Il sole tramontava oltre il crinale…

“Il sole tramontava oltre il crinale. La baia era placida. Le barche da pesca erano cullate dal tenue sciabordio delle onde, mentre il villaggio cominciava ad assaporare la pace della notte imminente. Le case di quel paesello erano poche, tutte umili, tutte strette intorno al guardiano di marmo che era una silenziosa presenza vigile. I fieri lineamenti, consumati dalle intemperie, si volgevano al cielo, mentre il braccio destro indicava il mare. Forse lo ammoniva, forse lo benediceva… Il corpo perfetto riluceva nella sua nudità di rosa e arancio, sotto l’occhio dell’astro morente. A pensarci, era strano che un’opera di quella fattura si trovasse in un simile luogo, ma spiccavano un po’ ovunque là intorno ruderi di una città più antica. E la superba statua apparteneva a quel passato. Il villaggio di pescatori non aveva un nome, mentre la città un tempo era chiamata Haletas.
La mente dell’uomo dai sorprendenti occhi verdi, però, era ben lontana dall’ammirare il panorama. Con fare stizzito, egli si scostò dal volto una ciocca di capelli sfuggiti dal cappuccio del suo mantello. Lunghi e scuri, lisci come aghi di pino, questi erano mossi dalla brezza, quasi fossero vivi, quasi fossero un’ulteriore beffa al suo aspettare… E Athas, il “SenzaNome”, non poteva far altro che aspettare.”

Brano tratto da LE TERRE DEGLI INGANNI di M.S.Bruno

https://www.amazon.it/dp/B06XZBPG6V

 

La trappola dentata, arrugginita e smussata dagli elementi, era entrata nella sua carne profondamente…

La trappola dentata, arrugginita e smussata dagli elementi, era entrata nella sua carne profondamente. La mano che l’aveva brandita era stata feroce e senza pietà, eppure, oltre le nebbie del dolore, la sensazione di gelo che si alternava a quella delle braci ardenti, gli dicevano che era ancora vivo. Sì, lo era, si rialzò cauto Monar. La testa gli girava e i rossi raggi del sole erano simili a lame di sangue, ma era vivo e… solo. Manstet era sparito. Lo aveva creduto morto o forse prossimo alla fine e sicuramente poco ci mancava che così fosse davvero. Il sangue gli colava giù lungo il corpo, impiastricciando i suoi capelli e i vestiti, mentre le tante ferite dei denti arrugginiti che erano alla base del suo collo, gli pulsavano in maniera irrefrenabile. Seppe che sarebbe morto dissanguato se non avesse trovato aiuto, oppure lo sarebbe stato ad opera di qualche bestia feroce che avesse fiutato il suo sangue con l’arrivo della notte. Provò a camminare, ma non riusciva a stare dritto. Ogni passo non andava dove egli avrebbe voluto. Ma doveva raggiungere il suo cavallo, sempre se Manstet non se l’era portato con sé… Le palpebre gli si chiusero, mentre scivolava in ginocchio quasi senza rendersene conto. Non aveva più forze e in un soffio, con ironia, considerò che Manstet aveva vinto il loro combattimento e che la cosa faceva male al suo orgoglio. Era giusto pensare all’orgoglio, sentirlo ferito, mentre si moriva? Forse no, rise come se ridesse verso la morte stessa, ma era solo un uomo. E non c’era creatura più complicata… Faceva anche filosofia, adesso? Si prese in giro… Moriva, ma non in ginocchio, decise. Con le ultime forze si alzò in piedi e si forzò ancora a camminare. La sua spada, dov’era? Sul sentiero, si rispose. Non c’era altro da fare, doveva raggiungere la strada, sia se voleva tentare di salvarsi, sia se voleva morire con onore… E per una volta vita e morte seguivano la medesima via…

Brano tratto da LE TERRE DEGLI INGANNI di M.S. Bruno

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Scheda libro: LE TERRE DEGLI INGANNI, #romanzo #EpicFantasy

Titolo: LE TERRE DEGLI INGANNI (L’Occhio del Veggente Vol. II)

Autore: M.S.Bruno

Data di pubblicazione: 2 Aprile 2017

Formato: e-book (Formato Kindle)

Prezzo: 2,99€

Link d’acquisto: https://www.amazon.it/dp/B06XZBPG6V

Descrizione: 

Le vicende della vita hanno separato Alwaid e Xaver, ma nelle Terre del Vento, luogo originario dei loro genitori naturali, sono destinati a rincontrarsi. Seguendo le proprie visioni, il veggente Alwaid giungerà lì con l’intento di sventare i piani delle spie dell’Impero Laindar. Destreggiandosi fra intrighi e attentati, in uno scambio di ruoli, Alwaid si farà passare per il fratello Xaver, già conosciuto in quelle Terre, per compiere la sua missione. Xaver, intanto, in fuga dalla spietata prigione Laindar, chiamata Eremo, in cui era stato imprigionato ingiustamente, dovrà guidare un gruppo di disperati entro i confini del regno dell’Epsterio, dove saranno al sicuro. Ed entrambi i gemelli scopriranno quanto lunghi siano i tentacoli dell’infido Impero Laindar che non mira soltanto al controllo delle Terre del Vento, ma a creare uno spiraglio nelle difese dell’Epsterio. Le visioni di Alwaid e l’ardimento di Xaver potranno impedire l’infrangersi di una tregua sofferta ottenuta dopo più di vent’anni di guerra? E soprattutto Xaver riuscirà a proteggere il gemello dagli intenti del temibile “SenzaNome”?

Estratti (sparsi):

“Il sole tramontava oltre il crinale. La baia era placida. Le barche da pesca erano cullate dal tenue sciabordio delle onde, mentre il villaggio cominciava ad assaporare la pace della notte imminente. Le case di quel paesello erano poche, tutte umili, tutte strette intorno al guardiano di marmo che era una silenziosa presenza vigile. I fieri lineamenti, consumati dalle intemperie, si volgevano al cielo, mentre il braccio destro indicava il mare. Forse lo ammoniva, forse lo benediceva… Il corpo perfetto riluceva nella sua nudità di rosa e arancio, sotto l’occhio dell’astro morente. A pensarci, era strano che un’opera di quella fattura si trovasse in un simile luogo, ma spiccavano un po’ ovunque là intorno ruderi di una città più antica. E la superba statua apparteneva a quel passato. Il villaggio di pescatori non aveva un nome, mentre la città un tempo era chiamata Haletas.

La mente dell’uomo dai sorprendenti occhi verdi, però, era ben lontana dall’ammirare il panorama. Con fare stizzito, egli si scostò dal volto una ciocca di capelli sfuggiti dal cappuccio del suo mantello. Lunghi e scuri, lisci come aghi di pino, questi erano mossi dalla brezza, quasi fossero vivi, quasi fossero un’ulteriore beffa al suo aspettare… E Athas, il “SenzaNome”, non poteva far altro che aspettare.”

*****

“Le lingue delle fiamme danzavano intorno ai ceppi, li avviluppavano in un abbraccio sensuale che tutto pretende e che, con passione, consuma. Arancio, rosso, giallo erano i colori che si alternavano davanti ai suoi occhi, mentre egli perdeva il suo sguardo nel fuoco rimuginando su ciò che gli avevano appena raccontato. Xaver riguardò Fescys e subito si chiese come avesse fatto a non accorgersi delle cicatrici sul viso dell’amico. Oltre il segno trasversale di una lama nemica, adesso potevano notarsi altri piccoli segni. Erano ovunque sul suo volto e non solo. Quasi il giovane poteva immaginare le rosse formiche intente nel loro pasto… E Lohat… Chiuse gli occhi pensando a lui. Lohat morto. Gli sembrava una cosa impossibile. Quasi, con gli occhi della mente, poteva vederlo seduto dall’altra parte del bivacco, con il suo sguardo truce, il suo fare fosco e ombroso… Un capitano inflessibile e sicuro, un uomo ligio e severo, un amico fidato e prezioso… Era difficile immaginarlo freddo e immobile, perso nelle braccia della signora morte, assassinato da un gruppo di traditori che avevano mire diverse. Con gesto rabbioso s’alzò. Vi era silenzio su quella collina ed erano ormai soli, lui, Fescys e Monar. Pheis dormiva e gli uomini di guardia, Azat ed Ote inclusi, avevano raggiunto gli altri alla base del poggio. Non giungevano più canzoni né risate dal basso. Il campo era sprofondato quasi del tutto nel sonno, tranne vigili sentinelle, sotto un cielo screziato di freddi gioielli.- Se non me ne fossi andato… – cominciò.

Era arrabbiato, triste e sentiva che la colpa era tutta sua.

– Non cominciare a farti simili pensieri. – sbottò Fescys. – Non portano a nulla. Ad uccidere Lohat, a cercar di fare fuori me, non sei stato tu, ma uomini che ti volevano morto! Non sei responsabile delle azioni di chi cerca di ucciderti. Sarebbe assurdo! –”

Nuova Uscita! LE TERRE DEGLI INGANNI, seguito de L’EREDE PERDUTO, romanzo #EpicFantasy

Gli equilibri mondiali sono a un bivio. Il mondo sembra voler essere diviso fra due Imperi. I Regni ancora liberi sono in pericolo, malgrado le momentanee tregue. Molti segreti però sono stati svelati e Alwaid e Xaver sono pronti a spalleggiarsi contro ogni avversità, mentre le loro gesta cominciano a mutare gli eventi. Ma la loro leggenda è solo al principio…

LE TERRE DEGLI INGANNI, seguito de L’EREDE PERDUTO, disponibile su Amazon

Trama

Le vicende della vita hanno separato Alwaid e Xaver, ma nelle Terre del Vento, luogo originario dei loro genitori naturali, sono destinati a rincontrarsi. Seguendo le proprie visioni, il veggente Alwaid giungerà lì con l’intento di sventare i piani delle spie dell’Impero Laindar. Destreggiandosi fra intrighi e attentati, in uno scambio di ruoli, Alwaid si farà passare per il fratello Xaver, già conosciuto in quelle Terre, per compiere la sua missione. Xaver, intanto, in fuga dalla spietata prigione Laindar, chiamata Eremo, in cui era stato imprigionato ingiustamente, dovrà guidare un gruppo di disperati entro i confini del regno dell’Epsterio, dove saranno al sicuro. Ed entrambi i gemelli scopriranno quanto lunghi siano i tentacoli dell’infido Impero Laindar che non mira soltanto al controllo delle Terre del Vento, ma a creare uno spiraglio nelle difese dell’Epsterio. Le visioni di Alwaid e l’ardimento di Xaver potranno impedire l’infrangersi di una tregua sofferta ottenuta dopo più di vent’anni di guerra? E soprattutto Xaver riuscirà a proteggere il gemello dagli intenti del temibile “SenzaNome”?

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…l’allegro scoppiettare di un fuocherello riempì il silenzio…

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“…l’allegro scoppiettare di un fuocherello riempì il silenzio greve della grotta. Nessuno parlava. Ognuno era perso nelle proprie riflessioni, ognuno si sforzava di non sondare troppo con lo sguardo l’oscurità oltre l’arco di luce prodotto dal loro fuoco. Tutti erano stretti presso di esso per assorbirne il calore e la luminosità. In quel silenzio pieno del crepitare delle fiamme e del gocciolare delle acque dalle immense protuberanze di rocca sul nero soffitto, poterono udire altro… Scricchiolii e strisciare sommessi, e piccoli squittii. Vi era vita in quel luogo, ma non sembrava possibile che qualche creatura potesse resistere a quella oscurità perenne. Pareva che quel buio stesso fosse un’entità viva, un’entità capace di plasmare creature terribili…”

da L’EREDE PERDUTO, romanzo fantasy della sottoscritta, disponibile su Amazon 😉

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Brano tratto da “L’Erede Perduto”, romanzo #EpicFantasy

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“Le lunghe gambe si muovevano lentamente nelle placide acque cristalline, mentre ella si lasciava cullare dalla tenue melodia delle arpe che giungeva ovattata oltre le bianche tende. Il suo corpo nudo, ancora ben fatto malgrado fosse passato il fulgore della piena giovinezza, si crogiolava nel tepore di quell’acqua, di quella vasca dai marmi verdi che era un lusso della sua alta carica, dato che le altre dovevano lavarsi alla cascata. Suala avrebbe voluto rilassarsi, ma non poteva. Il comando e le responsabilità ad esse connesse, e il potere, solitamente grande fonte di eccitazione per lei, la reclamavano come la donna inginocchiata quasi sul bordo della verde piscina.

– Così è tornata. – si decise a dire, dopo attimi che parvero alla messaggera interminabili.

– Sì, Sacerdotessa Madre. – rispose lei con un cenno del capo e un leggero tremore nella voce.

Controvoglia, Suala si alzò dalle acque ed esse si attardarono sulla sua pelle, quasi a voler ritardare il distacco, come un amante restio a sciogliersi dal suo abbraccio. Ma la sacerdotessa non era donna da volgere indietro lo sguardo. Come in ogni cosa, persino nel gioco dell’amore, ella era solita pretendere e non dare, come sapevano coloro che avevano diviso la notte con lei.

Tranquillamente si fece avanti salendo su per gli scalini della vasca. Benché i suoi capelli corvini cominciassero ad aver qualche bianca ciocca, Suala era ancora avvenente. Mentre la messaggera la osservava, si ritrovò a pensare a ciò che si vociferava sulla sacerdotessa. Si diceva avesse un amante diverso ogni giorno e che molti fossero gli uomini e le donne legati a lei. Inoltre sembrava tenesse al proprio aspetto sopra ogni cosa. Come in uso fra le donne di Eleuka, aveva tatuati lungo tutta la gamba destra dei simboli che rappresentavano le tappe fondamentali della sua vita. Così, dato che Suala era una delle donne più potenti, i suoi tatuaggi riempivano quasi tutta la gamba, dalla coscia alla caviglia. Ad ogni suo passo i lunghi capelli si scostavano e permettevano che una cicatrice frastagliata, simile a ramo, fosse visibile in mezzo alle spalle. Si diceva che ella portasse lunghi i capelli proprio per celarla sempre, ma era per quella cicatrice, o meglio, per l’impresa ad essa collegata che Suala era stata scelta come Sacerdotessa Madre. Suala era stata guerriera abile e ambiziosa e da sola aveva intrapreso molte spedizioni di caccia fra le montagne e le sue valli impervie e nascoste. Ed era stata in una di quelle spedizioni che aveva incontrato un orso gigantesco e lo aveva affrontato uccidendolo. Al villaggio era tornata ferita, ma con la testa e la pelliccia dell’animale. Quella stessa pelliccia che era ora il simbolo del suo potere e con cui una solerte ancella fu pronta a ricoprirla. Era talmente nera e folta da avere, nella poca luce del bagno, riflessi blu intensi.

– Naturalmente… – continuò dopo poco la sacerdotessa, scuotendo dai suoi pensieri la donna che aspettava – …preparate i festeggiamenti. Una figlia di Eleuka è tornata, è cosa che merita la nostra partecipazione. Sarò felice di congratularmi con Naho di persona per l’esito felice del suo viaggio. –

La voce di Suala fu melodiosa come sempre e il sorriso che fece fu dolce e caldo, ma non si estese ai suoi occhi. Per un attimo, appena un battito di ciglia, sembrò alla messaggera che un freddo lampo di collera le attraversasse lo sguardo. La donna non poté non chiedersi cosa avesse provocato tale furia, ma poi si convinse di essersi ingannata e, scuotendo la testa, si congedò per eseguire gli ordini.

Quando ella fu uscita dal suo bagno, Suala poté manifestare quella furia che la messaggera aveva intravisto. Con un gesto secco, gettò in terra una delle tante piccole statue che decoravano l’ambiente, forme stilizzate di animali e piante. Le ancelle si ritrassero spaventate, facendosi più piccole nei loro angoli, e i musici oltre le tende fermarono la loro melodia. Suala sapeva controllarsi, ma la sua collera aveva scatti improvvisi, che erano motivo di timore e quasi terrore per chiunque la conoscesse oltre la sua parvenza formale. Ed ora era davvero infuriata. Non si aspettava certo che Naho tornasse, e quella donna era l’unica che poteva privarla di ciò che era suo. L’unica che le anziane avrebbero potuto scegliere per la successione.”

Brano tratto da L’EREDE PERDUTO di M.S.Bruno (ebook 2,99€)

Link d’acquisto: https://www.amazon.it/dp/B01MA697B5

lerede-perduto-coverLa guerra tra l’Epsterio e l’Impero Laindar imperversa ormai da decenni, ma la vita di Xaver e Alwaid procede abbastanza tranquillamente. Sono gemelli identici nell’aspetto, ma hanno diversi caratteri e aspirazioni. Xaver è socievole, impetuoso e ambisce a farsi una reputazione nelle fila militari della sua città, Ghoi. Alwaid invece è più pacato, introverso e vuole soltanto poter sposare la ragazza che ama, malgrado egli custodisca un prezioso segreto: possiede infatti il dono di prevedere alcuni eventi futuri. Nessuno dei due fratelli conosce la verità sulle proprie origini, ma l’arrivo di guerrieri dalle Terre del Vento nella loro sicura Ghoi, sconvolgerà per sempre le loro vite, separandoli. Tra agguati, inganni, misteriose visioni e mirabolanti avventure, Alwaid e Xaver saranno proiettati nel mondo per scoprire la verità sul loro passato, intrecciato alle pericolose mire di un uomo “SenzaNome” e alla complessa politica delle Terre del Vento, minata da spie e traditori.

 

L’Erede Perduto (#EpicFantasy #Fantasy)

Oggi in uscita…

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L’Erede Perduto

L’Erede Perduto… ritorna!!!!

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Dopo mesi di assenza (e una nuova revisione!) il mio ebook EpicFantasy, “L’Erede Perduto”, ritorna su Amazon!!!!

Uscirà lo stesso giorno dell’anno scorso (l’11 Novembre, il mio compleanno ^_^) e lo farà nelle sue vesti migliori.

Si può già prenotare QUI 😉

Ecco la trama:

Due Regni in lotta, l’uno per difendersi l’altro per espandersi, due fratelli che cercano la propria strada nel mondo e un destino da compiere, questa è la storia di Xaver e Alwaid e di come iniziò la loro leggenda…

La guerra tra l’Epsterio e l’Impero Laindar imperversa ormai da decenni, ma la vita di Xaver e Alwaid procede abbastanza tranquillamente. Sono gemelli identici nell’aspetto, ma hanno diversi caratteri e aspirazioni. Xaver è socievole, impetuoso e ambisce a farsi una reputazione nelle fila militari della sua città, Ghoi. Alwaid invece è più pacato, introverso e vuole soltanto poter sposare la ragazza che ama, malgrado egli custodisca un prezioso segreto: possiede infatti il dono di prevedere alcuni eventi futuri. Nessuno dei due fratelli conosce la verità sulle proprie origini, ma l’arrivo di guerrieri dalle Terre del Vento nella loro sicura Ghoi, sconvolgerà per sempre le loro vite, separandoli. Tra agguati, inganni, misteriose visioni e mirabolanti avventure, Alwaid e Xaver saranno proiettati nel mondo per scoprire la verità sul loro passato, intrecciato alle pericolose mire di un uomo “SenzaNome” e alla complessa politica delle Terre del Vento, minata da spie e traditori.

Seconda Edizione

“L’Occhio del Veggente”
L’Erede Perduto – Primo volume
Le Terre degli Inganni – Secondo volume (prossima pubblicazione)

Ambientate secoli prima degli avvenimenti svoltisi ne “Il Sigillo del Drago Infinito”, queste avventure, pur contenendo riferimenti al romanzo citato, non sono strettamente legate ad esso.

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L’Erede Perduto, oggi in uscita ^_^

L'Erede perduto cover 2Oggi è il giorno!!! ^_^ In concomitanza col mio compleanno, esce, nei migliori store online, il mio nuovo romanzo!!!

“L’Erede Perduto” di Maria Stella Bruno, Edizioni Il Pavone
(ebook-3,99€)
“Xaver e Alwaid sono gemelli identici nell’aspetto, ma diversi nelle aspirazioni. Xaver è socievole ed un po’ spaccone, sempre pronto ad ascoltare racconti di guerra, Alwaid è più schivo, solitario, a causa di una capacità rara e preziosa, quella di riuscire a prevedere alcuni eventi futuri. Entrambi i fratelli non conoscono le loro reali origini, ma l’arrivo di guerrieri dalle Terre del Vento nella loro tranquilla Ghoi, cambierà per sempre le loro vite. Vivendo numerose avventure, tra agguati, inganni e visioni misteriose, Alwaid e Xaver si troveranno proiettati nel mondo per scoprire la verità sul loro passato..”

Due uomini destinati a diventar leggenda, due gemelli identici, ma guidati da un diverso fato… Xaver e Alwaid, il cavaliere e il veggente… Seguite le loro avventure!!!

L’ebook è disponibile anche su:

laFeltrinelli.it  – Kobo  – Amazon.it – Mondadori Store

..E dato che questo è il mio giorno, vi faccio io un REGALO 😉 … Ecco il Prologo de “L’Erede Perduto”… 

“Più e più volte la donna urlò nella capanna, mentre il cozzare delle armi e il fragore della battaglia celavano al mondo la sua disperazione. La levatrice le asciugò il sudore sulla fronte e controllò la situazione all’esterno da un buco nella porta… Solo uomini che morivano e combattevano per insano desiderio di conquista, ma pareva che i loro soldati stessero avendo la meglio. La donna urlò ancora e l’urlo sembrò lacerare l’aria richiamando la levatrice che accorse. Fra sacchi di sementi, in un lurido magazzino, la vita stava per trionfare sulla stupidità degli uomini che sanno generare solo morte.
– Mia signora, abbiate pazienza… Vostro figlio sta per nascere. Vedrete, andrà tutto bene! – esclamò la levatrice, mentre osservava una piccola testa farsi largo.
Aveva visto mille volte una donna partorire, ma mai ne aveva aiutata una a farlo durante una battaglia, con la paura che uno di quei pazzi irrompesse nella stanza. La partoriente era per giunta nobile. Si asciugò il sudore dalla fronte. Intanto un’altra contrazione spingeva il bambino alla vita.
Il pianto del neonato riempì la stanza con l’urgenza e la prepotenza di cui la piccola presenza disponeva, sembrando sovrastare le urla degli uomini che morivano nei pressi della capanna.
– È un maschio. – disse la levatrice, mentre lo avvolgeva in un misero panno trovato e lo porgeva alla madre di giovane età, dai capelli dorati e gli occhi verdi e tristi. Ella sorrise pur continuando a provar dolore. Tenendo suo figlio fra le braccia, parlò con voce malferma:
– Ti chiamerai Xaver, come tuo nonno paterno prima di te ma di lui avrai solo questo, poiché egli nient’altro si merita. – Una nuova fitta le tolse il fiato, però subito riprese a parlare, mentre la levatrice si guardava intorno con la paura che cresceva ogni qualvolta il cozzare delle armi si faceva più vicino – Di tuo padre avrai… – continuò forzandosi – l’indole… Il coraggio, l’onore, la forza, la gentilezza… Egli non ha terre da darti, ma so che non ti serviranno… – Un nuovo profondo dolore la fece urlare e la levatrice, che si era accostata all’uscio chiuso del capanno, si avvicinò a lei, le prese il bambino e lo mise in una cesta. Poi, controllò la madre…
– Un altro! – esclamò con sorpresa. Intanto la nuova vita spingeva per venire al mondo.
La donna urlò ancora, mentre le forze l’abbandonavano. Sentiva che infine la sua ora era giunta, ma non voleva morire. Non voleva lasciare i suoi figli da soli al mondo. Gridò di nuovo e insieme pianse, mentre il suo secondo figlio lottava per nascere. Che cosa avrebbero fatto senza di lei? Non sarebbero sopravvissuti. Non avrebbero appreso del sacrificio del loro padre. Poi, il bimbo, un altro maschietto, nacque e il dolore si affievolì. La vita però fluiva via col suo sangue sulla terra brulla e alla sua mente vennero immagini di un tempo futuro… Sorrise, la madre, nel vedere i suoi due figli adulti, belli e forti, in una delle sue rare visioni che le concedevano di squarciare il velo del tempo. Con un fil di voce, mentre la levatrice avvolgeva il nuovo nato, disse:
– Alwaid, sarà il tuo nome… come la stella che è l’occhio del drago nel cielo notturno. Da me avrai il dono di anticipare gli eventi… Non mi conoscerete mai… – Dai suoi occhi scesero calde lacrime – ma tu e tuo fratello vivrete… Sì, vivrete! – In un mesto sorriso, nello scivolare dell’ultima lacrima giù dal suo giovane volto, la vita l’abbandonò.
Quando la levatrice si accorse della morte della donna, reggeva ancora fra le braccia il secondo nato. Il bimbo, dagli occhi d’indefinibile colore, socchiusi, stringeva con il suo piccolo pugno il dito di lei. Vi era tenacia in quella stretta, desiderio di vivere. Intanto, al di fuori della capanna, la battaglia proseguiva. La donna avrebbe voluto fuggire, avrebbe voluto farlo fin dal principio, ma non aveva potuto abbandonare la partoriente. La levatrice riguardò le due giovani vite indifese, ignare della battaglia e del lutto appena subito e si rese conto che avevano solo lei. Il pensiero la terrorizzò, ma al contempo sembrò darle forza.
Senza neanche ben sapere cosa stesse facendo, sistemò entrambi i neonati nella cesta, li ricoprì con dei panni e si avvicinò nuovamente all’uscio, con il suo fagotto sotto braccio. Dal solito buco spiò la situazione e, quando si ritenne pronta, scivolò fuori. La terra, calpestata e scura, era ricoperta di cadaveri e moribondi. Il fragore delle armi proseguiva, come la mischia che poco più in là continuava a generare morte. Fu la fortuna forse o le ombre sempre più avvolgenti della sera a rendere la minuta donna e il suo prezioso fardello quasi invisibile agli occhi dei soldati, così ella giunse infine in prossimità di Ghoi.
I suoi torrioni e le mura possenti si ergevano maestose verso il cielo vermiglio di un giorno morente, ancora pronte, per l’ennesima volta a resistere all’esercito invasore. A casa, si disse la donna con la cesta fra le braccia, finalmente.”

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