabili nemici, i due scopriranno pericoli inimmaginabili.

Prosa gradevole, battaglie minuziosamente descritte, tra nuovi e vecchi personaggi.

Imperdibile volume per chi ha apprezzato la serie e, da un po’, sperava in una svolta più avvincente.

Appunti di lettura: “La tomba del tiranno (Le sfide di Apollo 4)” di Rick Riordan

 

INIZIO: 2 Dicembre 2019

FINE: 3 Dicembre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

Trasformato in un adolescente mortale, bandito dall’Olimpo e privato della propria sfolgorante bellezza, Apollo deve ora affrontare la perdita più grave: quella di un amico, Jason Grace. Deciso a tributare all’eroe tutti gli onori, l’ex divinità lo conduce al Campo Giove per consegnarlo alla terra cui appartiene. Ma qui lo attende un’amara rivelazione: dopo aver approntato una disperata resistenza contro gli imperatori del Triumvirato, i semidei devono respingere un nemico ancora più spietato di Caligola, Commodo e Nerone messi insieme: Tarquinio il Superbo, l’ultimo re di Roma! Presto attaccherà con le sue armate di non-morti e lo farà nel giorno più propizio, quando nel cielo scintillerà la luna di sangue e l’esercito di ossa sarà al culmine della ferocia. L’unica speranza di salvezza è trovare la tomba del tiranno, che si nasconde nel luogo più imprevedibile del mondo: sotto una luccicante, innocua giostra di cavallucci. Insieme alle amiche Meg, Hazel e Lavinia, Apollo è di nuovo pronto a una sfida.

(POSSIBILI SPOILERS)

3 Dicembre

Quarto capitolo della saga “Le sfide di Apollo”, rientra nel mondo mitologico/moderno creato da Riordan, lo stesso di Percy Jackson, fatto di semidei, divinità, mostri e personaggi da leggenda e storici.

Pur essendo una saga rivolta a un pubblico di ragazzi, la storia non è per niente infantile. Come potrebbe, dato che molte avventure sono rivisitazioni della mitologia nel nostro mondo!

Ho aspettato con impazienza questo libro, perché, se già ritrovarsi con il dio Apollo (bello, magnifico, superbo) nelle sembianze di un ragazzino mortale cicciottello e brufoloso non avesse risvolti divertenti (è una punizione di Zeus), la storia ha anche preso risvolti drammatici nel libro precedente, con la morte di un personaggio molto amato dai fan della serie…

Quindi, ricapitolando, in questi libri, fino ad ora, c’è stata avventura, un pizzico di comicità, dei risvolti drammatici, il tutto super condito di mitologia… Come può non piacermi?

Spero che “La tomba del tiranno” non mi deluda, ma sono già al capitolo 5 e ritrovo tutte le atmosfere che ho apprezzato.

Cap. 12 – Essendo scritto in prima persona, i commenti di Lester/Apollo permettono di sminuire situazioni pesanti o assurde… E trovarsi a fare piani di battaglia per contrastare l’arrivo di due Imperatori (con relativi eserciti) e un re non-morto (con relativi soldati non-morti) non è propriamente facile, quando si è in pochi e demoralizzati.

Il Campo Giove però può contare su Lester/Apollo che, persa la sua divinità, riconsidera il suo vissuto sotto una luce molto diversa ed è persuaso (malgrado la paura) a far di tutto per impedire altre morti, anche se ciò significa trovare la romba del re non-morto…

Il libro scorre talmente bene, senza parti pesanti, che sono riuscita a finirlo!

Non delude. Molte cose trovano una conclusione, mentre altre avventure, quelle decisive, si profilano all’orizzonte.

È interessante la conquista di umanità che fa Apollo, capace adesso di rendersi conto delle cose orribili che ha fatto in passato (d’altronde il mito racconta leggende terribili) e vorrebbe rimediare. Chissà se ricorderà cosa significa “essere umano” quando tornerà divino, come gli ha fatto promettere Jason… Chissà…

COMMENTO FINALE

Mitologia, avventura e un pizzico di ironia… ecco gli elementi di questa saga fantasy che, nel suo quarto capitolo, prosegue su questa linea, continuando a mantenere brio e capacità di sorprendere. Imperdibile per chi ha seguito la saga fin dal principio… Consiglio la lettura della saga ai patiti del genere e a chi cerca una lettura divertente e non troppo impegnativa, capace di distrarre con riferimenti al mondo classico.

 

Appunti di lettura: “Le Cronache di Narnia” di C.S.Lewis

INIZIO: 15 Agosto 2019

FINE: 3 Dicembre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

Viaggi fino alla fine del mondo, creature fantastiche, epiche battaglie tra il bene e il male: cosa avrebbe potuto aspettarsi di più un lettore? Scritto nel 1949 da C.S. Lewis, “Il leone, la strega e l’armadio” inaugurò la serie dei sette volumi che sarebbero divenuti celebri come “Le Cronache di Narnia”. Un capolavoro che trascende il genere fantasy, ormai riconosciuto tra i classici della letteratura inglese del Novecento. C.S. Lewis lo scrisse con la dichiarata intenzione di rivolgersi ai bambini, ma non solo a loro. Era convinto, infatti, che “un libro non merita di essere letto a dieci anni se non merita di essere letto anche a cinquanta”. Un’incredibile girandola di personaggi (fauni, ninfe, streghe, animali parlanti, eroici guerrieri), per il ritmo incalzante dell’avventura, ma anche per l’insolito spessore che tradisce l’immensa cultura di un autentico scrittore, noto medievalista dell’Università di Oxford, capace di attingere dalla vasta letteratura inglese quanto dalle allegorie dantesche. La presente edizione offre al pubblico italiano il testo integrale delle “Cronache di Narnia” in un unico volume, con una traduzione completamente aggiornata e con un breve saggio in appendice, inedito in Italia, in cui Lewis stesso spiega cosa significhi per lui “scrivere per i bambini”.

(POSSIBILI SPOILERS)

15 Agosto

Inizio a leggere e rimango colpita dalle atmosfere da fiaba… Una “buona” fiaba, dai caratteri epici e con una morale spiccata e un senso di giustizia forte e dolce.

27 Settembre

Dopo la prima storia, “Il nipote del mago”, in cui si narra della creazione di Narnia, ne “Il leone, la strega e l’armadio” entriamo veramente nelle vicende epico/favolistiche di questo mondo fantastico.

Conoscendo i film, sono curiosa di leggere le storie.

12 Ottobre

Sto per iniziare la terza storia: “Il cavallo e il ragazzo”.

Riguardo a “Il leone, la strega e l’armadio” posso tranquillamente dire che la trasposizione cinematografica ha saputo rendere onore al racconto. È una favola dolce e avventurosa. Tradimento e sacrificio, viltà e coraggio, sono i cardini portanti della storia.

14 Ottobre

Ho appena finito di leggere “Il cavallo e il ragazzo” e, benché mantenga le stesse caratteristiche fiabesche delle precedenti storie, sembra più simile, nella narrazione e nelle tematiche, a un fantasy più “adulto”, più “maturo”…

Sembra un percorso quello intrapreso fra le storie di Narnia in cui si “cresce”, come “cresce” il pubblico a cui è rivolto il romanzo.

Interessante. Sempre di più.

8 Novembre

Strano “destino” quello di questo libro! L’ho spesso preso e posato, per altri libri, per le vicende della vita…

Dall’estate ad ora, ho saltuariamente continuato a leggerlo, come non mi è mai successo con nessun altro romanzo.

Ho finito “Il principe Caspian”. Il ritorno dei quattro fratelli a Narnia è intrecciato come sempre alla ricomparsa del leone Aslan… I toni sono sempre epici ed il fascino di questo mondo cresce.

23 Novembre

“Il viaggio del veliero” è il resoconto delle avventure di Caspian, ora re di Narnia, Edmond, Lucy ed il loro antipatico (ma poi cambia) cugino Eustachio. Insieme al topo Ripicì e all’equipaggio de “Il veliero dell’alba”, vanno alla ricerca di alcuni nobili scomparsi e dei Confini del Mondo, oltre cui, si racconta, ci sia il Regno di Aslan…

I riferimenti cristiani sono numerosi, ma la storia può essere letta anche senza dar peso alle allegorie, dedicandosi più al lato avventuroso/mitico del racconto.

E di cose strane, meravigliose e assurde ne incontrano i nostri protagonisti!

Alcune parti sono un po’ pesanti e non mi invogliano alla lettura come dovrebbero, però la curiosità persiste.

2 Dicembre 

“La sedia d’argento” ha come protagonisti Eustachio e Jill. Devono ritrovare il figlio perduto di Caspian. Le loro avventure sono tante e, con l’aiuto di Pozzanghera, il Paludrone, compiono l’impresa sconfiggendo la Dama dal Vestito Verde, una strega molto potente con la capacità di trasformarsi in un serpente…

Le ingenuità dei protagonisti sono tante e la storia non riesce a “catturarmi” come dovrebbe.

3 Dicembre

Sono riuscita infine a concludere il romanzo!

Che dire? Nell’ultima storia, si rivedono tutti i protagonisti (o quasi) dei precedenti racconti. Manca Susan che, crescendo, ha dimenticato Narnia… Non so come interpretare la cosa se non pensando che l’autore volesse far capire che non tutti quelli che raggiungevano Narnia poi ne restavano indissolubilmente legati…

In ogni caso (e qui faccio uno SPOILER ENORME), scoprire che tutti i protagonisti (tranne appunto Susan) sono morti in un incidente ferroviario non è proprio il massimo dell’allegria, anche se trovano la “vera Narnia” fatta solo di pace e bellezza… In pratica, il Paradiso…

COMMENTO FINALE

Classico della letteratura fantasy. Ha parti affascinanti che catturano l’attenzione, mentre altre sono un po’ pesanti e lente. Le allegorie cristiane potrebbero anche essere interessanti, ma, a mio avviso, tolgono quella “spensieratezza” che un’opera di pura fantasia dovrebbe avere, specie se destinata a distrarre e intrattenere dei bambini…

 

Appunti di lettura: “Akiko” di Michela Cavaliere


INIZIO: 25 Settembre 2019

FINE: 19 Novembre 2019

VALUTAZIONE

 

TRAMA

Il patto maledetto tra un’ingenua regina e un diavolo millenario darà alla luce una bambina. La piccola, aiutata dal Kami (spirito) del Vento, sarà adottata da famiglie semplici, e mostrerà un dono portatore di morte e distruzione ogni qual volta si trovi in pericolo. Degli assassini inviati a ucciderla, conquistati dal suo fascino diabolico, faranno di lei l’erede del Ryojinja, un monastero di spie e ladri. Qui la ragazza sarà chiamata Akiko e svilupperà la capacità di vedere le Ora, anime degli esseri viventi, e imparerà a usare la catena chiodata Sashimasu. Akiko verrà mandata in un’isola lontana per uccidere un principe, ma nulla andrà com’era programmato. Da quel momento, la giovane si muoverà attraverso antichi miti, alla ricerca di un artefatto per riportare l’equilibrio, in un combattimento epico che deciderà le sorti del mondo.

(POSSIBILI SPOILERS)

25 Settembre

Disconosciuta dal padre, una bimba appena nata viene abbandonata alle onde nella notte… Così inizia la storia di Kameyo/Akiko, principessa per nascita ed esperta combattente e assassina per destino (grazie a chi l’ha cresciuta). Ignara dei suoi natali, ritornerà nella sua terra d’origine per compiere una missione.

Prosa gradevole, atmosfera fantasy con sapore orientale, la storia sa affascinare. Di certo non pecca per poca originalità. Scritto in prima persona, la vicenda sembra tessere le sue trame nel segno di un destino strano e misterioso.

8 Ottobre

Mentre Akiko ritorna ad essere la principessa del suo Paese (malgrado la grossa colpa che pende sul suo capo), il suo destino sembra intrecciarsi indissolubilmente a quello di due fratelli, Haru e Ryuu.

E se il triangolo amoroso non bastasse, la ragazza si ritrova fidanzata per volere del padre con un principe di un Paese vicino.

Akiko è una donna atipica per i canoni di questo Giappone medievale/fantasy ed è forse anche per questo che riesce ad affascinare persino l’indifferente principe straniero.

Trovo che gli elementi fantasy siano più evidenti di quelli orientali. Le atmosfere giapponesi vengono un po’ messe in ombra dalle azioni sorprendenti, dalle creature e dalle magie che riempiono, quasi come se fossero normali, le vite dei personaggi.

15 Novembre

Il punto di vista alternato (Akiko, Haru, Ryuu, Gansukh) permette di “osservare” meglio la storia, quelle trame che il destino o un’ombra maligna sta preparando a discapito della protagonista.

Sono interessanti i combattimenti.

Andando avanti nella lettura, le atmosfere orientali diventano più evidenti.

18 Novembre

Alcuni segreti vengono svelati, mentre altre domande si palesano. Le cose si complicano per Akiko e il suo Regno, mentre le maglie di un nemico invisibile, ma implacabile, cercano di chiudersi sulle genti.

La fantasia è tanta, ma, a volte, il cambio di punti di vista e i ricordi della protagonista si alternano troppo improvvisamente, senza una delimitazione precisa che ne annunci l’identità… Ciò mi ha disorientata. Nel capitolo “Dove sei?”, per esempio, si passa (credo) da Ryuu, a Osamu, di nuovo a Ryuu e poi ai ricordi di Akiko… E il “cambio” si capisce o si intuisce solo andando avanti nella lettura del paragrafo.

Peccato, perché ciò, a mio avviso, appesantisce un po’ la narrazione.

19 Novembre

Ho concluso il romanzo e, devo dire, l’azione vera e propria, le rivelazioni e il concludersi degli eventi avvengono in modo molto veloce.

La parte fantasy prende decisamente il sopravvento sulle atmosfere orientali da leggenda. Ma ciò non è un problema. L’unica cosa ad avermi lasciata perplessa è la velocità con cui si svolge la seconda parte del romanzo… Infatti, la storia, a mio avviso, potrebbe essere divisa in due: la prima è il vissuto di Akiko, il suo presente e il suo passato, che procede con descrizioni dettagliate degli eventi, mentre la seconda parte è dedicata al destino di Akiko… e qui tutto diventa frenetico. Avrei preferito maggiori descrizioni e delucidazioni su alcune situazioni e i rapporti con gli antagonisti più delineati.

Comunque, resta un buon fantasy, originale, mai scontato.

COMMENTO FINALE

Fantasy scorrevole, scritto bene, dalle atmosfere da leggende orientali, dove il magico, con Kami e demoni, è intrecciato col vissuto. La protagonista è forte e atipica per il suo contesto. La sua storia si intreccia a quella di molti personaggi, pedine di un destino già scritto. Interessante e mai banale, il romanzo è comunque troppo veloce nella descrizione degli avvenimenti finali, situazioni che mi sarebbe piaciuto fossero trattate con la stessa particolareggiata cura usata per il resto della storia.

Appunti di lettura: “Il guardiano degli innocenti. The Witcher: 1” di Andrzej Sapkowski

INIZIO: 11 Novembre 2019

FINE: 16 Novembre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

Geralt è uno strigo, un individuo più forte e resistente di qualsiasi essere umano, e si guadagna da vivere uccidendo quelle creature che sgomentano anche i più audaci: demoni, orchi, elfi malvagi… Strappato alla sua famiglia quand’era soltanto un bambino, Geralt è stato sottoposto a un durissimo addestramento, durante il quale gli sono state somministrate erbe e pozioni che lo hanno mutato profondamente. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Lo considerano un male necessario, un mercenario da pagare per i suoi servigi e di cui sbarazzarsi il più in fretta possibile. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogna del bene comune o diffondono ignobili superstizioni per giustificare i loro misfatti. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia. Proprio come i cavalieri che adesso sono sulle sue tracce: hanno scoperto che Geralt è gravemente ferito e non vogliono perdere l’occasione di eliminarlo una volta per tutte.

(POSSIBILI SPOILERS)

11 Novembre

Storia interessante, non comune, stile scorrevole. Premessa importante: non ho mai giocato al videogioco tratto da questo libro. Mi avvicino al romanzo senza preconcetti.

Nel primo capitolo si è subito immersi nell’azione. Si rischia un po’ di confondersi al principio perché il protagonista è uno “STRIGO” che si ritrova ad affrontare una “STRIGE”, ma se lui è una sorta di mago umano potenziato (credo che il termine “strigo” sia usato come maschile di “strega”, in senso dispregiativo) per l’altra la cosa è diversa… E’ una sorta di diavolessa, una vittima di una maledizione, una volta umana, che tale può tornare se si soddisfano certe condizioni non proprio facili.

Una volta capito questa differenza, la storia incuriosisce e attira.

12 Novembre

Il romanzo sembra procedere su due binari: il presente e il passato. Nei capitoli “La voce della ragione” credo si narri il presente di Geralt, lo Strigo, in cura presso un tempio di sacerdotesse guaritrici, mentre negli altri il passato del protagonista (come se fossero suoi ricordi), ovvero racconti autoconclusivi delle sue avventure. Grazie alla prima storia (quella sulla Strige) veniamo a conoscenza di come egli si sia procurato la ferita per cui deve essere curato…

Ci sono diverse rivisitazioni di favole famose e devo dire che quella de “La Bella e la Bestia” ha il suo perché. Fiabe come “Raperonzolo” e “Biancaneve” vengono citate e trasformate in maniera decisamente più dark.

14 Novembre

Nel racconto “Una questione di prezzo” vediamo Geralt in un’altra veste, letteralmente… Travestito per ordine di una regina, sostiene con quest’ultima una conversazione cortese solo in apparenza, ma fatta in verità di sottointesi e minacce più o meno velate… E’ un “botta e risposta” davvero ben fatto e divertente, il vero clou del racconto, che poi comunque riserva le sue sorprese… Come, ad esempio, il prezzo che chiederà alla fine Geralt…

16 Novembre

Davvero carina la storia “Il confine del mondo”. Fa anche riflette e diverte.

La parte divertente è affidata ai contadini e al Silvano, mentre quella più triste è riservata agli elfi. Questi ultimi emergono come figure astiose, arroganti, decadenti, ridotte a banditi piuttosto che cedere qualcosa agli umani… Una visione inconsueta rispetto al fantasy classico.

Simpatico anche il personaggio di Ranuncolo, mentre non mi ha convinto troppo la maga Yennefer.

In definitiva, ho davvero apprezzato le avventure dello Strigo Geralt…

COMMENTO FINALE

Una serie di racconti, uniti dal filo conduttore dei ricordi del protagonista in cura presso un tempio, compongono il primo volume di questa saga fantasy (che ha ispirato videogiochi e, prossimamente, una serie tv), delineando un personaggio affascinante e complicato in un mondo da fiaba dark. Consigliato.

 

Ricapitoliamo…


Libri conclusi:

“Il guardiano degli innocenti. The Witcher: 1” di Andrzej Sapkowski 

Libri in lettura:

Akiko” di Michela Cavaliere 

Le Cronache di Narnia” di C. S. Lewis 

“Gauntlgrym – Neverwinter 1” di R. A. Salvatore 

“La congiura di Merlino” di Diana Wynne Jones

“La città degli angeli caduti” di Cassandra Clare 

“Enciclopedia dei mostri giapponesi”

“Macchine mortali” di Philip Reeve

“Il ciclo di Belgariad 1” di David Eddings

Prossimamente in lettura:

“Noi oltre le stelle” di Antonella Maggio

“La parte migliore di noi” di Desirée Sfalanga

“Vento nero” di Clive Cussler 

“La guerra dei mondi” di H. G. Wells

“Il ciclo di Conan 2” di Robert E. Howard

“The 100 Days 21” di Kass Morgan

“Nucleo rovente. Doctor Who” di Una McCormack

 

Appunti di lettura: “Casinò Royale” di Ian Fleming

INIZIO: 10 Ottobre 2019

FINE: 5 Novembre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

Il 15 gennaio del 1952, quando si siede alla scrivania di Goldeneye, la sua villa in Giamaica, Ian Fleming non ha idea di cosa scriverà. Parte dal nome del suo personaggio, rubato a un allora celebre ornitologo, e dal ricordo di una partita a carte al Casino di Lisbona, nel 1941. Il primo James Bond nasce così, ed è un romanzo molto diverso da come forse lo stesso Fleming amava raccontarlo. Le scene sono poche, non più di quattro, i veri personaggi anche meno. James Bond impareremo a conoscerlo meglio, perché qui è ancora nei panni – eleganti, spiritosi, crudeli – di Ian Fleming. Ma l’abominevole Le Chiffre, e il suo occhio quasi bianco, non li dimenticheremo, come difficile sarà scordare la Bond Girl forse più letale, la sublime Vesper Lynd. Tutto dunque comincia da qui, dall’odore nauseante di un casinò alle tre del mattino. E la speranza è che duri il più a lungo possibile.

(POSSIBILI SPOILERS)

8 Ottobre

E’ il primo libro della serie di James Bond. Le prime pagine vengono impiegate per farci comprendere l’ambiente in cui si muove il nostro 007, la sua esperienza e anche la sua missione. Di quest’ultima abbiamo un resoconto completo, lo stesso che ebbe M e che lo portò ad affidare l’incarico a Bond. Sangue freddo e bravo giocatore d’azzardo, 007 è perfetto per affrontare LeChiffre ed impedirgli di racimolare al Casinò la somma necessaria per sopperire agli ammanchi da lui creati nei conti dei servizi russi.

29 Ottobre

Inizialmente le descrizioni degli ambienti lussuosi sembrano impadronirsi della storia con uno stile uguale per eccessi e ridondanza, ma infine la vicenda acquista dinamismo.

L’azione dal cap. 6 si fa più viva come il mio interesse. Poi però si perde nuovamente nelle descrizioni delle giocate di Bond… Certo, questo aiuta a compenetrarsi nell’atmosfera dei casinò, ma a mio avviso rallenta la storia.

L’altro romanzo di 007 (vedi precedenti “Appunti di lettura”), “Licenza di uccidere”, che ho letto aveva uno stile più “diretto”, più avventuroso. Comunque, sono solo al principio. Vedremo come procede.

1 Novembre

Ci sono certe descrizioni sferzanti e quasi pittoriche che fanno capire il perché 007 abbia avuto così successo. Il potenziale c’è tutto, ma in questo libro non sembra ancora ben sfruttato…

3 Novembre

Cap. 14 – L’atteggiamento pratico e maschilista di Bond non dovrebbe sorprendermi: è il figlio dei suoi tempi, della visione del suo autore che ora sarebbe politicamente scorretta. Strano, però, questo tratto caratteriale della celebre spia mi era sfuggito nel precedente libro che ho letto (che è successivo a “Casinò Royale”)… Che forse Fleming abbia “aggiustato un po’ il tiro” stemperando questo tratto del suo personaggio nei romanzi successivi?

Perché che Bond fosse un inguaribile dongiovanni lo sapevo, ma che pensasse che “le donne non dovrebbero fare lavori da uomini e restare a spadellare in cucina” mi mancava… Ah, poi l’impareggiabile culmine di classe finale quando definisce la collega rapita “Stupida puttana”.

Naturalmente, se fosse stato un uomo non l’avrebbe quasi incolpata di essersi fatta rapire con simili ragionamenti. Ammetto che la femminista che è in me ha voglia di scendere in piazza a bruciare il reggiseno! XD

5 Novembre

Che dire? Ho concluso il romanzo e… non mi ha convinto.

Dopo aver subito terribili torture, Bond cerca di ristabilirsi fra le braccia di colei che aveva “disprezzato” per l’incompetenza. E il Bond innamorato è un po’ cieco, ma costante nei sentimenti. L’ama malgrado lei sembra spesso preda di bipolarismo… Questo fino a quando la verità “esplode” in faccia al nostro 007 in una lettera-confessione…

Devo ammettere che se avessi letto questo libro su Bond prima dell’altro, non ne avrei comprato un secondo. Tranne qualche piccola azione, a salvare Bond dalle trame nemiche o è il caso o è stranamente il nemico del suo nemico… Di eccezionale fa poco o niente. Persino la partita a carte è soggetta a una fortuna altalenante…

COMMENTO FINALE

Prima avventura di Bond, piena di promesse, ma ancora “grezza”.

Picchi di sferzanti e pittoriche descrizioni si alternano ad altre pesanti e ridondanti del lusso del Casinò. Bond fa poco o nulla, subisce per la maggiore. Come dirà un agente dello SMERSH: “Sei stato salvato dal caso, e adesso da uno sbaglio”. Mi ha deluso per diversi aspetti.

 

Appunti di lettura: “Deeper – Un sentimento più profondo della paura” di Aura Conte

 

INIZIO: 14 Ottobre 2019

FINE: 15 Ottobre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

I sogni di Lauren si sono infranti in un giorno di primavera quando, dopo aver studiato duramente per tutto il liceo, si è vista negare una borsa di studio e un futuro migliore. Rimasta a vivere nel sud della Georgia, decide quindi di accumulare qualche soldo nella speranza di iscriversi all’università pubblica appena possibile.

L’offerta di lavoro della famiglia Wilkemann arriva per caso e Lauren sceglie di accettarla… ignara che questo gesto cambierà radicalmente la sua vita.

Una esistenza ormai vuota, insoddisfacente e incerta che la porta spesso a temere per il suo futuro.

Caleb Wilkemann è rinomato per il suo carattere testardo e determinato. Laureato con il massimo dei voti, è un giovane professionista di Atlanta che passa la sua vita tra feste e distrazioni, senza limiti.

Farebbe di tutto pur di non affrontare le conseguenze del peggiore errore che abbia mai commesso. Qualcosa che lo tormenta a ogni battito del suo cuore.

Per tale ragione, non gli importa di trattare male le persone o calpestare i loro sentimenti, perché in fondo nessuno si è mai interessato ai suoi.

In una calda alba di fine estate, quando il futuro di entrambi sembra essere già scritto, i destini di Lauren e Caleb si scontrano come due brezze d’oceano in grado di generare un uragano.

I loro cuori saranno tuttavia messi a dura prova, poiché l’oceano stesso è sempre in tumulto e colmo di segreti…

(POSSIBILI SPOILERS)

15 Ottobre

La protagonista, Lauren, oltrepassa le porte di una sfarzosa villa per ottenere un lavoro come babysitter, inconsapevole degli inganni, tradimenti, ossessioni e ricatti che si celano al suo interno. È giovane, delusa dal non aver ottenuto una borsa di studio per l’università, ma la sua esistenza è stata ricca, se non di soldi, di amore sincero.

Per Caleb, l’altro protagonista, invece è tutto il contrario. È ricco, ma vive in un inferno da anni e anni e non sa come uscirne se non a scapito di tutto ciò che ama e che conosce.

L’incontro tra i due cambierà la vita ad entrambi spazzando per sempre le bugie…

Scritto in prima persona, al presente, le “voci” narranti, come dicevo, sono due. Ho cominciato a leggere questa storia pensando di avere a che fare con un “semplice” romance, ma mi sono dovuta ricredere.

La storia d’amore c’è ed è centrale, essenziale per la maturazione dei protagonisti, ma (ed è un grosso “ma”) c’è anche molto altro: le trame di un’ossessione malata, di un occhio malevole che controlla e distrugge, senza remore…

Certo, essendo un romanzo breve non può “sviscerare” ogni anfratto di una simile oscurità e delle ripercussioni che si lascia dietro, ma permette di “gettare un’occhiata” oltre quella soglia dannata e che danna…

COMMENTO FINALE

Romanzo d’amore e suspense. Tra passione, ossessione e ricatti, i due protagonisti dovranno lottare per stare insieme. Quando un sentimento semplice e profondo può spazzare le trame complesse di menti malate… Tenendo conto che è una storia breve, adatto a chi cerca un romance diverso e intrigante.

 

 

Appunti di lettura: “Beast Quest – Le Cronache di Avantia” di Adam Blade


INIZIO: 28 Settembre 2019

FINE: 3 Ottobre 2019

VALUTAZIONE

TRAMA

Il mago oscuro Malvel ha lanciato un terribile incantesimo sulle Bestie protettrici di Avantia. Solo un vero eroe può liberarle e impedirgli di distruggere il Regno. Sarà il giovane Tom l’eroe di cui Avantia ha bisogno? È ancora un ragazzino e abita in un piccolo villaggio con gli zii: nessuno dei suoi parenti è mai stato un nobile e valoroso cavaliere… per quel che ne sa lui. Per scoprire se saprà essere all’altezza di questo compito dovrà prima affrontare il temibile Ferno, il Signore del Fuoco. Dovrà poi difendere il Regno da altre cinque Bestie, tutte colpite dal malefico incantesimo di Malvel: Sepron, il Serpente Marino, Arcta, il Gigante della Montagna, Tagus, l’Uomo Cavallo, Nanook, il Mostro della Neve ed Epos, l’Uccello Infuocato. Armato della spada e dello scudo che gli ha consegnato il mago Aduro, il giovane si prepara ad affrontare il suo destino, con l’aiuto della coraggiosa amica Elenna e dei preziosi Storm e Silver. Solo superando queste durissime sfide scoprirà se ha la stoffa del cavaliere e forse potrà salvare il Regno dalla distruzione. Raccolte in questo volume, le prime sei straordinarie avventure di “Beast Quest”: Ferno. Il signore del fuoco; Sepron. Il serpente marino; Arcta. Il gigante della montagna; Tagus. L’uomo cavallo; Nanook. Il mostro della neve; Epos. L’uccello infuocato.

(POSSIBILI SPOILERS)

28 Settembre

“Le Cronache di Avantia” sono in pratica i primi sei volumi della saga di “Beast Quest” di cui avevo già letto il primo libro “Ferno. Il signore del fuoco” (vedi “Appunti di lettura” precedenti). Essendo un libro per giovanissimi, non mi sorprendo che sia scritto in caratteri grandi e con semplicità. Ma questo non influenza il mio giudizio.

Una storia può essere valida al di là del pubblico a cui è rivolta. Sono curiosa di leggere questa fiaba.

30 Settembre

Sepron. Il serpente marino” è la seconda storia di “Beast Quest”. Mantiene le caratteristiche della prima vicenda dedicata Ferno, ovvero avventura e semplicità. Non è banale. È quel tipo di storia di “crescita” dove il protagonista acquisisce esperienza, saggezza e nuove capacità (o poteri) dopo la sconfitta ( o in questo caso la liberazione) dell’avversario.

Belle le illustrazioni.

1 Ottobre

Arcta. Il gigante della montagna” – La terza storia è una vera lotta contro l’astio della montagna. Tra frane e colate di fango, i due giovani protagonisti hanno il loro bel da fare. Ciò che si trovano ad affrontare è molto più “reale” che nelle altre storie… Certo, poi appare la Bestie e tutto riacquista il carattere di fiaba/fantasy, ma la montagna può davvero comportarsi a quel modo senza bisogno di magiche creature…

2 Ottobre

Tagus. L’uomo cavallo” e “Nanook. Il mostro della neve” – Le avventure sono diverse, ma la struttura delle storie si ripete. È così per tutto il libro. I protagonisti viaggiano fino al luogo dove avita la Bestia di turno, incontrano gli abitanti del villaggio vicino, trovano la mitica creatura, la liberano, si prendono la ricompensa e il mago li spedisce alla prossima tappa… Ok, carino, ma stanca un po’. Forse accade perché sono adulta, ma mi chiedo come possa procedere così per altri trenta volumi… Perché io ho solo i primi sei (e non ne prenderò altri), ma in tutto è una saga “mostruosa”. A freschezza dei racconti si perde nella ripetività dello schema. Peccato.

3 Ottobre

Epos. L’uccello infuocato” – E’ l’ultima storia, almeno di questo primo ciclo, e inevitabilmente segue di meno la struttura collaudata. In ogni caso, come “originalità”, la prima e l’ultima storia sono le migliori. Le altre sono belle avventure, semplici e ingenue.

COMMENTO FINALE

Sei storie d’avventura semplici e ingenue, adeguate ai giovanissimi. Pur non essendo una sgradevole lettura, anzi, tutte le storie seguono una struttura simile, quindi, infine, peccano di originalità cosa che per un lettore adulto è ben evidente.

Voci precedenti più vecchie