Appunti di lettura: “Il ciclo di Belgariad Vol. 1” di David Eddings

INIZIO: 23 Gennaio 2020

FINE: 12 Febbraio 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

Nella notte dei tempi il Dio Aldur rubò una pietra alle stelle e ne fece un gioiello prezioso, il Globo. Il potere del gioiello era grande e l’avido Dio Torak lo volle per sé perché attraverso di esso avrebbe avuto il dominio sull’occidente. Ma quando tese la mano per toccarlo, il Globo lo divorò con le sue fiamme. Ora Torak giace nel sonno senza fine della sofferenza e la pietra del potere non è più in suo possesso. Ma Zedar l’Apostata, discepolo prediletto, prepara il suo ritorno. Le sue trame segrete si intrecciano come i fili di una ragnatela e il giovane Garion, la cui vita trascorre serena in una fattoria dell’ovest, scoprirà il peso del proprio destino. (POSSIBILI SPOILERS)

23 Gennaio

Questa saga l’ho letta tanto tempo fa, quando ero una ragazzina. Ricordo poco o niente di questa storia, ma sono quasi certa che mi sia piaciuta… Questo volume racchiude i primi due libri della saga: “Il segno della profezia” e “La regina della stregoneria”.

Il prologo ha il sapore epico di un poema o di un’antica ballata. È il resoconto delle vicende che portarono ad una guerra fra popoli e dei… Al centro di tutto c’è il potente Globo di Aldur, pietra senziente, che è bramata dall’oscuro dio Torak. Toccherà alla stirpe di Riva custodire il mitico oggetto, mentre gli altri popoli vigileranno in attesa del nemico, mai sconfitto del tutto, torni per impadronirsene. E si narra che il maggiore peso di questa difesa sia sugli immortali Bergarath, il mago, e sua figlia Polgara.

11 Febbraio

Cap. 6 della seconda parte, o meglio, del secondo volume (qui riunito in un solo libro) “La regina della stregoneria”.

Se il primo volume era incentrato su Garion e la sua crescita, sulle sue prime scoperte e sulle prime tappe di un viaggio che lo condurrà al suo destino, in questo secondo, non solo il viaggio prosegue, ma si delineano maggiormente le personalità che lo accompagnano. La compagnia è eterogenea e ogni personaggio ha la sua storia, i suoi scopi, le sue ombre e le sue luci… Interessante.

Essendo il più giovane, Garion non viene quasi mai informato sulle verità che si celano dietro quel viaggio. Per scoprire le cose (e farle scoprire a noi) deve spesso origliare i discorsi dei grandi… Ma forse la sua “ignoranza” è necessaria per tenerlo al sicuro, perché è chiaro che in lui c’è molto più di quel che sembra. È chiaro anche che Polgara e Belgarath vogliono difenderlo, mentre i pericolosi Grolim lo cercano…

In ogni caso, lo scopo del viaggio è ritrovare il mago Zedar che ha rubato il Globo di Aldur con la probabile intenzione di donarlo al dio malvagio Torak…

12 Febbraio

Il processo di crescita di Garion procede, una crescita che prevede sbagli, eccessi e testardaggini. Il ricco corollario di personaggi permette ironie e avventura, tratteggiando personalità ben distinte e sfaccettate.

Fra tutti emerge Polgara, la bellissima, saggia e tremenda maga che ha cresciuto Garion, o meglio Belgarion, perché questo è il suo vero nome.

Durante il viaggio, il giovane scopre di avere dei poteri che non accetta. Ancora infantile per molti versi, Belgarion non sa ancora molto di se stesso e del destino che lo attende… mentre il lettore comincia a farsene un’idea…

Ricordo che alla prima lettura avevo trovato la principessa Ce’Nedra molto antipatica, adesso però non molto. Certo, è una principessa viziata al principio, ma trovo che la vicinanza a Polgara l’abbia aiutata. Pur avendo la stessa età, o quasi, di Garion, è più matura di lui.

Poi, non so se il suo lato insopportabile emergerà nei prossimi volumi… Non li ricordo bene.

COMMENTO FINALE

Splendida avventura fantasy che, tra ironie e battaglie, ci presenta un corollario di personaggi ben delineati (ognuno con la sua storia) e interessanti. Un lungo viaggio per il lettore in un mondo affascinante tutto da scoprire e un altrettanto lungo viaggio di crescita e scoperta per il protagonista.

 

Appunti di lettura: “Guida alla leggenda di Drizzt di R.A.Salvatore” di Philip Athans

INIZIO: 7 Febbraio 2020

FINE: 10 Febbraio 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

L’elfo scuro Drizzt Do’Urden estrasse per la prima volta le sue mitiche scimitarre nel romanzo “La lande di ghiaccio”, 1988; e fu allora che nacque una leggenda. Vent’anni dopo, la fama di Drizzt – e quella del suo creatore, R.A. Salvatore – si è estesa a dismisura in tutto il mondo.

(POSSIBILI SPOILERS)

7 Febbraio

Scritto in occasione del ventesimo anniversario dell’inizio delle avventure di Drizzt, questa sorta di compendio/riassunto non comprende tutte le opere che palano del ranger drow… No, si arriva a forse a metà, ovvero al libro “Il mare di spade”.

Peccato. Eppure non mi pento di averlo comprato. È un modo per “rivivere” i primi capitoli di una lunga saga che praticamente ha accompagnato tutta la mia vita…

9 Febbraio

Il volume non è esente da errori, refusi o imprecisioni di traduzione, ma le belle immagini stemperano un po’ la delusione per la poca cura.

Bisogna ricordare che è una “guida” e, come tale, dà brevi cenni dei libri in esame e delle schede riassuntive di tutti i personaggi incontrati nei primi tredici capitoli della saga.

10 Febbraio

Nell’ultima parte il libro sembra quasi un manuale del gioco di ruolo “Dungeons & Dragons” o forse più appropriatamente di “Forgotten Realms”.

D’altronde ciò non sorprende perché Drizzt Do’Urden non è solo un personaggio letterario, ma un dinamico protagonista di questo gioco di ruolo!

COMMENTO FINALE

Bellissime illustrazioni per un libro che è un riassunto del mondo di Drizzt Do’Urden. Utile per chi vuole ricordare i vecchi capitoli della saga. Il volume non è esente da errori, ma è un acquisto simpatico per gli amanti del fantasy e del famoso ranger drow.

 

Ardeva. Era come un fuoco che gli consumava la pelle dal di dentro…

Ardeva. Era come un fuoco che gli consumava la pelle dal di dentro, gli levava le forze, il respiro, lo spegneva pian piano. Un nucleo freddo, invece, imperniava il suo stomaco, mentre dolori a fitte gli paralizzavano gli arti. Il mondo intorno a lui, poi, era quasi senza consistenza. Capiva vagamente che era giorno, che Bria gli era accanto a provare i medesimi patimenti. Stava morendo, come lui… Di tanto in tanto ne sentiva i nitriti straziati, ed erano sempre più flebili. Bria era una cavalla anziana, forse la sua agonia sarebbe durata meno di quella di lui.

Ma Vidas non voleva arrendersi. Sentiva su di sé l’amara ironia di morire senza capirne il perché. Che senso aveva avvelenare un bastardo, un figlio illegittimo che non poteva ambire a nulla, quale lui era? Avvelenato, ripeteva la sua mente, perché aveva paura che quel pensiero gli sfuggisse come tutto il resto. Era una fra le morti peggiori. Ma come era stato avvelenato? Quando? …Non riusciva più a pensare. Capiva che le risposte erano lì, in un angolo della sua mente, ma cominciava a perdere coerenza. No, non voleva morire… Ma il fuoco ardeva dentro di lui… Aveva bisogno di acqua. Un angolo della sua mente parve reagire a quel desiderio, come se in esso ci fosse stato ogni risposta alle sue precedenti domande, però il pensiero arse anch’esso nel fuoco. Vidas si aggrappò con le dita alla terra fertile, afferrando essa come se fosse la sua stessa vita. Un rigagnolo di acqua fangosa scorreva lì vicino. Si trascinò, così, verso di esso, facendo appello a ogni fibra di forza che ancora possedeva. Ficcò il viso nell’acqua limacciosa in cerca di sollievo, bevve anche, ma non avvertì neanche il sapore amaro del liquido. Allora si girò, viso al sole, incapace di far altro se non aspettare che giungesse la fine. La rabbia, lo sconforto si perdevano nelle fiamme che lo divoravano dall’interno, quelle fiamme immense che spegnevano la sua anima… Moriva…

Le ombre scendevano su di lui… Faceva sera o erano uccelli rapaci già pronti a divorare la sua carcassa? Raggi di sole ferivano ancora il suo unico occhio. No, erano avvoltoi. Gli parve di sentire i loro versi… Inarticolati, incomprensibili, ecco com’erano… Furono su di lui in un istante. Ombre che danzavano, ombre che lo toccavano… Ebbe qualcosa di fresco sulle labbra e poi avvertì che gli scendeva in gola. Sentì il gelo nel suo stomaco espandersi e poi contrarsi, agitarsi come se fosse in preda alla tempesta, ed ebbe bisogno di vomitare. Rimase prono a lottare col suo stomaco per un tempo che parve interminabile, mentre le ombre si muovevano intorno a lui con parole che pian piano ebbero significato. Gli sembrò di rovesciare tutto ciò che aveva dentro, persino gli organi interni, prima di accasciarsi di nuovo stremato al suolo. Dovette dormire, perché si ritrovò, senza sapere come, avvolto in coperte pulite. Il fuoco si dibatteva ancora nelle sue vene come flebile fiamma e la testa pareva scoppiargli, ma i suoi pensieri erano coerenti, la mente lucida. Sapeva che era stato aiutato…

Brano tatto da “Le Terre degli Inganni” di M.S.Bruno

#Brano de IL SIGILLO DEL DRAGO INFINITO, #romanzo #fantasy

Un rumore dietro lei la fece girare ed ella
cominciò a correre. Era sicura che qualcuno la stesse seguendo. Continuava a voltarsi indietro con il cuore che le scoppiava in petto. E i rumori divennero passi, sempre più assillanti e angosciosi. La fanciulla svoltò un angolo come una furia, ma andò a cozzare con qualcosa che la tenne stretta. Con orrore guardò il viso di colui che l’aveva fermata. Divertito, l’uomo sconosciuto sogghignava maligno. E Kira seppe che la sua fine era giunta. Come dal nulla, spuntarono altri due uomini che ridevano ai tentativi di lei di divincolarsi dalla stretta del loro amico. Ed essi si avvicinarono assaporando il terrore della preda… La giovane tentò di urlare, ma il brigante che la teneva le serrò la bocca. Invano ella cercò ancora di divincolarsi, di mordergli la mano, ma l’uomo era molto più forte di lei. Con l’altra mano questi cominciò a tastarle il seno, mentre gli altri, bramosi, iniziavano a strapparle le vesti. Kira sentendosi impotente, terrorizzata, prese a piangere, mentre quelle sporche mani la toccavano. Con le ultime forze, Kira tentò di sferrare un calcio all’uomo che l’agguantava e, quasi sorprendendosene, per un attimo fu libera. Ma durò poco. Il brigante di prima la riacciuffò, e in un ringhio le diede un pugno, facendola cadere per terra.
– O con le buone o con le cattive, ragazzina! – sibilò mentre si slacciava i pantaloni.
Nell’ombra più oscura una voce femminile disse:
– Con le cattive! – e colei che aveva parlato si slanciò in avanti verso i tre sbigottiti.
La nuova venuta sfoderò un lungo coltello e con velocità lo infilò nelle parti basse dell’uomo, che cadde in un urlo atroce. Poi, mentre gli altri facevano di riflesso qualche passo indietro, ella si girò verso ognuno di loro con sguardo rovente. I due si guardarono e decisero di attaccare insieme, ma la donna sorrise. Scansò abilmente di lato il primo, ed evitò con maestria il coltello del secondo. Kira ancora riversa per terra vedeva la sconosciuta muoversi come in una danza, in un turbinare del suo bianco mantello. Rideva ambiguamente e Kira ebbe l’impressione che giocasse come il gatto col
topo. Infine il lungo coltello tagliò profondamente la gola di uno. L’altro guardò il sangue sgorgare dalla ferita dell’amico, gli occhi da belva predatrice della donna e il primo uomo con l’inguine squarciato che si dimenava lamentandosi, e tentò la fuga. Ma Ofena non poteva permetterglielo. Lanciò con precisione il suo coltello, che afferrò il brigante alle spalle uccidendolo senza neanche un urlo. La furia della donna sembrava essersi placata. Kira la vide riprendersi con calma il coltello e avvicinarsi all’uomo con l’inguine squarciato, che vedendola sopraggiungere, tentò di strisciare via tenendosi la ferita.
– I vermi come te meritano sorte peggiore di quella che hai avuto. – sibilò la donna con rabbia.
Poi, infilò lentamente il coltello nel collo dell’altro. Il sangue uscì fluido come la forza dei ricordi nella mente di Ofena. Non aveva potuto restare semplice osservatrice. Quella scena a cui aveva assistito, troppo le aveva ricordato un episodio della sua fanciullezza… Quando nessuno era
intervenuto ad aiutarla, neanche i suoi parenti. Sola, aveva strisciato nella polvere, profanata e pestata, cercando riparo e conforto, ma nessuno… Solo la luna le era stata amica e sembrava assisterla ed ella non aveva mai smesso di esserle riconoscente per questo. Quell’episodio aveva cambiato la sua vita in maniera radicale e messo le fondamenta a quello che lei era adesso. Aveva imparato a combattere. Non era più preda, era cacciatrice. Con questa consapevolezza, girò il suo sguardo da belva feroce verso la fanciulla che alzandosi tentava di riunire i lembi strappati della sua veste. Quell’incontro fortuito poteva rivelarsi utile.

 

Brano de IL SIGILLO DEL DRAGO INFINITO, romanzo fantasy, di M.S. Bruno

BRANO tratto da “La Base della Baia: La serie completa” di Rosalba Bavastrelli

– Voglio vedere la tua stanza. – gli dissi, tremando di una eccitazione sconosciuta.
– A questo punto, anche un solo passo in quella direzione è pericoloso. – mi rispose, quasi come un sussurro scherzoso.
– Affrontare il pericolo è il mio dovere quotidiano, signore. –
– Dana Mayer, non sei stata abbastanza castigata per avermi sfidato? –
– No, signore – mormorai.
La sua stanza… Il letto ampio spiccava contro il pannello nero della parete. Accanto, una grande vetrata s’apriva sull’infinità già bruna del cielo. Un’antica rete da pesca era sistemata come un’amaca vicino ad una libreria d’antichi volumi. E conchiglie, le più insolite e meno conosciute, erano un po’ dappertutto sulle scansie di un altro mobile, assieme a miniature di navi d’ogni epoca.
Osservai emozionata:
– Qui c’è Ed adolescente, quello che amava solo il mare prima che Taylor lo incontrasse… Ed Shelton quando ancora non sapeva comandare! Oh lo so, questa non è che una parte di te, ma… è tanto bella! L’appartamento alla Base sarà così diverso. In fondo qui vieni poco. –
Mi stava a guardare sulla soglia della porta, senza interrompere quello che pareva il mio colloquio con me stessa, l’aria sorniona di una fiera che cela le sue intenzioni e a cui non sfugge nulla.
Mi muovevo trasognata, godendo di quel suo lasciarmi fare, io che ero in quel momento la sua unica debolezza.
– Non è così. Questa è sempre la mia stanza, di cui vado fiero …Vieni via di lì, Dana. Andiamo fuori a mangiare. Vieni…-
Ma a quella proposta, pronunciata quasi sottovoce, non credeva ormai.
Si staccò dall’ingresso. Cominciai a tremare… E sorrise allora, con tanta ammaliante dolcezza. Lo sguardo di lui riacquistava quella sicurezza lucente che mi dava il capogiro, la profondità calda e penetrante di un’altra notte. Quello sguardo che vinceva e sapeva di vincere … Si avvicinò, mi sollevò il mento rovesciandomi la testa all’ indietro.
– Ho tanta voglia di te. – mi disse.
– Anch’io. – sussurrai.
Quando mi prese tra le braccia, cessai di pensare. Le sue braccia furono tutto il mio mondo, tutto quello che avevo desiderato e potevo desiderare… Il rifugio, il sogno, l’estasi, l’amore, l’infinito e il sempre… Assaporai, ebbra, una felicità prima sconosciuta e scoprii con lui, nel mio essere donna, una libertà senza confini…
BRANO tratto da “La Base della Baia: La serie completa” di Rosalba Bavastrelli 
Genere: #romance #scifi #fantascienza
Link: https://www.amazon.it/dp/B07FL8SF9G

Vita e morte – Un #brano de “Le Terre degli Inganni”, romanzo #fantasy

La trappola dentata, arrugginita e smussata dagli elementi, era entrata nella sua carne profondamente. La mano che l’aveva brandita era stata feroce e senza pietà, eppure, oltre le nebbie del dolore, la sensazione di gelo che si alternava a quella delle braci ardenti, gli dicevano che era ancora vivo. Sì, lo era, si rialzò cauto Monar. La testa gli girava e i rossi raggi del sole erano simili a lame di sangue, ma era vivo e… solo. Manstet era sparito. Lo aveva creduto morto o forse prossimo alla fine e sicuramente poco ci mancava che così fosse davvero. Il sangue gli colava giù lungo il corpo, impiastricciando i suoi capelli e i vestiti, mentre le tante ferite dei denti arrugginiti che erano alla base del suo collo, gli pulsavano in maniera irrefrenabile. Seppe che sarebbe morto dissanguato se non avesse trovato aiuto, oppure lo sarebbe stato ad opera di qualche bestia feroce che avesse fiutato il suo sangue con l’arrivo della notte. Provò a camminare, ma non riusciva a stare dritto. Ogni passo non andava dove egli avrebbe voluto. Ma doveva raggiungere il suo cavallo, sempre se Manstet non se l’era portato con sé… Le palpebre gli si chiusero, mentre scivolava in ginocchio quasi senza rendersene conto. Non aveva più forze e in un soffio, con ironia, considerò che Manstet aveva vinto il loro combattimento e che la cosa faceva male al suo orgoglio. Era giusto pensare all’orgoglio, sentirlo ferito, mentre si moriva? Forse no, rise come se ridesse verso la morte stessa, ma era solo un uomo. E non c’era creatura più complicata… Faceva anche filosofia, adesso? Si prese in giro… Moriva, ma non in ginocchio, decise. Con le ultime forze si alzò in piedi e si forzò ancora a camminare. La sua spada, dov’era? Sul sentiero, si rispose. Non c’era altro da fare, doveva raggiungere la strada, sia se voleva tentare di salvarsi, sia se voleva morire con onore… E per una volta vita e morte seguivano la medesima via…

Da “Le Terre degli Inganni” di M.S.Bruno, secondo volume de “Le Terre degli Inganni”

 

Un brano da “LE TERRE DEGLI INGANNI”, romanzo fantasy

“Cytia degli Orsi aveva rivisto tornare Xaver e parte del suo seguito con estremo piacere. Le era rammaricato non poco vederlo partire, non solo per i misteri che portava via con sé, ma anche perché ne era rimasta affascinata. Ne era attratta, non poteva negarlo. Non era soltanto per il suo aspetto, ma ammirava anche il suo coraggio, la sua forza e il suo temperamento. Certo, il fatto che possedesse un bel corpo muscoloso e atletico, un mezzo sorriso, quasi in tralice, ammaliante, e occhi d’ambra che scrutavano con intensità, lo rendeva ancora più appetibile. Ed ora che Monar non c’era, era libera di comportarsi come meglio credeva nei suoi riguardi. Nessun legame di sangue univa lei a Xaver, quindi era caccia aperta. Lo avrebbe conquistato e forse avrebbero potuto guidare il Clan degli Orsi insieme… Anche se per far ciò lui avrebbe dovuto rinunciare al Clan dei Falchi. Dovette dare un freno alla sua immaginazione, ridendone con se stessa. Si stava comportando come una fanciulletta qualsiasi che sognava il suo sposo e l’abito da indossare. No, lei non era così! Era una guerriera, una donna avvezza a comandare sugli uomini e non a ricevere da essi alcun comando. Era la prima donna a essere diventata Erede e sarebbe stata quindi la prima a ricoprire il ruolo di capoclan. Come Signora degli Orsi, avrebbe generato dei figli che avrebbero portato il suo stesso nome e, qualunque uomo avesse scelto di sposare, sarebbe stato solo di secondaria importanza rispetto a lei. Xaver
avrebbe accettato tutto ciò? Certamente no. La sua indole lo portava a non essere secondo a nessuno, proprio come lei, ed era anche per questo che ella lo trovava irresistibile. Sarebbe stata una sfida anche portarselo a letto. Piacevole sfida! Sorrise Cytia, mentre invitava chi aveva bussato ad entrare…”

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Il Sigillo del Drago Infinito, il mio primo vero romanzo

Un’avventura fantastica, un viaggio tra mistero e intrighi, una lotta contro il tempo per impedire che un pericoloso libro di profezie venga ritrovato e aperto…”
IL SIGILLO DEL DRAGO INFINITO di M.S.Bruno, disponibile su Amazon e con Kindle Unlimited

Genere: fantasy, epicfantasy

Link https://www.amazon.it/dp/B01ILP80IE

ebook 2,99€
cartaceo 15,98 €
TRAMA – In un mondo sconvolto da trame oscure di conquista e possesso, la vita di tre giovani si intreccerà a quella di un misterioso libro di profezie, un libro da leggenda talmente pericoloso da essere stato sigillato e nascosto. Così, Safav, unico sopravvissuto del suo villaggio, Ajhall, scanzonato marinaio capace di mettersi sempre nei guai, e Inoha, irruente e temerario guerriero, si ritroveranno in una lotta contro il tempo per impedire che Phalaha, detto il Corvo Nero, riesca nei suoi piani di dominio. Tra intrighi, tradimenti e complotti, Safav, Inoha e Ajhall, combatteranno perché i frammenti della chiave del Sigillo del Drago Infinito, che chiude il famoso libro di profezie nascosto nei recessi della foresta di Amixia, non cadano nelle mani del Corvo. In una girandola di colpi di scena, i tre si scontreranno con situazioni e avversari formidabili, forgiando se stessi e anche il mondo che li circonda. Uno scontro senza respiro fra chi ha ideali e chi possiede solo la brama di conquista…

Volume conclusivo – Seconda Edizione de “I Custodi dei Frammenti” e “La Spada e il Drago”

Un volto per Ofena…

“La donna di nome Ofena non rispose subito, aspettò che il suo interlocutore si accomodasse nella sedia davanti a lei per poi scoprirsi il viso in una smorfia di sarcastica sfida. La pelle scura, gli zigomi alti, l’alta fronte, i capelli neri raccolti dietro la nuca in una lunga treccia e l’atteggiamento di chi al mondo non chiede nulla ma se lo prende, Ofena non era diversa dall’ultima volta che Gota l’aveva vista. I suoi occhi lo fissavano con la stessa intensità di una belva feroce che guardi la sua preda e, per quanto il tagliaborse fosse forgiato da duri scontri, quella figura agile lo metteva in soggezione.” (da “Il Sigillo del Drago Infinito” di M.S. Bruno, disponibile su Amazon e con Kindle Unlimited)

Questa è la prima descrizione della terribile cacciatrice di taglie Ofena, uno dei personaggi principali del mio romanzo.

jones

La foto è invece della mitica Grace Jones, cantante, attrice, modella, compositrice, artista giamaicana. Regina della disco music alla fine degli anni 70…

Che ne dite? La descrizione non potrebbe fisicamente calzarle? Sarebbe una splendida Ofena… ^_^

“Difesa Estrema” di R.Bavastrelli – #Recensione / #Prefazione

 

“Difesa Estrema” è la storia di un lui e di una lei e, appunto, di un’estrema difesa.
Una difesa contro gli alieni che minacciano il Mondo, ma anche vissuta personalmente e con sofferenza dai protagonisti. Un romanzo a “due voci” e due tempi, scritti ovvero dall’autrice in momenti diversi della propria vita. La storia in principio era intitolata nella sua totalità “La Base della Baia” e trattava nella prima parte (ora dal titolo “Difesa Estrema”) solo di Dana e del suo punto di vista. Una vicenda a una sola “dimensione” che, pur mostrando un lato umano e affettivo ben complesso, mancava ancora di qualcosa. Anni dopo l’autrice, che intanto aveva continuato a narrare delle gesta dei due protagonisti Dana ed Edward, decide quindi di riprendere quella prima parte per aggiungere un’altra “voce”. Nasce così, potremmo dire, un secondo romanzo parallelo al primo poiché sono trattati i medesimi argomenti, ma esposti in maniera diversa, in quanto diverso il protagonista narrante… Edward è più sintetico, logico, per lui hanno maggior impatto differenti avvenimenti, mentre altri non lasciano che poche tracce. Il suo punto di vista però è certamente più avventuroso di quello di Dana, forse più duro e cinico.
Dopo un difficile lavoro di revisione dell’autrice e della sottoscritta, “Difesa Estrema” è un romanzo che nasce dall’unione di queste due dimensioni differenti, quella di Dana e quella di Edward, creando un singolare percorso a due. Le loro voci narrative si accompagnano secondo il personale modo di vedere, si accavallano a volte ed infine spesso si susseguono o esprimono, in maniera quasi parallela, la loro storia. Un unico contesto il loro, un contesto particolare, essendo entrambi militari dell’Esercito Terrestre impegnato in una lotta contro invasori di altri pianeti.
Un esercito la cui base è celata nelle viscere di un lungo e vasto promontorio che si estende sul mar di Cornovaglia. Sono migliaia di uomini e donne dall’agire misterioso, la cui esistenza è ignorata dagli abitanti della Terra, ma che ogni giorno e ogni notte rischiano la vita e muoiono per la salvezza del pianeta. Lontanissima la distanza che separa gerarchicamente i due protagonisti: Edward è un giovane comandante, con poteri quasi assoluti nell’ambito di un’Organizzazione difensiva, persino indipendente dal potere politico dei governanti. Dana è soltanto uno dei suoi numerosi ufficiali alle prime esperienze. Un fortuito incidente li farà incontrare e scontrare cambiandosi reciprocamente la vita per sempre…

M.S.Bruno

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