Recensione: “Come fa la luna con le maree” di Martina Del Negro

Otto episodi per una lettura che è disponibile gratuitamente sul sito della Edizioni Open.

Ciò che colpisce subito è lo stile semplice e scorrevole, ma, al contempo, evocativo come un affresco di malinconici ricordi mai davvero dimenticati.

La protagonista è Olga, madre di famiglia quarantenne che, una mattina di un giorno qualsiasi, si rende conto di un particolare nascosto nel ritratto che le ha fatto il marito pittore. È un particolare che cela in sé molti segreti e ricordi, ricordi del passato a cui Olga non vuole più pensare, che per tanto tempo ha rifiutato di affrontare. Ed il suo rifiuto le ha sempre impedito di conoscere la verità.

Da qui, dai ricordi che riaffiorano alla memoria di Olga, scopriamo il suo passato, quando, bambina viene respinta da tutti perché “figlia di nessuno”, oggetto dello scandalo, frutto dell’adulterio della madre. Così, finisce a servizio, a soli tredici anni, presso una nobile e ricca famiglia che per lei ha pochi riguardi.

Ma è davvero così?

Molte sono le cose che Olga non sa, come non sa che in fondo è stata sempre protetta e amata, anche se segretamente.

Episodio dopo episodio, vediamo Olga crescere e innamorarsi dell’uomo che sarà suo marito. E sarà lui il depositario dei segreti sulla moglie, segreti che l’uomo custodisce fino al momento in cui Olga non è pronta a sapere.

Ed è nell’ultimo episodio che Olga riesce finalmente a dar sfogo alle lacrime mai versate che l’avevano tenuta prigioniera fino a quel momento. Avrà bisogno di tempo per metabolizzare la verità, per far pace completamente coi ricordi, ma il processo di guarigione dal dolore del passato ha avuto inizio…

Ciò che rimane al lettore, al concludersi della lettura, è una sensazione di dolce, struggente, malinconia per una vita di una donna che non si è mai sentita amata o accettata, per un’ “ultima” che, eppure, ha avuto, nel segreto, sempre una guida…

Recensione: “Il giardino segreto” di Frances Hodgson Burnett

L’edizione che ho tra le mani è l’ultima uscita per Dea Planeta Libri. E’ un bel volume con al centro un inserto fotografico a colori dedicato al film uscito per Netflix da poco, con Colin Firth. Non so quanto questo romanzo sia fedele alla vicenda scritta dalla Burnett, in quanto nel sottotitolo viene specificato che è “la storia del film”, ma resta comunque un libro piacevole, scorrevole, impregnato di magia e speranza.

La storia la conosciamo un po’ tutti perché ci sono diverse trasposizioni cinematografiche e persino un cartone animato: la piccola Mary, orfana, dall’India si traferisce in Inghilterra a casa dello zio. Ma la magione dell’uomo nasconde molti segreti, tra cui un cugino, Colin, forse in procinto di morire e il divieto di entrare in un certo giardino…

Ma, a differenza di altre trasposizioni cinematografiche, in questo romanzo (e quindi deduco anche nel relativo film) si mette più accento sul rapporto di Mary con la madre defunta e, alla fine, la bimba si riconcilierà con la memoria di lei.

In pratica, mi è piaciuto questo romanzo/adattamento? Sì, molto!

Il senso del dolore, della perdita, del rifiuto vengono affrontati attraverso lo sguardo di un bambino ed è proprio quello sguardo, colmo di prospettive e di fiducia, che riporta chiarezza e calore nella vita di Colin e suo padre. Mary, infatti, capirà la magia del giardino e, attraverso essa, guarirà il cugino, suo zio ed anche se stessa…

L’ho letto d’un fiato. Regala un senso di ottimismo perfetto di questi tempi ed è una lettura che sento di poter consigliare sia a grandi che piccini, perché ha diverse chiavi di lettura.

 

 

Grazie a Dea Planeta libri per avermi dato la possibilità di leggere questo romanzo!

Recensione: “La Canzone del Drago” di Monica Serra

La Canzone del Drago” è un fantasy epico con diversi protagonisti, tutti votati alla ricerca dei componenti di una spada (lama, fodero, gemma dell’elsa) forgiata dal cuore e lo spirito di una regina dei draghi, per ottenerne i poteri. Ma la dragonessa, sensiente, terribile, sovrana di una stirpe estinta, ancora vive, come in una sorta di limbo, imprigionata al suo interno, “cantando” nella mente degli uomini lusinghe e minacce, bramando solo colui che la libererà.

La spada, però, ha anche un grande potere, un potere che può essere piegato al bene o al male con la stessa facilità con cui spinge i suoi Portatori alla follia. La brama di potere infatti consuma chi la impugna ed è per questo che la spada è stata divisa in diversi elementi: per limitarne l’influenza e la pericolosità.

Questo è l’antefatto affascinante che, tra profezie e destino, dà inizio ad una storia che vede maghi, duchi e semplici uomini e donne impegnati in una caccia all’oggetto leggendario, chi per impadronirsene, chi per distruggerlo, chi per custodirlo.

Ma “dietro le quinte” c’è sempre il drago che, pur non essendo una presenza fisica, ammalia e provoca come potrebbe farlo una sirena, sussurrando le sue parole agli orecchi di chi potrebbe adempiere alla profezia.

La storia non perde mai il suo filo epico, il pathos di un racconto votato ad un solo fine, quel momento in cui tutte le ricerche convergeranno in un unico preciso istante di importanza cruciale.

I personaggi hanno ognuno la propria personalità, il proprio impatto nella vicenda, il proprio spessore umano, ma alcune cose dell’evolversi della vicenda, a mio avviso, sono spiegate troppo velocemente mentre altre sono sviscerate troppo. Avrei voluto più scene di combattimenti, ma in compenso le battaglie di magia sono spettacolari.

In definitiva, ho apprezzato l’originalità di questa storia epica e il personaggio di Yorik, mago custode della lama, mi ha colpita particolarmente. “La Canzone del Drago” intesse la sua melodia come una favola sussurrata nelle notti fredde davanti a un camino a legna. C’è quel senso di magia che consola e ammalia…

 

Grazie a Dark Zone Edizioni per avermi dato la possibilità di leggere questo romanzo!

“The Promise” di Alessandra Paoloni – Recensione

The Promise” è una novella di un centinaio di pagine, una storia breve che serve ad aprire al lettore un mondo affasciante e complesso, dai toni epici, quasi fiabeschi e forti risvolti ecologici. Infatti, questo racconto è il prequel di “The Ancestry”, saga fantasy di prossima pubblicazione, e ci fa fare conoscenza con Agortos, sua moglie e le sue due figliolette.

L’uomo è un esploratore esperto, un sognatore idealista ed un fermo ammiratore della Natura. Un giorno torna a casa raccontando alla moglie di aver legato la sua stirpe, appunto con una promessa, alla cura e alla conservazione del Mondo, o meglio, delle forze naturali che lo governano. In cambio, la sua famiglia sarà sempre protetta dalla Natura che appare all’uomo come una bambina bellissima e fragile.

Ed è facile immaginare che saranno le figlie di Agortos le protagoniste della prossima saga. Sicuramente si avrà modo di scoprire le ripercussioni della promessa del padre sulle loro vite.

Ritornando al racconto, non solo ci vengono presentati i componenti del piccolo nucleo familiare e le dinamiche che portano l’esploratore a quella fatidica promessa, ma ha anche inizio un viaggio che probabilmente sarà per Agortos decisivo.

Le ultime pagine del libro sono invece dedicate dall’autrice (con diverse appendici) a come nacque l’idea della sua saga e sull’etimologia dei nomi dai lei scelti per i personaggi e per i luoghi.

Nel complesso, posso dire con tranquillità che la prosa è scorrevole e accattivante e che ciò che ci viene narrato adempie bene al suo compito, ovvero a stuzzicare la curiosità del lettore per lo svilupparsi di una saga che promette piacevoli ore di lettura.

Link: https://bit.ly/pubmeIDLINK11

Grazie a PubMe per avermi dato la possibilità di leggere questo racconto!

Recensione: “Iron Flowers” di Tracy Banghart

«Noi non siamo fiori» disse con voce decisa. «Come hai detto tu, Oracolo, siamo fatte di cemento e filo spinato. Noi siamo fatte di ferro.»

A dirlo è Serina, una delle protagoniste del romanzo, una ragazza cresciuta solo ed esclusivamente per compiacere un giorno il futuro Erede di un immaginario Paese con idee retrograde (è dir poco) sul ruolo della donna. Perché a Viridia una donna non deve saper leggere e deve essere sempre sottomessa all’uomo. Può aspirare solo a diventare sguattera, operaia, moglie o… Grazia, ovvero una delle tante concubine del Supremo o di suo figlio.

Ed all’inizio del romanzo, quando incontriamo Serina per la prima volta, non potrebbe mai e poi mai pronunciare le frasi scritte sopra, proprio perché è stata cresciuta con l’idea che diventare Grazia sia la cosa migliore per sé e per la sua famiglia. E Serina vuole solo fare la cosa migliore.

Così, parte per la capitale con sua sorella, Nomi, come ancella per concorrere con altre ragazze e rientrare nella rose delle tre “fortunate” che diventeranno Grazie di Malachi, l’Erede al trono.

Ma quel giorno succede l’imprevedibile e ad essere scelta non sarà Serina, ma sua sorella Nomi…

Due sorelle, due destini apparentemente già scritti, ma soprattutto due atteggiamenti opposti. Perché se Serina, all’inizio del romanzo, è obbediente e pacata, sua sorella Nomi invece è inquieta e ribelle. Ma soprattutto sa leggere ed è questo che cambia ulteriormente la vita di entrambe, perché, per uno sfortunato caso, è Serina ad essere accusata di questo “crimine” e condannata alla prigione a vita sull’isola vulcano di Monte Rovina.

E se la pacata Serina dovrà imparare a combattere per sopravvivere in un carcere femminile (che per regole e situazione mi ha ricordato tanto L’Eremo del mio “Le Terre deli Inganni” XD), Nomi si ritroverà imbrigliata in un altro tipo di prigione, una prigione dorata fatta di pizzi e risa false, dove nessuno è ciò che sembra ed il pericolo è più “sottile”, ma non per questo meno mortale.

Pur essendo scritto in terza persona, i capitoli si alternano seguendo le vicende prima di una sorella e poi dell’altra, e ciò che colpisce è il legame, magari combattuto, ma sempre profondo, che unisce le due anche se lontane. Lottano l’una per l’altra, ma soprattutto con le proprie convinzioni fino a desiderare di cambiare anche gli eventi. Ma mentre la un tempo remissiva Serina riuscirà, anche con dolore, a cambiare le cose, Nomi sarà vittima del suo temperamento ottenendo di farsi manipolare da chi ambisce solo al potere…

Storia avvincente che scorre con facilità nell’impazienza di scoprire cosa accadrà. Si attende la rivalsa di queste due sorelle assistendo al loro cambiamento con sempre maggiore interesse. Dato che è il primo capitolo di una duologia, per avere il finale di questa storia dovrò aspettare di leggere l’altro volume, ma è una cosa che sicuramente farò dato che il romanzo mi è piaciuto più di quanto immaginassi.

Grazie a DeA Planeta libri per avermi dato la possibilità di leggere questo romanzo!!!

Recensione: “Il mistero della casa del tempo” di John Bellairs

Le prime impressioni inerenti a questo libro, come d’altronde suggerisce la copertina stessa, sono legate al film che è uscito tempo fa. Ricordo poco la trasposizione cinematografica, ma all’epoca non mi dispiacque.

Per questo ho voluto leggere il romanzo, perché le parole scritte dicono sempre di più (nel bene e nel male) rispetto all’immediata arte visiva.

Quindi, come lettrice, ho iniziato a seguire le vicissitudini del giovane protagonista, Lewis, orfano spaventato e rotondetto, che deve andare a vivere presso uno zio che non conosce.

Di solito, quando ci sono queste premesse, la figura dello zio è quasi sempre scontrosa, ambigua, contraria in generale alla presenza del nipote, ma qui è differente: Jonathan, lo zio appunto, è eccentrico, certo, ma è premuroso, affettuoso e l’unico suo pensiero è tenere Jonathan al sicuro. Non gli cela di essere un mago, ma anzi si serve della sua magia per rendere più divertente la vita nella nuova casa…

Ah, la nuova casa! Lewis capirà presto che non è un’abitazione comune. Al pari dello zio (forse persino di più), è impregnata di magia, una magia misteriosa, forse anche malvagia risalente al precedente proprietario, un mago con la fissa del tempo e dagli oscuri intenti. E tutto è riconducibile al perenne ticchettio che si sente nelle pareti di qualsiasi stanza, proveniente da un misterioso orologio che né Jonathan, né la sua vicina/amica maga riescono a individuare.

Queste sono le premesse per una storia dalla stile semplice, ma non per questo banale, col carattere dell’avventura per ragazzi. La vita di Lewis scorre, tutto sommato, normalmente. Vorrebbe degli amici, ma per ottenerne uno arriva a usare la magia per far colpo. E qui iniziano i problemi…

La vicenda ha i suoi momenti avventurosi, come l’inseguimento in macchina, ma prevalentemente seguiamo Lewis nella sua ricerca di dissipare il mistero degli avvenimenti che lui stesso, senza volere, ha innescato. Il suo senso di colpa e la sua voglia di rimediare scandiscono l’aspettativa per avvenimenti che infine hanno il loro epilogo forse in una scena un po’ frettolosa.

In ogni caso, ho trovato divertente il modo strampalato in cui lo zio Jonathan decide di affrontare la magica “logica” del suo antagonista. Chiede al nipote di inventarsi un assurdo rituale che i due, con la vicina/maga, poteranno a compimento con successo, stravolgendo le regole di un gioco che non li avrebbe visti vincere…

In definitiva, “Il mistero della casa del tempo” è un’avventura per ragazzi condita di mistero e magia, una lettura gradevole e poco impegnativa, simpatica nel complesso. È un buon regalo per un giovane lettore che ama la fantasia e che sicuramente non tarderà ad immedesimarsi nei panni del piccolo protagonista!

Grazie a DeA Planeta libri per la possibilità avuta di leggere questo romanzo!!!

Recensione: “Enola Holmes – Il caso del bouquet misterioso” di Nancy Springer

 

Terzo capitolo delle avventure della giovane, intraprendente Enola, sorella di Sherlock e Mycroft Homes. La ragazza, in cerca di una nuova identità che la celi ai fratelli, continua a difendere con tenacia la sua libertà, malgrado risenta della solitudine e vorrebbe tanto rivedere la madre (personaggio enigmatico e sicuramente eccentrico, anche lei fuggita da un mondo di regole soffocanti e sessiste), il cui silenzio la ferisce profondamente. Le due infatti comunicavano tramite messaggi cifrati sui giornali fino a quando Sherlock non ha intuito (e usato a proprio vantaggio per scovare Enola) il senso di quelle note.

Ma la nostra protagonista mette da parte i propri problemi quando scopre che l’amico/socio di Sherlock, il gentile Watson, è scomparso.

Seguendo indizi che il suo famoso fratello ignora ritenendoli non interessanti (solo perché esulano dalla sue conoscenze, ma riguardano la sfera femminile), Enola arriverà a scoprire il colpevole e il perché del rapimento del dottore.

Tra travestimenti, fughe mirabolanti sui tetti e deduzioni logiche, la protagonista vivrà un’avventura affascinante e ben costruita, tale da catturare il lettore. Infatti, io ho “divorato” il romanzo in un giorno!

E, per l’ennesima volta, Enola dimostrerà ai fratelli che il suo intelletto non è certo inferiore al loro, anzi… Il suo acume verrà riconosciuto e si intuisce che la stima di Sherlock verso Enola stia crescendo. Infatti, quando Watson chiederà all’amico cosa pensa di sua sorella, egli risponderà che gli dispiace solo che lei non si fidi di lui…

Ciò che apprezzo di queste avventure non si limita soltanto alla costruzione dei singoli casi che vengono risolti in ogni libro, ma anche il crescendo dei personaggi e dei rapporti. Perché, seppur lontani fisicamente, i tre fratelli hanno modo di conoscersi e, forse, vedersi oltre i ruoli imposti dalla società e dai preconcetti.

Ogni romanzo, poi, sembra donarci un affresco della Londra di fine ottocento e di ciò che ci si aspetta dalla donna a quel tempo. La capacità di Enola di usare quelle strette regole a proprio vantaggio, sconfiggendole, è uno dei punti forti del personaggio.

Per questo, ritengo che i romanzi dedicati ad Enola non siano solo delle letture divertenti e avvincenti adatte ai giovani lettori, ma anche a quegli adulti che vogliano leggere delle storie che siano una “sorsata di aria fresca” in un mondo a volte troppo saturo di complessità e violenze gratuite, dove l’intelligenza e l’audacia non sempre sono premiate come dovrebbero…

Grazie a DeA Planeta libri per questa bella lettura!

Recensione: “Enola Holmes – Il caso della dama sinistra” di Nancy Springer

 

 Seconda avventura per Enola Holmes. La giovane protagonista si nasconde ancora dai fratelli, soprattutto all’astuto e deciso Sherlock che, al contrario di Mycroft (Enola dirà di lui: “Anche se era intelligente quanto Sherlock, in tutto il resto era più o meno equiparabile alla patata bollita avanzata dalla sera precedente, freddo e inerte. Non gli importava abbastanza di me per provare a trovarmi.”), sta cercando di stanarla.

Ma Enola sa il fatto suo. Si traveste, camuffa la sua giovane età e, proprio come Sherlock, sa interpretare parti che le rendano più facile investigare. La madre le ha lasciato abbastanza denaro da renderla autosufficiente ed Enola è abbastanza furba da farselo durare.

Inoltre, Sherlock la sottovaluta, come d’altronde sottovaluta tutte le donne, ma durante questa avventura avrà modo di rendersi conto che la sorellina non è così sprovveduta come crede e che può “farla in barba” anche a lui…

Enola è una ragazza forte, determinata, compassionevole ed empatica, ma soprattutto è intelligente, con una sete tale di libertà da accettare (anche con difficoltà) la sua condizione solitaria. Infatti, non può fidarsi di nessuno, non può svelare la sua vera identità ed età perché perderebbe ciò che le è più caro, ovvero l’indipendenza.

Ed è anche questo tratto anticonformista, per l’epoca in cui si svolge il romanzo, ad attrarre. Per questo e anche per una vicenda investigativa intrigante, il romanzo è una lettura gradevole, ricreativa, quasi divertente.

Rispetto al primo volume, Enola è molto più sicura di sé e si approccia al mondo degli adulti seguendone le regole come un attore seguirebbe un copione. Le conosce, le capisce, ma le interpreta a modo suo…

Investigando sul caso della dama sinistra, arriverà ad immedesimarsi nella ragazza scomparsa, a comprendere i suoi crucci e la sua psicologia, fino a scartare le ipotesi ufficiali e imboccare la giusta soluzione.

Libro rivolto ai giovani lettori, ma godibilissimo anche per l’adulto che cerchi una lettura avventurosa, intelligente e senza troppi fronzoli.

 

Grazie a DeA Planeta Libri per avermi fornito questo splendido libro!!!

Recensione: “Il principe d’acciaio – Shades of Magic 1” di V.E. Schwab

La prima cosa da dire è che questa Grafic Novel è tratta da una serie di romanzi fantasy che, purtroppo, non ho letto. Forse dire “tratta” non è corretto, perché è una vicenda che spiega alcuni punti citati nella trama principale, ma mai veramente spiegati. Così dice l’autrice nelle prime pagine.

La storia è interessante, l’antefatto dei diversi mondi vicini, ma isolati, è avvincente, ma la vicenda non è fluida e i disegni a volte, specie nelle scene d’azione, sono confusi e rendono poco. In generale, poi, i colori sono troppo scuri. Da appassionata di fumetti/grafic novel/manga, ho dovuto faticare per seguire lo svolgersi degli eventi. L’impressione che ho avuto di questo primo volume è stata di “immaturità” più nella matita che nella penna. Se fossimo a scuola direbbero: “L’alunno è intelligente, ma non si impegna.” …In pratica, le potenzialità ci sono, ma devono essere messe meglio a frutto. Lo stile di un autore matura e si evolve in corso d’opera, forse sarà questo il caso. Lo spero per i prossimi numeri.

Grazie a Oscar Mondadori Vault per la lettura in anteprima!

 

Recensione: “Enola Holmes – Il Caso del Marchese Scomparso” di Nancy Springer

Enola è un nome particolare, ma non per una patita di enigmi e giochi di parole come la madre della nostra protagonista, una donna davvero singolare che sparirà d’un tratto, il giorno del quattordicesimo compleanno della figlia. Toccherà proprio ad Enola capire il perché, ma procediamo per gradi…

Parlavano del nome “Enola” che è “Alone” scritto al contrario e significa “Sola”, ma, come avrà modo di capire la protagonista, non è una sorta di “maledizione” o un oscuro presentimento avuto da sua madre, ma piuttosto un augurio di indipendenza e libertà.

Perché nella buona società inglese di fine ottocento ci sono certe determinate aspettative per una giovane donna, una strada prestabilita che è difficile lasciare.

I primi capitoli del libro descrivono una ragazzina intelligente, moderna per i tempi, ma assolutamente normale. Enola si racconta e racconta dell’improvvisa scomparsa della madre e dell’incontro coi fratelli che non vedeva da dieci anni… Mycroft e Sherlock Holmes!

E fin da subito, i due fratelli sembrano sottovalutare la sorellina solo perché è nata femmina. Inoltre, i due intelligenti, freddi e razionali deduttori arrivano alla conclusione che la madre, con cui avevano litigato, è semplicemente scappata. Enola non sarà d’accordo e, dopo aver risolto messaggi criptati e ideato un abile piano di fuga, mostra tutto il talento di famiglia per sfuggire al collegio in cui Mycroft voleva mandarla e partire alla ricerca della madre.

La storia prende vigore man mano che si procede nella lettura, fino a diventare un’avventura entusiasmante, divertente nell’anelito di libertà e rivalsa di Enola. La nostra protagonista non si sottomette al ruolo decorativo affidato alla donna dalle convenzioni maschiliste del tempo, ma, con arguzia e con temerarietà, affronta la vita e i misteri con tutta una serie di nozioni sul mondo femminile che “neanche il grande Sherlock Holmes ha”, come si renderà conto anche lei.

E l’innata curiosità deduttiva porta Enola ad interessarsi al caso di un giovane marchese scomparso, appena dodicenne. Sarà lei a dare una svolta al caso, ma creerà anche qualche problema…

Tra suspense e mistero, seguiamo questa protagonista anticonformista nelle sue avventure, una storia la sua adatta ai giovani lettori, ma anche agli adulti in cerca di una storia fresca e dinamica in cui i protagonisti creati originariamente da Conan Doyle (Mycroft e Sherlock Holmes) sono rispettati anche negli aspetti più “antipatici”.

Grazie a DeA Planeta Libri per avermi fornito lo splendido libro con la doppia sovraccoperta!

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