…l’allegro scoppiettare di un fuocherello riempì il silenzio…

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“…l’allegro scoppiettare di un fuocherello riempì il silenzio greve della grotta. Nessuno parlava. Ognuno era perso nelle proprie riflessioni, ognuno si sforzava di non sondare troppo con lo sguardo l’oscurità oltre l’arco di luce prodotto dal loro fuoco. Tutti erano stretti presso di esso per assorbirne il calore e la luminosità. In quel silenzio pieno del crepitare delle fiamme e del gocciolare delle acque dalle immense protuberanze di rocca sul nero soffitto, poterono udire altro… Scricchiolii e strisciare sommessi, e piccoli squittii. Vi era vita in quel luogo, ma non sembrava possibile che qualche creatura potesse resistere a quella oscurità perenne. Pareva che quel buio stesso fosse un’entità viva, un’entità capace di plasmare creature terribili…”

da L’EREDE PERDUTO, romanzo fantasy della sottoscritta, disponibile su Amazon 😉

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Brano tratto da “L’Erede Perduto”, romanzo #EpicFantasy

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“Le lunghe gambe si muovevano lentamente nelle placide acque cristalline, mentre ella si lasciava cullare dalla tenue melodia delle arpe che giungeva ovattata oltre le bianche tende. Il suo corpo nudo, ancora ben fatto malgrado fosse passato il fulgore della piena giovinezza, si crogiolava nel tepore di quell’acqua, di quella vasca dai marmi verdi che era un lusso della sua alta carica, dato che le altre dovevano lavarsi alla cascata. Suala avrebbe voluto rilassarsi, ma non poteva. Il comando e le responsabilità ad esse connesse, e il potere, solitamente grande fonte di eccitazione per lei, la reclamavano come la donna inginocchiata quasi sul bordo della verde piscina.

– Così è tornata. – si decise a dire, dopo attimi che parvero alla messaggera interminabili.

– Sì, Sacerdotessa Madre. – rispose lei con un cenno del capo e un leggero tremore nella voce.

Controvoglia, Suala si alzò dalle acque ed esse si attardarono sulla sua pelle, quasi a voler ritardare il distacco, come un amante restio a sciogliersi dal suo abbraccio. Ma la sacerdotessa non era donna da volgere indietro lo sguardo. Come in ogni cosa, persino nel gioco dell’amore, ella era solita pretendere e non dare, come sapevano coloro che avevano diviso la notte con lei.

Tranquillamente si fece avanti salendo su per gli scalini della vasca. Benché i suoi capelli corvini cominciassero ad aver qualche bianca ciocca, Suala era ancora avvenente. Mentre la messaggera la osservava, si ritrovò a pensare a ciò che si vociferava sulla sacerdotessa. Si diceva avesse un amante diverso ogni giorno e che molti fossero gli uomini e le donne legati a lei. Inoltre sembrava tenesse al proprio aspetto sopra ogni cosa. Come in uso fra le donne di Eleuka, aveva tatuati lungo tutta la gamba destra dei simboli che rappresentavano le tappe fondamentali della sua vita. Così, dato che Suala era una delle donne più potenti, i suoi tatuaggi riempivano quasi tutta la gamba, dalla coscia alla caviglia. Ad ogni suo passo i lunghi capelli si scostavano e permettevano che una cicatrice frastagliata, simile a ramo, fosse visibile in mezzo alle spalle. Si diceva che ella portasse lunghi i capelli proprio per celarla sempre, ma era per quella cicatrice, o meglio, per l’impresa ad essa collegata che Suala era stata scelta come Sacerdotessa Madre. Suala era stata guerriera abile e ambiziosa e da sola aveva intrapreso molte spedizioni di caccia fra le montagne e le sue valli impervie e nascoste. Ed era stata in una di quelle spedizioni che aveva incontrato un orso gigantesco e lo aveva affrontato uccidendolo. Al villaggio era tornata ferita, ma con la testa e la pelliccia dell’animale. Quella stessa pelliccia che era ora il simbolo del suo potere e con cui una solerte ancella fu pronta a ricoprirla. Era talmente nera e folta da avere, nella poca luce del bagno, riflessi blu intensi.

– Naturalmente… – continuò dopo poco la sacerdotessa, scuotendo dai suoi pensieri la donna che aspettava – …preparate i festeggiamenti. Una figlia di Eleuka è tornata, è cosa che merita la nostra partecipazione. Sarò felice di congratularmi con Naho di persona per l’esito felice del suo viaggio. –

La voce di Suala fu melodiosa come sempre e il sorriso che fece fu dolce e caldo, ma non si estese ai suoi occhi. Per un attimo, appena un battito di ciglia, sembrò alla messaggera che un freddo lampo di collera le attraversasse lo sguardo. La donna non poté non chiedersi cosa avesse provocato tale furia, ma poi si convinse di essersi ingannata e, scuotendo la testa, si congedò per eseguire gli ordini.

Quando ella fu uscita dal suo bagno, Suala poté manifestare quella furia che la messaggera aveva intravisto. Con un gesto secco, gettò in terra una delle tante piccole statue che decoravano l’ambiente, forme stilizzate di animali e piante. Le ancelle si ritrassero spaventate, facendosi più piccole nei loro angoli, e i musici oltre le tende fermarono la loro melodia. Suala sapeva controllarsi, ma la sua collera aveva scatti improvvisi, che erano motivo di timore e quasi terrore per chiunque la conoscesse oltre la sua parvenza formale. Ed ora era davvero infuriata. Non si aspettava certo che Naho tornasse, e quella donna era l’unica che poteva privarla di ciò che era suo. L’unica che le anziane avrebbero potuto scegliere per la successione.”

Brano tratto da L’EREDE PERDUTO di M.S.Bruno (ebook 2,99€)

Link d’acquisto: https://www.amazon.it/dp/B01MA697B5

lerede-perduto-coverLa guerra tra l’Epsterio e l’Impero Laindar imperversa ormai da decenni, ma la vita di Xaver e Alwaid procede abbastanza tranquillamente. Sono gemelli identici nell’aspetto, ma hanno diversi caratteri e aspirazioni. Xaver è socievole, impetuoso e ambisce a farsi una reputazione nelle fila militari della sua città, Ghoi. Alwaid invece è più pacato, introverso e vuole soltanto poter sposare la ragazza che ama, malgrado egli custodisca un prezioso segreto: possiede infatti il dono di prevedere alcuni eventi futuri. Nessuno dei due fratelli conosce la verità sulle proprie origini, ma l’arrivo di guerrieri dalle Terre del Vento nella loro sicura Ghoi, sconvolgerà per sempre le loro vite, separandoli. Tra agguati, inganni, misteriose visioni e mirabolanti avventure, Alwaid e Xaver saranno proiettati nel mondo per scoprire la verità sul loro passato, intrecciato alle pericolose mire di un uomo “SenzaNome” e alla complessa politica delle Terre del Vento, minata da spie e traditori.

 

Scheda libro: “Clessidre Notturne”, raccolta di poesie

libro-clessidreTitolo: CLESSIDRE NOTTURNE

Autore: M.S.Bruno

Data di pubblicazione: 1 Luglio 2016

Formato: e-book (Formato Kindle) / Cartaceo

Prezzo: 0,99€ / 4,99€

Link d’acquisto: https://www.amazon.it/dp/B01HTRXNQE

Descrizione: 
Raccolta di poesie.

Mistero ed emozione per attimi immensi. La magica seduzione del Tempo.

“Leggendo le liriche di M.S. Bruno, presenti in questa sua prima raccolta, si è trasportati in un luogo che sta a metà tra il cielo e il mondo degli uomini, da cui l’autrice attinge le immagini e le sublima, dove sole, vento, stelle, fuoco, ecc. sono lo spunto per illuminare stati d’animo contemplati nell’intreccio di parole, a volte distanti e contrapposte, nella visione, nel sogno.”

Alcune Poesie:

Un’avventura fantastica…

Un’avventura fantastica, un viaggio tra mistero e intrighi, una lotta contro il tempo per impedire che un pericoloso libro di profezie venga ritrovato e aperto… Cercalo QUI ^_^

Il Sigillo del Drago Infinito - cover

“Il Sigillo del Drago Infinito”

Il mistero della Caravella Portoghese

La Caravella Portoghese non è un antico vascello con cui i portoghesi conquistavano magari nuove terre, come credevo fino a qualche tempo fa, ma è un animale marino che ha l’aspetto di una medusa sebbene in verità sia una colonia di 4 diversi tipi di polipi reciprocamente dipendenti per la sopravvivenza.
Il nome latino di questo essere è physalia physalis ed un esemplare di questa specie è stata ritrovato sulle spiagge della provincia di Messina qualche mese fa. E dalle ricerche fatte, non è poi così strana la sua occasionale presenza nel Mar Mediterraneo, anche se è originaria dei mari tropicali, è diffusa pure lungo le coste Atlantiche spagnole, dove gira in branchi numerosi.
Il “problema” di questa strana “medusa” è che possiede ben 10 diversi tipi di veleni nei “tentacoli”(lunghi anche 30 metri), ognuno con un suo colore, di cui alcuni senza ancora rimedio.
E l’incauto bagnante, che s’avvicinasse a quella che sembra una semplice sacca galleggiante lunga circa 15 cm di un colore azzurro violacea a volte tendente al fucsia, che naviga placidamente a pel d’acqua, rischierebbe di incappare nei suoi lunghissimi ma molto sottili tentacoli, fortemente urticanti, che provocano un forte abbassamento della pressione sanguigna con conseguente collasso e, nei casi più gravi, shock anafilattico e possibile morte negli individui più sensibili…
Insomma non è una creatura da prendere alla leggera!
L’unico suo nemico in natura è la tartaruga che può nutrirsene senza problemi.

“Clessidre Notturne”, dal 3 Aprile…

Dal 3 Aprile sarà disponibile la mia prima raccolta di poesie ^_^

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 “Leggendo le liriche di Maria Stella Bruno, presenti in questa sua prima raccolta, si è trasportati in un luogo che sta a metà tra il cielo ed il mondo degli uomini, da cui l’autrice attinge le immagini e le sublima, dove sole, vento, stelle, fuoco, ecc. sono lo spunto per illuminare stati d’animo contemplati nell’intreccio di parole, a volte distanti e contrapposte, nella visione, nel sogno.”

dalla prefazione di Rosalba Bavastrelli

Già da ora è possibile prenotare l’ebook su: amazon.it

“La leggenda del drago d’argento” di Paolo Massimo Neri

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Una cicatrice a forma di testa di drago sul braccio di un ragazzo all’apparenza qualsiasi, ecco il centro del mistero che impernia la vita del protagonista Koddrey e “La Spada Nera”, primo volume della saga de “La leggenda del drago d’argento” di Paolo Massimo Neri. In questo libro gli elementi del fantasy ci sono tutti e ben trattati, con alcuni spunti nuovi.  Le vicende di Koddrey, o Kody per gli amici, un adolescente che ambisce a diventare cavaliere, sono narrate inizialmente con incertezza, poi man mano con maggiore scorrevolezza. La sensazione che lo stile e la confidenza stessa dell’autore con lo scritto migliori andando avanti nella lettura è netta.  La prima parte del libro è incentrata sulla vita di Kody a casa del nonno Guyl. I suoi allenamenti con il nonno nelle armi e nella magia, in attesa di completare la sua istruzione alla scuola di spada di Willysberg, sono esposti  senza annoiare, perché resta l’aspettativa di comprendere quel mondo fantastico e il mistero che si percepisce intorno al giovane protagonista, quei segreti che sono al centro della sua vita e delle sue origini. Misteri che si spiegano in parte nel proseguire la lettura. Come dicevo, Kody sembrerebbe un ragazzo normale in tutto e per tutto, a parte forse per i suoi occhi “di un bellissimo blu come le profondità del mare e splendenti come zaffiri”, come affermerà suo nonno, ma porta invece in sé un potere di cui non è consapevole. Col dipanarsi della storia, le domande di Kody sulla sua vita e sui suoi genitori, mai conosciuti, crescono e, come egli intuisce, molto gli è celato dagli adulti. E nella sua ricerca di risposte, il lettore viene accompagnato in un mondo che, pian piano, con il protagonista, impariamo a conoscere. Tutto poi arriva a complicarsi quando suo nonno lo lascia al castello di Willysberg e sparisce… Ma al castello, Kody incontrerà altri maestri, tanti amici, alcuni dei quali saranno al suo fianco, come si intuisce, anche nel percorso futuro. Ci saranno però tanti misteri e pericoli in agguato al castello, alcune domande troveranno risposte che porteranno anche ad altri quesiti… Insomma, in molte occasioni il povero Kody sarà davvero confuso. Il pregio e la diversità di questa storia consiste proprio nel fatto che non si parla subito dell’eroe già formato, ma del suo processo di crescita. Kody non ha tutte le risposte, non sa già fare tutto, benché abbia molte potenzialità. Nel romanzo si assiste anche al formarsi di una compagnia di futuri eroi di seconda generazione, ovvero i figli adolescenti di un gruppo di combattenti, ormai “quasi in pensione”, si ritrovano a spalleggiarsi come amici nella scuola e nella vita. E come Kody, anche loro hanno abilità da affinare e rafforzare. Sono come piccole piantine che ancora devono sbocciare. Proprio nelle vicende di Willysberg, la storia spicca il volo, acquista ritmo, spessore. Certo, ci sono delle pecche dovute soprattutto allo stile, (l’uso di troppi punti esclamativi e di poche virgole può essere una scelta dell’autore, ma personalmente ritengo che appesantiscano e ritardino la scorrevolezza della lettura) ma “La Spada Nera” è un buon inizio per una saga che promette scintille. Personaggi come Guyl Dosberg, nonno del protagonista, o come Ghonim, l’elfo in cerca della sua umanità, risaltano in maniera particolare. Simpatica l’idea del cavallo intelligente che sa comunicare col suo padrone (chi non vorrebbe un animale come Crizeel!), dargli consigli ed essere a volte persino più saggio di lui. Non convince completamente Teela che, a parte il suo ruolo di possibile futuro amore del protagonista e sua attuale confidente, non ha dato particolare prova di sé. Per quanto riguarda Kody, beh, speriamo solo che l’apprendere nel finale del libro il suo retaggio e le sue capacità, nel prossimo volume il suo potere non lo “schiacci”, rendendolo “lontano” e “irraggiungibile” persino agli occhi dei suoi stessi compagni e un “faccio tutto io” per il lettore. Sarebbe un peccato. Come per i protagonisti, “La Spada Nera” è un libro “in crescendo”, interessante, specie alla fine, avvincente. Aspetto di vedere come “matura” nel prossimo volume.  ^_^