Cristina Rotoloni ci presenta il suo ultimo libro “Tatuaggio”…

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“Ciao cari lettori,

sono davanti a questa pagina bianca per parlarvi del mio romanzo “Tatuaggio” e paradossalmente, per uno “scrittore”, non ci riesco. Dopo averla iniziata più e più volte ho deciso che non posso essere incapace fino a questo punto e che è il caso di dirvi qualcosa. Chi mi conosce si stupirebbe nello scoprire che, nonostante la chiacchiera che mi ritrovo… non ho parole. E’ che non so proprio da dove cominciare… no, proprio non saprei! Forse potrei raccontarvi di un ragazzo che non conoscevo, del suo bel fisico e di un tatuaggio. Del fatto che lavoravo in un supermercato nella piana di Montereale (AQ) dove lui venne a fare spesa. Potrei dirvi che il ragazzo scherzando pose l’accento su quello che stavo fissando, o più precisamente mi fece notare il mio sguardo morboso su una parte del suo corpo. Ora però non pensate a male! Semplicemente aveva un tatuaggio che non avevo mai visto. Si muoveva in verticale per tutta la lunghezza del collo e le lettere stampate sulla pelle mi risultavano indecifrabili. Lui, diciamolo pure, ha pensato che ci stavo provando, solo che davanti alla mia curiosità ha risposto con un enigma: “Ha un valore universale, sta a te capire qual è”. Forse era lui che ci stava provando? No, non credo, difatti non si è più visto in giro. Curiosa come sono… potevo farmi sfuggire questo piccolo mistero? No! Visto però che il ragazzo non è più tornato per permettermi di scoprire se avevo indovinato la parola, dopo le mie elucubrazioni, ho scritto un libro! Mi ero fusa il cervello per pensarci, non ho riposato giorno e notte, perciò dovevo rendere utile tutta quella fatica… non la pensate cosi anche voi? Siccome ogni domanda mi porta a pormene altre, (devo darmi un freno), non soddisfatta ho pensato che bisognava dare un contesto e una motivazione al perché una persona decida di incidersi addosso qualcosa che vi resterà per sempre. Nuove domande in cerca di risposte. Ho quindi, deciso che, oltre a decifrare l’arcano per me e poi nel libro, (non saprò mai se ho indovinato cosa diceva il tatuaggio), serviva un po’ di giallo, qualche cosa lasciata in sospeso e la forza dei legami. D’altronde si parla di valori assoluti e quindi mi è sembrato logico citare: la famiglia, l’amicizia e naturalmente l’amore. E’ vero che si scrive quello che si conosce, però ammetto, in questo caso, di essermi impegnata molto per farsi che la protagonista fosse distante dal mio modo di essere, potete perciò immaginare come sono rimasta di stucco quando mi hanno detto: “Cri, Maliba è proprio tale e quale a te, la te di vent’anni fa, ma comunque molto simile!” Poiché sono riuscita così bene a dissociarmi dalla protagonista al punto da renderla identica a me, almeno secondo chi mi conosceva quando ho compiuto la mia maggiore età, spero comunque di non rassomigliare al personaggio che mi è riuscito meglio, lo dico senza alcuna modestia. Sto parlando del tipico individuo fastidioso, insignificante ma capace di farti irritare solo a guardarlo, l’ispettore Tampredi. Avrò ragione? Solo voi potete dirlo! Nel cuore porto il magnate Follisaro, uomo innamorato della moglie morta e ispirato a una persona speciale che non c’è più. Tutti i personaggi hanno un grande valore perché io li ho conosciuti uno a uno, in altri ruoli, in altre vesti nella vita vera, ma fondamentali per arricchire il mio libro con i loro caratteri. Adoro Schox, cane e amico fedele, ma anche capace di scegliere tra giusto e sbagliato. Lui è l’abbraccio costante di questo libro, come lo era lo splendido Fox al quale mi sono ispirata. Il protagonista maschile Alex è un’incognita, dopo aver letto libri ormai famosi con ogni singolo dettaglio erotico ho deciso che lui doveva essere deciso, presente, maschio, ma al contempo concreto e virile quanto l’immagine soggettiva dei lettori, quindi Alex ha mille e più volti, uno per ogni persona che ha letto il libro e ha scelto come immaginarlo. Non appagata, ho anche inserito degli anagrammi nel testo che solo alcuni riusciranno ha decifrare e che molti neanche noteranno. Ora che la mia proverbiale chiacchiera ha ripreso il via, mi rendo conto che sono andata avanti senza parlarvi della trama e forse è il caso di fare un passo indietro. Il mio libro parla di un rapimento. La storia si accentra su un serial killer che trattiene per dieci giorni, in un luogo segreto, le sue vittime in una personale sfida contro le forze dell’ordine, per poi ucciderle brutalmente. E’ un uomo crudele, come ogni assassino seriale, senza pentimenti o sensi di colpa e con l’unico scopo di gioire dei suoi efferati crimini. L’ispettore Tampredi sembra averlo fermato, ma allora chi ha rapito Maliba? Qui sta a voi scoprirlo insieme al significato del tatuaggio. Grata alla bravissima Maria Stella Bruno per avermi ospitato sul suo bel blog, la ringrazio per le attenzioni che mi dedica sempre e per le appassionanti storie che scrive, permettendomi di evadere per alcune ore dal mondo… immaginando luoghi lontani e meravigliosi. Ringrazio voi lettori per aver letto questa mia lettera e sperando di aver acceso la vostra curiosità vi aspetto tra le pagine del mio libro “Tatuaggio” per scoprire com’è andata e se vincerà l’amore o la crudeltà.

Con affetto.

Cristina Rotoloni”

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http://cristina-rotoloni.webnode.it/

‪#‎settimanainrosa‬ – Amore e Avventura per Rosalba Bavastrelli

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Ormai lo sapete: questa settimana la  Locanda dell’Inchiostro Versato ospiterà un bell’evento web indetto dalle Edizioni il Pavone. “Una Settimana in Rosa” sta già dando parecchie soddisfazioni agli avventori della nostra locanda! Oggi alzate i calici di idromele per Rosalba Bavastrelli che ci parlerà dei suoi due romanzi: “Il Monastero dell’Arcangelo” e “Difesa Estrema”…

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Cari Amici,

tali infatti siete se avete la pazienza ( o il piacere ^_^) di leggermi… sono contenta di rivolgermi a voi per parlare dei miei romanzi, anche se, riservata come la natura mi ha fatto, avrei preferito che essi parlassero da soli! Scrivo da quand’ero bambina, mi veniva spontaneo e così piacevole che ho continuato a farlo per tutta la vita. Scrivere… e scrivere d’amore, il sentimento base per ogni creatura. Amore, ma non solo. Ho sempre associato nei miei scritti vicende sentimentali ad altre, avventura e indagine psicologica, lotta per la conoscenza, per l’accettazione di se stessi prima ancora dell’altro/a.

Ho scritto soprattutto per me stessa, e ho scritto molto, ma recentemente ho pubblicato in e-book, con la Edizioni il Pavone, due romanzi: “Il Monastero dell’Arcangelo” e “Difesa estrema”.

Sono romanzi molto diversi tra loro. Il primo, “Il Monastero dell’Arcangelo”, è ambientato nel mondo d’oggi, ma in un luogo speciale, un paesino tra le Alpi svizzere, quasi un rifugio per il protagonista, giovane ma affermato architetto, insoddisfatto della vita fino a quel momento trascorsa in città, tra ambizioni proprie e falsità altrui. Ma quel luogo è destinato d’improvviso a divenire sempre più piacevole e pieno di attrattive per lui, non solo per l’incontro-scontro con una donna bellissima e tutta da capire, ma per la comparsa di un essere straordinario, una lupa che sembra avere doti assai fuori dal comune, quasi “magiche”…

Il secondo romanzo, primo della saga “La Base della baia”, è “Difesa Estrema”, ambientato in un ipotetico futuro, con gli ingredienti giusti (Terra minacciata dagli alieni, strenua difesa dei terrestri, ecc.), per un romanzo di fantascienza. Tuttavia, pur essendo condito di avventure, è pur sempre un romanzo d’amore…un amore che nasce tra un uomo ed una donna che fanno parte dell’unico, formidabile esercito che difende la Terra. Difficile, tuttavia inesorabile, questo amore nasce in situazioni particolari… Ho scavato nell’animo dei miei personaggi per ricavarne i sentimenti contrastanti, le diversità che pur attraggono, le lotte interne che fanno maturare alla fine, anche drammaticamente, gli eventi. Spero di esserci riuscita, perché mi sono affidata alla voce narrante dei due protagonisti che, ognuno dal proprio punto di vista, alternandosi, presentano avvenimenti e stati d’animo.

Promettendo a me stessa di non rinunciare al piccolo mondo felice della scrittura, che isola e nello stesso tempo immette nel mondo irreale o nelle varie vicende umane, vi saluto con la simpatia che si deve agli amici.

Non scordatemi, eh! Ciao a tutti.

Rosalba

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Erik è un architetto, un giovane uomo che ha perso ispirazione e gioia di vivere. Ha un compito semplice, quasi banale per lui che è una nota promessa nel campo dell’architettura: restaurare un monastero in un villaggio sconosciuto tra le Alpi. Un lavoro scelto solo per capriccio, per allontanarsi dall’affollata città, si rivelerà ben più complesso di quanto pensasse. All’ombra del monastero, Erik incontrerà una donna dal misterioso passato, frati dalla semplice fede e drammi nascosti di un paesino, solo all’apparenza tranquillo. Ma soprattutto Erik incontrerà una lupa, un animale dall’agire inquietante che guiderà l’uomo nel suo viaggio interiore, un viaggio che lo cambierà, cambiando per sempre anche chi lo circonda…

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Futuro. Dana Mayer è un tenente della difesa spaziale terrestre, Edward Shelton è il suo capo, il comandante dell’intero esercito. Dana è un soldato, un pilota, uno fra tanti, ma è soprattutto una donna in cerca di una propria dimensione. Edward è il più giovane comandante della storia della Difesa Spaziale ed è duro, logico, intelligente. I due non sarebbero destinati a incontrarsi, tanto agli antipodi sono, ma un atto di insubordinazione li metterà a confronto. Un incontro il loro che muterà molte cose sullo sfondo di una guerra senza tregua con nemici sconosciuti e diversi…

 

‪#‎settimanainrosa‬ – Aura Conte: “…quando gli sforzi pieni di passione danno buoni frutti”

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Noi della Locanda dell’Inchiostro Versato l’abbiamo già incontrata, ma è sempre un piacere ritrovarci per parlare ancora di buona letteratura, ecco perché, in occasione di “Una Settimana in Rosa“, evento web promosso dalla Edizioni il Pavone, sono contenta di presentavi Aura Conte che ci parlerà di “Controvento”!

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Aura ConteCari e-lettori della Locanda dell’inchiostro versato, oggi vi presento il mio ultimo testo pubblicato: “Controvento”.

Nel 2010 stavo passando una particolare fase della mia vita, tra l’essere in procinto di laurearmi e libri fantasy pubblicati come scrittrice. Essendo da sempre stata amante della storia ed in particolare volendo scrivere qualcosa riguardo la rivolta antispagnola di Messina, ho deciso di scrivere “Controvento”. Il libro originalmente è stato scritto in un solo mese durante il NaNoWriMo 2010 (di cui ora fa parte in pubblicazioni ufficiali). Durante quei trenta giorni mi sono ripetuta quanto fosse folle aver preso tale decisione, mi sono insultata, odiata e messa sotto pressione… però alla fine sono riuscita a farlo. Ho impiegato quasi tre anni per revisionarlo effettuando molti tagli. Quando pensavo che nessuno l’avrebbe letto poiché un po’ troppo vecchio stile, coeso e con un linguaggio barocco, mi sono dovuta ricredere. Poche settimane prima dell’uscita nel 2013, l’estratto viene letto da più di 15.000 persone ed il testo diviene un online bestseller in “narrativa storica” su Amazon, Kobo, iTunes e affini per mesi/anni. Come ogni testo è piaciuto e non è piaciuto, ma per me è stato una tappa fondamentale che ha iniziato a rivoluzionare la mia vita come scrittrice e donna. Gli sforzi quando pieni di passione danno buoni frutti. Nei mesi successivi e tuttora dopo anni, mi domando cosa abbia spinto le persone a leggerlo e l’unica risposta che mi sono data è il tema della storia: “riuscire a sopravvivere durante la propria guerra quotidiana e trovare anche il tempo per innamorarsi”.

Controvento è un romanzo storico che tratta di guerra e soprattutto di amore. I due protagonisti del libro sono una giovane baronessa (Ginevra De Panè) e un capitano dell’esercito spagnolo (Rodrigo Olivier). In quel periodo la città di Messina era la capitale della Sicilia e, per via della sua posizione, sia la corona spagnola sia quella francese volevano conquistarla. Questa lotta per il territorio crea diversi conflitti tra la popolazione, indipendentemente dal ceto sociale. Dovendo fuggire per salvarsi la vita, il padre di Ginevra promette sua figlia in matrimonio al capitano Olivier, al quale lascia anche la gestione delle sue terre. Però, i due protagonisti non vanno molto d’accordo. Ginevra è contraria a prendere marito così giovane e senza provare dei forti sentimenti nei suoi confronti. Rodrigo è invece un giovane molto severo, freddo ed all’apparenza distaccato. Subito dopo la fuga del padre, la vita di Ginevra cambia totalmente… e purtroppo, non sempre in meglio. L’amore tra i due protagonisti di Controvento non è semplice, né complicato ma semplicemente realista. Non tutte le persone quando s’incontrano s’innamorano perdutamente, spesso ci vuole tempo e durante quel periodo possono accadere pessime situazioni ad entrambi i possibili partner. In questo caso, tali situazioni sono affini alla violenza continua presente in quel lasso di periodo storico, il quale non risparmiava le donne da violenze fisiche, bambini e adulti da una morte atroce ed i cittadini dalla presenza di governanti avidi di potere, in un territorio da distruggere brutalmente.

Aura Conte

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Romanzo storico ambientato in Sicilia durante la rivolta antispagnola avvenuta nella città di Messina tra il 1674-1678. Ispirato a eventi realmente accaduti. Merli e Malvizzi si combattono sino alla morte, favorendo la corona spagnola a trarre profitto e imporre maggiormente il proprio potere come dominatore del luogo. In questo frangente, tra il vero e il verosimile, s’intrecciano i drammatici eventi storici con le vicende dei personaggi, tra cui: la famiglia del barone De Panè (di cui fa parte una delle sue figlie, Ginevra), il vecchio marchese Castillo e il generale spagnolo Estevez insieme ai suoi capitani Rodrigo Olivier e Juan Cortez.

‪#‎settimanainrosa‬ – Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia: due amiche per una storia di fantascienza e amore

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Terzo giorno di “Una Settimana in Rosa” ed oggi la nostra Locanda dell’Inchiostro Versato ospiterà non una, ma due brave scrittrici che ci parleranno del loro comune lavoro,”La memoria del futuro”, un romanzo di fantascienza e amore, che esce proprio in questi giorni…

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Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia con Kit, la SuperCar

Ci siamo incontrate grazie ai mondi paralleli di Fringe, la nostra serie del cuore, probabilmente perché viviamo anche noi in un mondo parallelo: siamo due donne e preferiamo la fantascienza rispetto alle storie incentrate solo su una coppia. Non disdegniamo le storie d’amore, anzi, le apprezziamo parecchio.

Semplicemente amiamo delle opere che parlino di vari tipi di rapporti interpersonali e di svariate tematiche e nella fantascienza, quella seria, abbiamo trovato il nostro elemento.

Io, Silvia, sono nata a Milano, ma vivo in un paesino Burago ai confini del mondo civilizzato e mi va bene così.

Sarei maestra, ma ciò che amo di più è scrivere, scrivere, scrivere. Ho scoperto questa passione viscerale dieci anni fa e da allora non ho più smesso.

Ho pubblicato due romanzi, uno quasi per gioco, La Luna Oscura del Neckar, un fantasy hot, che oggi riscriverei da capo a piedi e il secondo, Ho Sognato Babilonia, è stato invece qualcosa di più importante e personale. Ha molto di me e delle mie passioni. Storia, letteratura, Parigi, Iraq, il mio lago di Como.

Invece io, che sono la sua socia, Simona sono nata a Genova, ho viaggiato per l’Italia a causa del lavoro di mio padre e sono tornata nella mia città natale solo nel 1982. E da allora non mi sono mossa da li. In teoria sarei una ragioniera, come il mio più famoso collega Ugo Fantozzi, ma ho preferito appendere al chiodo il diploma e ho capito, perché è una cosa che mi appassiona da molto tempo ma non vi ho mai creduto davvero, che la scrittura è il mio mondo. L’unica cosa che ho pubblicato, finora, è una poesia edita sul Secolo XIX e diverse recensioni musicali in riviste specializzate.

La nostra prima opera insieme, La memoria del futuro, è una storia che parla di un futuro lontano ma anche del passato, di una Londra diversa da quella che conoscete, dei nativi americani e di tre persone, il geniale inventore Curtis Chapman, il suo migliore amico Jason Mitchell, la ricercatrice Dalia Robbins,  che potrebbero essere considerati reietti dal mondo.

Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia.

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“La profezia di un’antica civiltà sudamericana sta per sconvolgere l’esistenza di tre persone della Londra del 2707: Curtis Chapman, geniale inventore, figlio del creatore di una grande multinazionale, il cui padre ha sempre tentato di plasmarlo a sua immagine e somiglianza, senza riuscirci. Il suo carattere indipendente e brillante lo porteranno a comprendere per primo il pericolo che l’umanità sta correndo, cercando di porvi rimedio; Jason Mitchell, il migliore amico di Curtis e in apparenza un tipo losco, si legherà in maniera indissolubile al giovane Chapman condividendone le battaglie e gli ideali, scoprendo un nuovo modo di vedere le cose grazie a lui e alla sua mente molto aperta e Dalia Robbins, giovane e ambiziosa ricercatrice biomedica dallo spirito indomito e la totale fiducia di poter plasmare il proprio destino.  La ricerca di equilibrio tra la nuova tecnologia e la sapienza tramandata dal passato porterà ad una nuova tappa dell’evoluzione umana. Tutto questo grazie al coraggioso viaggio di una donna verso la riscoperta di se stessa e delle proprie origini”

 

 

‪#‎settimanainrosa‬ – Gina Laddaga: “…l’amore, il fulcro della mia scrittura!”

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In occasione di “Una Settimana in Rosa“, evento web promosso dalla Edizioni il Pavone, abbiamo il piacere di ospitare alla Locanda dell’Inchiostro Versato, Gina Laddaga che ci parlerà di sé e dei suoi due romanzi, “Moonstone” e “Sognami”… 😉

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Gina Laddaga

Cari lettori,

se siete approdati qui per caso benvenuti!, se siete stati indirizzati a questo link da qualcuno benvenuti… e grazie a “quel qualcuno”! 🙂

Sono Gina per gli amici, Gina Laddaga all’anagrafe. Sono nata sotto il segno dell’acquario e mi avvicino agli -enta, ma non ditelo a nessuno. Ho moltissimi interessi nella vita, dal cinema al ballo, dalle serie tv alla grafica, dalla lettura alla fotografia, ma una delle più importanti è la scrittura. Ho all’attivo, infatti, due romanzi pubblicati in ebook con la casa editrice Edizioni Il Pavone. Due romanzi molto diversi tra loro, ma che hanno qualcosa in comune: l’amore, il fulcro della mia scrittura.

“Moonstone” è il mio primo romanzo urban-fantasy pubblicato, capitolo iniziale di una trilogia. Fortemente visivo, a tratti ironico, forte e romantico al punto giusto, narra la storia di Ciara – una giovane ragazza di origini italo-americane che vive nella pittoresca Montepulciano (Toscana) – che entrerà a far parte di un mondo fino a quel momento a lei sconosciuto, un universo popolato da lupi. Sawyer irromperà nella sua vita portando alla luce molti segreti a Ciara celati da tempo.

“Sognami”, invece, è il mio romanzo d’amore autoconclusivo. Anche se è stato pubblicato in ebook dopo “Moonstone”, in realtà è stato il mio primo lavoro, pubblicato anni fa in formato cartaceo. Alice e Romeo sono i protagonisti di questa dolce e appassionante storia d’amore, ambientata tra l’Italia e l’Inghilterra, storia con un pizzico di soprannaturale, è scritta in modo scorrevole e diretto, tanto che vi sentirete trasportati al fianco dei due protagonisti.

Sono una persona sensibile e che ragiona sempre con il cuore (purtroppo!) e ciò che sento e provo nella mia vita di tutti i giorni, lo riporto molto spesso nei miei romanzi. Se deciderete di leggere uno dei miei romanzi – o anche entrambi – aggiungerete al posto giusto un piccolo pezzo di puzzle della mia vita incasinata!

Scrittevolmente vostra,

Gina.

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MoonstoneCiara è una ragazza di origini americane, ma ha sempre vissuto nell’antica Montepulciano, cittadina in Toscana con i genitori e la nonna materna. Quando i genitori devono trasferirsi in America per lavoro e lei decide di restare con la nonna in Italia, incontra un ragazzo con le sembianze di “un dio delle nevi” che appare sempre quando Ciara, forte ed indipendente di natura, si ritrova in strane e pericolose situazioni.  Lei non capisce perché, ma l’apparizione del ragazzo è sempre preceduta da quella di un lupo bianco, tanto che ne viene quasi ossessionata. Sawyer, è questo il nome del bel ragazzo, si innamorerà di lei e la trascinerà nel suo mondo, un mondo popolato da lupi, pietre di luna e faide familiari. La ragazza per seguire il suo amato dovrà fare delle scelte: scelte che coinvolgeranno anche persone a lei care. Ciara e Sawyer sono legati fin dalla nascita, la verità deve essere svelata ai giovani amanti. Sarà una verità scomoda?

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SognamiAlice, diciottenne sognatrice, timorosa, ma allo stesso tempo forte, è una ragazza come tante, ma con un dono diverso dalle altre: tutte le notti lei sogna, ma i suoi sono sogni d’amore con se stessa come protagonista e con un ragazzo bellissimo da un sorriso sconvolgente e da profondi occhi verdi. Sogni che poi si avvereranno sotto i propri occhi, ma con un’altra ragazza come protagonista. Non è mai stata innamorata e cerca questo sentimento ardentemente, anche se in realtà ne ha una profonda paura. La sua vita cambierà quando su un treno, che la porterà a scuola, un ragazzo bellissimo dagli occhi verdi e dal sorriso luminoso, la fisserà, scatenandole nel cuore e nello stomaco un turbinio di emozioni a lei ancora sconosciute. Non lo conosce, ma sa di averlo già visto da qualche parte. Quando lo rincontrerà all’università, scoprirà che si chiama Romeo, come il protagonista della famosa tragedia di Shakespeare. Ha davvero trovato il suo Romeo?

La Locanda dell’Inchiostro Versato incontra “Una Settimana in Rosa”

banner2015rosaDal 5 all’11 Ottobre 2015, si svolgerà “Una Settimana in Rosa“, evento web con il meritevole intento di promuovere le scrittrici e gli scrittori che scelgono l’amore come centro dei loro romanzi.

La Locanda dell’Inchiostro Versato“, rubrica di questo blog, si presterà per l’iniziativa come vetrina per le presentazioni di questi autori. Ogni giorno, durante la settimana, avrete la possibilità di conoscere di più i loro scritti dalle parole di chi ha messo se stesso in quei volumi.

Calendario Presentazioni:

6 Ottobre: Gina Laddaga con “Moonstone” “Sognami”

7 Ottobre: Silvia Azzaroli e Simona Ingrassia con “La memoria del futuro”

8 Ottobre: Aura Conte con “Controvento

9 Ottobre: Rosalba Bavastrelli con “Il Monastero dell’Arcangelo” e “Difesa Estrema”

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Una pausa per la Locanda…

L’iniziativa che ho sostenuto per più di un mese, ovvero La Locanda dell’Inchiostro Versato, vede oggi l’ultima intervista… almeno per un po’. Sono per prima cosa una scrittrice, quindi, riprendendo la penna in mano, non avrò molto tempo per dedicarmi ad altro. Non abbandono però il progetto!!! Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato e quanti lo avrebbero voluto! Alla prossima, quindi… ^_^

Interviste della Locanda dell’Inchiostro Versato

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Un romanzo storico “tra paesaggi e dominazioni” – Intervista ad Aura Conte

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Aura conte

Aura Conte, trentunenne siciliana e Amazon/Kobo/iTunes Bestseller author, nasce a Messina (Italia), il 21/09/1983. Diplomata presso il Liceo classico F. Maurolico di Messina anno 2002, laureata all’Università degli Studi di Messina presso la facoltà di Scienze della Formazione (108/110), con tesi “Molto rumore su Shakespeare“. Ha all’attivo 3 libri pubblicati: Purpureo Re-Birth (saga fantasy), Strawberry Fields e Controvento (romanzo storico).

Ispirazione

Altro giorno ed altro ospite alla Locanda dell’Inchiostro Versato! Oggi conosciamo meglio la scrittrice Aura Conte che, grazie al suo romanzo storico “Controvento”, ha già cominciato ad “emergere” nel vasto e difficile mondo editoriale. La mia conterranea (siamo entrambe di Messina!!!! ^_^) ha raccontato della mia città nei suoi maggiori fasti, quando, battagliera e fiera, non abbassava il capo davanti a niente e a nessuno, pronta sempre a far rispettare i suoi diritti. Pronta a… Ok… non continuo… Mi son lasciata prendere “dall’amor di patria”! Meglio ascoltare Aura…

1. Come nasce la tua passione per la scrittura, il tuo desiderio di scrivere?

Nasce da piccolissima, mi piaceva scrivere storie e poi metterle in scena. Per più di una decina di anni ho studiato recitazione teatrale e cinematografia, attraverso diversi corsi o meglio tutti quelli che riuscivo a trovare nella mia città. L’amore per la scrittura mi ha accompagnato e si è accostato a tutto ciò con il passare degli anni.

2. Qual è il tuo bagaglio di letture ed esperienze? Hai un modello a cui ispirarti?

Sono una lettrice accanita, mi piacciono diversi generi dall’horror al fantasy passando per i romanzi storici e i grandi classici. Probabilmente Fitzgerald, Joyce, Shakespeare, King, Bukowski e Hemingway sono parte fondamentale del mio bagaglio di letture serie ma non m’ispiro a nessuno in particolare. Cerco di scrivere di ciò che mi piace senza dimenticare d’inserire un po’ di ironia e tanto sarcasmo quando la storia me lo permette.

3. Il tuo romanzo “Controvento” ha avuto parecchi consensi, al punto da ricevere diverse menzioni in testate nazionali. Come vivi il successo ottenuto? Ha cambiato qualcosa nella tua vita?

Non vivo molto il successo, anche quel poco che ho ottenuto, non mi piace molto l’idea di ritrovarsi isolati sopra un piedistallo nel momento in cui vieni “scoperto”. Quindi passo le mie giornate a cercare di interagire con più lettori possibili, i circa 30.000 followers e chi mi supporta, per evitare il distacco che il successo solitamente comporta. Noto, specialmente online, che moltissimi artisti raggiunto un minimo di successo si elevano sopra la massa, giudicano tutti e di rado interagiscono con chi li supporta… Io non sarò mai una persona del genere. Però, quel minimo ottenuto, ha cambiato la mia vita in tre cose: 1) i miei amici ora si contano sulle dita di una mano. 2) Non posso mai lamentarmi di qualcosa, parlare troppo o commettere uno sbaglio. 3) Il curriculum ha due o tre cose aggiunte in lista ma continua a doverne avere molte di più.

4. Ogni grande idea ha un quid iniziale, un qualcosa che accende la scintilla dell’ispirazione per scrivere un libro. Per te cosa è stato?

L’amore per la storia e l’osservare la città in cui vivo. Dopo aver studiato e letto quanto fosse splendida Messina in tanti classici della letteratura, mi son domandata come oggi si sia ridotta tanto… pessimamente. Chi è passato in città negli ultimi anni sa a cosa mi riferisco.

5. I temi fondamentali di “Controvento” sono…

La storia: le vicende storiche narrate, seppur crudeli, sono tutte reali. La guerra o rivolta di Messina, dipende dalle fonti. L’amore tra i personaggi principali, Rodrigo e Ginevra, ma anche l’amore che ognuno di noi prova per la propria famiglia e origini. La città di Messina, tra paesaggi e dominazioni.

6. Perché trattare proprio questi argomenti?

Per dimostrare che la Sicilia non è fatta solo di stereotipi stupidi ma anche di una storia piena di uomini che hanno combattuto per la loro sopravvivenza. Per dimostrare che Messina sia stata per lungo tempo di più di una città “morta”.

7. Il tuo è un romanzo storico. Hai dovuto fare molte ricerche? Quanto la fantasia si interseca con i fatti realmente accaduti?

Le ricerche effettuate per Controvento sono state abbastanza complicate. Il libro è stato inizialmente scritto in un mese (Novembre 2010), poiché ha fatto parte dell’iniziativa globale per scrittori NaNoWriMo (ora è nella lista ufficiale dei libri pubblicati nel loro sito). Quindi le prime ricerche sono state fatte in un breve periodo di tempo e corrette per circa due anni. Purtroppo, come spiegato nel libro, i documenti sopravvissuti alla rivolta sono pochi e specialmente non molto accessibili. La fantasia è venuta in aiuto solo per quanto ha riguardato i personaggi, sebbene con dei limiti. Le donne di Controvento possono apparire rivoluzionarie e moderne, ma la verità è che nella storia della città di Messina si sprecano i nomi di donne che hanno combattuto forti come uomini per la salvaguardia delle loro famiglie, anche se “femmine” e siciliane.

8. Mentre scrivevi hai riscontrato delle difficoltà? Ci son state più “gioie o dolori” nella stesura? Condividi qualche aneddoto…

Premetto che soffro d’insonnia, ma devo dire che questo testo ha peggiorato il problema durante la stesura e nei due anni successivi. Ricordo, durante quel mese infame, serate passate online con una persona a me molto vicina che leggeva di tutto il mio stress, ore e ore in cui cercavo di elaborare idee e unirle agli eventi storici tra l’italiano e l’inglese. Oppure giornate a cercare carte e mappe della città poiché vi erano posti come il Senato o la Palizzata che con il tempo sono stati distrutti, riuscire a collocarli rispetto alla Messina di oggi è stato un tormento.

9. Perché il tuo romanzo è diverso da altri?

Perché nessuno ha raccontato questi eventi storici sino ad oggi in forma di romanzo.

10. Rivoluzione digitale: ebook o cartaceo? Cosa pensi dell’uno e dell’altro. Pregi e difetti.

Gli ultimi testi cartacei che ho acquistato erano relativi alla mia tesi di laurea su “Molto rumore per nulla” di William Shakespeare, anni fa. L’odore della vecchia carta, intendo libri antichi, è stupendo ma oramai acquisto, divoro e leggo solo ebook. Costano di meno, pesano di meno e ne posso portare con me anche 100 sul cellulare, pc, tablet, eReader e lettore Mp3. Per una divoratrice di libri come me, che tra l’italiano e l’inglese legge circa due o tre libri a settimana, l’ebook rappresenta un salvezza. Ebook tutta la vita o almeno sino alla prossima invenzione.

11. Oltre ad essere scrittrice, sei anche co-editor di Iside Onlus e collabori con Edizioni il Pavone. Cosa pensi del mondo editoriale italiano? Cosa cambieresti come autrice e come “addetta ai lavori”?

Ho iniziato a collaborare ufficialmente con la casa editrice anni fa a causa di un progetto da me creato “Parole Indipendenti” in sostegno degli scrittori emergenti, attraverso l’associazione di arte e cultura Iside Onlus, di cui sono vice presidente dal 2004, e continuo a farlo come sempre a titolo gratuito in quanto onlus e per amore della letteratura. Il mondo editoriale italiano è in uno stato di estrema confusione. A causa di amici scrittori, editor e artisti che vivono all’estero come in Inghilterra, Spagna o Stati Uniti spesso mi ritrovo a parlare delle differenze sostanziali tra noi e loro. In Italia non viene promossa la lettura dei libri, le piccole case editrici non hanno agevolazioni, gli ebook stanno prendendo piede solo adesso più per moda che per piacere di leggere e scrivere. In tutto questo bisogna aggiungere che siamo in tempo di crisi. Come autrice cambierei l’educazione alla lettura, o meglio, l’identificazione del “libro” come qualcosa legata prettamente allo studio e non al piacere. Come addetta ai lavori, vorrei tanto che il governo si rendesse conto che esiste “anche” la piccola e media impresa, l’editoria ne fa parte ed è al collasso. La maggior parte delle case editrici chiude perché non vengono venduti abbastanza libri per pagare le tasse annuali, senza contare i costi riguardanti la creazione di un libro, specialmente se in cartaceo. Bisognerebbe fare delle agevolazioni che aiutino a tal punto le case editrici NOEAP a poter produrre libri e ebook senza ridurle alla chiusura o a divenire EAP perché non è possibile andare avanti.

12. L’ultima domanda… l’immancabile… Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sto scrivendo giusto 3/4 cose contemporaneamente, per via della sempre presente insonnia. Generi differenti tra cui il seguito del mio primo libro e qualcosa in inglese. Per superstizione non confesso altro 😉

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Ringraziamo Aura! ^_^ Facciamo gli scongiuri con lei, augurandole un grandioso “in bocca al lupo”!

Per restare in contatto con Aura, ecco il link del suo sito:

Aura Conte

Maria Stella Bruno

“Scenari immensi ed intuizioni bizzarre” per Gioia Oddi – Intervista

gioia cover 

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Gioia foto

Gioia Oddi è nata a Roma e sono circa 20 anni che si occupa di astrologia. Ha pubblicato nel 2010 un libro dal titolo “la Cura Astrale” e la sua stessa Tesi di laurea ripercorre la tematica letterario-astrologica. Sta frequentando il corso del Cida (Centro Italiano di Discipline Astrologiche) per conseguire un prestigioso diploma. Collabora con Move Magazine curandone la rubrica astrologica; ha scritto per molti anni per la rivista romana Vivaglisposi, specializzandosi in wedding astrale. Ha partecipato a più edizioni del Macef di Milano come docente di seminari per operatori del settore wedding. E’ uscito ad agosto 2013 il suo secondo libro acquistabile sul sito della Feltrinelli, e in vendita anche in tutte le librerie Feltrinelli su territorio nazionale: “Marguerite Yourcenar e l’astrologia. Le stelle nell’Oeuvre au Noir”. Da novembre 2013 cura la rubrica radiofonica “Il Salotto delle stelle” in onda ogni lunedì mattina su Radio Verde. A gennaio 2014 Gioia Oddi ha avuto un grande riconoscimento a livello nazionale con la pubblicazione di un suo articolo sulla rivista astrologica Sirio, inerente una ricerca sul sottile legame che unisce Marguerite Yourcenar al mondo dell’astrologia.

 Ispirazione

E’ sera quando lei entra nella Locanda dell’Inchiostro Versato. Le stelle occhieggiano pigramente dalla finestra e sembrano benigne  osservare l’evolversi dell’umanità. E’ il momento perfetto per l’autrice di oggi che ha scritto “Marguerite Yourcenar e l’astrologia. Le stelle nell’Oeuvre au Noir”. L’astrologa Gioia Oddi ci racconterà di sé, del suo rapporto con le stelle e con la scrittrice francese Marguerite Yourcenar. Ma… lasciamo a lei la parola…

1)Come e quando nasce il tuo amore per l’astrologia? La convinzione che le stelle influenzino il comportamento umano?

E’ un amore che viene da lontano, e sinceramente non saprei datarlo; ricordo che al liceo i miei compagni di classe mi regalavano già libri di astrologia. Domandare alle persone il loro segno zodiacale di appartenenza è stato sempre così impellente, fin dall’adolescenza, e in parte legato alla innata curiosità per la mente umana, per i suoi risvolti meno comprensibili. Eventi insoliti ed improvvisi, sopraggiunti nella mia famiglia di origine, a ritmi ciclici e con dinamiche affini, mi hanno spinto a ricercare le cause in un piano superiore, e l’astrologia è stata sicuramente l’ambito che riusciva a soddisfare nel migliore dei modi i miei interrogativi.

2)Fino a che punto, secondo te, ci si può affidare alle previsioni astrologiche?

La previsione astrologica diventa uno strumento veramente utile ed illuminante qualora sia redatta a partire dalla carta del cielo personale, in base dunque a coordinate precise e soprattutto uniche: data di nascita, luogo ed ora. A mio avviso, nonostante per lavoro mi trovi ad elaborare previsioni settimanali cosiddette “generiche”, consiglio di affidarsi a quelle personalizzate, scaturite dallo studio dei transiti che coinvolgono un cielo natale completo. Per esperienza ventennale di oroscopi – ed includo anche il mio caso – vi sono delle corrispondenze molto precise tra previsioni personalizzate ed “eventi” che si verificano nelle vite individuali. Tuttavia il supporto astrologico non può escludere la libera scelta: esso potrebbe essere paragonato al “suggeritore” del teatro, che aiuta l’attore a proseguire la sua performance, nel momento in cui sopraggiunge un dubbio o un vuoto di memoria.

3)Qual è il tuo bagaglio di letture ed esperienze? Hai un modello a cui ispirarti?

I miei esordi astrologici risalgono a più di 20 anni fa. Un incontro insolito, con un astrologo, in un circolo di tennis, altro mio grande amore nonché lavoro. Eni, questo è il suo nome, mi insegnò gli aspetti tecnici, utili per redigere un grafico o carta del cielo, e da lì il mio percorso non si è più fermato. La prima carta del cielo fatta a mano è stata proprio quella di Marguerite Yourcenar, molti anni fa, quando non pensavo ancora di scrivere su di lei. Ho sentito una grande attrazione per l’astrologia evolutiva, ad impronta spirituale, con integrazioni di astrologia karmica. In questa ottica la carta del cielo è un insieme di strumenti che abbiamo a disposizione per fare il nostro percorso di vita: in base ad essa, saremmo inclini a vivere una serie di esperienze, con l’occasione preziosa dell’evoluzione e della comprensione profonda del proprio percorso e della propria armonia. Amo molto Liz Greene, astrologa che ha creato un proficuo contatto tra questa disciplina e lo studio psicologico profondo; ho trovato illuminanti anche Arroyo e Rudhyar, nonché l’italiana Lisa Morpurgo, astrologa a dir poco geniale. Sto attualmente frequentando il secondo anno della scuola triennale di astrologia, che permette di ottenere l’iscrizione all’albo degli astrologi, ancora privato, riconosciuto dal più importante organo italiano, il Cida (Centro Italiano di Discipline Astrologiche). Questo percorso didattico implica una completa conoscenza dell’astrologia classica, da cui quella moderna si è sviluppata, perdendone tuttavia negli ultimi due secoli alcuni elementi molto preziosi.

4)Ogni grande idea ha un quid iniziale, un qualcosa che accende la scintilla dell’ispirazione per scrivere un libro. Per te cosa è stato?

Molti anni fa, almeno 10 o forse di più, rispetto alla stesura del libro – in realtà è la mia tesi di laurea divenuta in seguito una pubblicazione – ricevetti in regalo l’Opera al Nero, libro della Yourcenar. Era estate, e distesa sul divano, iniziai a sfogliare il testo. Alla fine, nei Carnets, trovai poche righe in cui la scrittrice accenna all’oroscopo di Zenone, protagonista del romanzo, e a quello dell’imperatore romano, figura centrale dell’altro capolavoro della Yourcenar, Le Memorie di Adriano. E lì ebbi la folgorazione. Andai dalla mia docente comunicandole che avevo trovato l’argomento della mia tesi: i legami della scrittrice con il mondo dell’astrologia. Poi sono passati tanti anni e la mia vita è stata animata da episodi talmente intensi che il progetto è rimasto solo nella mia testa. Dopo molto tempo, mi sono ritrovata a scrivere la tesi in circa due mesi, come se avessi avuto bisogno, tuttavia a mia insaputa, di questa lunga gestazione.

5) I temi fondamentali del tuo saggio sono…

Il tema fondamentale del mio libro riguarda l’insolito rapporto tra il mondo dell’astrologia e Marguerite Yourcenar. Esaminando soprattutto l’Opera al nero – per quanto abbia preso spunto anche da brani delle Memorie di Adriano – tento di mettere in evidenza come l’astrologia abbia ispirato alcune scelte della scrittrice nella elaborazione e strutturazione dei suoi personaggi: Zenone e Adriano. Questo legame con il mondo delle stelle è tuttavia ambiguo e caratterizzato da adesioni e negazioni, come se la scrittrice si divertisse, in parte, a confondere i livelli, negando al lettore la totale comprensione del suo pensiero circa l’astrologia.

6)Cosa ti ha attratto della scrittrice Yourcenar?

Il mio amore per la Yourcenar è molto forte: è nato come una folgorazione improvvisa, una vibrazione animata da attrazioni e allontanamenti, come quegli amori che vengono da lontano, carichi di intensità e quasi troppo potenti, al punto da richiedere lunghe pause e momenti di riposo. Ho sempre sostenuto che è la Yourcenar a “chiamarci”, è lei che si presenta con la sua intensità, che decide quando essere avvicinata e gustata. Ciò che mi ha attratta è la sua immensa cultura, la sua versatilità, il suo spaziare dal romanzo alla poesia, dal teatro alla saggistica, sempre con prestazioni di alto livello, senza cadute di stile o banalità. Inoltre, nonostante la sua formazione culturale classica e la sua costante e vigile razionalità, Marguerite Yourcenar ha un animo visionario, capace di accompagnare il lettore in ogni ambito del sentire, con grande saggezza ed equilibrio: una mente geniale e progressista.

7)Perché trattare proprio del legame fra la scrittrice francese Yourcenar e l’astrologia?

Il giorno in cui – come ho raccontato sopra – ho avuto l’illuminazione della tesi e dell’argomento da trattare – i legami della Yourcenar con l’astrologia – ho sentito che non potevo scrivere altro che questo, non so, come un comando superiore, un richiamo così potente che non lascia spazio al ragionamento e ai perché.

8)Mentre scrivevi hai riscontrato delle difficoltà? Problemi nella ricerca di fonti o di informazioni? Condividi qualche aneddoto…

Ho scritto il testo in meno di due mesi, la sera e la notte, dopo il lavoro e mentre preparavo gli ultimi due esami. Una fatica immensa costellata da piccoli malesseri fisici che non hanno facilitato l’impresa. Credo che qualche forza superiore mi abbia sostenuta: a volte avevo delle intuizioni, e mi ritrovavo a scrivere per ore, di getto. Ho attinto a pochissime fonti, essendo il testo frutto di una mia ipotesi da cui poi ho sviluppato l’intero lavoro. L’aneddoto più particolare, ma che ha animato l’intera stesura, è il ritrovarmi a sfogliare alcuni testi e venire attratta da una riga o da una frase, che apriva scenari immensi ed intuizioni bizzarre. A volte ho creduto che fosse già tutto pronto, e che dovevo solo scrivere e tirare fuori questa matassa interiore.

9)Perché leggere il tuo saggio?

Perché leggerlo? Per curiosità; per entrare in contatto con questo aspetto insolito della Yourcenar; per conoscere la delicata atmosfera intellettuale e ideologica del 1500, dilaniato da una grande crisi, secolo in cui si è venuta a creare l’insanabilità frattura tra il mondo scientifico e il mondo “magico”, tra la ragione e lo spirito, tra il micro e il macro.

10)Rivoluzione digitale: ebook o cartaceo? Cosa pensi dell’uno e dell’altro. Pregi e difetti.

Rispondo a questa domanda in base al mio personale gusto. Il libro cartaceo ha per me ancora un richiamo immenso, oggetto vivo tra le mani; da esso emanano odori, sensazioni, personaggi. Il mio libro è anche in versione ebook, scelta dettata dalla consapevolezza che si tratta di un canale oggi molto diffuso, che può soddisfare una importante fetta di lettori, anche e soprattutto per i costi più bassi. Per me, tuttavia, il libro rimane quello cartaceo, che sfogli, che vivi. L’ebook resta più freddo, anche se innegabilmente più pratico da trovare, nonché più economico.

11)Le difficoltà di uno scrittore per emergere sono proverbiali, specie per il mondo della saggistica. Quali complicazioni hai riscontrato affrontando il mondo dell’editoria?

Appena laureata, sapevo che avrei un giorno pubblicato la mia tesi, era solo questione di tempo e dell’occasione giusta. Ho contattato vari editori, le cui proposte economiche erano per me in quel momento poco favorevoli. E allora ho optato per l’autoproduzione, rivolgendomi al sito IlMioLibro.it. Oggi il mio libro ha una buona visibilità, è in cartaceo e in ebook e per il momento questa condizione mi sembra la migliore, soprattutto perché non ha richiesto una grande spesa iniziale. Ho organizzato un tour di presentazioni, viaggio itinerante in varie realtà, progetto che mi diverte e che ha un buon riscontro di pubblico.

12)L’ultima domanda… l’immancabile… Quali sono i tuoi progetti futuri?

Uno dei miei progetti futuri consiste nell’espandere il tour di presentazioni che ho chiamato appunto “Marguerite Yourcenar in tour: come una stella errante”, che comprende, oltre alla parte dell’intervista all’autrice, reading di brani della Yourcenar attinenti all’astrologia, proiezioni di foto e, spero a breve, la musica di un violino, da sottofondo alla componente fotografica. Per l’aspetto propriamente della scrittura, invece, sto pensando ad una nuova edizione, con modifiche alla struttura del libro, aggiunte, espansioni, ma in realtà ancora non ho le idee chiare in merito.

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Grazie, Gioia, per essere stata ospite della Locanda! Ti facciamo i migliori auguri per i tuoi studi ed apprezziamo la tua immensa passione per ciò che fai! ^_^

Per sapere di più sul lavoro di Gioia Oddi, eccovi dei bei link:

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Maria Stella Bruno

 

Poesia: cura per il dolore – Intervista a Davide Uria

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davide uria Davide Uria – Nasce a Trani nel 1987. Luogo di riferimento la sua città natale diventa fondamentale per l’evoluzione della sua poetica. Nel 2005 Partecipa e si aggiudica il terzo posto al Concorso Nazionale di Poesia e l’anno successivo è ospite alla manifestazione Notti di Poesia a Cassano Murge (BA). Nello stesso anno si diploma presso l’istituto di Grafica Pubblicitaria di Andria (BT). Nel 2008 lavora alla redazione di un libro gestito ed edito dal collettivo della facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università degli Studi di Bari, dal titolo LIBERTA’ D’ IDENTITA’. Nel 2010 comincia il suo percorso universitario presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Dal 2 all’ 8 gennaio 2012 presso il palazzo palmieri di Trani cura l’allestimento e la grafica di un evento artistico intitolato “minuscule”. Il 4 febbraio 2012 pubblica “A cosa serve un cuore?” (poesie 2002-2011) con Edizioni Il Pavone . Il 28 luglio 2012 è selezionato per partecipare a “Notte di Poesia al Dolmen”. Nel settembre dello stesso anno due poesie estratte dalla sua raccolta “A cosa serve un cuore?” vengono pubblicate nel numero di settembre di Pastiche. Il 2012 è anche l’anno in cui si intensifica l’attività dedicata all’arte visiva realizzando un progetto illustrativo “Genealogies” Il 5 marzo 2013 inizia la sua collaborazione con la rivista JUST KIDS cura una rubrica di illustazione e poesia PAROLAimmaginata. Il 7 marzo è ospite, con la sua raccolta “A cosa serve un cuore?”, alla rassegna di poesia “Parola di poeta” presso il teatro Mimesis di Trani. Il 16 luglio 2013 si laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Il 2 gennaio 2014 esce UNTITLED un piccolo progetto di poesia supportato da Patamu.

Ispirazione

La Locanda dell’Inchiostro Versato  oggi ospita Davide Uria. Il nostro autore è un poeta che nella sua raccolta “A cosa serve il cuore?”, espone se stesso in versi sofferti. Ma basta alle ciance! Facciamolo sedere ad uno dei nostri tavoli e cerchiamo di conoscerlo meglio…

Come nasce la tua passione per la scrittura, il tuo desiderio di scrivere?

Una passione è un fattore fondamentale per la propria vita, per crescere, per avere obiettivi. Quando rintracci la tua strada puoi ritenerti fortunato, perchè tutto ciò che fai è rivolto alla realizzazione del proprio sogno. Combatti ogni giorno per concretizzare i tuoi progetti di vita. Una passione è come l’ossigeno, aria, è linfa vitale. Per questo motivo credo che la mia attitudine alla scrittura non sia nata in maniera del tutto casuale, sin da quando siamo bambini siamo in un certo senso segnati e destinati a intraprendere un certo tipo di percorso.

Qual è il tuo bagaglio di letture ed esperienze? Hai un modello a cui ispirarti?

Non ho un modello, ma tante sono le letture che hanno fortemente influenzato la mia raccolta, tra cui: Artaud, Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Merini, Lorca.

In che modo ha influenzato la tua poetica Trani, la tua bella città?

Trani è una città bellissima ma al contempo segnata e abusata. E’ come una prostituta, usata e abbandonata. Come tante altre realtà meridionali vive la sua condanna e condizione di paese del sud. Ogni anno è una nuova scommessa per la città, ma ogni anno la situazione è sempre la stessa. Nonostante questo la amo, soprattutto in questi mesi, quando l’estate finisce e tutto torna alla normalità, tutto diventa così meravigliosamente nostalgico.

Ogni grande idea ha un quid iniziale, un qualcosa che accende la scintilla dell’ispirazione. Cosa ispira i tuoi versi?

Sicuramente la necessità di esprimersi ha giocato un ruolo davvero importante. Sono partito principalmente dal mio bisogno, senza un secondo fine, non stavo scrivendo l’opera che avrebbe scalato le classifiche, al contrario, stavo comunicando me stesso, mettendoci il cuore e l’anima. La raccolta nasce casualmente dall’incontro con la casa editrice, che ha creduto fortemente in me e nelle mie potenzialità.

I temi fondamentali della tua raccolta poetica sono…

La mia raccolta racchiude una moltitudine di temi e sensi. Sono poesie differenti tra loro seppur legate da un tema comune che le rende coerenti e genuine per l’intera raccolta. Sono versi che nascono da un disagio interiore, dalla necessità di rintracciare un senso primordiale a ciò che facciamo nella vita. Una ricerca analitica nelle paure, nel disagio e nella lotta quotidiana che ci spinge ad adattarci alle situazioni e a viverle diversamente per ciò che siamo. Un viaggio all’apice della sofferenza che culmina con un discernimento, siamo irrimediabilmente soli nella nostra tristezza.

Perché trattare proprio questi argomenti?

Trattare questi temi ha reso tutto un po’ più semplice e chiaro, è stato come disintossicarsi. Spesso viviamo nell’oscurità senza rendercene conto, e in quei dieci anni sono riuscito pian piano a risalire verso la luce e ha trovare una cura per il mio dolore. Ecco perchè ho affrontato questi temi, bisogna attraversare la tragedia per liberarsi dalle proprie angosce. E “A cosa serve un cuore?” è stato proprio questo: un antidoto contro i mali del mondo.

Le “gioie e dolori” dell’essere poeti. Qual è la tua poesia più “sofferta”? Quale la più ottimista?

Sicuramente la più sofferta è “Ennesima piaga” una poesia che si apre con la lucida, consapevole e drammatica immagine di un discernimento, vissuto tra l’ “arco vitale” e “il mortale sapore della malattia”. Decisamente fluido è il passaggio dal sentire “particolare” al dolore “universale”, attraverso cui il lettore viene immerso nella comune vertigine della sofferenza. Mentre la più positiva è “Infiniti fili d’oro“, una poesia che ho dedicato alla mia sorella gemella, persona con cui ho sempre avuto un forte legame e una forte intesa. Gli infiniti fili d’oro sono i suoi biondi capelli, ma anche gli anni vissuti insieme, dei tempi andati, della nostra infanzia.

Perché leggere “A cosa serve un cuore?”?

Secondo me “A cosa serve un cuore?” è una raccolta non semplice da assimilare. Ma già nel titolo contiene tanti interessanti spunti per riflettere. Poi, in fondo, chi nella sua vita non si è mai posto questa domanda?

Modernità e poesia. Crisi e letteratura. Come si rapporta il tuo essere poeta con tutto ciò?

La crisi è ormai il nostro pane quotidiano. Tutto nasce da una crisi, anche la mia raccolta ha  le sue radici nella sofferenza. In un paese come il nostro gli emergenti sono visti in un ottica non propriamente positiva, non sei nessuno e se non sei nessuno, non arrivi da nessuna parte. A volte mi sembra di perder del tempo, noto una scarsa attenzione e interesse da parte dei più, compreso in chi ha valutato e investito sulla tua opera. Credo però che per me l’arte sia fondamentale per vivere meglio, quindi non mi preoccupo più della reazione di un potenziale pubblico, penso soprattutto a me stesso.

Rivoluzione digitale: ebook o cartaceo? Cosa pensi dell’uno e dell’altro. Pregi e difetti.

Non mi sento adeguato per poter dare dei giudizi. Sono due mezzi differenti con le loro qualità e difetti. In fondo nessuno ci vieta di poter scegliere tra uno o l’altro.

Le difficoltà di uno scrittore per emergere sono proverbiali. Quali complicazioni hai riscontrato affrontando il mondo dell’editoria?

Quando fai tutto da solo è davvero difficile. La casa editrice si è solo occupata dell’editing, pubblicazione e distribuzione. Che è già tanto in un paese dove per pubblicare devi pagare, e anche tanto. La promozione è affidata a me, alle mie potenzialità, forze, tempo, pazienza, esperienza. Limiti, sempre tanti limiti da tener in conto, cose su cui puoi investire e altre no. Ma se non vendi che fai? Promozione per gloria? Alla fine si opta delle soluzioni più cheap o completamente gratis, privandosi di certe strade più efficaci. Lavoro nella comunicazione, con i social e l’investimento, anche di denaro, con la partecipazione di un team sarebbe la strategia più efficace, ma non tutti la pensano come me.

L’ultima domanda… l’immancabile… Quali sono i tuoi progetti futuri?

Attualmente sono alle prese con un progetto social dal titolo #unversoaldì, consistente nella pubblicazione giornaliera di un verso estrapolato da una delle poesie della raccolta “A cosa serve un cuore?”. L’ idea nasce con l’intento di lasciare traccia, per far riflettere o semplicemente far incuriosire. Stimolare il pensiero e le menti o la parte poetica che si nasconde dentro ognuno di noi. L’iniziativa si svolgerà principalmente sulla mia pagina facebook ufficiale, su instagram e sul profilo twitter.

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Grazie, Davide, per la tua partecipazione! ^_^ Come poetessa, capisco quanto possa essere  “intima” e unica una raccolta di poesie.

Un grossissimo “in bocca al lupo!” per tutto!

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Maria Stella Bruno

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