Provando nuove App…

Ormai lo saprete… Cerco sempre di dare sembianze “visive” ai miei personaggi. Non mi basta descriverli con la penna, poiché nella mia immaginazione hanno un aspetto molto “reale”. Di solito, mi armo di matita e provo a disegnarli io, ma stavolta ho trovato una divertente App per lo smartphone, si chiama “Mystic Prince”, ed ho deciso di creare gli avatar dei gemelli della saga Epic Fantasy, L’OCCHIO DEL VEGGENTE.

I risultati sono carini. Vedere il veggente Alwaid e il futuro cavaliere Xaver in versione Anime/Manga mi ha divertita parecchio. Ho creato due versioni, ovvero ho fatto indossare loro due diversi abiti… Quale vi piacerà di più? XD

Prima versione 

Seconda versione

 

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Alwaid e Xaver sono i protagonisti de L’OCCHIO DEL VEGGENTE, saga di M.S.Bruno

Due uomini destinati a diventar leggenda, due gemelli identici, ma guidati da un diverso fato… Xaver e Alwaid, il cavaliere e il veggente… Seguite le loro avventure!!!

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Disegnare Xaver ed Alwaid…

E’ da un po’ che cerco di disegnare i volti dei protagonisti della mia nuova saga, ma riuscire, con la matita, a rendere appieno le diversità di espressione dei due, mi risulta difficile, benché abbia un’idea chiara di loro quando uso la penna…

Xaver“(…)Pur negli abiti grezzi che portava, ora macchiati di sangue, aveva il fare di chi è avvezzo a comandare, fiero, un portamento quasi nobile… Era avvenente, fuor di ogni dubbio. Era alto e slanciato, una figura atletica la sua, un’armonia di forza ed eleganza. Affascinante anche nei lineamenti maschi del viso, nelle linee sicure delle labbra e degli occhi. Le venne in mente l’aspetto di un felino… Un puma. Gli occhi cangianti d’oro la scrutavano con la stessa intensità del maestoso predatore. (…)”

Alwaid“(…)Lo sguardo del giovane era perso nel vuoto in un’espressione assente e penetrante insieme. Uno sguardo che rendeva nervosi, inquietava, poiché esso rendeva possibile l’impossibile scrutando misteriosi orizzonti oltre la soglia del tempo. (…) quello sguardo atavico si volse a lui. Fu come tuffarsi nell’ambra fossile, in una di quelle gemme preziose che a volte custodivano in sé piccoli segni di un passato remoto e affascinante, solo che gli occhi di Alwaid promettevano un balzo nel divenire… (…)Lo sguardo del veggente non perse la sua intensa assenza, la sua concentrata distanza. I suoi erano occhi che parevano saper ferire.(…)”

I due gemelli insieme“(…)I due giovani erano praticamente identici e, per quel pranzo, avevano accettato di vestire con abiti di simile fattura. Solo il colore cambiava. Tonalità calde, dall’oro al rosso impreziosivano gli abiti di Xaver, mentre gradazioni di verde e d’argento quelle di Alwaid… Entrambi non tradivano nervosismo sotto l’esame sbigottito e meravigliato della maggior parte del Clan dei Falchi. Entrambi sembravano ergersi fieri mentre i loro occhi di ambra scrutavano i presenti. Se il vecchio capoclan aveva suscitato autorità e rispetto, la visione dei due figli di Ideen non solo sbalordì ma provocò ammirazione. Magnifici, questo era il commento che sentì più spesso Vidas, sogghignando. (…)”

Con la matita, invece, continuo a provare…

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I risultati non mi soddisfano.

Chissà se qualche bravo artista vorrà aiutarmi a dar un volto “fisico” ai due… ^_^

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Alwaid e Xaver sono i protagonisti de L’OCCHIO DEL VEGGENTE, saga di M.S.Bruno

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Momenti di “grazia”

547934_10151093168062722_1656381314_nTrovare il tempo per scrivere è diventato un vero miracolo. Prima ringraziavo la mia inesorabile insonnia, ma adesso, anche quando mi sveglio in piena notte, non trovo la forza di prendere la penna in mano. Però, ci sono momenti di “grazia”, momenti in cui, anche in pieno marasma, mentre la tv spacca i timpani a tutto volume, qualcuno chiacchiera vivacemente e magari ti aspetta l’ennesima commissione o faccenda da fare, in cui, dicevo, riesci ad assentarti da tutti, dimenticare tutto e tutti, persino te stesso, per immergerti nel tuo romanzo, nella storia che stai scrivendo, percependo solo il mondo che descrivi, ogni alito di vento… Allora assapori la vera essenza della creatività, l’esaltazione… Quando questi momenti finiscono, sei soddisfatto di te, rinnovato, ed hai nuova energia. Vorrei potermi “assentare” in questi momenti più spesso, ma, come l’ispirazione, essi sono soggetti alle bizze delle Muse, le insindacabili padrone della vita degli scrittori e poeti ^_^

Comunque, rapita da un simile momento, ho messo su carta un pezzo del mio nuovo romanzo “L’Ombra delle Torri”. Promette di essere diverso dagli altri della saga, ancora in revisione. I gemelli Xaver ed Alwaid si avviano al grandioso destino che li attende, fautori del loro cambiamento e di quello del mondo che li circonda… Beh, vi riporto di seguito l’ultima descrizione che ho fatto su di loro, presente proprio nel Prologo del libro sopra citato:

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“Xaver si mosse nervoso nel suo nascondiglio. Sembrava che il suo gemello stesse fisicamente bene. Fin da bambini erano stati identici, solo l’osservatore più attento avrebbe riconosciuto l’uno dall’altro. Adesso le cose iniziavano a cambiare. Come una buona spada forgiata nel fuoco, anche i loro corpi si modellavano nella vita che conducevano. Continui allenamenti, combattimenti e viaggi avevano reso Xaver muscoloso e scattante, il suo sorriso sicuro e tagliente all’occorrenza, il suo fare sciolto e avvezzo al comando. Era un uomo dedito all’azione, ogni cosa in lui lo denunciava. Dal canto suo Alwaid, pur conservando un corpo agile e ben proporzionato, non aveva la stessa carismatica fisicità del gemello, ma un fascino diverso che andava al di là dell’avvenenza che entrambi possedevano. Il suo occhio interiore, il suo dono unico, lo aveva ammantato del fascino del mistero, un’ammaliante e inquietante aura che sapeva stregare e intimidire. Il suo sguardo era indecifrabile, ameno e intenso, la sua espressione a volte malinconica, il suo fare silenzioso e accorto. Si poteva dire che se Xaver aveva la dirompente energia e irruenza del sole, Alwaid poteva essere più simile all’avvolgente notte, a volte consolante, coi suoi sussurri segreti, le sue pause lente e incisive, ma anche inquieta e allarmante nelle sue ombre più dense. Non per questo il veggente dimenticava il sorriso o aveva un modo di fare cupo. “