Una nuova #recensione per “Il Monastero dell’Arcangelo” di Rosalba Bavastrelli

nuova copertina Il Monastero dell'Arcangelo Ecco una nuova recensione per “Il Monastero dell’Arcangelo” di R. Bavastrelli a cura della bravissima blogger e scrittrice Cristina Rotoloni… ❤

Erik in cerca della sua vita e giovane architetto che ha già raggiunto fama e successo accetta il restauro del monastero di San Michele sperduto tra le Alpi svizzere. In un villaggio ameno, chiuso nelle sue convinzioni, incontrerà pregiudizi e stima, rispetto e paura, ma soprattutto gli occhi accattivanti e ammaliatori di una lupa. Alessandra giovane restauratrice dal grande talento ma chiusa alla vita, si scontra con un architetto dagli occhi di giada cambiando l’esistenza di tutti. Scomparse, fantasmi, misteri, ma soprattutto amore e sentimenti, legati a un po’ di magia e spiritualismo, si intrecciano tra le vecchie mura che ospitano i frati ed il paesello tenendo il lettore con vivo interesse sul romanzo. La lettura leggera e scorrevole scivola in una buona narrazione che non si fa mai noiosa. L’autrice mescola sapientemente la spiritualità con mentalità chiuse e superstiziose. Dà vita a personaggi piacevoli da leggere e crea una storia invitante. Lo consiglio.

Maggiori informazioni http://cristina-rotoloni.webnode.it/news/il-monastero-dellarcangelo-di-rosalba-bavastrelli/

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Recensione: “Supernotes”di Agente Kasper e Luigi Carletti

supernotes“Una storia talmente reale da superare la fantasia”

Questo è ciò che dice, o meglio pensa fra sé l’avvocato Barbara Belli a proposito della vicenda in cui è stata proiettata, un retroscena incredibile, un mondo nel mondo, il “dietro le quinte” della Storia ufficiale, fatta di spie, corruzione, opportunismo, tripli giochi, dinamiche internazionali controverse e operazioni americane poco pulite. Il romanzo narra della storia di Kasper, nome fittizio di un uomo con tanti nomi, di uno 007 italiano “prestato” spesso alla CIA, che si ritrova “incastrato” in una faccenda “scomoda” al punto da rendere anche lui “scomodo”. Rapito in Cambogia, torturato e detenuto, passerà 373 giorni di pura agonia, di inferno, come anche lui definisce quel periodo, che lo costringeranno a rivedere la sua vita e infine a cambiarla definitivamente, una volta libero. La  narrazione è incalzante, lo stile duro, lapidario a volte, sicuramente incisivo. Ci viene esposta su “due fronti”: ciò che Kasper vive(durante la sua prigionia in Cambogia) e ricorda, le missioni passate che sono collegate in qualche modo all’indagine che lo ha messo nei guai, e le ricerche dell’avvocato Barbara Belli, a Roma (incaricata dalla famiglia di aiutare l’uomo), le sue scoperte su Kasper e la sua impotenza nello scontrarsi con “un muro di gomma” mentre cerca di smuovere le autorità italiane per salvare il suo assistito. “Supernotes” non è un libro “facile”, specie se si tiene conto che narra di una storia vera, che davvero da qualche parte c’è un uomo che ha vissuto quell’inferno, che ha subito torture fisiche e psicologiche, che si è sentito abbandonato dal Paese che serviva, ma che può ancora raccontarlo.  E per farlo è dovuto fuggire, altrimenti… Interessante è la parola chiave di questo libro, un “interessante” che non è blando o sornione, ma attento e vigile perché svela alcune cose del panorama internazionale passato (ma poi davvero tanto!?!) ed altre del Bel Paese. Ciò che risalta maggiormente è l’onnipresenza americana su tutto, della CIA e di altre sigle che cercano di fagocitarsi a vicenda, una guerra intestina fra “Ditte” sorelle che crea più danni che altro anche a livello internazionale. Poi c’è la durezza, la spietatezza, la ferocia di un Paese, la Cambogia, vista oltre l’occhio del turista, nelle verità scomode, inumane, non certo mostrate nei dépliant pubblicitari. Beh, dopo aver letto “Supernotes” mi son detta: “Accidenti! Ed io che mi indignavo delle schifezze che la politica, internazionale e non, combina alla luce del sole, sotto i riflettori dei Media! Chissà cosa accade oltre lo sguardo del popolo, quante verità celate, quanti panni sporchi insabbiati, quanta sofferenza, quanti giochi di potere!” … Niente di nuovo, mi son detta infine. La Storia ha i suoi segreti, ma non sempre rimangono tali, vedi “Supernotes”…

Quattro stelle su cinque.

Recensione: “Storia del lupo Kola” di Francesco Perri

storia_del_lupo_kolaUscito nel 1960, “Storia del lupo Kola” ha come tema il rapporto fra Uomo e Natura. Kola, lupo catturato da cucciolo, vive i primi tre anni della sua vita nella casa dell’uomo, a malapena consapevole dei suoi istinti assopiti dall’amorevole “prigionia”. Alla fine, proprio per salvare il suo “padrone” si riapproprierà della libertà. Sembra una storia già sentita, alla Jack London che in libri come “Zanna Bianca” e “Il richiamo della foresta” ha narrato di simili argomenti, ma non è così. “Storia del lupo Kola” offre soprattutto il punto di vista del lupo, come si potesse avere uno squarcio sui pensieri segreti di un animale in fondo ancora selvaggio. Il libro possiede una semplicità ed una dolcezza simile alla fiaba. Malgrado alcune… definiamole ingenuità sulla vita del lupo (ad esempio che non avrebbe l’odorato), il romanzo riesce a dare all’animale la giusta aura indomita e selvaggia, donandogli allo stesso tempo nobiltà e forza degni della sua maestosità, per la quale l’uomo prova da sempre fascino e paura. In definitiva, ho trovato la lettura scorrevole, discreta, anche se denuncio una poca cura dell’edizione che ho trovato. Nonostante la bella e accurata prefazione di Francesco Bevilacqua, virgolette mancanti, frasi messe a capo improvvisamente, punti dispersi, dimostrano estrema distrazione di chi si è occupato dell’ennesima stampa. Dato che l’autore non può più indignarsi, mi sento in dovere di farlo io per lui.

Tre stelle e mezza su cinque.

 

Compiti per l’estate

estateL’estate è arrivata. La bella stagione non si è fatta attendere, col caldo, il sole e le sue tante promesse, ma la sottoscritta è ben lontana dal godersi una fresca bevanda sotto l’ombrellone, a respirare l’aria salmastra, mentre la dolce risacca del Mediterraneo mi rincuora delle pene dell’inverno… No, quest’anno per me niente viaggi, niente mare, però non mi lamento, anche perché non ci otterrei nulla. Causa di forza maggiore. Beh, però restando in città, potrò, forse, dedicarmi alla lettura, ai tanti libri che, ammonticchiati sul comodino, mi occhieggiano con fare torvo… C’è “Storia del lupo Kola” di Francesco Perri, un romanzo-fiaba con protagonista un lupo. C’è “Supernotes“, le avventure dell’agente Kasper, un romanzo biografico che promette adrenalina e intrighi internazionali. E c’è anche “Se l’uomo non più domanda e Dio non più risponde” di Mario Germinario, esposizione filosofica scritta da un sacerdote. Questo solo per i “cartacei”. Il mio lettore ebook è stracarico di romanzi che mi attendono, tra cui “Diamond, il mio miglior nemico” di Erika Corvo e la silloge poetica “Nudità” di Angela Meloni… Ok, mi hanno assegnato (o mi sono assegnata) i compiti per l’estate… Naturalmente, vi terrò aggiornati. Qui, sul blog, riporterò le mie opinioni su questi libri e su altri, sempre cercando di trovare il tempo per scrivere. Dovrei finire di mettere su carta la novella “Un bicchiere di Scotc” ed ho iniziato a scrivere il nuovo romanzo con protagonisti Alwaid e Xaver, “L’ombra delle Torri“. Dopo l’esperienza di “Nuova Era“, storia di fantascienza, mi frulla in testa il continuo… Insomma, mi tengo occupata e aspetto che questo periodo passi. Un periodo “impegnativo” per molti versi, non solo per la mancata vacanza. Ma, come si dice? Ciò che non ti uccide, ti fortifica…

Sperando in ciò, auguro a voi una felice estate! ^_^

Recensione: “Il Cavaliere del Giglio” di Carla Maria Russo

cavaliere-del-giglioBuon lavoro di ricerca per un romanzo storico ambientato nella Firenze del XIII secolo, dilaniata da lotte intestine fra Guelfi e Ghibellini e guerre con le città vicine. Buon lavoro di ricerca, dicevo, per una storia che è un ibrido fra cronaca e romanzo. Ibrido, perché a tratti l’esposizione delle vicende cittadine “sommerge” ogni altra cosa, persino i personaggi che spariscono nell’elenco di ciò che accade a Firenze. Ma della cronaca manca l’obiettività, dato che l’autrice mirava a farne un romanzo con protagonista Farinata degli Uberti. Questi appare, ma non si delinea come uomo, solo come eroe e amante della patria. Altri personaggi, fra cui nonno Schiatta e persino il guelfo Ranieri Zingane, sembrano avere maggiori sfaccettature rispetto a Farinata ed il fratello Neri. Ho trovato quindi molto difficile la lettura, non tanto per lo stile, ma appunto per la scelta della narrazione un po’ “fredda”, non evocativa. Avrei preferito un racconto più “personale”, non perso nelle pieghe della storia, nel senso che quegli eventi, così ben ricercati, potevano essere esposti, e quindi vissuti dal lettore, attraverso “gli occhi” del protagonista. Non parlo di un romanzo in prima persona, ma di una narrazione capace, attraverso emozioni, sentimenti e dure prove (non una cronaca storica dei semplici eventi) di far conoscere il personaggio, capirlo e forse amarlo. La ricerca è importante, direi fondamentale in un romanzo storico, ma lì dove essa non arriva (come potrebbe!?!), si può pensare al possibile. E’ la fantasia e la creatività dell’autore a colmare i buchi, in pratica a far tutto il resto. “Il Cavaliere del Giglio”, a mio parere, si arena sulla cronaca storica e lì rimane, concedendo poco respiro alla narrazione romanzesca ed al lettore, che anela solo di “tifare” e capire, immedesimandosi nel protagonista.

Due stelle su cinque, solo per la ricerca.

Arrivano i primi commenti su “Clessidre Notturne”… ^_^

“Ho deciso di lasciare qui il mio contributo personale, perchè ho trascorso un piacevole pomeriggio in compagnia della raccolta poetica CLESSIDRE NOTTURNE. L’autrice ha il potere di evocare presenze arcane ed ancestrali, trasportare il lettore in altri mondi, talvolta irreali, talvolta d’altri tempi dove nella luce soffusa delle candele le parole si rincorrono inseguendo ideali, e racconta mondi sempre nuovi, ci fa volare trasportati dal vento delle passioni… insomma un autentico susseguirsi di luoghi celati e forti emozioni. Chi ama la poesia non può perdersi questa raccolta, ad un prezzo assolutamente concorrenziale. E le 10 piccole perle: non potevano mancare gli haiku. Consigliato.”

Silvia Pattarini – 06/04/2014 11:43  voto 4 su 5 da InMondadori

Grazie Silvia!!! ❤ ^_^ ❤