Cristina Rotoloni ci presenta il suo ultimo libro “Tatuaggio”…

cover (1)

“Ciao cari lettori,

sono davanti a questa pagina bianca per parlarvi del mio romanzo “Tatuaggio” e paradossalmente, per uno “scrittore”, non ci riesco. Dopo averla iniziata più e più volte ho deciso che non posso essere incapace fino a questo punto e che è il caso di dirvi qualcosa. Chi mi conosce si stupirebbe nello scoprire che, nonostante la chiacchiera che mi ritrovo… non ho parole. E’ che non so proprio da dove cominciare… no, proprio non saprei! Forse potrei raccontarvi di un ragazzo che non conoscevo, del suo bel fisico e di un tatuaggio. Del fatto che lavoravo in un supermercato nella piana di Montereale (AQ) dove lui venne a fare spesa. Potrei dirvi che il ragazzo scherzando pose l’accento su quello che stavo fissando, o più precisamente mi fece notare il mio sguardo morboso su una parte del suo corpo. Ora però non pensate a male! Semplicemente aveva un tatuaggio che non avevo mai visto. Si muoveva in verticale per tutta la lunghezza del collo e le lettere stampate sulla pelle mi risultavano indecifrabili. Lui, diciamolo pure, ha pensato che ci stavo provando, solo che davanti alla mia curiosità ha risposto con un enigma: “Ha un valore universale, sta a te capire qual è”. Forse era lui che ci stava provando? No, non credo, difatti non si è più visto in giro. Curiosa come sono… potevo farmi sfuggire questo piccolo mistero? No! Visto però che il ragazzo non è più tornato per permettermi di scoprire se avevo indovinato la parola, dopo le mie elucubrazioni, ho scritto un libro! Mi ero fusa il cervello per pensarci, non ho riposato giorno e notte, perciò dovevo rendere utile tutta quella fatica… non la pensate cosi anche voi? Siccome ogni domanda mi porta a pormene altre, (devo darmi un freno), non soddisfatta ho pensato che bisognava dare un contesto e una motivazione al perché una persona decida di incidersi addosso qualcosa che vi resterà per sempre. Nuove domande in cerca di risposte. Ho quindi, deciso che, oltre a decifrare l’arcano per me e poi nel libro, (non saprò mai se ho indovinato cosa diceva il tatuaggio), serviva un po’ di giallo, qualche cosa lasciata in sospeso e la forza dei legami. D’altronde si parla di valori assoluti e quindi mi è sembrato logico citare: la famiglia, l’amicizia e naturalmente l’amore. E’ vero che si scrive quello che si conosce, però ammetto, in questo caso, di essermi impegnata molto per farsi che la protagonista fosse distante dal mio modo di essere, potete perciò immaginare come sono rimasta di stucco quando mi hanno detto: “Cri, Maliba è proprio tale e quale a te, la te di vent’anni fa, ma comunque molto simile!” Poiché sono riuscita così bene a dissociarmi dalla protagonista al punto da renderla identica a me, almeno secondo chi mi conosceva quando ho compiuto la mia maggiore età, spero comunque di non rassomigliare al personaggio che mi è riuscito meglio, lo dico senza alcuna modestia. Sto parlando del tipico individuo fastidioso, insignificante ma capace di farti irritare solo a guardarlo, l’ispettore Tampredi. Avrò ragione? Solo voi potete dirlo! Nel cuore porto il magnate Follisaro, uomo innamorato della moglie morta e ispirato a una persona speciale che non c’è più. Tutti i personaggi hanno un grande valore perché io li ho conosciuti uno a uno, in altri ruoli, in altre vesti nella vita vera, ma fondamentali per arricchire il mio libro con i loro caratteri. Adoro Schox, cane e amico fedele, ma anche capace di scegliere tra giusto e sbagliato. Lui è l’abbraccio costante di questo libro, come lo era lo splendido Fox al quale mi sono ispirata. Il protagonista maschile Alex è un’incognita, dopo aver letto libri ormai famosi con ogni singolo dettaglio erotico ho deciso che lui doveva essere deciso, presente, maschio, ma al contempo concreto e virile quanto l’immagine soggettiva dei lettori, quindi Alex ha mille e più volti, uno per ogni persona che ha letto il libro e ha scelto come immaginarlo. Non appagata, ho anche inserito degli anagrammi nel testo che solo alcuni riusciranno ha decifrare e che molti neanche noteranno. Ora che la mia proverbiale chiacchiera ha ripreso il via, mi rendo conto che sono andata avanti senza parlarvi della trama e forse è il caso di fare un passo indietro. Il mio libro parla di un rapimento. La storia si accentra su un serial killer che trattiene per dieci giorni, in un luogo segreto, le sue vittime in una personale sfida contro le forze dell’ordine, per poi ucciderle brutalmente. E’ un uomo crudele, come ogni assassino seriale, senza pentimenti o sensi di colpa e con l’unico scopo di gioire dei suoi efferati crimini. L’ispettore Tampredi sembra averlo fermato, ma allora chi ha rapito Maliba? Qui sta a voi scoprirlo insieme al significato del tatuaggio. Grata alla bravissima Maria Stella Bruno per avermi ospitato sul suo bel blog, la ringrazio per le attenzioni che mi dedica sempre e per le appassionanti storie che scrive, permettendomi di evadere per alcune ore dal mondo… immaginando luoghi lontani e meravigliosi. Ringrazio voi lettori per aver letto questa mia lettera e sperando di aver acceso la vostra curiosità vi aspetto tra le pagine del mio libro “Tatuaggio” per scoprire com’è andata e se vincerà l’amore o la crudeltà.

Con affetto.

Cristina Rotoloni”

11754104_731119673666981_4466492067560032204_n

http://cristina-rotoloni.webnode.it/

“Tatuaggio” di Cristina Rotoloni – Recensione

cover (1)

Due personalità enigmatiche, due profondità d’essere, due diverse inquietudini e una casa nel bosco, isolata, nascosta quanto i sentimenti dei protagonisti, ecco le premesse di “Tatuaggio” di Cristina Rotoloni, romanzo originale che è un thriller, ma non solo. Maliba è una giovane con un passato che non riesce ancora a dimenticare e solo fra le mura della casa nel bosco si sente al sicuro. Non sa che proprio lì sperimenterà cosa significhi perdere la libertà. Alex è un uomo che vuole giustizia e per ottenerla escogita un piano ardito, quanto disperato e sceglie quella casa e Maliba come punti di partenza per la sua missione. Dieci giorni quelli che passeranno insieme che cambieranno entrambi per sempre. I loro ruoli sono opposti, dal principio nettamente, in un gioco che li porterà a mettersi a confronto non solo l’uno con l’altra, ma anche con se stessi, in un dialogo intimo, e non, con le brutture ingombranti del passato e i misteri del presente. Lo stile del romanzo è scorrevole e coinvolgente, facendoci immergere un po’ per volta nelle psicologie dei personaggi, sempre credibili, nelle loro paure e incognite, nelle perplessità dei ruoli che vogliono interpretare, spiegandoci le trame di una vicenda complessa che ha segnato le vite di molte persone. E così scorgiamo le due “anime” di Alex, le contraddizioni del giovane che confondono e turbano la sensibile Maliba che non sa chi ha di fronte, se un criminale o tutt’altro. Oppure gli incubi di Maliba, in parte dovuti all’esperienza presente e in parte all’eco di quelle passate, nascosti da ostentati coraggi e ostinati orgogli. La distanza fra i due, sottolineata dalla scelta del “voi” nei dialoghi iniziali, pian piano si riduce nelle crepature delle maschere da loro indossate. Come attori incapaci di protrarre oltre il ruolo che si sono imposti, Maliba e Alex inizieranno a conoscersi e ad aiutarsi, in tempo, forse, per affrontare il vero mostro, un efferato e subdolo serial-killer che uccide e smembra le sue vittime. Sullo sfondo, ma vero perno del romanzo, è il tatuaggio, o meglio il significato che esso ha, l’unico obbiettivo dei protagonisti nel senso più totale del termine… Come dicevo, “Tatuaggio” non è solo un thriller, ma un dramma e un inno alla libertà, un affresco dell’anima di due persone piegate ma non spezzate da eventi ingiusti e terribili…