Promuovere autori: non per soldi, ma per amore… di lettura!

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Se mi seguite, ve ne sarete resi conto… Amo leggere e mi piace promuovere i nuovi scrittori (oltre che me stessa >_< ). Non è certamente un lavoro e non ne ho alcun introito, se non una certa soddisfazione personale nel condividere le mie opinioni, ma lo faccio comunque. In un mondo in cui tutto o quasi è governato dal “do ut des“, mi sento di essere in controtendenza anche se non sono certamente l’unica. Segue la mia stessa “filosofia” il portare di promozione letteraria gratuita Bookoria a cui collaboro con la rubrica “Cercatori di Parole“. Quotidianamente il sito permette agli autori di inserire le schede dei propri libri o di se stessi, magari segnalando eventi letterari. Nel mio piccolo, ogni settimana scelgo tre titoli (di fantasy, fantascienza e horror)  da portare all’attenzione del lettore, mentre altre mie “colleghe”, curando diverse rubriche, danno un variegato quadro del mondo degli esordienti e non. Vi invito a dare un’occhiata! 😉

Ma per tornare a me, in questo stesso blog ho riservato una rubrica per gli autori… Anche se da un po’ non ha nuovi “avventori” La Locanda dell’inchiostro Versato resta aperta, aspettando la sua “locandiera”… 😄

Inoltre su Le Terre del Vento, segnalo un libro che diventa Il Libro della Settimana

E per ultimo, ma non tale per importanza, sono personalmente coinvolta nella promozione dei Libri di Rosalba Bavastrelli. Anche questa è una cosa che al lettore fedele di questo blog non potrà essere sfuggita… Ma dato che sono stata io a convincere la scrittrice a pubblicare, mi sento in “obbligo” di darle visibilità. Un “obbligo” solo per dire! >_< Le storie di Rosalba sono d’avventura e d’amore, scritte con un stile fluido, che non stanca ma affascina portando in un altro “mondo”…

Perché scrivere questo post? Qualcuno potrebbe chiedersi… Per promuovere i miei sforzi? Forse. Per rendere palese che le mie scelte sono “personali” e non dettate da “secondi fini”? Sicuramente. Ma soprattutto per spiegare che bisogna “spendersi” per gli altri perché se ne ha voglia, per diletto e non per forza, che ciò che si fa senza ricevere un introito, sicuramente, (per me è ovvio!) ha più valore…

Detto ciò, vi saluto, sperando vogliate continuare a seguirmi, non solo qui… 😉

M.S.Bruno

 

Ingiustizie di ‪#‎Facebook‬

Che facebook fosse un luogo “strano” lo avevo già capito, ma stamani non immaginavo di veder sparire foto e album come se nulla fosse… e vi assicuro (chi mi segue lo sa) che non condivido inni alla violenza, pornografia o vendita di armi… Ma cominciamo dall’inizio. Il noto social network aveva già dimostrato una certa antipatia verso i contenuti letterari. Sapete che collaboro a Bookoria (sito di promozione gratuita letteraria) con la rubrica “Cercatori di Parole“, beh, condividere i link dei diversi post, da un giorno all’altro, è diventato impossibile o quasi grazie al “blocco di sicurezza”. Anche qui sono partite segnalazioni da parte mia e dei responsabili di Bookoria. Risultato? Il link ora viene accettato solo in parte. Ovvero, non cancella il post, ma non mostra in anteprima il link… Un compromesso, in pratica. Ma ieri è stato il colmo! Ho provato a condividere il link di Amazon del mio libro di poesie “Clessidre Notturne” e facebook mi ha bloccata dicendomi che QUEL contenuto era un malware!!?!!? O_O Mi ha fatto scaricare un programma per rimuoverlo (poi non c’era niente) e mi ha bloccata fino a stamattina dal “creare azioni Open Graph” (boh!)… Ma l’assurdo è che da allora non posso inserire il link del mio e-book in nessuna foto altrimenti viene rimossa e  le immagini con annesse mie poesie sono sparite dal mio profilo e pagina… SONO PROPRIO DELUSA. Ho segnalato il problema a facebook, ma credete che qualcuno controllerà e riparerà al “blocco di sicurezza” idiota? Non saprei, mi piacerebbe crederci. La mia “bella” segnalazione l’ho fatta, ma… chissà…

Ecco il testo:

“Sono state rimosse foto dal mio profilo e un intero album nella mia pagina ( www.facebook.com/mariastellabruno/ ) solo perché c’era un link di Amazon con riferimento a un libro di poesie “Clessidre Notturne”… So che voi rimuovete i contenuti che non rispettano gli standard della comunità, ma non capisco come POESIE CHE TRATTANO DI STELLE, SOLE ED ELEMENTI NATURALI possano offendere. Il link “incriminato” INGIUSTAMENTE è https://www.amazon.it/Clessidre-Notturne-M-S-Bruno-ebook/dp/B01HTRXNQE/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1467796201&sr=8-1&keywords=clessidre+notturne &#8211; In allegato troverete uno screen del link che non accettate… CONTROLLATE, PER FAVORE e levate il blocco (dovuto probabilmente a segnalazioni di invidiosi)”

6-7-2016

P.S. – Dopo diverse segnalazioni di amici, Facebook si è accorto dell’errore… Adesso il link del mio libro di poesie non è più”offensivo”o”sconcio” 😄

Prossimamente

lettera-di-presentazionePer ogni porta che si chiude, si apre un portone, così dice il detto, ma non avverte che comunque ci sarà da sudare per arrivare a varcare la nuova soglia… Perché questa strana considerazione? Per il semplice fatto che, in vista di ripubblicare i miei scritti, sto facendo una vera maratona di revisioni. A pensare che la prima stesura de “I Custodi dei Frammenti” risale a dieci anni fa, mi vengono i brividi… Nel tempo il romanzo ha subito diverse correzioni, ma ora che deve “fondersi” con il suo seguito per formare un “unicum”, beh, le cose diventano decisamente più serie! Credevo fosse più semplice, ma ero stata troppo ottimista. Sto inserendo e togliendo pezzi per un risultato migliore. Ammetto di stare facendo proprio “a pugni” con la me stessa del 2006… E non solo con “lei”. Comunque, rivedere i vecchi progetti può essere catartico, segnare un nuovo principio. Ma sono impegnata su così tanti fronti che mi sento un giocoliere… Sì, più del solito! Per questo ultimamente sto latitando dal web… Comunque, sappiate che tornerò e alla grande, con novità che rivoluzioneranno anche questo blog, le pagine facebook e tutto ciò che mi riguarda. New style sto arrivando! 😎

Era la mia tradizione di Natale…

Era la mia tradizione di Natale… almeno fino a qualche anno fa! Visitare il Presepio Poliscenico Permanete dei Padri Ro01_CARTELLAgazionisti di “Cristo Re” era una cosa che facevo fin da bambina. Le singole scene (o diorami) erano curatissime e alcuni personaggi persino si muovevano. C’era un senso di profondità e proporzione che ne facevano una vera opera d’arte… Perchè parlo al passato? Perché pur essendo un pezzo “storico” (risalente agli anni 50), per problemi di fondi(dovevano mettere in sicurezza l’impianto luci), non solo è stato chiuso, ma persino smantellato. Non ne conoscevo le ragioni fino a questo Natale, ma un appassionato di Presepi mi ha spiegato l’accaduto e… mi fa ancora più male pensare che, piuttosto che fare collette, rivolgersi ai messinesi fieri di quel piccolo, grande capolavoro, o magari chiedere l’aiuto delle autorità, si sia deciso per un atto così definitivo… Non è giusto!

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L’incubo dei Cookie…

La nuova normativa sui famigerati cookie scatta oggi, ma da giorni ormai i blogger italiani stanno uscendo letteralmente matti per capirci qualcosa. La sottoscritta non fa naturalmente eccezione e, mentre le voci di multe salatissime si rincorrono sul web, si cercano soluzioni per essere a norma di legge. Una cosa l’ho appurata: che lo vogliamo o meno i nostri blog usano/creano cookie anche se solo “tecnici”… La piattaforma Google “blogspot” sembra aver provveduto da sola ad inserire un “richiamo” in alto per avvertire della “cosa”(“Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie. Ulteriori informazioni OK”), ma altre piattaforme tipo questa (“WordPress”) hanno lasciato l’utente a se stesso… Avevo trovato un “Plugin” da scaricare e inserire, ma… come? …Tutti i cosiddetti “tutorial” incontrati sul web mostravano elementi nel menù che a me mancano >_< (come proprio il tasto “Inserisci un plugin”). Quindi, mi sono trovata a ripiegare sulla parola scritta, la mia forma di comunicazione preferita. Come ha fatto un’amica, ho inserito la normativa in una pagina del blog (cookie law), più un richiamo onnipresente sulla barra laterale. Non so se sono “in regola”, francamente lo spero, altrimenti… Beh, sarò costretta a chiudere il blog! Non vorrei proprio arrivare a questo, perciò… amici blogger, voi che soluzione avete trovato?

Fatemi sapere, per favore 😉

Per la serie…

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Agrrrrr!!!! Revisione, revisione, revisione, revisione, revisione, revisione, revisione, revisione, revisione, revisione, revisione, revisione, revisione… Aaaa! Impazzirò!

Ho concluso il romanzo di fantascienza di cui parlavo tempo fa’. Ho posato la penna giorno 20, ma tra correzioni, trascrizioni e ripensamenti dell’ultimo istante, solo adesso posso considerarlo realmente finito. Dovrei esserne contenta e lo sono, ma… ora mi tocca revisionare dal principio! REVISIONE: demone nero di ogni scrittore. E’ una cosa necessaria, ma, non interessando l’aspetto creativo, pesa terribilmente, acuendo dubbi e insicurezze. Insomma, sì, per la serie non si è mai contenti! Eppure, non mi sentirei tranquilla se il romanzo non passasse ancora e ancora (ma sì, ancora!) sotto il vaglio scrupoloso della peggior critica che conosco. La stessa che può essere indulgente con gli altri, ma che con me prende la frusta e la schiocca con tanto di risata sadica… Sì, sono io! Non sono mai contenta, né sicura fino in fondo e, perfino nei riguardi di miei romanzi già pubblicati, sono sempre ipercritica. “Forse era meglio se improntavo quella frase in un’altra maniera…“, “E se quella data parola non fosse adatta?“, “Se l’azione di quel personaggio non si comprendesse bene” e via dicendo, sono alcune delle frasi ricorrenti che mi assillano… Ma non si può continuare così! Uffa!!! Comunque, adesso mi rimboccherò le maniche e darò il via allo strazio, aggiungendo e togliendo, limando e correggendo il più possibile, perché l’essere scrupolosa è l’unico modo per cercare di combattere le insicurezze… almeno, lo spero!

Detesto gli stereotipi

Sempre nel 2008 scrivevo(ma condivido ancora):

detesto1“Detesto gli stereotipi. Non sopporto chi passa più il suo tempo a personalizzare il cellulare e non il proprio essere, standardizzandosi con la massa per il modo di pensare, vestire e agire. Credo che questo sia un atteggiamento molto facile di prendere la vita. Ora, non voglio iniziare la solita filippica contro la nostra società, ma contro gli individui, perché è dall’individuo che è composto questo nostro mondo. Io credo che sia proprio dagli uomini che deve partire il cambiamento, perché ogni persona dovrebbe essere diversa, unica, speciale e non il frutto di un unico stampo. Per me sono gli stereotipi e gli emulatori il problema. Tutto è stereotipato, tutto è in funzione dell’emulazione, e ciò che vale magari per un singolo gruppo di gente diventa valido per tutti… Ma non è così! “Tutti gli uomini sono dei maniaci, tutte le donne delle putt…” qualcuno ha detto. Che generalizzazione superficiale e immatura (oltre che offensiva!). Non è così. Solo che la mercificazione del sesso, che negli ultimi tempi sta prendendo maggior piede anche grazie alla globalizzazione, ha alterato la morale e l’etica, cose che, oltre l’intelligenza (ma per molti è diventata questa un mito ed usano la mente collettiva del “branco”), fanno differire l’uomo dalle bestie. Viviamo in un mondo destabilizzato, pieno in superficie, ma vuoto al suo interno… e gli stereotipi dilagano… E’ più facile amalgamarsi alla maggioranza, si soffre di meno ad essere parte di un “tutto” piuttosto che affermare e difendere (e trovare) le proprie idee. L’individuo (che più tale non è) sparisce così nella concezione della massa. Ma, per fortuna, anche questo non è legge per tutti… Attenzione a non cascare nei famigerati stereotipi! Per quanto riguarda me, farò quello che ho sempre fatto, continuerò a credere che Dio, Amore, Solidarietà, Pace, Speranza, non siano solo parole ma concetti radicati nell’anima. Non farò “di tutta l’erba un fascio” (se mi perdonate la frase fatta) e come “persona” mi rivolgerò ad altre “persone” sperando che a piccoli passi l’individuo (come concezione generale) riprenda spessore e la sua importanza…”

La vigliaccheria

Nell’aprile del 2008 scrivevo un post che, purtroppo, è valido anche oggi…
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“Avete notato le notizie degli ultimi giorni? Ma come si può restare in silenzio quando sembra ormai consuetudine sentire nei telegiornali di ragazze violentate o aggredite agli angoli delle vie o persino sugli autobus, solo perché credevano di trovarsi in un mondo abbastanza civile in cui camminare tranquille e sicure? Si inorridisce al dato statistico che, benché rapine e omicidi siano diminuiti, stessa sorte non sia capitata anche a questi crimini da vigliacchi.

Mi chiedo cosa hanno intenzione di fare le autorità in proposito, mi chiedo se una campagna di sensibilizzazione basterebbe a combattere la visione sbagliata di “donna oggetto, bella, sexy, che sembra incapace di dire no”. Quell’immagine errata che da a tanti uomini instabili la concezione, già purtroppo fin troppo facile per loro, che tutte le donne siano oggetti accondiscendenti.

Sappiano, però, questi “signori” che il tempo della paura è finito, che la loro prepotenza non è più tollerata! Se le “streghe” devono tornare, torneranno. Basta con la violenza, basta con l’omertà di chi vede ma non interviene!

Fin quando uomo e donna non vivranno in serenità rispettandosi l’un con l’altro come esseri diversi, ma uguali insieme, non ci sarà mai progresso, e da qui nasce il mio interrogativo: può esserci vera cultura, arte e fantasia in questo mondo? Spero, mi auguro, di sì. Devo credere che qualcosa si possa pur salvare di questi giorni…”

Siamo nel 2013… Nulla è cambiato, anzi, peggiora… Perchè?

Incredibile!

Incredibile! Ma possibile tanta incompetenza? Tanti favoritismi pure se sei un malato al pronto soccorso ed aspetti solo che ti diano un’occhiata? …Ecco la storia: mattina qualunque, mia zia esce e fa l'”errore” di cadere. Persone gentili la soccorrono e chiamano per lei il 118 quando si accorgono che non può muovere il braccio… Bene: ecco la prima attesa… l’ambulanza… Tre quarti d’ora, un’ora? Vabbé, pensi, c’è il traffico, chiamate più urgenti, forse… Infine, quando ormai disperi, arrivano e la portano all’ospedale. Il dolore c’è ed è forte, ma dopo averla “classificata”, la fanno aspettare in una saletta fredda e in perenne corrente (cosa a cui nessun malato dovrebbe essere sottoposto, perché potrebbe avere la febbre, ecc.). Alle infermiere rare che passano non gliene frega niente della persona che aspetta e alle domande che fai non ti rispondono. Non dicono neanche che “codice” sei, roba da semafori, ma “guardano e passano”… Ore… Da mezzogiorno ad ora (17.45) è ancora al pronto soccorso senza che un medico si sia degnato di dare un’occhiata alla spalla sempre più gonfia. Il dolore è aumentato, anche il senso di disperazione, di rabbia, di impotenza… Perchè infine si scopre che sei un “codice verde”, ma sei sempre l’ultimo dei codici verdi… Ma se è normale, giusto, che venga visitato prima un codice rosso o giallo, trovo INSPIEGABILE che persone giunte dopo di te, classificate col medesimo colore, ti scavalchino improvvisamente. Ed ecco la fine della storia, una storia che non ha fine, poichè lei è ancora lì, una storia forse non nuova, ma che mi fa indignare, che mi fa venire voglia di urlare… Cosa deve fare mia zia? Tornare a casa col braccio sempre più gonfio ed il dolore a 1000 oppure pernottare in quella saletta fredda e in corrente sperando che qualche medico abbia infine pietà? …Ah, dimenticavo… mia zia soffre di epilessia. Lo si è detto e dimostrato con tanto di certificazione. Risposta con tono indifferente: “Deve aspettare il turno. Se le viene un attacco, la curiamo.”…. Siiiiii, come ci credo! … A voi l’ardua sentenza…

Aggiornamento situazione: verso le 18.30 mia zia è stata finalmente visitata. Altro che codice verde! Ha una frattura che forse richiede il ricovero ed una eventuale operazione!!!