Sirene: ammaliatrici dei naviganti

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Le sirene nell’immaginario moderno sono raffigurate come bellissime donne con la coda di pesce, ma è dal Medioevo che hanno questo aspetto. Nella mitologia greca esse erano orribili creature dalla testa umana ed il corpo d’uccello (simili alle Arpie), ma Omero, il primo che narra di loro, non descrive il loro aspetto, forse dato per scontato, ma ci fa sapere tramite le parole di Circe che ammaliavano i naviganti per portarli alla morte. Chi sente il canto delle sirene dimentica patria e sposa, bramando solo di raggiungerle… e le ossa dei morti si accumulavano intorno a loro… 960419531Sono due le sirene che cercarono di ammaliare Ulisse e sapevano tutto di lui, delle vicende accadute davanti a Troia. Conoscevano persino il suo nome, questo poiché erano onniscienti. Inoltre potevano anche controllare i mari e i venti. Infatti, quando Ulisse s’avvicinò a loro con la sua nave, il vento cessò immediatamente. La leggenda è ben nota a tutti… Legato all‘albero maestro della sua nave, Ulisse, colui che voleva tutto conoscere, passò indenne dallo stretto delle sirene… E vi è una leggenda successiva al racconto di Omero che narra delle due sirene che, prostrate per il loro fallimento con l’eroe, si suicidarono…

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La leggenda di Selene e Endimione

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Forse non tutti sanno che, per la mitologia greca, la Luna aveva ben tre dee ad occuparsi di lei: Artemide, famosa vergine cacciatrice, era la personificazione della Luca crescente, Ecate, misteriosa amante degli incantesimi e degli spettri, era la personificazione della Luna calante, e infine Selene che era la personificazione della Luna Piena… A quest’ultima è dedicata la leggenda di cui parlo. Al contrario di Artemide, Selene non aveva fatto voto di castità così, viaggiando di notte sul suo carro alato per portare la pallida luce della Luna agli uomini, le capitava spesso di occhieggiare curiosa verso il mondo umano. In questo modo incontrò Endimione, o meglio, così lo vide dormire in una grotta del monte Latino. Ma il ragazzo, un bellissimo pastore, non faceva mica un sonnellino, no! Avendo mancato di rispetto ad Era, moglie di Zeus, era stato condannato ad un perpetuo sonno. Ma questo non doveva importare molto a Selene che, evidentemente, amava i tipi silenziosi. Si innamorò subito del bel ragazzo che da quel momento andò a trovare nella grotta tutte le notti, per baciarlo e ammirarlo… Ci son tante versioni di questo mito. Una racconta che la condanna di Endimione aveva una scadenza e che Selene dovette solo mantenerlo giovane il tempo necessario perché si svegliasse e generasse con lei 50, dico 50 ( O_O ) figli… Altre dicono che fu lo stesso Endimione a chiedere di rimanere addormentato per non invecchiare, ma con gli occhi aperti, per poter osservare l’arrivo della sua amata Selene dal cielo… Altre ancora che si fece addormentare per sottrarsi ad ulteriori gravidanze ( XD ) … Insomma, il mito offre tante versioni, tante favole da ascoltare, spaccati di un mondo e di una fantasia splendida e immortale…

Mitologia: I personaggi della guerra di Troia – Ettore

800px-Postnikov_ProschGektoraFra tutti i personaggi deLIliade quello che, secondo me, rappresenta il vero prototipo dell’eroe dedito alla patria e alla famiglia è Ettore. Egli, figlio primogenito di Priamo e di Ecuba, era generoso e magnanimo, marito e padre affettuoso e figlio devoto. Durante la guerra difese Sarpedonte, il principe dei Lìcìi, valoroso alleato dei Troiani, ferito dalla spada di Patroclo; duellò con Aiace Telamonio, assaltò con favorevole risultato il campo Greco e appiccò il fuoco alle navi nemiche, infine uccise Patroclo. Questultimo gesto fece infuriare Achille (poiché Patroclo era suo cugino) che pretese un duello. Ettore, pur combattendo valorosamente, perì trafitto dall’eroe greco che, non contento, attaccò il corpo del principe Troiano al suo cocchio e per ben tre volte lo trascinò intorno al sepolcro di Patroclo. Solo le lacrime del vecchio Priamo lo fermarono ed in seguito fecero sì che restituissero il corpo al padre, perché fosse arso sul rogo. Quando Troia cadde, la moglie di Ettore, Andromaca, andò schiava di Neottolemo detto Pirro, figlio di Achille e poi sposa di Eleno (altro figlio di Priamo) che la riscattò. Astianante, figlio di Ettore e Andromaca, ancora neonato, dopo la presa della città fu scaraventato giù dalle mura per timore che potesse un giorno ristabilire il regno di Troia.

Mitologia: I personaggi della guerra di Troia – Paride

Pâris_Gillet_Louvre_MR1863Paride era il secondo figlio di Priamo e di Ecuba. Suo padre sognò che egli sarebbe stato la rovina della patria, così lo affidò, appena nato, al pastore Angelo perché lo esponesse sull’Ida. Ma il bambino si salvò grazie ad un’orsa che lo allevò. Successivamente il pastore stesso si prese cura di lui. Sul monte Ida Paride sposò Enone, ninfa e figlia del dio fluviale Cebron. E sempre lì fu chiamato a decidere chi fosse la più bella fra Era, Atena e Afrodite. Scelta quest’ultima, consegnò a lei il pomo di Eris ( il frutto d’oro che la dea della discordia aveva gettato ai piedi delle tre dee con la scritta: “Alla più bella” ) ed in cambio Afrodite gli promise in premio la più bella donna del mondo. Infatti dopo poco Paride, riconosciuto dai suoi genitori, tornò a Troia e da lì fu mandato a Sparta alla corte di Menelao, dove conobbe Elena. Il loro amore fu la causa della guerra di Troia, perché egli la portò con sé in Patria.
Nella guerra Paride, sebbene valente e talvolta coraggioso, non dimostrò particolare valore, standogli più a cuore la musica e gli amori. Con l’aiuto di Apollo riuscì tuttavia a uccidere Achille, ma poco dopo fu egli stesso ferito da Filottete, celebre arciere greco, con una freccia ereditata da Eracle. Le ferite procurate da queste frecce erano inguaribili. Conoscendo la sua sorte, Paride lasciò Troia al suo destino e tornò sul monte Ida, dove ritrovò la prima moglie, Enone, che si prese cura di lui amorevolmente fin quando egli morì. Si racconta che dopo la morte di Paride, Enone si suicidò per il dolore.

Mitologia: I personaggi della Guerra di Troia – Agamennone e Menelao

 

Come si è capito, la mitologa è piena di nomi e storie talmente complicate da assomigliare un po’ ad una telenovella. Non differisce la storia di Agamennone e Menelao…

800px-MaskeAgamemnonAgamennone era figlio primogenito di Atreo ed Erope, fratello di Menelao e come tale gli spettava il regno di Micene. Ma la tragedia era in agguato… Il cugino Egisto, cresciuto come un figlio adottivo dai genitori di Agamennone e Menelao, uccide suo zio Atreo e si impossessa di Micene! I due fratelli, ancora troppo giovani, per non perire anch’essi, furono costretti a fuggire a Sparta presso Tindaro, un re amico. E nella casa di Tindaro i due giovani incontrarono le future consorti, donne che segnarono il loro destino… Clitennestra ed Elena (figlie di Tindaro) sposarono l’una Agamennone l’altra Menelao. Sancita questa alleanza, suggellata con un doppio matrimonio, i due fratelli poterono avvalersi dell’aiuto del suocero, Tindaro, per tornare in patria e cacciare via lusurpatore. Quindi Agamennone divenne il più potente principe della Grecia e così quando Paride rapì Elena, egli e Menelao radunarono e convinsero gli altri re a una spedizione punitiva contro Troia. Agamennone fu prescelto come comandante supremo di questa enorme spedizione punitiva. Partì con cento navi e sotto Troia fu uno dei più valorosi eroi. Dopo la caduta della città, tornò in patria, portando con sé come schiava Cassandra, figlia di Priamo, re di Troia. Non appena ebbe messo piede nella reggia, però, fu trucidato da Egisto che, tornato a Micene in cerca di vendetta e del trono, in sua assenza gli aveva sedotto la moglie. Infine fu Oreste, figlio di Agamennone, molti anni dopo, a vendicare la morte del padre, uccidendo Egisto e Clitennestra.

800px-Menelaus_and_PatroclusMenelao – Figlio di Atreo, fratello minore di Agamennone, ebbe l’onore di sposare Elena, figlia di Zeus, ma ciò gli procurò più guai di quando potesse immaginare.
Il signore di Sparta, infatti, al momento delle nozze non poteva certo immaginare che la bellissima Elena di lì a poco sarebbe scappata (o rapita, dipende dalle versioni) con il principe Paride, il figlio di Priamo. Così, quando ciò avvenne, per riottenere la moglie, ma anche per riacquistare l’onore perduto, si rivolse al fratello Agamennone, re di Micene, e con lui radunò vari principi Greci e partì alla volta di Troia. E durante la guerra egli fu valoroso guerriero, duellò con Paride ed entrò coi  più bravi nel cavallo di legno per penetrare in città. Distrutta Troia, ripartì con Elena, ma errò per otto anni prima di poter ritornare in patria. Diede sua figlia Ermione in sposa a Neottoleno, detto Pirro, figlio di Achille. Alcuni dicono che Menelao non morì, ma sia entrato vivo negli Elisi come Proteo, vecchio dio marino, gli aveva predetto.

Mitologia: I personaggi della Guerra di Troia – Elena

Helen_of_Troy,_De_MorganSappiamo tutti chi fu nella mitologia Elena. Fu la causa della guerra di Troia, la donna ambita da Paride e Menelao, ma vediamo, in particolare, cosa dice la leggenda di lei.
Potremmo cominciare dal suo concepimento che fu ben lontano dall’essere normale. Zeus, il divino farfallone, sapeva che Leda era fedele a suo marito Tindaro, ma sapeva anche che ella aveva una passione smodata per i cigni. Quindi le si presentò come il più bel cigno esistente ed ella cedette… Bah, dirsi strano è poco! È la stranezza non finisce qui…
Leda rimase incinta ed infine partorii due uova! Sì, proprio così! In uno c’era Elena e Clitennestra, nell’altro Castore e Polluce (i Dioscuri).
Elena era di una bellezza straordinaria, al punto di essere considerata la donna più bella del suo tempo e come tale, giovanissima, attirò l’attenzione di Teseo che la rapì. I suoi fratelli però subito accorsero a liberarla e lei fu data in sposa, da Tindaro, marito della madre, a Menelao, re di Sparta. Un’altra leggenda vuole invece che Menelao vinse il diritto di sposare Elena ad una gara a cui parteciparono molti re e principi. Comunque sia andata, di fatto ella sposò Menelao e durante un’assenza del marito conobbe Paride, figlio di Priamo. C’è chi dice che egli la rapì, altri che Elena trovò il vero amore nel principe troiano ma, in ogni caso, entrambi lasciarono Sparta con la nave carica di molti tesori. Ciò diede origine, mitologicamente parlando, alla famosa guerra di Troia durata dieci anni. Da Paride, Elena ebbe cinque figli: Corito, Agavo, Ideo, Bunico ed Elena. Paride durante la guerra morì ed ella sposò Deifobo, altro figlio di Priamo. Ma quando Troia fu presa, Elena aiutò i Greci e consegnò loro Deifobo… C’è chi dice che fece lo stesso anche coi figli avuti da Paride, ma stendiamo un velo pietoso… Tornò in Grecia con Menelao, dopo ben otto anni di navigazione. Fin quando fu in vita il marito, ella visse in pace, poi i figli di lui la scacciarono ed Elena cercò rifugio a Rodi dove però l’impiccarono…

Ametista, il mito

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L’Ametista è adesso un bellissimo cristallo dai toni violacei, ma il mito vuole che in principio fosse una splendida ninfa. Dioniso, dio del vino e della gioia, si innamorò di lei, ma l’eterea Ametista non accettò le profferte amorose del forse troppo invadente corteggiatore e fuggì. Dioniso, comunque, non s’arrese e la inseguì dovunque ella andasse. Disperata, infine, la ninfa, che aveva votato la sua verginità alla dea della caccia, Artemide, si rivolse alla sua protettrice per ottenere salvezza, ed ella la trasformò in una bella pietra cristallina. Dioniso solo allora comprese il male che aveva fatto ad Ametista e, pentendosi del suo comportamento, versò sulla pietra una coppa di vino, che conferì al cristallo il caratteristico e attuale colore…

Ametista, poi, non è la prima ninfa che viene trasformata in qualcosa per sfuggire alle attenzioni troppo invadenti di un dio: un esempio fra tutti è quello di Dafne che, perseguitata da Apollo, dio del sole, dopo una preghiera a Zeus fu trasformata in alloro.

Dizionario illustrato di Mitologia

1Avete un libro del cuore? Beh, immagino di sì! Il mio, però, non è un romanzo ma un dizionario… un dizionario di mitologia. L’ho ereditato da mio nonno e per me questo libro è proprio mitico (eh,eh.eh!). Tutte le mie passioni hanno avuto inizio fra quelle pagine. Ricordo con affetto tutte le volte che chiedevo a mio nonno quel bel dizionario che egli amava e, mentre cercavo di ricostruire tutte le straordinarie e strane leggende che lì erano custodite, io imparai ad amare la fantasia. Ora, che mio nonno non c’è più a quel dizionario è legato indissolubilmente il suo ricordo, la sua immagine forte di uomo colto, dai grandi principi morali, ma soprattutto di affettuosissimo nonno dal sorriso contagioso…