“La sposa del capitano” di Aura Conte – #Recensione

Letto per voi in anteprima… 😉

Ginevra De Panè è una giovane nobile, prima di quattro figlie, che già dimostra al suo primo apparire di essere l’anima del racconto, di essere “controvento” per l’epoca. Ama leggere in un periodo in cui per le donne era disdicevole, sicuramente non richiesto, e ci tiene a tenersi informata sullo stato delle finanze paterne, anche a costo di spiarne le carte di nascosto. Attraverso le sue vicende e quelle della sua famiglia apprendiamo l’evolversi di una situazione che vede Messina da capitale della Sicilia, con diritti secolari, quasi “indipendente” dal governo spagnolo che pur la possiede, diventare, dopo una sanguinosa rivolta (1674-78), un guscio di oppressione e paura, privo di orgoglio e memoria…

“Correva l’anno 1672. Il sole quella mattina illuminava l’antica Messana, capitale della Sicilia…” e la città sullo Stretto era arroventata non solo dall’astro impietoso che generava carestie, ma anche da fermenti politici che porteranno, due anni dopo, ad una rivolta che verrà repressa senza pietà. Ginevra, si introduce di nascosto del padre nel Senato cittadino per assistere ad una riunione, unica donna in una sala in cui possono scoppiare tumulti fra Merli e Malvizzi, due fazioni opposte ma fraterne, fomentate l’una contro l’altra dal potere spagnolo che voleva avere solo una scusa per depredare Messina dei suoi privilegi e assoggettarla al suo predominio. Da quel momento, da quella riunione, la vita di Ginevra cambierà per sempre, non solo per ciò che accadrà in città, ma per l’incontro con un giovane capitano spagnolo, Rodrigo Olivier, la cui esistenza si intreccerà alla sua indissolubilmente. Il loro rapporto non sarà facile. Entrambi orgogliosi, commetteranno diversi sbagli che rischieranno di allontanarli di più del fatto di essere, in pratica, su due fronti diversi. E mentre Ginevra e Rodrigo vivono i loro dolori personali, le loro tragedie, le ripicche, i sorrisi, risalta Messina, altra indiscutibile protagonista del romanzo. Una Messina fiera che inizialmente rifiuta di chinare il capo all’oppressore straniero, ma che poi si fa imbrogliare dalle trame di questi, in un gorgo di sangue che porterà fratello contro fratello e infine ad una rivolta che, con l’aiuto francese, scaccerà per un po’ i nemici lontano. La libertà della bella città, però, durerà poco. Messina subirà l’onta di essere privata non solo di moltissime vite, ma di ogni cosa che la rendeva ciò che era. Perderà l’università e qualsiasi autonomia, ma anche tutte le memorie storiche…

Lo stile del romanzo sembra volersi avvicinare a quello delle cronache del tempo narrativo, quasi fosse una di quelle memorie o documenti scampati all’ira spagnola che depredò Messina non solo dei suoi antichissimi privilegi, ma della sua stessa identità culturale. La rabbia e la tristezza per ciò che successe allora sembra impregnare il romanzo, quasi fosse ancora una ferita aperta e ci rende più “vere” le vicende di Ginevra, i suoi patimenti, ma anche la sua forza che, per varie vicissitudini, la vedranno sola con una sorella ed un giovanissimo amico ad occuparsi delle terre baronali. E anche il suo amore per Rodrigo, combattuto, negato al principio anche a se stessa, ma che infine matura e trionfa oltre ogni difficoltà “intanto che le onde del mare allontanavano il passato in vista di un futuro ancora ribelle come il vento.”

– M.S.Bruno

Un romanzo storico “tra paesaggi e dominazioni” – Intervista ad Aura Conte

cover controvento

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Aura conte

Aura Conte, trentunenne siciliana e Amazon/Kobo/iTunes Bestseller author, nasce a Messina (Italia), il 21/09/1983. Diplomata presso il Liceo classico F. Maurolico di Messina anno 2002, laureata all’Università degli Studi di Messina presso la facoltà di Scienze della Formazione (108/110), con tesi “Molto rumore su Shakespeare“. Ha all’attivo 3 libri pubblicati: Purpureo Re-Birth (saga fantasy), Strawberry Fields e Controvento (romanzo storico).

Ispirazione

Altro giorno ed altro ospite alla Locanda dell’Inchiostro Versato! Oggi conosciamo meglio la scrittrice Aura Conte che, grazie al suo romanzo storico “Controvento”, ha già cominciato ad “emergere” nel vasto e difficile mondo editoriale. La mia conterranea (siamo entrambe di Messina!!!! ^_^) ha raccontato della mia città nei suoi maggiori fasti, quando, battagliera e fiera, non abbassava il capo davanti a niente e a nessuno, pronta sempre a far rispettare i suoi diritti. Pronta a… Ok… non continuo… Mi son lasciata prendere “dall’amor di patria”! Meglio ascoltare Aura…

1. Come nasce la tua passione per la scrittura, il tuo desiderio di scrivere?

Nasce da piccolissima, mi piaceva scrivere storie e poi metterle in scena. Per più di una decina di anni ho studiato recitazione teatrale e cinematografia, attraverso diversi corsi o meglio tutti quelli che riuscivo a trovare nella mia città. L’amore per la scrittura mi ha accompagnato e si è accostato a tutto ciò con il passare degli anni.

2. Qual è il tuo bagaglio di letture ed esperienze? Hai un modello a cui ispirarti?

Sono una lettrice accanita, mi piacciono diversi generi dall’horror al fantasy passando per i romanzi storici e i grandi classici. Probabilmente Fitzgerald, Joyce, Shakespeare, King, Bukowski e Hemingway sono parte fondamentale del mio bagaglio di letture serie ma non m’ispiro a nessuno in particolare. Cerco di scrivere di ciò che mi piace senza dimenticare d’inserire un po’ di ironia e tanto sarcasmo quando la storia me lo permette.

3. Il tuo romanzo “Controvento” ha avuto parecchi consensi, al punto da ricevere diverse menzioni in testate nazionali. Come vivi il successo ottenuto? Ha cambiato qualcosa nella tua vita?

Non vivo molto il successo, anche quel poco che ho ottenuto, non mi piace molto l’idea di ritrovarsi isolati sopra un piedistallo nel momento in cui vieni “scoperto”. Quindi passo le mie giornate a cercare di interagire con più lettori possibili, i circa 30.000 followers e chi mi supporta, per evitare il distacco che il successo solitamente comporta. Noto, specialmente online, che moltissimi artisti raggiunto un minimo di successo si elevano sopra la massa, giudicano tutti e di rado interagiscono con chi li supporta… Io non sarò mai una persona del genere. Però, quel minimo ottenuto, ha cambiato la mia vita in tre cose: 1) i miei amici ora si contano sulle dita di una mano. 2) Non posso mai lamentarmi di qualcosa, parlare troppo o commettere uno sbaglio. 3) Il curriculum ha due o tre cose aggiunte in lista ma continua a doverne avere molte di più.

4. Ogni grande idea ha un quid iniziale, un qualcosa che accende la scintilla dell’ispirazione per scrivere un libro. Per te cosa è stato?

L’amore per la storia e l’osservare la città in cui vivo. Dopo aver studiato e letto quanto fosse splendida Messina in tanti classici della letteratura, mi son domandata come oggi si sia ridotta tanto… pessimamente. Chi è passato in città negli ultimi anni sa a cosa mi riferisco.

5. I temi fondamentali di “Controvento” sono…

La storia: le vicende storiche narrate, seppur crudeli, sono tutte reali. La guerra o rivolta di Messina, dipende dalle fonti. L’amore tra i personaggi principali, Rodrigo e Ginevra, ma anche l’amore che ognuno di noi prova per la propria famiglia e origini. La città di Messina, tra paesaggi e dominazioni.

6. Perché trattare proprio questi argomenti?

Per dimostrare che la Sicilia non è fatta solo di stereotipi stupidi ma anche di una storia piena di uomini che hanno combattuto per la loro sopravvivenza. Per dimostrare che Messina sia stata per lungo tempo di più di una città “morta”.

7. Il tuo è un romanzo storico. Hai dovuto fare molte ricerche? Quanto la fantasia si interseca con i fatti realmente accaduti?

Le ricerche effettuate per Controvento sono state abbastanza complicate. Il libro è stato inizialmente scritto in un mese (Novembre 2010), poiché ha fatto parte dell’iniziativa globale per scrittori NaNoWriMo (ora è nella lista ufficiale dei libri pubblicati nel loro sito). Quindi le prime ricerche sono state fatte in un breve periodo di tempo e corrette per circa due anni. Purtroppo, come spiegato nel libro, i documenti sopravvissuti alla rivolta sono pochi e specialmente non molto accessibili. La fantasia è venuta in aiuto solo per quanto ha riguardato i personaggi, sebbene con dei limiti. Le donne di Controvento possono apparire rivoluzionarie e moderne, ma la verità è che nella storia della città di Messina si sprecano i nomi di donne che hanno combattuto forti come uomini per la salvaguardia delle loro famiglie, anche se “femmine” e siciliane.

8. Mentre scrivevi hai riscontrato delle difficoltà? Ci son state più “gioie o dolori” nella stesura? Condividi qualche aneddoto…

Premetto che soffro d’insonnia, ma devo dire che questo testo ha peggiorato il problema durante la stesura e nei due anni successivi. Ricordo, durante quel mese infame, serate passate online con una persona a me molto vicina che leggeva di tutto il mio stress, ore e ore in cui cercavo di elaborare idee e unirle agli eventi storici tra l’italiano e l’inglese. Oppure giornate a cercare carte e mappe della città poiché vi erano posti come il Senato o la Palizzata che con il tempo sono stati distrutti, riuscire a collocarli rispetto alla Messina di oggi è stato un tormento.

9. Perché il tuo romanzo è diverso da altri?

Perché nessuno ha raccontato questi eventi storici sino ad oggi in forma di romanzo.

10. Rivoluzione digitale: ebook o cartaceo? Cosa pensi dell’uno e dell’altro. Pregi e difetti.

Gli ultimi testi cartacei che ho acquistato erano relativi alla mia tesi di laurea su “Molto rumore per nulla” di William Shakespeare, anni fa. L’odore della vecchia carta, intendo libri antichi, è stupendo ma oramai acquisto, divoro e leggo solo ebook. Costano di meno, pesano di meno e ne posso portare con me anche 100 sul cellulare, pc, tablet, eReader e lettore Mp3. Per una divoratrice di libri come me, che tra l’italiano e l’inglese legge circa due o tre libri a settimana, l’ebook rappresenta un salvezza. Ebook tutta la vita o almeno sino alla prossima invenzione.

11. Oltre ad essere scrittrice, sei anche co-editor di Iside Onlus e collabori con Edizioni il Pavone. Cosa pensi del mondo editoriale italiano? Cosa cambieresti come autrice e come “addetta ai lavori”?

Ho iniziato a collaborare ufficialmente con la casa editrice anni fa a causa di un progetto da me creato “Parole Indipendenti” in sostegno degli scrittori emergenti, attraverso l’associazione di arte e cultura Iside Onlus, di cui sono vice presidente dal 2004, e continuo a farlo come sempre a titolo gratuito in quanto onlus e per amore della letteratura. Il mondo editoriale italiano è in uno stato di estrema confusione. A causa di amici scrittori, editor e artisti che vivono all’estero come in Inghilterra, Spagna o Stati Uniti spesso mi ritrovo a parlare delle differenze sostanziali tra noi e loro. In Italia non viene promossa la lettura dei libri, le piccole case editrici non hanno agevolazioni, gli ebook stanno prendendo piede solo adesso più per moda che per piacere di leggere e scrivere. In tutto questo bisogna aggiungere che siamo in tempo di crisi. Come autrice cambierei l’educazione alla lettura, o meglio, l’identificazione del “libro” come qualcosa legata prettamente allo studio e non al piacere. Come addetta ai lavori, vorrei tanto che il governo si rendesse conto che esiste “anche” la piccola e media impresa, l’editoria ne fa parte ed è al collasso. La maggior parte delle case editrici chiude perché non vengono venduti abbastanza libri per pagare le tasse annuali, senza contare i costi riguardanti la creazione di un libro, specialmente se in cartaceo. Bisognerebbe fare delle agevolazioni che aiutino a tal punto le case editrici NOEAP a poter produrre libri e ebook senza ridurle alla chiusura o a divenire EAP perché non è possibile andare avanti.

12. L’ultima domanda… l’immancabile… Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sto scrivendo giusto 3/4 cose contemporaneamente, per via della sempre presente insonnia. Generi differenti tra cui il seguito del mio primo libro e qualcosa in inglese. Per superstizione non confesso altro 😉

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Ringraziamo Aura! ^_^ Facciamo gli scongiuri con lei, augurandole un grandioso “in bocca al lupo”!

Per restare in contatto con Aura, ecco il link del suo sito:

Aura Conte

Maria Stella Bruno