Appunti di lettura: “Amore e sesso nell’antica Roma” di Alberto Angela

INIZIO: 14 Febbraio 2020

FINE: 17 Febbraio 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

Questo è un libro di storia e d’amore. Ci fa immergere in un mondo lontano e affascinante, condotti dal filo della nostra curiosità. Cerca di rispondere alle domande più frequenti e insolite sull’amore e il sesso al tempo dei romani: come ci si baciava, cosa si dicevano gli innamorati guardandosi negli occhi, se si portava fuori a cena la fidanzata, se l’uomo era bisex, quali erano i tabù sessuali, come si “rimorchiava” e si tradiva, come facevano l’amore gli imperatori, se esisteva un kamasutra…

Amore e sesso nell’antica Roma unisce il piacere di lettura di un romanzo all’accuratezza di un saggio storico. Per ricostruire un quadro completo e scrupoloso, e scovare le notizie più sorprendenti, ci si è basati su scoperte nei siti archeologici, dati di laboratorio, una ricchissima bibliografia di testi antichi e studi moderni, e centinaia tra reperti nei musei, affreschi, statue, graffiti di Pompei ed Ercolano.

Com’era possibile unire tutte queste scoperte in un unico, coinvolgente viaggio? Immaginate di ritornare indietro nel tempo e di trovarvi in una piazza di Roma antica. Davanti a voi ci sono delle persone che passeggiano normalmente: una fanciulla e un ragazzo innamorati, un gladiatore che lancia uno sguardo a una giovane nobildonna, un padre che accompagna il figlio alla sua “prima volta”, una prostituta d’alto bordo… Guardate bene queste persone: basterà seguirle nella loro giornata e ci faranno scoprire gli intriganti segreti dell’amore e del sesso ai tempi dell’antica Roma. E quanto il loro modo di amare somigliasse incredibilmente al nostro.

14 Febbraio

Oggi, San Valentino, è il giorno migliore per iniziare un simile libro. E come decide di raccontare l’amore nell’antica Roma Alberto Angela?

Beh, inizia immaginando una piazza piena di gente e, tramite queste persone diverse, seguendone le vite, spiega i vari modi di vedere e vivere l’amore e il sesso…

In pratica, come in “Una giornata nell’antica Roma” o in “Impero” per rendere più fluido l’argomento sceglie di usare un “artificio” per “romanzare” le fonti e tutto il materiale di ricerca (innumerevole) per poterci regalare non un trattato, ma un racconto coinvolgente e dinamico.

15 Febbraio

Ed il viaggio per conoscere l’amore e la sessualità ai tempi dell’antica Roma diventa, a tutti gli effetti, la storia della donna e delle sue condizioni… Ritroviamo donne trattate come merci, che passano dal padre al marito senza poter far nulla. Spesso date in sposa giovanissime a uomini molto più vecchi, destinate a una vita rinchiusa fra le mura domestiche con rare uscite sorvegliate. E fra le mura domestiche erano praticamente in balia dell’uomo che era stato scelto per loro. Le donne ricche forse subivano di meno, in quanto picchiare una di loro significava fare scandalo e inimicarsene la famiglia di origine, ma per il ceto medio-basso era tutt’altra storia.

Da sempre la donna è stata soggetta alle più bieche discriminazioni e abusi e si vorrebbe pensare che le cose adesso siano cambiate, ma, purtroppo, non è sempre così, anche al giorno d’oggi…

Comunque, per tornare all’antica Roma, c’era anche per la donna la possibilità di vedere e farsi vedere, avere ammiratori e conquistare. Solo che dovevano farlo di nascosto, abilmente. Gli eventi pubblici erano le migliori occasioni, ma anche le visite alle terme miste e le rappresentazioni teatrali. Dato che non si poteva toccare una matrona in pubblico, l’uomo doveva essere accorto e usare stratagemmi per conquistare una possibile amante.

E si parla di “amante” perché la concezione di “matrimonio” spesso per i romani era di un semplice contratto, senza grilli amorosi. L’eros e l’amore lo lasciavano per le amanti.

17 Febbraio

Anche le donne sposate spesso non si facevano problemi a trovare altra compagnia e ciò accadeva, come scrive lo stesso Angela, perché “si tratta di donne andate in spose da bambine, senza amore, a uomini molto più anziani di loro. Dopo qualche anno, sulla soglia dei trent’anni, con alcuni figli alle spalle e un marito ormai anziano, queste donne, annoiate, sessualmente e sentimentalmente insoddisfatte, danno la caccia al giovanotto che promette loro tutto quello che non hanno avuto.”

In pratica, l’adulterio è una forma di riscatto in una società maschilista. Ma il tradimento femminile, se scoperto, era pesantemente condannato e non solo socialmente, c’erano leggi severe al riguardo.

Il libro prosegue senza annoiare, ma col distacco necessario dello studioso che espone un modo di pensare e di vivere l’amore e il sesso sicuramente molto più libero che al giorno d’oggi, con una morale sicuramente molto diversa…

COMMENTO FINALE

Interessante volume che svela i retroscena sentimentali e sessuali di una società complessa come quella dell’antica Roma. Con stile coinvolgente, il libro si propone di esporre le similitudini e le differenze col mondo attuale. Ne esce l’affresco di una società che viveva il sesso in maniera molto più libera, ma con un senso morale decisamente diverso.

 

Appunti di lettura: “Miti e leggende del Nord” di Alessandro Massobrio

 INIZIO: 7 Febbraio 2020

FINE: 14 Febbraio 2020

VALUTAZIONE

7 Febbraio

La prima cosa che noto è che si tratta di un testo scolastico. Non so bene se ciò è un vantaggio o meno… Sicuramente, per definizione, dovrebbe essere adatto a spiegare i miti in maniera semplice. Me ne renderò conto leggendo.

13 Febbraio

Fino ad ora trovo il testo simpatico e semplice, almeno nei racconti inerenti al mito. La prefazione invece è stata pesante e formale, ma forse necessaria per delineare il quadro storico e culturale del popolo che credeva e alimentava quei miti, ovvero i vichinghi.

Comunque, molte leggende sono esposte come fossero fiabe, col risultato che, per certi racconti, la narrazione è più godibile, per altri invece diventa un po’ infantile. In ogni caso, le caratteristiche del mito non vengono mai snaturate.

Nella narrazione ci sono spesso riferimenti, paragoni e modi di dire moderni, forse per rendere più attuale il mito al piccolo lettore. E al piccolo lettore, o meglio allo studente, sono rivolte le note a piè pagina e le schede di esercizi alla fine di ogni storia… D’altronde è un testo scolastico!

14 Febbraio

I diversi racconti a volte sono epici, ma spesso sono un po’ ridondanti.

Il libro svolge il suo compito di insegnamento.

COMMENTO FINALE

Simpatico libro scolastico che cerca di spiegare i miti. Trattati come favole un po’ dark, questi racconti mantengono comunque un certo tono epico, anche se la narrazione spesso presenta riferimenti moderni. Fa il suo dovere, ma non convince pienamente.

 

Io resto a casa a leggere!

In questo momento di grande incertezza e cordoglio, l’importante è restare a casa e tenersi impegnati… Leggere può essere un’ottima soluzione per distrarsi, viaggiare con la fantasia e scacciare così la paura…

Ecco la mia riserva di letture!

Libri conclusi:

Miti e leggende del Nord

“Amore e sesso nell’antica Roma” di Alberto Angela

“Città degli angeli caduti” di Cassandra Clare

“Beautiful Creatures – La saga” di Kami Garcia e Margaret Stohl 

“Krispos l’imperatore” di Harry Turtledove

“Nucleo rovente. Doctor Who” di Una McCormack

“La misteriosa morte della compagna Guan” di Qiu Xiaolong

Libri in lettura:

“The 100 Days 21” di Kass Morgan

“La guerra dei mondi” di H. G. Wells

“Vento nero” di Clive Cussler 

“1984” di George Orwell 

“Il ciclo di Conan 2” di Robert E. Howard

“Il colore della magia” di Terry Pratchett

“I draghi dell’alba di primavera – Dragonlance 3” di Margaret Weis e Tracy Hickman

“Recuperate il Titanic!” di Clive Cussler 

“La foresta dei Pigmei” di Isabel Allende

“La valle di Aldur” di David Eddings 

“Il diario del vampiro – 10 romanzi in 1” di Lisa Jane Smith

“La quinta stagione” di J. K. Jemisin

“Quel giorno sulla Luna” di Oriana Fallaci

“Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams

“L’apprendista del mago” di Joseph Delaney

“La mummia” di Anne Rice

Libri prossimamente in lettura:

“La spada della verità 4” di Terry Goodkind

“Il trono del drago” di Tad Williams

“The 100 Homecoming” di Kass Morgan

“La città dei libri sognanti” di Walter Moers

“L’occhio del mondo – La ruota del tempo 1” di Robert Jordan

“Alta Marea” di Clive Cussler

“Il castello incantato” di David Eddings

“Die for me” di Amy Plum

“Il sangue degli elfi – The Witcher 3” di Andrzej Sapkowski 

“Dragonlance – Le leggende annotate” di Weis e Hickman

“Il tesoro di Gengis Khan” di Clive Cussler

Appunti di lettura: “Il ciclo di Belgariad Vol. 1” di David Eddings

INIZIO: 23 Gennaio 2020

FINE: 12 Febbraio 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

Nella notte dei tempi il Dio Aldur rubò una pietra alle stelle e ne fece un gioiello prezioso, il Globo. Il potere del gioiello era grande e l’avido Dio Torak lo volle per sé perché attraverso di esso avrebbe avuto il dominio sull’occidente. Ma quando tese la mano per toccarlo, il Globo lo divorò con le sue fiamme. Ora Torak giace nel sonno senza fine della sofferenza e la pietra del potere non è più in suo possesso. Ma Zedar l’Apostata, discepolo prediletto, prepara il suo ritorno. Le sue trame segrete si intrecciano come i fili di una ragnatela e il giovane Garion, la cui vita trascorre serena in una fattoria dell’ovest, scoprirà il peso del proprio destino. (POSSIBILI SPOILERS)

23 Gennaio

Questa saga l’ho letta tanto tempo fa, quando ero una ragazzina. Ricordo poco o niente di questa storia, ma sono quasi certa che mi sia piaciuta… Questo volume racchiude i primi due libri della saga: “Il segno della profezia” e “La regina della stregoneria”.

Il prologo ha il sapore epico di un poema o di un’antica ballata. È il resoconto delle vicende che portarono ad una guerra fra popoli e dei… Al centro di tutto c’è il potente Globo di Aldur, pietra senziente, che è bramata dall’oscuro dio Torak. Toccherà alla stirpe di Riva custodire il mitico oggetto, mentre gli altri popoli vigileranno in attesa del nemico, mai sconfitto del tutto, torni per impadronirsene. E si narra che il maggiore peso di questa difesa sia sugli immortali Bergarath, il mago, e sua figlia Polgara.

11 Febbraio

Cap. 6 della seconda parte, o meglio, del secondo volume (qui riunito in un solo libro) “La regina della stregoneria”.

Se il primo volume era incentrato su Garion e la sua crescita, sulle sue prime scoperte e sulle prime tappe di un viaggio che lo condurrà al suo destino, in questo secondo, non solo il viaggio prosegue, ma si delineano maggiormente le personalità che lo accompagnano. La compagnia è eterogenea e ogni personaggio ha la sua storia, i suoi scopi, le sue ombre e le sue luci… Interessante.

Essendo il più giovane, Garion non viene quasi mai informato sulle verità che si celano dietro quel viaggio. Per scoprire le cose (e farle scoprire a noi) deve spesso origliare i discorsi dei grandi… Ma forse la sua “ignoranza” è necessaria per tenerlo al sicuro, perché è chiaro che in lui c’è molto più di quel che sembra. È chiaro anche che Polgara e Belgarath vogliono difenderlo, mentre i pericolosi Grolim lo cercano…

In ogni caso, lo scopo del viaggio è ritrovare il mago Zedar che ha rubato il Globo di Aldur con la probabile intenzione di donarlo al dio malvagio Torak…

12 Febbraio

Il processo di crescita di Garion procede, una crescita che prevede sbagli, eccessi e testardaggini. Il ricco corollario di personaggi permette ironie e avventura, tratteggiando personalità ben distinte e sfaccettate.

Fra tutti emerge Polgara, la bellissima, saggia e tremenda maga che ha cresciuto Garion, o meglio Belgarion, perché questo è il suo vero nome.

Durante il viaggio, il giovane scopre di avere dei poteri che non accetta. Ancora infantile per molti versi, Belgarion non sa ancora molto di se stesso e del destino che lo attende… mentre il lettore comincia a farsene un’idea…

Ricordo che alla prima lettura avevo trovato la principessa Ce’Nedra molto antipatica, adesso però non molto. Certo, è una principessa viziata al principio, ma trovo che la vicinanza a Polgara l’abbia aiutata. Pur avendo la stessa età, o quasi, di Garion, è più matura di lui.

Poi, non so se il suo lato insopportabile emergerà nei prossimi volumi… Non li ricordo bene.

COMMENTO FINALE

Splendida avventura fantasy che, tra ironie e battaglie, ci presenta un corollario di personaggi ben delineati (ognuno con la sua storia) e interessanti. Un lungo viaggio per il lettore in un mondo affascinante tutto da scoprire e un altrettanto lungo viaggio di crescita e scoperta per il protagonista.

 

Appunti di lettura: “Guida alla leggenda di Drizzt di R.A.Salvatore” di Philip Athans

INIZIO: 7 Febbraio 2020

FINE: 10 Febbraio 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

L’elfo scuro Drizzt Do’Urden estrasse per la prima volta le sue mitiche scimitarre nel romanzo “La lande di ghiaccio”, 1988; e fu allora che nacque una leggenda. Vent’anni dopo, la fama di Drizzt – e quella del suo creatore, R.A. Salvatore – si è estesa a dismisura in tutto il mondo.

(POSSIBILI SPOILERS)

7 Febbraio

Scritto in occasione del ventesimo anniversario dell’inizio delle avventure di Drizzt, questa sorta di compendio/riassunto non comprende tutte le opere che palano del ranger drow… No, si arriva a forse a metà, ovvero al libro “Il mare di spade”.

Peccato. Eppure non mi pento di averlo comprato. È un modo per “rivivere” i primi capitoli di una lunga saga che praticamente ha accompagnato tutta la mia vita…

9 Febbraio

Il volume non è esente da errori, refusi o imprecisioni di traduzione, ma le belle immagini stemperano un po’ la delusione per la poca cura.

Bisogna ricordare che è una “guida” e, come tale, dà brevi cenni dei libri in esame e delle schede riassuntive di tutti i personaggi incontrati nei primi tredici capitoli della saga.

10 Febbraio

Nell’ultima parte il libro sembra quasi un manuale del gioco di ruolo “Dungeons & Dragons” o forse più appropriatamente di “Forgotten Realms”.

D’altronde ciò non sorprende perché Drizzt Do’Urden non è solo un personaggio letterario, ma un dinamico protagonista di questo gioco di ruolo!

COMMENTO FINALE

Bellissime illustrazioni per un libro che è un riassunto del mondo di Drizzt Do’Urden. Utile per chi vuole ricordare i vecchi capitoli della saga. Il volume non è esente da errori, ma è un acquisto simpatico per gli amanti del fantasy e del famoso ranger drow.

 

Appunti di lettura: “L’ultimo dei Mohicani” di J.F. Cooper

INIZIO: 5 Febbraio 2020

FINE: 6 Febbraio 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

“L’ultimo dei Mohicani” è Uncas, il figlio di Chingachguk, del vecchio capo leale e generoso che guida la sua gente fra le battaglie, gli agguati e le carneficine della guerra coloniale tra francesi e inglesi nei territori selvaggi del Nord America, intorno al 1750. Uncas sarà l’ultimo della tribù: così profetizza il padre, che già intravede intorno a sé i segni del genocidio futuro. La storia, riproposta in un film di grande successo interpretato da Daniel Day Lewis, è un’avventura romantica vissuta in paesaggi di grande bellezza, tra nomi e personaggi che attirano per la carica umana ed evocativa. “L’ultimo dei Mohicani” spazia tra grandi temi attuali, dal razzismo alla politica, all’amore, al tradimento, alla solidarietà tra uomini diversi. È una lezione di vita che, sorgendo da un secolo e da un mondo scomparsi, resta moderna e attraente come poche altre storie per giovani e per adulti.

(POSSIBILI SPOILERS)

5 Febbraio

Sarà che ho trovato una vecchia, anzi vecchissima edizione, ma il linguaggio è un po’ arcaico e lo stile non è così fluido come altri romanzi d’avventura dello stesso periodo.

In ogni caso, l’avventura inizia fin da subito, ma è priva di quel “realismo” a cui siamo fin troppo abituati negli scritti moderni. Essendo un classico per ragazzi, la violenza c’è, ma non è descritta eccessivamente, anzi a volte è patinata, “nascosta” dall’eroismo dei protagonisti (un p0’ idealizzati nelle descrizioni).

6 Febbraio

Le due figlie di un generale, l’ufficiale inglese che ha il compito di scortarle e un cantora di inni sacri, a causa di una guida indiana traditrice (che poi sarà il vero cattivo del romanzo), si ritrovano preda di una tribù alleata coi francesi. Per la comitiva sarebbe la fine se non incontrassero il cacciatore bianco Occhio di Falco e i suoi due compagni Mohicani, padre e figlio.

A mio avviso, ci sono diverse ingenuità, ma il romanzo rimane godibile su molti aspetti (se ci si abitua allo stile arcaico della traduzione).

A questo punto sono certa che questa vecchia edizione sia stata parecchio “sfrondata”. Devono mancare delle parti e ne sono quasi sicura in quanto ho cercato su internet e in molti siti si parla di una storia d’amore, magari solo accennata, fra Alice e il maggiore che deve proteggere lei e sua sorella, cosa che non è minimamente trattata da questa vecchissima Edizione Paoline. E se questo non bastasse, il mio sospetto diventa certezza nelle nota finale dell’editore in cui si dice chiaramente che, benché il romanzo sia tradotto dall’originale, alcune parti sono state omesse e tagliate perché non ritenute necessarie e di “scarso valore letterario”.

In pratica, “evviva” la censura!

Se non mi venisse da ridere, mi indignerei…

COMMENTO FINALE

Romanzo d’avventura per ragazzi e, da questo punto di vista, godibile, ma l’edizione da me trovata, ha reso ardua la lettura per l’arcaico linguaggio e per l’evidente taglio di situazioni ritenute arbitrariamente “di scarso valore letterario”.

Appunti di lettura: “La spada del destino – The Witcher 2” di Andrzej Sapkowski

 

 INIZIO: 28 Gennaio 2020

FINE: 3 Febbraio 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

Geralt di Rivia è uno strigo, un assassino di mostri. Ed è il migliore: solo lui può affrontare un basilisco, sopravvivere a un incontro con una sirena, sgominare un’orda di goblin o portare un messaggio alla regina delle driadi, fiere guerriere dei boschi che uccidono chiunque si avventuri nel loro territorio… Geralt però non è un mercenario senza scrupoli, disposto a compiere qualsiasi atrocità dietro adeguato, compenso: al pari dei cavalieri, ha un codice da rispettare. Ecco perché re Niedamir è sorpreso di vederlo tra i cacciatori da lui radunati per eliminare un drago grigio, un essere intoccabile per gli strighi. E, in effetti, Geralt è lì per un motivo ben diverso: ha infatti scoperto che il re ha convocato pure la maga Yennefer, l’unica donna che lui abbia mai amato. Lo strigo sarà dunque obbligato a fare una dolorosa scelta: difendere il drago e perdere Yennefer per sempre, o infrangere il codice degli strighi pur di riconquistare il suo cuore…

(POSSIBILI SPOILERS)

29 Gennaio

Comincio questo libro sperando non sia una serie di racconti ma un unico romanzo…

Nel primo capitolo, Geralt incontra Messer Borch che, tra una chiacchiera e l’altra, chiede allo strigo cosa ne pensa dei draghi… Sembra un discorso qualunque, ma lasciando la locanda i due scoprono che, proprio nelle vicinanze, c’è una caccia al drago. Borch si mostra sorpreso della cosa, ma è palese che non è una coincidenza, malgrado Geralt non se ne renda conto…

Ci tengo a dire che ho letto il primo libro di questa saga prima del boom della serie televisiva e che questo (ovvero il secondo) l’ho inizio solo dopo aver visto metà della serie Netflix. Mi sono fermata, se non sbaglio, proprio prima dell’episodio dedicato al drago…

In ogni caso, posso dire che la serie Netflix mi è piaciuta, malgrado le differenze con i libri. Certo, la scelta di rappresentare contemporaneamente le tre linee temporali dei protagonisti ha creato un po’ di confusione, ma aver letto prima i libri in qualche modo mi ha aiutata.

30 Gennaio

So che lo stile di Sapkowski a molti non piace… C’è tanto “parlato”, le descrizioni sono poche e non sempre molto esplicative, ma io lo trovo divertente. Specie alcuni dialoghi.

Ad esempio, il dialogo in cui si prega un nano di essere un araldo educato e rispettoso suscitando l’indignazione dell’interessato che sottolinea la sua grande esperienza in materia… Solo che poi, quando ‘sto nano deve fare l’annuncio dignitoso, sproloquia cose oscene e irriverenti!

Lo scambio di battute spesso dà il senso alla storia e non si tarda ad immaginare (almeno io ci riesco) i diversi toni e gesti che accompagnano le parole… perché ogni personaggio ha il suo modo di parlare, il suo vocabolario.

31 Gennaio

Ormai ho capito da un bel po’ che non è un unico romanzo, ma una serie di racconti autoconclusivi. Questa volta però seguono un ordine cronologico e non c’è alcun filo conduttore. Dal principio, Geralt fa ben pochi combattimenti. Sono le sue parole, il suo sapere a contribuire alla risoluzione della vicenda.

Anche se resta l’impressione che, più che lo strigo, sia “l’avvenimento particolare” l’effettivo protagonista.

Se la prima storia tratta di un drago, la seconda si incentra su Yennefer, Geralt e… un terzo incomodo!

La terza storia è davvero spassosa. Si concentra su di un mostro che “duplica” un mercante mezzuomo e così “travestito” intrattiene affari con un fiuto incredibile. Il mercante, Geralt e Ranuncolo si ritroveranno a inseguire le sue mosse per tutta la città per scoprire le vere intenzioni del mostro…

3 Febbraio

Come nel precedente libro, ci sono diverse citazioni a fiabe famose riviste in maniera più cupa e irriverente.

Nei racconti successivi a quello del mutaforma, Geralt diventa più centrale nella narrazione, ma l’impressione che ho è che il personaggio ha perso qualcosa dal precedente volume, forse carisma, forse fascino… non so.

Con la comparsa di Ciri le cose migliorano. La ragazzina di dieci/undici anni si affezioni quasi subito a Geralt e, d’altronde, anche lo strigo si sente legato a lei, malgrado non la prenda subito con sé per paura di condurla a morte certa.

Tirando le somme, le vicende narrate sono sempre originali, ma il protagonista, a mio avviso, non ha il medesimo smalto del primo volume.

COMMENTO FINALE

Secondo libro della saga. Non è un romanzo, ma sempre una serie di racconti, questa volta però sono presentati in ordine cronologico. Originali e a tratti spassose, le vicende narrate continuano ad affrescare un mondo fantasy interessante e da favola dark. Il libro, pur essendo un seguito più che dignitoso del precedente volume, non sembra aggiungere nulla al suo famoso protagonista, anzi… Geralt sembra perdere qualcosa in fascino o carisma…

 

Appunti di lettura: “Meraviglie. Alla scoperta della penisola dei tesori” di Alberto Angela

INIZIO: 24 Gennaio 2020

FINE: 28 Gennaio 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

Dalle vette delle Alpi alla Valle dei Templi siciliana, dalla rappresentazione ricca di simboli del Cenacolo di Leonardo, a Milano, alle immense pietre dei nuraghi sardi, in Italia le meraviglie sono ovunque. Le diamo per scontate, abituati come siamo a muoverci da una bellezza straordinaria all’altra: maestose rovine romane e sorprendenti chiese barocche, il genio del Rinascimento fiorentino e la luce del Settecento veneziano. Se ci soffermiamo a riflettere, scopriremo che non esiste un secolo in cui in Italia non sia stato creato qualcosa di incredibilmente prezioso. A essere dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità sono stati finora ben cinquantacinque siti in Italia, tantissimi considerate le dimensioni del nostro territorio, una densità che non ha eguali in nessun altro Paese del mondo. Questo libro è un viaggio nello spazio e nel tempo alla ricerca delle meraviglie italiane. Il nostro patrimonio è la nostra identità. Siamo noi. Abbiamo il dovere e la responsabilità di difenderlo. Questi siti esprimono la nostra storia comune, la diversità delle culture, la relazione fra l’uomo e l’ambiente naturale. Rappresentano l’anima e la memoria delle popolazioni e dei territori che le esprimono. Affermano il valore universale della bellezza e della curiosità, che è la nostra più grande ricchezza.

(POSSIBILI SPOILERS)

24 Gennaio

La prima cosa che noto (e non è cosa da poco) è che acquistando questo libro si contribuisce al restauro di una Madonna del ‘400, come ci si tiene a precisare nella quarta di copertina. È una scelta coerente (oltre che ammirevole) per un uomo come Alberto Angela che ama la Storia, l’Arte e l’Italia.

Stampato su carta spessa, adatta alle tantissime fotografie, il libro è più pesante del consueto.

Il viaggio nella penisola parte dalla Sardegna. Lo stile è quello a cui Angela ci ha abituato (ho letto quasi tutto ciò che ha scritto, ma il libro che ho adorato è stato “Una giornata nell’antica Roma”), ovvero semplice, esaustivo, mai sensazionalistico e affascinante.

Le fotografie sono belle, e con le frasi celebri e le curiosità, contribuiscono a creare un’”atmosfera” coinvolgente.

26 Gennaio

È davvero un viaggio nelle meraviglie d’Italia!

Certo, ogni argomento non è magari approfondito come negli speciali televisivi, ma viene trattato abbastanza da incuriosire e colmare delle eventuali lacune.

Infatti, sono rimasta profondamente colpita dalla misteriosa cultura del Etruschi, dal ritrovamento dei Bronzi di Riace e da molte altre bellezze del nostro Paese. Non sapevo, ad esempio, che il Tempio della Concordia, nella Valle dei Templi, fosse stato convertito per un periodo in chiesa e che questo avvenimento avesse consentito che si preservasse dall’opera dei vandali saccheggiatori…

Passando da una meraviglia all’altra si resta estasiati, specie perché tutto è trattato non come un freddo elenco di monumenti ed eventi, ma attraverso la passione di chi la Storia, l’Arte, l’Architettura li sente come vivi, espressioni ed estensioni di una umanità che ha sofferto, gioito, amato e odiato su questo mondo prima di noi…

28 Gennaio

Continua il viaggio per l’Italia e per la Storia. Le notizie sono tante come tante sono le cose che colpiscono.

In questi giorni, ho camminato spesso per casa con il libro fra le mani, condividendo, con chiunque volesse ascoltarmi, ciò che mi aveva incuriosito o affascinato. XD

È tutto molto interessante, come l’ultimo capitolo dedicato ai Carabinieri che ogni giorno salvano e recuperano i nostri Beni nazionali.

COMMENTO FINALE

Libro affascinante che è un vero e proprio viaggio per la nostra Italia. Ogni sito è trattato con cura e approfondito, certo non come negli speciali tv, ma abbastanza per soddisfare curiosità e voglia di sapere.

La prosa è evocativa. Si capisce la passione per la bellezza dell’autore. Libro consigliato a chi ha amato gli speciali televisivi e vuole su carta quelle emozioni e atmosfere, ma anche a chi apprezza lo stile di Angela e a chi desidera avere un compendio alquanto esaustivo di alcune bellezze italiane.

 

Appunti di lettura: “L’Artiglio di Caronte – Neverwinter 3” di R. A. Salvatore

 

INIZIO: 10 Gennaio 2020

FINE: 22 Gennaio 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

Ancora una volta, Drizzt impugna le sue lame per aiutare gli amici. L’amata Dahlia Sin’felle, infatti, non vede l’ora di affrontare il signore netherese Herzgo Alegni. L’elfo scuro ha già perseguito la vendetta accanto a Dahlia. Potrà giustificare un’altra battaglia per sciogliere un rancore che non capisce? Anche Artemis Entreri cerca la vendetta e si offre di aiutare Dahlia nella sua missione per distruggere Alegni. Ma l’Artiglio di Caronte, la spada senziente di quest’ultimo, condiziona le sue mosse… e la sua mente. Inoltre, Entreri guarda Dahlia in modo ambiguo. Potrà Drizzt fidarsi del suo antico rivale?

(POSSIBILI SPOILERS)

10 Gennaio

Prologo- Siamo a Menzoberranzan, il mondo sotterraneo dei drow. Le famiglie più potenti di elfi oscuri non potevano restare in disparte davanti alla scoperta della mitica città dei nani Gauntlgry e del primordiale di fuoco lì prigioniero… Una famiglia in particolare (Xorlarrin) sogna di fondare fra quelle rovine una nuova città drow, ma gli intrighi a Menzoberranzan sono una quotidianità da non sottovalutare e per ottenere un tale scopo le cose non saranno semplici.

Quanti inganni e avventure, come tele di ragno, si tesseranno intorno alla città perduta dei nani?

La cosa che noto di più, durante la lettura, non riguarda la storia, ma l’edizione. Ci sono diversi errori e refusi, cosa che non avevo riscontrato nei precedenti volumi. Le lettere in più o messe a casaccio sono tante, come se il romanzo, dopo la traduzione, fosse stato dato alle stampe troppo presto, con premura quasi, e quindi senza un0ultima revisione che valutasse il testo.

Evidente caduta di stile per la Casa Editrice. Che peccato!

20 Gennaio

Cap. 6 – La narrazione si alterna dalla superficie al Buio Profondo, da Drizzt e Dahlia alle prese con gli scagnozzi di Herzgo Alegni al tentativo di Ravel Xorlarrin e i suoi compagni drow ai ritrovare la città dei nani… E mentre quest’ultima si palesa (o quasi) agli astuti drow, Entreri si riunisce ancora una volta a Drizzt e Dahlia.

C’è un indubbio legame tra Entreri e Drizzt, un legame dovuto al passato, alle tante battaglie combattute l’uno contro l’altro, ma anche spalla a spalla, però… c’è anche una certa empatia fra Dahlia ed Entreri. Forse perché le loro oscurità sono simili (o i dolori del passato), entrambi si comprendono in un modo che Drizzt non può capire e ciò pesa al nostro protagonista. D’altronde Drizzt, malgrado il suo retaggio, ha una visone netta di “bene” e di “male” e le “zone grigie” mettono in crisi la sua morale, come si è potuto vedere nei precedenti volumi. Le sue ombre non sono decise e “letali” come quelle dei suoi compagni.

22 Gennaio

Cap. 12 – Mentre la battaglia sul Ponte Alegni è finalmente finita con un’apparente vittoria (amara per Drizzt per la sua, spero momentanea, perdita di Guehnwyvar) dei nostri protagonisti, io mi ritrovo per l’ennesima volta a fare i conti con gli errori di questa edizione…

Lasciamo stare le virgolette mancanti a inizio o fine del parlato, ma subire persino un evidente scambio di nomi! In una scena in cui Entreri è solo con Arunika, questa viene chiamata Dahlia!

Cap. 18 – Continuo a trovare errori e ciò mi innervosisce. La storia è interessante e meritava maggiore cura da parte degli editori italiani…

Comunque, tornando alla storia, la vicinanza emotiva tra Entreri e Dahlia si fa sempre più forte, suscitando la gelosia di Drizzt, il quale, fomentato a sua insaputa dall’Artiglio di Caronte, comincia a desiderare la morte del rivale.

Intanto, tutti convergono nuovamente alla città sotterranea dei nani (com’è successo negli altri volumi della saga, per un motivo o per un altro! XD) conquistata, all’insaputa da tutti, dai drow…

Il gruppo di Drizzt vuole distruggere nelle fiamme de primordiale imprigionato a Gauntlgry, l’Artiglio di Caronte, spada senziente, mentre Alegni e i suoi rivogliono l’infernale artefatto.

Molta avventura, combattimenti spettacolari e uno strano triangolo amoroso rendono queste pagine davvero intriganti… Peccato gli errori!

Quando i drow si ritrovano ad affrontare Alegni e compagni, tutto diventa alquanto entusiasmante, specie perché gli elfi oscuri, senza volere, aiutano proprio il loro nemici Drizzt, credendo persino al suo inganno!

Tutto, comunque, si risolve grazie ad un intervento impensato e alcune verità vengono svelate, per esempio quella su Effron, il mago deforme… Ed era proprio come avevo immaginato (come avevo accennato nei miei appunti sul volume precedente “Neverwinter 2”). Ma forse era facile intuirlo.

COMMENTO FINALE

Terzo degno seguito di questa saga. Avventuroso e accattivante, specie per le dinamiche fra i protagonisti e un insolito triangolo amoroso. Il romanzo però viene “svalutato” da un’edizione poco curata, piena di lettere in più, virgolette mancanti o messe a casaccio e persino nomi scambiati o sbagliati…

Comprerò di sicuro il seguito, anche se spero di non arrabbiarmi come è successo con questo libro per la scarsa cura della Casa Editrice.

 

Appunti di lettura: “Macchine mortali” di Philip Reeve

INIZIO: 8 Gennaio 2020

FINE: 16 Gennaio 2020

VALUTAZIONE

TRAMA

In un futuro remoto, dopo che la Guerra dei Sessanta Minuti ha quasi distrutto l’umanità e causato terribili sconvolgimenti geologici, le città si sono trasformate in enormi ingranaggi mobili che vanno in giro per il mondo a caccia di altre città di cui cibarsi per sopravvivere. Tom, giovane Apprendista Storico di Terza Classe che lavora nel museo di Londra, una delle città più potenti, sventa fortuitamente il piano di Hester, una ragazza orribilmente sfigurata che attenta alla vita di Valentine, l’archeologo a capo della Corporazione degli Storici. Appena prima che la misteriosa ragazza precipiti nel nulla del Territorio Esterno, la regione selvaggia e desolata che si estende al di fuori delle città su ruote, Tom riesce a scoprirne l’identità e da quel momento da eroe si trasforma in preda.

(POSSIBILI SPOILERS)

8 Gennaio

Non ho ancora visto il film. Ho aspettato, appunto, di leggere il romanzo. Ero curiosa, devo ammetterlo.

Fin da subito le città vengono descritte quasi come immensi animali in movimento su terre infinite e l’assalto ad altre città, più che ricordare l’arrembaggio di navi corsare (come credevo), è a tutti gli effetti una caccia fra predatori e prede. Non a caso, infatti, il primo capitolo si intitola: “Il terreno di caccia”.

L’inizio è davvero interessante. Questo nuovo mondo, risultato di una terribile guerra, ci viene presentato attraverso gli occhi di Tom, apprendista storico, che studia i reperti della tecnologia passata che è comunque decisamente più avanzata di quella che dispongono nel suo tempo.

11 Gennaio

Cap. 11 – L’avventura non manca in questo romanzo! Tradimenti, misteri e strane tecnologie (un miscuglio di vecchio e di nuovo) si intrecciano in un mondo che da millenni si divide fra città trazioniste (ovvero in movimento) e città stazionarie.

Tom vive nella città trazionista di Londra, ha 15 anni ed il suo eroe è Valentine, primo archeologo. Ma l’uomo non è così eroico come il giovane crede, anzi… ed il piedistallo da eroe di Valentine comincia ad incrinarsi quando Tom incontra Hester, giovane sfregiata proprio da Valentine…

L’unico intento di Hester è quello di uccidere l’archeologo, ma il tentativo fallisce proprio a causa di Tom. Per sfuggire la ragazza finisce nei Territori Esterni e Tom, spinto da Valentine, fa la stessa fine.

Da quel momento, Tom ed Hester faranno squadra per affrontare gli innumerevoli pericoli che si presenteranno.

15 Gennaio

Tra città schiaviste, aeronavi, grandi metropoli volanti, aerostati e putride paludi, Tom ed Hester hanno il loro bel daffare per sopravvivere, specie tendo conto che, per buona parte di questo strabiliante viaggio, sono braccati da quello che viene chiamato “Predatore” o “Uomo Rinato”. È un essere che, per la sua essenza, sembra molto simile al Cyberman di Doctor Who, ovvero un essere umano, ormai morto, rianimato e potenziato dalla tecnologia. Il pericoloso Predatore è un residuo, un sopravvissuto potremmo dire, di guerre antiche, anche se gli ingegneri di Londra stanno cercando di replicarlo.

E mentre Katherine, figlia di Valentine, cerca di scoprire i segreti di Londra, con l’aiuto dell’apprendista ingegnere Bevis Pod, Hester e Tom si ritrovano su di una città pirata ad affrontare l’attacco di un’aeronave…

16 Gennaio

Ho concluso il libro e le considerazioni sono tante, ma esporle tutte mi porterebbe a spoilerare quasi tutto il libro e ciò non mi piace.

Posso dire con tranquillità mi è piaciuto, ma… non so, con un retrogusto amaro, qualcosa che mi fa mettere in dubbio se comprare i seguiti o meno…

In ogni caso, il romanzo è visionario, avventuroso, sembra un palese monito verso il progresso scriteriato che, in nome del “futuro”, non conta morti né morale.

Le situazioni tragiche infine non si contano e la conclusione non è priva di amarezza, benché ci sia speranza.

Una menzione in particolare va al personaggio di Katherina che con il suo sacrificio salva Hester (e non solo lei) in molti modi…

COMMENTO FINALE

Visionario, avventuroso e decisamente interessante su diversi livelli di lettura, il romanzo sa catturare il lettore per trasportarlo in un mondo tormentato ancora dagli errori di un passato terribile, con un’umanità (almeno in parte) propensa a ripetere i medesimi abomini.

Ultima nota:

Differenze tra film e libro

Finito il libro, ho potuto guardare il film… Le differenze sono innumerevoli, dall’aspetto ed età dei protagonisti al finale decisamente più ottimista. Sostanzialmente il messaggio del libro viene rispettato, ma per molte cose ho preferito il romanzo perché i personaggi nel film perdono parte del loro spessore, in favore di una visione più “edulcorata” e sicuramente meno amara, ma, forse proprio per questo, meno incisiva e di meno impatto…  Probabilmente, se avessi guardato il film prima di leggere il libro, la versione cinematografica mi sarebbe piaciuta di più…

 

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