Torta di Mele

Cercavo da tempo una ricetta per la Torta di Mele che prevedesse un risultato soffice e leggero, facile da cucinare, e credo di esserci riuscita. Il risultato è stato apprezzato e la torta è stata “spazzolata” in poco tempo. Ecco la ricetta: ^_^

2015-02-20 18.33.08 Ingredienti:

  • 200 gr di Farina
  • 200 gr di Zucchero
  • 3 Uova
  • 1 bicchiere di Olio di Semi
  • 1 bicchiere di Latte
  • 1 bustina di Lievito per Dolci
  • 1 bustina di  Vanillina
  • 1 Limone
  • 4 Mele

Sbucciate, pulite le mele e tagliatele a pezzi di media grandezza. Mettetele in una terrina e irroratele con il succo di limone. In una marmitta mettete la farina, lo zucchero, le uova, l’olio e il latte. Mescolate tutto molto bene, aggiungendo il lievito e la vanillina. Incorporate quindi le mele con il succo di limone, mescolate e versate tutto in una terrina di 30 cm imburrata e infarinata. Cuocete in forno a 200° per circa 30 minuti.

Personalmente ho usato la base di questa ricetta anche per altre torte, scambiando mele e succo di limone con gli ingredienti graditi. Ottima al cioccolato! 😉

Snowpiercer, film diretto da Bong Joon-ho (Attenzione Spoiler!!)

Snowpiercer-poster-italiano “Snowpiercer” è un film del filone (sempre verde) fantascientifico apocalittico. Parte con premesse molto interessanti: l’umanità, per contrastare gli effetti del surriscaldamento globale, lancia nell’atmosfera un elemento chimico che svolge troppo bene il suo compito portando alla glaciazione il pianeta. Quindici anni dopo l’accaduto scopriamo che gli unici sopravvissuti al cataclisma vivono su un lunghissimo treno in perenne movimento su rotaie (costruite da un fanatico imprenditore di treni prima del cataclisma) che collegano i continenti. Il treno è diviso in prima, seconda classe ed una terza che, più che altro, definirei per il bestiame umano, un vero letamaio da cui, si capisce, la gente vuol fuggire. Fin dai primi minuti si apprende del giusto malcontento e dell’inevitabile rivolta dei poveretti verso le classi più agiate… Una sorta di rivoluzione francese su rotaie, dove il “popolo” non marcia sulla Bastiglia o su Versailles, ma per giungere in capo al treno, ovvero alla locomotiva dove il fanatico imprenditore e costruttore di treni di cui parlavo prima spadroneggia su tutti… Fin qui, il film manteneva le promesse che mi aspettavo, ma poi… beh… tutto si perde in una sequela di scene di azione e sangue, a scapito della psicologia dei personaggi, e in altre surreali tipo la pausa sushi (seduti al bancone, come se niente fosse, mangiano sushi in compagnia del loro prigioniero che fa da Cicerone quasi), mentre avanzano verso la prima carrozza, o quella dell’allegra maestra incinta che prima fa intonare alla scolaresca una grottesca canzocina su quanto sia magnifico e quasi divino colui che ha costruito il treno, poi, con nonchalance, tira fuori un mitra e comincia a sparare sul piccolo gruppo di  rivoltosi giunto fin lì, senza curarsi dei suoi alunni… Come non menzionale poi quella sorta di semi-immortale “carceriere” che insegue il gruppo, animato da furore perché gli hanno ammazzato l’amico. Una vera “perla” la scena del duello alla western fra lui ed il protagonista che avviene da finestrino a finestrino di due diversi vagoni, dato che in quel momento il treno percorreva una lunghissima curva ad U…  Il semi-immortale da solo “sfoltisce” molto il gruppo di rivoltosi, fino ad arrivare quasi in testa. Persino quando verrà infilzato al fianco si rialzerà dopo poco, neanche fosse uno zombie di Resident Evil… Andando avanti nella marcia sempre più solitaria del protagonista apprendiamo che la pazzia dilaga sul treno, fra gli sfrenati eccessi di droghe e orge della prima classe, e i discorsi del fanatico imprenditore costruttore di treni che sta nella locomotiva.  Se c’era un messaggio ecologista, sociologico o altro, non si è capito… Rimane solo l’ultima scena dove, deragliato il treno, i due sopravvissuti, una ragazzina e un bambino, guardano i monti innevati e vedono un orso polare che li guarda. Probabilmente sta a significare che c’è ancora vita sulla terra o forse l’orso li guarda come a dire: “Prima mi stavo per estinguere io e ora rischiate voi.”? Non lo so, ma io ho pensato, con un sospiro di sollevo, che il film era finalmente finito…

Una stella su cinque.

Novità ^_^

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Nella tela dell’esistere

Al_tramonto_si_annodano_i_fili_dell_esistenza

 

Nell’imbrunire
lame dorate
ammantano
il cielo
come spille
che giacciono
nella tela
dell’esistere.
Giovani ed antiche,
immortali ed
effimere,
uniche eppure
sempre uguali…
Sogni di luce
ad occhi aperti,
solitarie
compagne
che sedute
alla tavola
di questa vita
scoprono
l’inganno
del relativo.

Maria Stella Bruno,
da “Clessidre Notturne”, Edizioni il Pavone
ebook 3,99 €


http://www.amazon.it/Clessidre-Notturne-Maria-Stella-Bruno-ebook/dp/B00JCYKSWK/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1415693698&sr=8-1&keywords=clessidre+notturne

La leggenda di Selene e Endimione

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Forse non tutti sanno che, per la mitologia greca, la Luna aveva ben tre dee ad occuparsi di lei: Artemide, famosa vergine cacciatrice, era la personificazione della Luca crescente, Ecate, misteriosa amante degli incantesimi e degli spettri, era la personificazione della Luna calante, e infine Selene che era la personificazione della Luna Piena… A quest’ultima è dedicata la leggenda di cui parlo. Al contrario di Artemide, Selene non aveva fatto voto di castità così, viaggiando di notte sul suo carro alato per portare la pallida luce della Luna agli uomini, le captava spesso di occhieggiare curiosa verso il mondo umano. In questo modo incontrò Endimione, o meglio, così lo vide dormire in una grotta del monte Latino. Ma il ragazzo, un bellissimo pastore, non faceva mica un sonnellino, no! Avendo mancato di rispetto ad Era, moglie di Zeus, era stato condannato ad un perpetuo sonno. Ma questo non doveva importare molto a Selene che, evidentemente, amava i tipi silenziosi. Si innamorò subito del bel ragazzo che da quel momento andò a trovare nella grotta tutte le notti, per baciarlo e ammirarlo… Ci son tante versioni di questo mito. Una racconta che la condanna di Endimione aveva una scadenza e che Selene dovette solo mantenerlo giovane il tempo necessario perché si svegliasse e generasse con lei 50, dico 50 ( O_O ) figli… Altre dicono che fu lo stesso Endimione a chiedere di rimanere addormentato per non invecchiare, ma con gli occhi aperti, per poter osservare l’arrivo della sua amata Selene dal cielo… Altre ancora che si fece addormentare per sottrarsi ad ulteriori gravidanze ( XD ) … Insomma, il mito offre tante versioni, tante favole da ascoltare, spaccati di un mondo e di una fantasia splendida e immortale…