Appunti di lettura: “Amore e sesso nell’antica Roma” di Alberto Angela

INIZIO: 14 Febbraio 2020

FINE: 17 Febbraio 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

Questo è un libro di storia e d’amore. Ci fa immergere in un mondo lontano e affascinante, condotti dal filo della nostra curiosità. Cerca di rispondere alle domande più frequenti e insolite sull’amore e il sesso al tempo dei romani: come ci si baciava, cosa si dicevano gli innamorati guardandosi negli occhi, se si portava fuori a cena la fidanzata, se l’uomo era bisex, quali erano i tabù sessuali, come si “rimorchiava” e si tradiva, come facevano l’amore gli imperatori, se esisteva un kamasutra…

Amore e sesso nell’antica Roma unisce il piacere di lettura di un romanzo all’accuratezza di un saggio storico. Per ricostruire un quadro completo e scrupoloso, e scovare le notizie più sorprendenti, ci si è basati su scoperte nei siti archeologici, dati di laboratorio, una ricchissima bibliografia di testi antichi e studi moderni, e centinaia tra reperti nei musei, affreschi, statue, graffiti di Pompei ed Ercolano.

Com’era possibile unire tutte queste scoperte in un unico, coinvolgente viaggio? Immaginate di ritornare indietro nel tempo e di trovarvi in una piazza di Roma antica. Davanti a voi ci sono delle persone che passeggiano normalmente: una fanciulla e un ragazzo innamorati, un gladiatore che lancia uno sguardo a una giovane nobildonna, un padre che accompagna il figlio alla sua “prima volta”, una prostituta d’alto bordo… Guardate bene queste persone: basterà seguirle nella loro giornata e ci faranno scoprire gli intriganti segreti dell’amore e del sesso ai tempi dell’antica Roma. E quanto il loro modo di amare somigliasse incredibilmente al nostro.

14 Febbraio

Oggi, San Valentino, è il giorno migliore per iniziare un simile libro. E come decide di raccontare l’amore nell’antica Roma Alberto Angela?

Beh, inizia immaginando una piazza piena di gente e, tramite queste persone diverse, seguendone le vite, spiega i vari modi di vedere e vivere l’amore e il sesso…

In pratica, come in “Una giornata nell’antica Roma” o in “Impero” per rendere più fluido l’argomento sceglie di usare un “artificio” per “romanzare” le fonti e tutto il materiale di ricerca (innumerevole) per poterci regalare non un trattato, ma un racconto coinvolgente e dinamico.

15 Febbraio

Ed il viaggio per conoscere l’amore e la sessualità ai tempi dell’antica Roma diventa, a tutti gli effetti, la storia della donna e delle sue condizioni… Ritroviamo donne trattate come merci, che passano dal padre al marito senza poter far nulla. Spesso date in sposa giovanissime a uomini molto più vecchi, destinate a una vita rinchiusa fra le mura domestiche con rare uscite sorvegliate. E fra le mura domestiche erano praticamente in balia dell’uomo che era stato scelto per loro. Le donne ricche forse subivano di meno, in quanto picchiare una di loro significava fare scandalo e inimicarsene la famiglia di origine, ma per il ceto medio-basso era tutt’altra storia.

Da sempre la donna è stata soggetta alle più bieche discriminazioni e abusi e si vorrebbe pensare che le cose adesso siano cambiate, ma, purtroppo, non è sempre così, anche al giorno d’oggi…

Comunque, per tornare all’antica Roma, c’era anche per la donna la possibilità di vedere e farsi vedere, avere ammiratori e conquistare. Solo che dovevano farlo di nascosto, abilmente. Gli eventi pubblici erano le migliori occasioni, ma anche le visite alle terme miste e le rappresentazioni teatrali. Dato che non si poteva toccare una matrona in pubblico, l’uomo doveva essere accorto e usare stratagemmi per conquistare una possibile amante.

E si parla di “amante” perché la concezione di “matrimonio” spesso per i romani era di un semplice contratto, senza grilli amorosi. L’eros e l’amore lo lasciavano per le amanti.

17 Febbraio

Anche le donne sposate spesso non si facevano problemi a trovare altra compagnia e ciò accadeva, come scrive lo stesso Angela, perché “si tratta di donne andate in spose da bambine, senza amore, a uomini molto più anziani di loro. Dopo qualche anno, sulla soglia dei trent’anni, con alcuni figli alle spalle e un marito ormai anziano, queste donne, annoiate, sessualmente e sentimentalmente insoddisfatte, danno la caccia al giovanotto che promette loro tutto quello che non hanno avuto.”

In pratica, l’adulterio è una forma di riscatto in una società maschilista. Ma il tradimento femminile, se scoperto, era pesantemente condannato e non solo socialmente, c’erano leggi severe al riguardo.

Il libro prosegue senza annoiare, ma col distacco necessario dello studioso che espone un modo di pensare e di vivere l’amore e il sesso sicuramente molto più libero che al giorno d’oggi, con una morale sicuramente molto diversa…

COMMENTO FINALE

Interessante volume che svela i retroscena sentimentali e sessuali di una società complessa come quella dell’antica Roma. Con stile coinvolgente, il libro si propone di esporre le similitudini e le differenze col mondo attuale. Ne esce l’affresco di una società che viveva il sesso in maniera molto più libera, ma con un senso morale decisamente diverso.

 

Appunti di lettura: “Miti e leggende del Nord” di Alessandro Massobrio

 INIZIO: 7 Febbraio 2020

FINE: 14 Febbraio 2020

VALUTAZIONE

7 Febbraio

La prima cosa che noto è che si tratta di un testo scolastico. Non so bene se ciò è un vantaggio o meno… Sicuramente, per definizione, dovrebbe essere adatto a spiegare i miti in maniera semplice. Me ne renderò conto leggendo.

13 Febbraio

Fino ad ora trovo il testo simpatico e semplice, almeno nei racconti inerenti al mito. La prefazione invece è stata pesante e formale, ma forse necessaria per delineare il quadro storico e culturale del popolo che credeva e alimentava quei miti, ovvero i vichinghi.

Comunque, molte leggende sono esposte come fossero fiabe, col risultato che, per certi racconti, la narrazione è più godibile, per altri invece diventa un po’ infantile. In ogni caso, le caratteristiche del mito non vengono mai snaturate.

Nella narrazione ci sono spesso riferimenti, paragoni e modi di dire moderni, forse per rendere più attuale il mito al piccolo lettore. E al piccolo lettore, o meglio allo studente, sono rivolte le note a piè pagina e le schede di esercizi alla fine di ogni storia… D’altronde è un testo scolastico!

14 Febbraio

I diversi racconti a volte sono epici, ma spesso sono un po’ ridondanti.

Il libro svolge il suo compito di insegnamento.

COMMENTO FINALE

Simpatico libro scolastico che cerca di spiegare i miti. Trattati come favole un po’ dark, questi racconti mantengono comunque un certo tono epico, anche se la narrazione spesso presenta riferimenti moderni. Fa il suo dovere, ma non convince pienamente.

 

Appunti di lettura: “Il ciclo di Belgariad Vol. 1” di David Eddings

INIZIO: 23 Gennaio 2020

FINE: 12 Febbraio 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

Nella notte dei tempi il Dio Aldur rubò una pietra alle stelle e ne fece un gioiello prezioso, il Globo. Il potere del gioiello era grande e l’avido Dio Torak lo volle per sé perché attraverso di esso avrebbe avuto il dominio sull’occidente. Ma quando tese la mano per toccarlo, il Globo lo divorò con le sue fiamme. Ora Torak giace nel sonno senza fine della sofferenza e la pietra del potere non è più in suo possesso. Ma Zedar l’Apostata, discepolo prediletto, prepara il suo ritorno. Le sue trame segrete si intrecciano come i fili di una ragnatela e il giovane Garion, la cui vita trascorre serena in una fattoria dell’ovest, scoprirà il peso del proprio destino. (POSSIBILI SPOILERS)

23 Gennaio

Questa saga l’ho letta tanto tempo fa, quando ero una ragazzina. Ricordo poco o niente di questa storia, ma sono quasi certa che mi sia piaciuta… Questo volume racchiude i primi due libri della saga: “Il segno della profezia” e “La regina della stregoneria”.

Il prologo ha il sapore epico di un poema o di un’antica ballata. È il resoconto delle vicende che portarono ad una guerra fra popoli e dei… Al centro di tutto c’è il potente Globo di Aldur, pietra senziente, che è bramata dall’oscuro dio Torak. Toccherà alla stirpe di Riva custodire il mitico oggetto, mentre gli altri popoli vigileranno in attesa del nemico, mai sconfitto del tutto, torni per impadronirsene. E si narra che il maggiore peso di questa difesa sia sugli immortali Bergarath, il mago, e sua figlia Polgara.

11 Febbraio

Cap. 6 della seconda parte, o meglio, del secondo volume (qui riunito in un solo libro) “La regina della stregoneria”.

Se il primo volume era incentrato su Garion e la sua crescita, sulle sue prime scoperte e sulle prime tappe di un viaggio che lo condurrà al suo destino, in questo secondo, non solo il viaggio prosegue, ma si delineano maggiormente le personalità che lo accompagnano. La compagnia è eterogenea e ogni personaggio ha la sua storia, i suoi scopi, le sue ombre e le sue luci… Interessante.

Essendo il più giovane, Garion non viene quasi mai informato sulle verità che si celano dietro quel viaggio. Per scoprire le cose (e farle scoprire a noi) deve spesso origliare i discorsi dei grandi… Ma forse la sua “ignoranza” è necessaria per tenerlo al sicuro, perché è chiaro che in lui c’è molto più di quel che sembra. È chiaro anche che Polgara e Belgarath vogliono difenderlo, mentre i pericolosi Grolim lo cercano…

In ogni caso, lo scopo del viaggio è ritrovare il mago Zedar che ha rubato il Globo di Aldur con la probabile intenzione di donarlo al dio malvagio Torak…

12 Febbraio

Il processo di crescita di Garion procede, una crescita che prevede sbagli, eccessi e testardaggini. Il ricco corollario di personaggi permette ironie e avventura, tratteggiando personalità ben distinte e sfaccettate.

Fra tutti emerge Polgara, la bellissima, saggia e tremenda maga che ha cresciuto Garion, o meglio Belgarion, perché questo è il suo vero nome.

Durante il viaggio, il giovane scopre di avere dei poteri che non accetta. Ancora infantile per molti versi, Belgarion non sa ancora molto di se stesso e del destino che lo attende… mentre il lettore comincia a farsene un’idea…

Ricordo che alla prima lettura avevo trovato la principessa Ce’Nedra molto antipatica, adesso però non molto. Certo, è una principessa viziata al principio, ma trovo che la vicinanza a Polgara l’abbia aiutata. Pur avendo la stessa età, o quasi, di Garion, è più matura di lui.

Poi, non so se il suo lato insopportabile emergerà nei prossimi volumi… Non li ricordo bene.

COMMENTO FINALE

Splendida avventura fantasy che, tra ironie e battaglie, ci presenta un corollario di personaggi ben delineati (ognuno con la sua storia) e interessanti. Un lungo viaggio per il lettore in un mondo affascinante tutto da scoprire e un altrettanto lungo viaggio di crescita e scoperta per il protagonista.

 

Appunti di lettura: “Guida alla leggenda di Drizzt di R.A.Salvatore” di Philip Athans

INIZIO: 7 Febbraio 2020

FINE: 10 Febbraio 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

L’elfo scuro Drizzt Do’Urden estrasse per la prima volta le sue mitiche scimitarre nel romanzo “La lande di ghiaccio”, 1988; e fu allora che nacque una leggenda. Vent’anni dopo, la fama di Drizzt – e quella del suo creatore, R.A. Salvatore – si è estesa a dismisura in tutto il mondo.

(POSSIBILI SPOILERS)

7 Febbraio

Scritto in occasione del ventesimo anniversario dell’inizio delle avventure di Drizzt, questa sorta di compendio/riassunto non comprende tutte le opere che palano del ranger drow… No, si arriva a forse a metà, ovvero al libro “Il mare di spade”.

Peccato. Eppure non mi pento di averlo comprato. È un modo per “rivivere” i primi capitoli di una lunga saga che praticamente ha accompagnato tutta la mia vita…

9 Febbraio

Il volume non è esente da errori, refusi o imprecisioni di traduzione, ma le belle immagini stemperano un po’ la delusione per la poca cura.

Bisogna ricordare che è una “guida” e, come tale, dà brevi cenni dei libri in esame e delle schede riassuntive di tutti i personaggi incontrati nei primi tredici capitoli della saga.

10 Febbraio

Nell’ultima parte il libro sembra quasi un manuale del gioco di ruolo “Dungeons & Dragons” o forse più appropriatamente di “Forgotten Realms”.

D’altronde ciò non sorprende perché Drizzt Do’Urden non è solo un personaggio letterario, ma un dinamico protagonista di questo gioco di ruolo!

COMMENTO FINALE

Bellissime illustrazioni per un libro che è un riassunto del mondo di Drizzt Do’Urden. Utile per chi vuole ricordare i vecchi capitoli della saga. Il volume non è esente da errori, ma è un acquisto simpatico per gli amanti del fantasy e del famoso ranger drow.

 

#Recensione: “Il Monastero dell’Arcangelo” di Rosalba Bavastrelli


Un antico monastero fra i monti, un luogo ascetico, calmo e isolato, carico di segreti del passato, ma denso anche di vita presente, e una lupa, un animale selvaggio, un essere fatto di istinto e saggezza che a volte sembra trascendere la sua stessa essenza, senza mai scadere nel sovrannaturale, ecco i cardini fondamentali per un romanzo dai mille colori, trattato con mano ferma eppur lieve, dalle sfaccettature poliedriche e dai tanti risvolti. “Il Monastero dell’Arcangelo” ruota intorno alle vicende di Erik, giovane architetto sfiduciato e quasi cinico, il cui compito è quello di ricostruire, insieme ad un gruppo di restauratori, parte dell’antico monastero ancora in uso. E all’ombra del monastero, in un villaggio dall’apparente aria cupa e sonnolente, ma dalle nascoste trame, in una girandola di situazione diverse, la vita di tutti cambierà, proprio grazie all’arrivo dello “straniero”, che metterà alla luce ipocrisie e sofferenze, guarendo anch’egli dalle ferite del proprio passato. Man mano che si scorre nella lettura, ciò che sorprende è proprio la figura della lupa, che a volte quasi come essenza protettrice o chiarificatrice, aiuta Erik a comprendere se stesso, a confrontarsi con gli altri e forse persino a ritrovar la gioia di vivere. La natura non viene divinizzata, ma esalta Dio stesso, come quei monaci pieni di umanità e di Fede, che aiutano a superare le vicende a volte traumatiche e dure che permiano la storia. L’autrice però non è mai cruda nel trattare temi forti, ma li bilancia con la stessa poesia con cui descrive i luoghi. Un racconto fresco, una storia che è avventura, dramma, giallo ed introspezione… Un incontro speciale, come quello del protagonista con la lupa, che resta nel cuore!

– M.S. Bruno

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Vendetta e paura…

“Akaupat sedeva tranquillo nei suoi appartamenti, aspettando che, prima o poi, qualcuno gli comunicasse la nefasta notizia. Fra sé provava il modo migliore per dimostrare a chiunque glielo riferisse la sua sorpresa e il suo rammarico per una così grave perdita. Guardava allo specchio il suo viso spremere ipocrite lacrime e improvvisamente scoppiò a ridere, pienamente e di gusto, riempiendo la stanza dello squillo delle sue risate… E ciò che vide lo specchio fu la contorsione di un volto corrotto e malvagio, tracotante nella certezza di non esser mai scoperto.

Netto, nella stanza risuonò un rumore sordo e la porta cedette al calcio di Inoha. Accecato dall’ira, il giovane si gettò su Akaupat, che ancora con lo specchio in mano urlò di terrore.  Il figlio di Partaf serrò le mani intorno al collo dell’uomo che, sentendosi perduto, cercava di dibattersi sguaiatamente… E Inoha strinse la presa, ancora e ancora, sempre più, fin quando Akaupat sembrò cambiare colore… Negli occhi del giovane guerriero vi era solo il desiderio ardente di vendetta, cieco dolore che si era tramutato in furia. Akaupat fissando con terrore quello sguardo, sentiva lentamente il fiato scivolare via con la sua vita e capiva che per lui non ci sarebbe stata pietà. Poi, molte mani afferrarono con forza il giovane, impedendogli di perpetuare il suo proposito di vendetta sull’uomo, che ormai libero continuava a fissarlo terrorizzato, toccandosi il collo dolorante. Il governatore di Aium non aveva neanche la possibilità di parlare adesso, ma le sue urla di prima erano riuscite a richiamare delle guardie. Queste, consce solo dello stato d’allarme, ignare del resto, avevano visto solo l’aggressione subita da Akaupat, e mentre alcune di loro tenevano saldamente Inoha, altre si sinceravano dello stato di salute del governatore di Aium.

Akaupat, però, non li ascoltava, non ci riusciva, solo un pensiero ossessivo gli girava in mente, acutizzando la sua paura fino a livelli estremi: il figlio di Partaf aveva scoperto tutto, in qualche modo. Presto tutti avrebbero saputo. E il mondo intorno ad Akaupat iniziò a girare, suoni, voci, persino i contorni delle persone avevano perso consistenza, mentre la paura si impossessava sempre più della sua mente…. Si alzò traballando e cereo in volto cominciò a correre via, sotto lo sguardo attonito di chi non capiva il perché del suo comportamento. Inoha, intanto, era riuscito a divincolarsi dalle guardie che lo tenevano e sguainando la spada si era messo all’inseguimento di Akaupat. Anch’egli assente al mondo esterno, accecato dalla rabbia, non si era degnato di parlare a coloro che volevano fermarlo, solo il traditore esisteva e ciò che questi si sarebbe meritato. Il resto era solo un ostacolo da superare. Rovesciò mobili e sbarrò porte, ma riuscì a seminare chi lo inseguiva…

Akaupat corse traballando via, guardandosi di tanto in tanto alle spalle. Piangendo e lamentandosi aveva in mente solo la fuga. Era il terrore a dargli la forza di correre e fuggire via da colui che ormai era vicino.  Non vedeva dove stava dirigendosi, sapeva solo di dover fuggire. Così, correndo per i corridoi infiniti del Palazzo del Consiglio, non riusciva a scovare una via d’uscita. Chiuso in un labirinto, questo gli sembrava… Poi, le parole di Inoha, scandite e con voce fredda, a spezzare il silenzio…

– Maledetto, ti scoverò! Pagherai il tuo tradimento…Hai dato il primo colpo, ma non potrai vantartene! –

Akaupat non capiva da dove giungesse quella voce di morte, ma gli sembrò che fosse da molto vicino, così, in un gemito di pianto, entrò nella prima stanza che incontrò. L’uomo bloccò la porta dietro di sé con uno scaffale e si guardò intorno in cerca di una via di fuga o di un posto dove nascondersi. La polvere giaceva da anni, in quel vecchio studio, e i mobili antichi erano ricoperti da teli sporchi e laceri. La luce delle stelle penetrava da una finestra, congelando la stanza come fuori dal tempo… Forti passi echeggiarono nel corridoio e la maniglia della porta si abbassò piano, sotto gli occhi terrorizzati del governatore di Aium. Ed egli si guardò ancora intorno, ma nessun luogo lo avrebbe nascosto. Il panico cresceva in lui, man mano che l’uomo dietro la porta si faceva sempre più insistente nell’aprirla… E Akaupat vide la finestra e una possibilità di fuga.  Come lepre, corse verso di essa e avventandosi sopra cercò di aprire la maniglia arrugginita. Intanto colpi sordi di metallo provenivano dalla porta, e Akaupat capì di non aver più tempo. Con un supremo sforzo riuscì ad aprire la sua ultima possibilità di fuga, ferendosi profondamente a una mano e, con slancio, si affacciò al balcone… Era al primo piano del palazzo, dalla parte delle scuderie e, sotto proprio quella finestra, vi era un covone di paglia… Akaupat pensò che finalmente era stato fortunato. Poteva saltare sul quel covone senza riportare alcun danno e poi scappare con un cavallo il più lontano possibile. Ma sì, certo, si diceva, poteva chiedere aiuto al comandante dell’esercito che stava per giungere… Quell’uomo gli doveva una ricompensa… Intanto i rumori presso la porta si erano fatti sempre più forti e insistenti. I cardini stavano per cedere e presto Inoha sarebbe stato in quella stanza per ucciderlo, così Akaupat salì sulla balaustra e si lanciò nel vuoto, fiducioso di potersi salvare… Ma il nero della notte aveva celato agli occhi agitati di Akaupat la verità…”

Da IL SIGILLO DEL DRAGO INFINITO

Disegnare Xaver ed Alwaid…

E’ da un po’ che cerco di disegnare i volti dei protagonisti della mia nuova saga, ma riuscire, con la matita, a rendere appieno le diversità di espressione dei due, mi risulta difficile, benché abbia un’idea chiara di loro quando uso la penna…

Xaver“(…)Pur negli abiti grezzi che portava, ora macchiati di sangue, aveva il fare di chi è avvezzo a comandare, fiero, un portamento quasi nobile… Era avvenente, fuor di ogni dubbio. Era alto e slanciato, una figura atletica la sua, un’armonia di forza ed eleganza. Affascinante anche nei lineamenti maschi del viso, nelle linee sicure delle labbra e degli occhi. Le venne in mente l’aspetto di un felino… Un puma. Gli occhi cangianti d’oro la scrutavano con la stessa intensità del maestoso predatore. (…)”

Alwaid“(…)Lo sguardo del giovane era perso nel vuoto in un’espressione assente e penetrante insieme. Uno sguardo che rendeva nervosi, inquietava, poiché esso rendeva possibile l’impossibile scrutando misteriosi orizzonti oltre la soglia del tempo. (…) quello sguardo atavico si volse a lui. Fu come tuffarsi nell’ambra fossile, in una di quelle gemme preziose che a volte custodivano in sé piccoli segni di un passato remoto e affascinante, solo che gli occhi di Alwaid promettevano un balzo nel divenire… (…)Lo sguardo del veggente non perse la sua intensa assenza, la sua concentrata distanza. I suoi erano occhi che parevano saper ferire.(…)”

I due gemelli insieme“(…)I due giovani erano praticamente identici e, per quel pranzo, avevano accettato di vestire con abiti di simile fattura. Solo il colore cambiava. Tonalità calde, dall’oro al rosso impreziosivano gli abiti di Xaver, mentre gradazioni di verde e d’argento quelle di Alwaid… Entrambi non tradivano nervosismo sotto l’esame sbigottito e meravigliato della maggior parte del Clan dei Falchi. Entrambi sembravano ergersi fieri mentre i loro occhi di ambra scrutavano i presenti. Se il vecchio capoclan aveva suscitato autorità e rispetto, la visione dei due figli di Ideen non solo sbalordì ma provocò ammirazione. Magnifici, questo era il commento che sentì più spesso Vidas, sogghignando. (…)”

Con la matita, invece, continuo a provare…

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I risultati non mi soddisfano.

Chissà se qualche bravo artista vorrà aiutarmi a dar un volto “fisico” ai due… ^_^

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Alwaid e Xaver sono i protagonisti de L’OCCHIO DEL VEGGENTE, saga di M.S.Bruno

Due uomini destinati a diventar leggenda, due gemelli identici, ma guidati da un diverso fato… Xaver e Alwaid, il cavaliere e il veggente… Seguite le loro avventure!!!
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🌟L’EREDE PERDUTO – Vol 1

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🌟LE TERRE DEGLI INGANNI – Vol 2

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Il cerbiatto

capriolo-femmina-1“I colori dell’alba tinsero il cielo del loro splendore, ed era quadro che giace nel buio… Come occhio di artista, la luce si attardava sulla sua opera accarezzando lentamente le colline che svelavano le ombre da cui erano celate… La notte si rifiutava di andare, tentando un’inutile resistenza, ed era lotta fra l’incedere del giorno e la pigrizia della notte… Ed infine il sole si levò alto spezzando ogni incertezza…
Il gorgoglio del fiume accompagnava il suo lento scorrere, mentre la natura piano si risvegliava.
Un cerbiatto, uscito cautamente tra gli alberi, si avvicinò alle argentee acque e cominciò a bere. Le colline davanti a lui oltre il fiume non promettevano il dolce e familiare riparo che offriva la foresta alle sue spalle, e l’animale guardò la nuda sterpaglia con orrore, come se questa rappresentasse la morte che egli da sempre cercava di evitare… Predatori o prede, questo era il suo mondo… Tornò a bere ripensando ai profumi dei suoi boschi; presto sarebbe ritornato lì, insieme ai suoi simili, al sicuro… Un sibilo improvviso lo fece girare ed un forte dolore gli si irradiò dalle costole… Cadde… Liquida e calda sentì la propria vita scivolare via… Nella nebbia degli ultimi istanti, riguardò il fiume e le sterpaglie, sentì dei passi e vide dei neri stivali avvicinarsi a lui… Era la morte, lo sapeva…
Sifer, con un ghigno, si chinò sul corpo del cerbiatto. La sua freccia aveva fatto un centro perfetto, pensò. Avevano bisogno di riprendere le forze per l’inseguimento che li aspettava, e quella sarebbe stata un’ottima colazione.”

Da IL SIGILLO DEL DRAGO INFINITO

Inoha dei Leoni del Vento

Il drago infinito - Inoha

E’ uno dei protagonisti della saga “Il Sigillo del Drago Infinito”. E’ un giovane guerriero dalla grande ambizione, che non capisce il motivo per cui il padre Partaf, da generale dalle grandi vittorie, da cavaliere di AlbaNotte rispettato, si sia ritirato a far da governatore in una cittadina del remoto Kadir. Ama il padre ma freme nella sua ombra. Aspetta un’occasione per emergere e questa arriva, ma non come vorrebbe. E’ trascinato dagli eventi lontano dalla sua città, insieme a Safav. Man mano che la storia si dipana, Inoha capirà meglio il padre ed i suoi ideali. Si impegnerà con tutte le forze per impedire che la chiave del Sigillo del Drago Infinito venga ricomposta ed il libro di profezie aperto.

È uno dei personaggi che cambia di più nel proseguire della vicenda… Potremmo dire: “matura” grazie agli eventi…

La prima volta che compare è così descritto:

“(…)era un giovane uomo, dai capelli neri, lunghi sulle forti spalle. Sicuro, portava sotto il braccio ancora l’elmo ed una ferita sanguinolenta gli percorreva la guancia sinistra, deturpando i lineamenti perfetti. Gli occhi del colore del cielo scrutavano, fieri, il padre in cerca di una risposta.”

IL SIGILLO DEL DRAGO INFINITO

Partaf dei Leoni del Vento


Il drago infinito - Partaf
Uomo dal grande carisma e personalità, è uno dei personaggi de “Il Sigillo del Drago Infinito” che lascia più il segno su tutta la vicenda ed i protagonisti. Oltre ad essere il governatore della città di Chart, è un cavaliere di AlbaNotte. Come al solito, è qui rappresentato con un ritratto a dir poco approssimativo… Ma ormai vi è noto che (forse) son più brava con la penna che con la matita!

Comunque, così vien descritto la prima volta:

“L’attesa fu poca e Partaf entrò sicuro ed a grandi passi. Era un uomo sulla cinquantina, alto, quasi completamente calvo, robusto, ma ogni fibra del suo essere sembrava trasmettere forza ed infondeva un senso di fiducia e sicurezza. Era un uomo che incuteva rispetto.”

IL SIGILLO DEL DRAGO INFINITO

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